

Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
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E l'astensione di chi lo avversa di certo non aiuta.
Dal lato economico non è affatto vero che i tassi del debito pregresso sono altissimi: al contrario questi sono estremamente bassi grazie ad un decennio in cui ci siamo avvantaggiati dell'euro ed il problema è semmai il contrario. A oggi lo spread potrà pur essere in diminuzione, ma il tasso di interesse che paghiamo per rinnovare il debito pubblico è più alto del tasso sul debito che va in scadenza e l'effetto è che paghiamo comunque di più in soli interessi rispetto a prima. Certo, il problema sarebbe drammatico se lo spread fosse rimasto sui 4-500, ma questo è stato scongiurato dalla BCE e dall'UE.
Quanto a Keynes, l'unica uscita dalla crisi è la creazione di uno stato o una federazione europea che possa emettere titoli i debito per investimenti. Se invece si preferisce far saltare il banco nell'illusione che questa sia la via per un miglioramento, mi chiedo quale riferimento storico hai in mente di un miglioramento avvenuto in questo modo.




Secondo me vale ancora la pena spendere un quarto d'ora per votare, se non altro perché gli astensionisti sono del tutto irrilevanti e ai governanti non danno nessun fastidio, e anche perché si può eleggere una persona onesta o un farabutto, uno che rispetta le istituzioni e uno che le umilia.
Tuttavia votare non è mai stato così poco importante come in questi tempi, perché mi pare che la politica non abbia i mezzi per risolvere nessuno dei grandi problemi, inoltre molte decisioni vengono prese a livello internazionale da istituzioni non elettive, oppure vengono imposte dai mercati.
Ci sono una serie di tendenze di lungo periodo, cambiamenti dell'economia e della cultura, tendenze che esistono in tutti i paesi occidentali e che nessun governo di nessun colore politico è stato in grado di invertire. Faccio degli esempi: calo di diritti e salari dei lavoratori, aumento delle disuguaglianze, rallentamento della crescita economica, calo della natalità, immigrazione, indebolimento del sistema sanzionatorio penale. Rispetto a queste cose nessun governo e nessun partito politico ha potuto fare nulla, nemmeno chi ha preso valanghe di voti o ha fatto cadere i governi. Ad esempio la Lega è stata determinante per anni, ma non ha potuto fermare l'immigrazione né rafforzare le autonomie, RC pure è stata determinante ma per i lavoratori non ha portato a casa niente.
Poi ci sono certi problemi storici del nostro paese, rispetto ai quali pure governi di tutti i colori non hanno potuto nulla. Esempi: evasione fiscale, corruzione, inefficienza della pubblica amministrazione, mafia, questione meridionale.
La sensazione che ho è che votare e partecipare alla politica non serve per risolvere i problemi, ma solo per non fare andare al potere chi potrebbe crearne di nuovi.




Qualche idea su che futuro può avere la "lista Ingroia" e, eventualmente, dove si posizionerà?








Insomma la famosa favoletta degli Eurobond.
Ora, quello che vorrei far capire, è che Eurobond o meno, non è "pensabile" che la Germania o chi per loro si accollino i ns. debiti, e che quindi anche a fronte di un emissione globale europea, ci dovrebbe essere una quota di compensazione che ci addebiterebbero, e che quindi la situazione nell'ambito "conti pubblici" cambierebbe ben poco.
In quanto agli "investimenti", gli stessi si fanno in un'ottica di crescita del PIL. Ora a parte la validità o meno del medesimo indicatore, semplicemente dovremmo capire che siamo in una fase in cui "la crescita" non è piu' pensabile.
Ora questo "orologio" lo consci bene anche tu
http://www.economist.com/content/global_debt_clock
Bene, penso che saprai che questa crescita esponenziale semplicemente non è piu' sostenibile e quindi capirai benissimo che il problema non è il "se", ma il "quando".
Ora, se vai vedere il dettaglio di "chi" prende in carico questo debito globale negli ultimi anni, ti renderai conto che sono sempre meno le "persone" singole o privati, e sempre di piu' enti finanziari, siano essi "gestori" in proprio (tipo fondi sovrani mediorentali) o gestori "terzi" ovvero canalizzatori di investimenti finanziari privati, siano essi hedge funds o compagnie assicurative.
Ora, per quanto a livello "sistemico" si possa provare a "indirizzare" (o obbligare) il risparmio privato su queste forme, la difformità sta diventando sproporzionata. E oltretutto determina a sua volta le crisi bancarie. A sua volta ripianate dagli Stati. Una spirale.
Ora possiamo fare gli struzzi e pensare "tutto andrà bene affidiamoci allo stellone", oppure pensare seriamente a "come gestire" il fenomeno. E ripeto ancora una volta, se non lo faremo noi, lo faranno altri.
In quanto ai "riferimenti storici", sai bene che il vero problema è evitare il blocco del sistema bancario, che di per sè non è determinato dalla finanza "in sè e di per sè", ma dai bank run. Ovvero mischiare l'economia finanziaria con quella reale.
Ed è quello che occorre evitare per riuscire a gestire il fenomeno. Dovresti ben sapere che il "far saltare il banco" riguarda si e no il 10-20% della popolazione attiva e certamente quella piu' abbiente (in quanto in grado di tenere capitali immobilizzati in finanza) e non certo le attività di economia "reale e spicciola", alias la piccola-media impresa.
Che poi sia un compito immane lo capisco anche io, ma nel check&balance di una cosa del genere, in primis l'Italia e l'Europa avrebbero tutto da guadagnarci, in quanto con un manifatturiero forte e non "finanziarizzato".
Di certo gli UK e gli USA avrebbero problemi enormi, ma noi MOLTO meno di loro. E' un cambiamento epocale, ma prima o poi qualcuno deve farlo. E studiarci sopra.
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