
Originariamente Scritto da
Roberto il Guiscardo
Direi meglio: perché non c'è nessuna convenienza all'acquisto.
Ma il problema dell'immobile/abitazione è ambiguo: l'edificio, il bene immobiliare, soddisfa un bisogno fondamentale dell'uomo, che è quello di avere un tetto in testa, un posto dove vivere, ritrovare tutte le sue cose, fare "tana", insomma. Ma lo stesso bene casa viene anche usato come merce nel mercato degli immobili. Questa ambivalenza fa dire, a chi ancora non riesce a soddisbare il bisogno primario della casa/abitazione, che chi compra case per rivenderle o fittarle, è un parassita speculatore. In realtà chi compra un immobile per ivenderlo, prima di rivenderlo ci spende dentro soldi per ristrutturarlo, rinnovarlo, riammodernarne gli impianti, le finiture, aumentandone il valore e cercando di lucrare, nel rivenderlo, un suo compenso, che è poi quel compenso che spetta all'imprenditore che a suo proprio rischio investe lavoro e capitale per ottenere un guadagno. Lo stesso discorso vale per chi fitta. Può essere un privato, oppure una impresa di costruzioni, di ristrutturazioni edili, ma resta il concetto: io offro sul mercato un bene per cui spero e prevedo ci sia una domanda. Se mi sarò sbagliato, la colpa è solo mia e me la prendo in saccoccia. Ma se ho azzeccato le mie previsioni, ho diritto al mio compenso.