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Discussione: Terries

  1. #271
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    Predefinito Re: Terryes

    Ferito a Pianura, minaccia i nemici via Facebook. La denuncia di Sos racket
    di Daniela De Crescenzo
    Ferito giovedì a Pianura, da tre giorni lancia minacce via Facebook. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile della polizia di Stato. E ieri i responsabili dell'associazione sos racket hanno portato tutto il materiale al commissariato San Paolo chiedendo un intervento in tempi rapidi.
    Fabio Orefice, 28 anni, alle spalle un lungo elenco di prevedenti di polizia, genero di uno dei boss di Pianura, Antonio Bellofiore, è stato ferito giovedì sera, poco dopo le 21 via Luigi Santamaria. Dopo qualche ora ha postato su Fb la sua immagine con il dorso ferito e il post: «Il leone è ferito ma non è morto, già sto alzato. Aprite bene gli occhi che per chiuderli non ci vuole niente. Avita muriii». Il giorno successivo ha pubblicato le immagini di arsenali di armi.
    Ferito a Pianura, minaccia i nemici via Facebook. La denuncia di Sos racket

    I famosi sguardi terronici....

    Rissa e coltellate per uno sguardo: movida violenta al Vomero: 2 feriti
    Giuseppe Crimaldi
    Uno sguardo di troppo rivolto a una ragazza del gruppo. La replica, affidata a una battutaccia, ed ecco che la scintilla dà fuoco alle polveri e scatena la rissa. Vedi alla voce "movida": non c'è pace nelle serate del fine settimana a Napoli. Dai vicoletti del centro storico ai viali della zona collinare, passando per piazza del Gesù e per Chiaia, il leit-motiv resta sempre lo stesso. E i protagonisti di queste bravate restano sempre minorenni.
    Mattino Digital

    Andate, andate a fare le vacanze in Terronia....

    Napoli. Benzinaio dà 50 euro false di resto a due turisti: arrestato
    I carabinieri hanno arrestano stamattina, in un distributore di carburanti al viale Umberto Maddalena, per tentata truffa e spendita di monete false l’addetto al distributore. Si tratta di Vincenzo Vanacore, 40 anni, residente ad Afragola, già noto alle forze dell'ordine.
    Vanacore, che lavora come benzinaio nel distributore, aveva tentato di dare 50 euro false in resto a due turisti tedeschi, un 47enne e una 40enne, che avevano fatto rifornimento alla loro vettura. L’arrestato è ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
    Napoli. Benzinaio dà 50 euro false di resto a due turisti: arrestato

    Brindisi, minacce alla preside
    «La prossima volta toccherà alla sua casa e alla sua vita»
    Tregua finita: torna lo scompiglio in una scuola di Bari
    Trepuzzi, dice «no» a snack in classe: intimidazione a preside liceo
    di Antonio Portolano
    BRINDISI - Seconda lettera di minacce per la preside del Liceo di Scienze umane e linguistico «Ettore Palumbo» di Brindisi, Maria Oliva, nell’arco di meno di 48 ore. Dopo la bottiglietta di benzina versata nei corridoi e una missiva di minacce ritrovata martedì sera nella scuola, ieri mattina una nuova sortita da parte dell’ancora sconosciuto «messaggero».
    Una nuova lettera non solo di rivendicazione del gesto precedente ma anche di ulteriori minacce.
    Recita il messaggio: «Non sto scherzando la polizia deve restare fuori. Ritiri la denuncia. Quello di ieri è stato un atto intimidatorio. Io non ce l’ho con la scuola perchè è un luogo formativo ma con lei. La prossima volta toccherà alla sua casa e poi alla sua vita. Tutto è a repentaglio».
    La missiva scritta in stampatello con una penna blu, su un foglio di quadernone a righe, recava sul fronte della pagina anche il destinatario ribadito due volte: «Per la Preside. Da leggere. Per la Preside. Leggere». Il foglio ripiegato è stato ritrovato sotto la ruota dell’Opel Mokka bianca di proprietà della dirigente, parcheggiata proprio di fronte all’ingresso dell’istituto. L’auto, tra l’altro, è stata danneggiata con vistosi graffi sulla fiancata laterale del mezzo. Graffi prodotti probabilmente strisciando una chiave contro le portiere.
    Dopo il gesto intimidatorio di due giorni fa, la benzina versata sotto una delle porte di ingresso della scuola accompagnata dal biglietto che redarguiva la dirigente dal rimproverare gli studenti per le aule lasciate in disordine ed i corridoi imbrattati, le minacce si fanno più pesanti. Il foglio sotto la ruota posteriore destra della Opel è stato notato da un professore che ha immediatamente avvisato la preside. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica e della Digos che hanno avviato le indagini.
    Brindisi, minacce alla preside «La prossima volta toccherà alla sua casa e alla sua vita» | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Blitz nei depositi del contrabbando: spuntano le sigarette targate «Napoli»
    di Giuseppe Crimaldi
    Un nome e un colore indistinguibili. Una marca ammiccante, di quelle che subito ti entrano in testa e non dimentichi più. «Napoli Blu»: ecco la nuova sigaretta lanciata sul mercato dai nuovi padroni del contrabbando internazionale.
    Laddove «blu» stava per azzurro, e non a caso la tonalità cromatica riportava alla maglia della squadra di calcio. Diavolerie del mercato illegale che sta riesplodendo, dopo anni in cui il fenomeno delle «bionde» sembrava destinato a un irreversibile crollo.
    A fare il colpo grosso, individuando uno dei carichi più imponenti mai sequestrato negli ultimi tempi, sono stati i carabinieri che ieri mattina hanno individuato un carico di sette tonnellate di sigarette di contrabbando che erano pronte a invadere il capoluogo campano e la sua provincia.
    Blitz nei depositi del contrabbando: spuntano le sigarette targate «Napoli»



    Sport terronici: il lancio dell'immondizia dalla macchina...

    San Cipriano, lancia sacchetto dell'immondizia da un'auto in corsa: incastrato da un filmato
    di Fabio Mencocco
    Lancio del sacchetto da un'auto in corsa immortalato dalla telecamera. Ora è caccia all'autore del comportamento incivile.
    Un’automobile transita in via Beethoven a San Cipriano d’Aversa e lancia dal finestrino un sacchetto della spazzatura. Un gesto che pare quasi assolutamente normale, come se il paese fosse una grande discarica a cielo aperto. Il tutto viene registrato dall’occhio elettronico dell’abitazione dove il sacchetto viene abbandonato.
    Così il proprietario ha deciso di denunciare il tutto ai carabinieri che da ieri possono anche visionare il filmato. Dal video potrebbe essere visibile anche la targa della vettura che riconduce al proprietario della vettura.
    San Cipriano, lancia sacchetto dell'immondizia da un'auto in corsa: incastrato da un filmato



    COME VENGONO USATI I FONDI EUROPEI? PER BUFFET, INUTILI SEMINARI E FESTE DELLA TARANTELLA
    Gli eventi per i quali sono stati spesi i soldi di Bruxelles sono delle boiate pazzesche: il seminario “Le città siciliane motore dello sviluppo regionale” (11 mila €), la manifestazione “Tarantella power” di Catanzaro (più di 40 mila €) e “Spartaco e l’antica Roma” a Giungano in Campania (75 mila €)…
    Luigi Offeddu per il "Corriere della Sera"
    Quella volta, il 27 e il 28 novembre 2008, la Regione Sicilia voleva discutere di come venivano impiegati i finanziamenti del Fesr, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, in arrivo da Bruxelles. Perciò si riunì il Comitato di sorveglianza, nella magnifica sala Alessi del Palazzo d'Orleans a Palermo. E per il ristoro di tutti, venne garantito anche - così lo definirono i verbali - un «Servizio di Welcome Coffee/Lunch buffet», di colazione e pranzo. Pagato, per metà, proprio con i soldi dell'Unione Europea di cui si discuteva: 2.544 euro, su un costo totale di 5.088 euro (lo Stato italiano sborsò 1780 euro, la Regione Sicilia 763).
    Fra le pieghe dei fondi europei, spesso così preziosi e importanti per tanti Paesi, vi sono molte altre storie simili, alcune degne di Totò. Il 4 marzo 2010, si tiene nel Teatro Pirandello di Agrigento un seminario sul tema «Le città siciliane motore dello sviluppo regionale». Appuntamento rapido: comincia verso le 16, finisce prima di cena. Fra gli ospiti c'è l'allora presidente della Regione Raffaele Lombardo, di cui Tele-Video Agrigento descrive «la carovana di auto blu». Il seminario di poche ore è giudicato così importante da giustificare uno stanziamento pubblico di 23.040 euro: di questi, quasi la metà - 11.520 - sono fondi europei, 8.064 dello Stato italiano, 3.456 della Regione.
    La manifestazione «Tarantella Power», a Catanzaro, merita due stanziamenti da 45.776,83 euro nel 2010 e nel 2011 (anche se per il primo non risultano «pagamenti certificati») e uno da 43.643,52 euro nel 2009 (stessa situazione, pagamenti latitanti). «Luoghi di magia, magia nei luoghi» è invece la manifestazione di Crotone che nel 2012 merita in tutto 306.767,40 euro, con pagamenti pubblici di 153.383,70.
    Nella valanga dei documenti, una certa nebulosità è fisiologica. Così si spiega, forse, perché l'edizione 2011 della manifestazione «Spartaco e l'antica Roma» a Giungano in Campania, costo totale 150 mila euro, risulti cofinanziata da 75.000 euro di Bruxelles secondo il sito ufficiale dei fondi Ue, e da 95.640 secondo il sito del nostro governo, dipartimento delle politiche europee.
    Differenza da 20 mila euro, non è poco ma una spiegazione tecnica ci sarà di sicuro. Ma poi, la manifestazione su Spartaco c'è stata davvero, nel 2011? Certo che sì, come paiono testimoniare tanti video sul Web. Ma il sito del nostro governo sembra scettico: «inizio previsto» della manifestazione 1/6/11, "inizio effettivo non disponibile"; fine prevista 30/9/11, "fine effettiva non disponibile".
    Ci sono anche stanziamenti basati sugli affetti. Per esempio, «Dalida fra cultura e arte», promossa dalla «Associazione Jolanda Gigliotti in arte Dalida», è la manifestazione che nel 2010-2011 ha fatto arrivare 26.638 euro all'anno a Serrastretta, 3249 abitanti (Catanzaro). La cantante era nata al Cairo, dove aveva vissuto una giovinezza felice, ed è morta a Parigi nel 1987. Ma i suoi genitori, emigrati in Egitto, erano originari di Serrastretta: e così è nata la manifestazione.


    Manager in pensione a 53 anni. E Crocetta continua ad assumere
    Raffica di prepensionamenti per scampare al taglio degli stipendi. E nelle partecipate si continua ad assumere
    Sergio Rame
    Il caso Di Bella è solo l'ultimo di una lunga, lunghissima serie. IlGiornale.it ne ha dato ampiamente conto nei giorni scorsi.
    Eppure il maxi stipendio da quasi 600mila euro e la mossa di andare in pensione qualche giorno prima dell'entrata in vigore della legge che fissa a 240mila euro il tetto degli stipendi per i dipendenti dell'Assemblea regionali siciliana continuano a tener banco e a fare polemica. Perché il tempismo di Sebastiano Di Bella, segretario generale di Palazzo Normanni, sembra aver fatto scuola: sono almeno una decina i manager pubblici sfuggiti alla spending review andando in pensione a 53 anni.
    "È uno scandalo!". Il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, tuona contro il governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta: "È una disparità inaccettabile rispetto al resto del mondo del lavoro". Mentre la Regione, stretta tra i debiti, non riesce neanche a chiudere la finanziaria, dieci manager hanno potuto godere di una leggina ad hoc che li ha prepensionati a 53 anni con un assegno mensile dorato. Come Di Bella, anche questi ex dipendenti regionali riusciranno così a sfuggire gli effetti dei tagli agli stipendi pubblici. Perché se vengono tagliati gli stipendi, anche le pensioni calano.
    Purtroppo non è certo una novità. Da Felice Costa, l'ex capo dell'Agenzia regionale dei rifiuti con una pensione da 496mila euro all'anno, a Orazio Aleo, ex capo del personale con una pensione da 249mila euro all'anno, l'elenco è lungo e soprattutto variegato. Come raccontava Panorama tempo fa, Tommaso Liotta alla pensione da 200mila euro all'anno aggiungeva un assegno da oltre 41mila euro per la carica da consigliere del Fondo pensioni Sicilia.
    Non è solo l'Assemblea regionale siciliana a spendere e spandere. Sebbene delle 34 società pubbliche ben 22 sono in perdita con 100 milioni di euro di buco fatti in quattro anni, le assunzioni non si fermano. Tanto che la Corte dei Conti ha dovuto aprire un'inchiesta sulle ultime 2.600. Qualcosa, infatti, non torna se i 2.300 adetti ai servizi all'impiego producono meno rispetto ai mille impiegati in Regione Lombardia o se i 3.328 dipendenti delle partecipate (tolti i soccorritori del 118) reppresentano "un terzo di tutte le altre regioni d'Italia dove sono 8.603".
    Con l'arrivo di Crocetta al governo lo stesso trend sembrerebbe sbarcato anche a Bruxelles dove l'esponente piddino ha moltiplicato i funzionari da tre a sedici. "Del resto - commenta Alessandro Giorgiutti di Libero - nel maxi ufficio da 750 metri quadri al civico 12 di rue Belliard, acquistato dal predecessore Lombardo per 2 milioni e 700mila euro, i sedici avranno a disposizione 46 metri quadri a testa e saranno anche fin troppo larghi".
    Manager in pensione a 53 anni. E Crocetta continua ad assumere - IlGiornale.it




    Similia similibus....

    Castelvolturno. Contro la xenofobia ci pensa il calcio: «Noi africani tifiamo per il Napoli»
    Ieri pizza e birra per guardare al maxischermo la partita del Napoli
    di Vincenzo Ammaliato
    CASTELVOLTURNO - A Castel Volturno per molti rappresentano un problema. Per alcuni, poi, sono la causa principale di tutti i mali del terrritorio. Per altri, ma per fortuna per pochi, sono addirittura degli invasori. Ma loro sono semplicemente ragazzi e ragazze in cerca di un futuro migliore, per essi stessi e per il resto della famiglia.
    Per l'esercito d'immigrati africano sprovvisti di permesso di soggiorno che vive ormai stabilmente sulla via Domiziana, non ci sono politiche d'inclusione sociale e meno d'integrazione. Ma loro, col passare dei mesi e degli anni, ugualmente su questa striscia di costa hanno assunto caratteri simili a quelli dei cittadini indigeni. E così, vanno anche loro pazzi per la pizza, sono tifosi del Napoli, e quando segnano i ragazzi di Benitez, non ci sono freni inebitori o pudere che tenga: anche per loro la loro gioia esplode fragorosa.
    Castelvolturno. Contro la xenofobia ci pensa il calcio: «Noi africani tifiamo per il Napoli»

    Quasi indistinguibili dai napulitani veri!
    Però sono più pallidi, e hanno più stile e aplomb....
    Inter-Napoli, gli immigrati di Castel Volturno esultano ai gol azzurri

  2. #272
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #273
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    Predefinito Re: Terryes

    Zitti e subite.
    Spaghetti e pistole

  4. #274
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    Predefinito Re: Terryes

    fuck off

  5. #275
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    fuck off
    Massì, volevo solo fare un po' di casino...
    Spaghetti e pistole

  6. #276
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    Predefinito Re: Terryes

    Non sei manco capace a fare quello.
    Infatti si parla di Napoli.
    Quindi siete voi a subire.
    E zitti, mi raccomando.
    In conclusione fai solo pena.
    Non te la prendere, succede.
    Ciao.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #277
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    Predefinito Re: Terryes

    Salerno. Automobilista nel guinness dei primati: 35 multe dallo stesso autovelox
    di Antonio Vuolo
    AGROPOLI - Guinness da primati per un automobilista cilentano che ha collezionato la bellezza di trentacinque multe lungo la strada provinciale 430 perché pizzicato dall’autovelox fissato tra le uscite di Agropoli Nord ed Agropoli Sud.
    Dovrà sborsare cinquemila euro nelle casse del comune di Agropoli che ha fatto installare l’autovelox dalla metà dello scorso mese di luglio.
    Inevitabilmente l’uomo corre anche il rischio che gli venga ritirata la patente. È la storia di un 62enne di Castellabate che, per tre mesi, ogni mattina ha percorso quel tratto di strada per recarsi sul posto di lavoro a Paestum. Le multe sarebbero state perfino il doppio se il rilevatore della velocità non fosse stato in prova fino al 29 luglio. Infatti, le contravvenzioni in totale sono sessantaquattro, ridotte a trentacinque perché fino al 29 luglio l’apparecchio elettronico era in prova.
    Salerno. Automobilista nel guinness dei primati: 35 multe dallo stesso autovelox

    Mazzette all’impiegato e il vitalizio è servito
    di FRANCESCO OLIVA
    VEGLIE - Una mazzetta per sbloccare la pratica di accompagnamento in favore di un’anziana di Trepuzzi. Soldi – 300 euro - consegnati al dipendente direttamente sul posto di lavoro dal genero della donna. Un 58enne di Veglie, al tempo impiegato presso la commissione medica dell’Asl di Galatina, è indagato con l’accusa di induzione alla corruzione. Il suo nome compare nell’avviso di conclusione delle indagini notificato nelle scorse ore dal sostituto procuratore Paola Guglielmi. Le indagini, affidate alla pg della Polizia di Stato, guidata dal vice questore aggiunto Antonio De Carlo, sono state messe in moto dalla denuncia presentata dal dirigente del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Giovanni De Filippis a cui era arrivata all’orecchio più di qualche raccolto più di qualche confidenza.
    Nonostante il verbale fosse già completo, c’erano dei ritardi nella consegna. La pratica di accompagnamento con cui veniva richiesto il riconoscimento della legge 104/1992 (l’invalidità per handicap) non veniva sbloccata dall’impiegato, fino quando la donna non ha deciso di assecondare la richiesta. Si è così rivolta al genero, che tra l’altro gestisce le pulizie all’interno della struttura sanitaria, e sempre sul posto di lavoro è stata effettuata la consegna: 300 euro sigillati in una busta.
    Dopo due giorni la pratica sarebbe stata inviata. Il verbale, infatti, è arrivato a casa dell’anziana. Nel corso delle indagini il genero dell’anziana è stato ascoltato dagli inquirenti ed ha confermato di aver consegnato i soldi richiesti nelle mani dell’impiegato.
    Mazzette all'impiegato e il vitalizio è servito | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Ma perchè offendere la povera Bagdad, paragonandola a Napoli?
    Alcol e spinelli, la movida illegale nel cuore di Napoli: in strada di notte 1 su 3 è pregiudicato
    Controlli di polizia e carabinieri: record di patenti sequestrate. Scoperta una fumeria
    di Giuseppe Crimaldi
    Più che a una città europea Napoli, di notte, rischia di assomigliare a Bagdad. Dopo il tramonto diversi quartieri e intere aree iniziano a popolarsi di un sottobosco umano molto poco raccomandabile, ed è allora che il pericolo di ritrovarsi vittima di situazioni destinate a sfociare nella categoria dei delitti si fa concreto.
    Fino a qualche anno fa disegnare la mappa della città a rischio era tutto sommato abbastanza agevole: bastava evitare le zone da sempre considerate ad alto rischio per evitare brutti incontri. Oggi non è più così. La conferma arriva dopo due notti trascorse con le pattuglie di polizia e carabinieri in giro per garantire i servizi di prevenzione e controllo del territorio.
    E la conferma è innanzitutto nei numeri che indicano come - dal tramonto all’alba - si incroci un vero e proprio esercito di pregiudicati: una persona su tre ha precedenti penali, la stragrande maggioranza per reati contro la persona e il patrimonio. E non solo. Nelle maglie dei controlli finisce un numero altissimo di soggetti che si rendono protagonisti di piccole e grandi violazioni di legge. Più che un bilancio, quello che pubblichiamo e che rappresenta il compendio delle attività delle forze dell’ordine sembra un bollettino di guerra. Eccolo.
    Partiamo dal bilancio stilato dal comando provinciale dei carabinieri. In tre giorni - da martedì e fino alla notte tra venerdì e sabato - nella sola città di Napoli sono stati disposti una serie di posti di blocco. Su 2799 persone controllate 816 sono risultate avere precedenti penali. Ventitre gli arresti, per reati vari: tra loro anche sei stranieri e un minore, un ragazzino di appena 16 anni. Centoquarantasei le denunce (17 delle quali hanno interessato stranieri). Gli autoveicoli controllati ammontano a 1530 (170 affidati al proprietario, 154 sottoposti a fermo amministrativo e 18 a sequestro amministrativo). Sono stati anche sottoposti a verifiche 371 moto e ciclomotori, e anche in questo caso per 216 sono scattati i sequestri.
    Dalle cifre fornite dall’Arma - ma il dato coincide anche con quello della Polizia di Stato, che per parte sua ha operato molti alti interventi - emerge poi che i napoletani continuano a farsi beffe del codice della strada. Ben 926 le violazioni, con contravvenzioni elevate per un corrispettivo di 335.654,90 euro. Per avere un’idea dello stato di illegalità diffusa imperante a Napoli basta poi considerare il numero di carte di circolazione ritirate durante i controlli dei soli carabinieri: 220. Cinquantotto, invece, le patenti sequestrate.
    E passiamo ai dati ufficiali forniti dalla Questura. Tenete conto che si tratta di numeri approssimati per difetto. Nel bilancio che qui riportiamo compaiono infatti i soli interventi svolti durante la notte dalle Volanti dell’Ufficio prevenzione generale (e che dunque dovrebbero sommarsi poi ai risultati degli interventi delle pattuglie dei singoli commissariati di zona). I numeri si riferiscono a un mese di controlli notturni e diurni. Ai 98 posti di blocco le persone controllate sono state 1737: 671 sono risultate pregiudicate; 114 gli arresti eseguiti (22 dei quali stranieri); le denunce ammontano a 641 (ben 147 sono stranieri).
    Passiamo al controllo di autoveicoli, moto e scooter. Nelle maglie dei posti di blocco della polizia sono finiti 1227 ciclomotori, 504 dei quali sono stati sequestrati. Ben 1234 le contravvenzioni elevate per violazioni al codice della strada. Quarantadue le patenti ritirate. Eloquente anche il bilancio della Questura che indica come i cosiddetti "reati predatori" siano in netta flessione: nel giro dell’ultimo anno sono calati del 20 per cento gli scippi e del 21 per cento le rapine. Aumentati del 23 per cento dalle sole volanti dell’Upg gli arresti in flagranza di reato.
    Alcol e spinelli, la movida illegale nel cuore di Napoli: in strada di notte 1 su 3 è pregiudicato | Video esclusivo

    Rapina con ferito. Nuovi guai per il neomelodico che mentre veniva arrestato regalava il suo cd ai carabinieri
    Nuovi guai per il cantante neomelodico Giuseppe Tomasello. L'uomo era balzato agli onori della cronaca perché, mentre veniva arrestato per un altra rapina, prese alcune copie del suo ultimo cd e iniziò a regalarle ai carabinieri che lo portavano via in manette.
    Il cantante era già stato arrestato dai carabinieri che lo scorso 2 gennaio lo presero per un tentativo di rapina ad un distributore di benzina, finito col ferimento ad un piede di un passante. Ora il giovane, 23 anni, dovrà rispondere di rapina, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco per un'altra rapina messa a segno la sera del 31 dicembre 2013, sempre all'interno di un'area di servizio ad Ostia. Anche in quella circostanza Tomasello fece fuoco con la sua calibro 9 ferendo all'addome uno dei due dipendenti del distributore che avevano tentato di reagire alla rapina
    Rapina con ferito. Nuovi guai per il neomelodico che mentre veniva arrestato regalava il suo cd ai carabinieri

    Ma ditemi un pò se questo non sembra nativo di Mogadiscio, Porto Said, Ismailia o Biskra....


    «Morta durante intervento»
    Arrestati 3 medici a Potenza anche primario Cardiochirurgia
    Operata anche dopo il decesso
    Quel medico «sparito» dal registro
    Il gip: omissioni per coprire gli errori
    POTENZA -E' il peggior esempio di malasanità – tra errori, "veleni" e falsificazione di atti - quello che ha letteralmente devastato l’Ospedale San Carlo di Potenza: tre chirurghi, tra i quali il primario del reparto di Cardiochirurgia, sono finiti agli arresti domiciliari per la morte di una paziente, avvenuta nel 2013 durante un intervento, su cui ha indagato per mesi la Procura del capoluogo lucano.
    Il 28 maggio del 2013 Elisa Presti (71 anni) entra in sala operatoria per la sostituzione di una valvola aortica: qualcosa, nel corso dell’operazione, non va come dovrebbe. Comincia così una vicenda i cui contorni, superando l’ambito strettamente sanitario, portano alle misure cautelari per il primario del reparto, Nicola Marraudino, e per altri due medici, Michele Cavone e Matteo Galatti. L’accusa, in concorso, è di omicidio colposo; al primario si contesta anche il falso in atto pubblico.
    Dall’inchiesta, condotta dal pm Anna Gloria Piccininni, è emerso – secondo quanto è stato riferito – che i chirurghi hanno continuato a operare la donna anche dopo averne accertato la morte, in modo da coprire l’errore medico e "archiviare" tutto come un decesso dovuto a complicanze. Si è arrivati anche a modificare il registro della sala operatoria, poichè uno dei tre arrestati non avrebbe dovuto essere presente. Galatti aveva fatto il turno di notte, e doveva riposare. Invece era al tavolo operatorio. Altre discrepanze spuntano anche dal confronto tra i contenuti dello stesso registro con altri atti che normalmente si compilano dopo ogni intervento.
    Dall’inizio del 2014 la Procura – in seguito a un esposto anonimo – ha interrogato decine di persone, acquisendo le cartelle cliniche e i risultati dell’autopsia, depositata il 14 luglio. Fin qui il "filone" sanitario dell’inchiesta. A cui se ne aggiunge uno "mediatico". Fatto di veleni nel reparto di cardiochirurgia e finito in una registrazione inviata alla testata on-line "Basilicata 24". Nell’audio Cavone si sfoga con un collega, ignaro di parlare anche a un microfono acceso, e ben nascosto: descrive l’intervento, tirando in ballo il primario con frasi forti. Dice di aver "lasciato ammazzare deliberatamente una persona" e dalle sue parole traspare un "guerra interna" che da tempo affligge quell'Unità operativa.
    «Morta durante intervento» Arrestati 3 medici a Potenza anche primario Cardiochirurgia | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Ateneo Bari, quel boom di dirigenti dal 2000 al 2011 nel mirino del ministero
    di LUCA BARILE
    BARI - Ballavano, i numeri del personale all’Università, negli anni tra il 2002 e il 2003. Erano i tempi del passaggio dal primo al secondo mandato dell’allora rettore, Giovanni Girone, dell’ex direttore amministrativo Innocenzo Santoro e l’Ateneo più importante della Puglia, il secondo del meridione dopo Napoli, dava prova che la realtà poteva superare l’immaginazione, in fatto di aspirazioni alla grandezza. In una sola botta si registrarono circa 1.200 avanzamenti di carriera, su un organico di 1.900 unità.
    Tutti i livelli base delle categorie a concorso, furono rimpinzati con una raffica di debuttanti provenienti dalle categorie inferiori. Progressioni archiviate come routine negli annali statistici dell’Ateneo, ma che diventano di attualità, altro pezzo di un puzzle da comporre, in questo periodo di contatti e non di rado di contrasti, tra i sindacati e l’amministrazione accademica.
    Il tema è quello dell’ispezione che ha fatto il Mef, ministero dell’Economia e delle finanze, nell’Ateneo lo scorso anno e che riguarda vari aspetti della gestione del personale tra il 2000 e il 2011. I conti non tornano, dicono gli ispettori degli uffici romani: l’Università di Bari pare abbia speso troppi soldi per pagare le indennità dei dirigenti e del personale tecnico ed amministrativo. L’ipotesi di un’eccessiva consistenza dei fondi riguarda, secondo il Mef, anche gli Ep, acronimo di «elevate professionalità», figure intermedie tra i ranghi del personale e il ruolo della dirigenza. Il brodo di coltura naturale, dunque, dal quale pescare, all’occorrenza, i nuovi dirigenti. Nel far notare all’ateneo tutte le sue perplessità, il Mef ha pure rilevato come nell’anno 2004 (le progressioni ebbero decorrenza da dicembre del 2003) il fondo per gli Ep «presenta un elevatissimo incremento rispetto all’anno precedente» (dalla relazione ai sindacati del direttore generale attuale, Nuccio Prudente).
    Si passa, in dodici mesi, da uno stanziamento di 310mila euro ad 1 milione e 400mila euro, per garantire al personale Ep l’importo minimo della retribuzione nella nuova posizione e il correlato importo di risultato. Il boom del personale è compiuto. Il popolo degli Ep, suddiviso come le altre categorie in diverse posizioni economiche (dalla Ep1 «base», fino alla Ep5) decuplica complessivamente, al netto dei pensionamenti, dalle 37 alle 303 unità.
    Ma che senso aveva allungare tanto il brodo di coltura dei nuovi dirigenti? Che tipo di analisi sul fabbisogno del personale ha giustificato una tale operazione? «I fatti sono questi – risponde il direttore generale Prudente - ma il ministero non può entrare nel merito della questione. Può darsi che sia stata inopportuna – taglia corto - ma non illegittima». L’attuale rettore ed erede della patata bollente, Antonio Uricchio, ha istituito una commissione d’indagine ad hoc, per risalire alle responsabilità passate.
    Ateneo Bari, il boom dirigenti (dal 2000 al 2011) nel mirino del ministero | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Bimbi in lacrime a Milano: le loro maestre se ne vanno per far posto all’infornata di meridionali
    È incredibile la vicenda che ha per protagonista la scuola elementare Bacone di Milano e che viene segnalata dal Codacons: “Tre maestre sono state spedite come pacchi postali in altre scuole dopo solo 2 mesi dall’inizio della scuola, dopo aver passato diversi anni scolastici con i loro alunni, perché una nuova infornata di precari proveniente dal sud doveva essere collocata.
    Un’ignominia per i bambini di 7 anni della scuola Bacone che, affezionati alle maestre, sono inconsolabili. Il tutto senza che siano mai stati avvertiti i genitori. Insomma un mondo burocratico quello dello Stato che non ha nessuna logica e rispetto per maestre e graduatorie.
    Ma perché alle porte di novembre, dopo due mesi di scuola, lo Stato cambia i docenti che stanno seguendo un momento così delicato quale creare un ambito di familiarità con i bambini? Sarebbe più adatto e giusto, per evitare il ricrearsi di questi disagi, che graduatorie e assegnazioni dei docenti avvenissero tra luglio e agosto, e non a ottobre a scuola già iniziata”.
    E che alle regioni padane venisse risparmiata l’ennesima invasione di insegnanti stranieri, aggiungiamo noi.
    Bimbi in lacrime a Milano: le loro maestre se ne vanno per far posto all?infornata di precari meridionali - Etnie




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    Predefinito Re: Terryes

    Frignano, a folle velocità tra la folla rischia il linciaggio poi offre soldi ai carabinieri: arrestato
    FRIGNANO - Guidava un furgone senza patente e assicurazione, ha provocato un incidente ed è stato malmenato da alcuni passanti. Poi ho offerto soldi ai carabinieri. Così i carabinieri della sezione radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa hanno arrestato Giuseppe Nugnes 37 anni di San Marcellino.
    I militari dell’Arma intervenivano a seguito di richiesta pervenuta sul numero di emergenza 112 intervenivano in quel centro, in quanto era stata segnalata la presenza di un furgone il cui conducente poneva in essere una guida pericolosa. Giunti sul posto il veicolo veniva subito rintracciato, in sosta ed attorniato da alcuni giovani sconosciuti che alla vista dei carabinieri si disperdevano immediatamente.
    Alla guida, per l’appunto, veniva identificato Nugnes, riferiva di essere stato malmenato, iniziando, nel contempo, ad oltraggiare i militari e tentando invano di allontanarsi al fine di sottrarsi al controllo. Successivi accertamenti permettevano di stabilire che era sprovvisto di patente di guida, in quanto ritiratagli nel 2011, e che i contrassegni assicurativi del veicolo erano contraffatti. Condotto presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Aversa in quanto lamentava dolori a seguito della riferita aggressione, al fine di evitare che i militari procedessero nei suoi confronti per le violazioni di cui sopra, gli offriva denaro contante. Adesso dovrà rispondere dei reati di istigazione alla corruzione, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.
    Frignano, a folle velocità tra la folla rischia il linciaggio poi offre soldi ai carabinieri: arrestato

    Napoli. Ecco la vergogna dell'asse mediano, una discarica a cielo aperto.
    di Giuseppe Crimaldi
    Il degrado, oltre ogni immaginazione. Se cercate l'icona più rappresentativa, l'immagine che meglio riproduce l'abisso in cui si è costretti a vivere nella fascia dei Comuni a nord di Napoli, allora basterà mettervi in macchina e percorrere l'asse mediano. Più che una strada una discarica a cielo aperto.
    La bretella stradale che collega Napoli con il Casertano è uno sversatoio. C'è di tutto: dai copertoni di pneumatici al materiale di risulta edile, dalle lastre di amianto alle latte di oli combusti. Per non parlare dei sacchetti contenenti chissà quale altro genere di rifiuto. A migliaia. Di tanto in tanto il tutto viene rimosso. E dopo 24 ore lo scenario torna lo stesso. Dieci giorni fa l'ultimo rogo: qualcuno ha pensato di liberare la strada appiccandovi il fuoco, l'incendio è durato dalle 8,40 alle 21.
    Napoli. Ecco la vergogna dell'asse mediano, una discarica a cielo aperto.



    «Parentopoli»
    All'Università di Bari il caso di mariti e mogli
    IL CASO - Università del Salento: bando «riservato»
    di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
    BARI - Forse si è trattato di una svista. Forse, ed è più probabile, di un calcolo ben ponderato. Fatto sta che la legge Gelmini ha un buco, un buco che sta spaccando il mondo accademico e in particolare l’Università di Bari, dove sono in arrivo i bandi per reclutare 31 nuovi professori associati. Nell’eterna lotta al familismo universitario si pone un problema non da poco: sebbene sia vietato assumere chi ha «parenti o affini fino al quarto grado» nello stesso dipartimento, quel divieto non vale per mogli o mariti. E a Bari, tra quanti aspirano a un posto da professore, ce ne sono parecchi. Il problema è stato sollevato dal Collegio dei garanti, che ha fatto emergere le incongruenze tra la legge (e il nuovo regolamento di Ateneo) e il codice etico dell’Università di Bari, in cui - oltre ai parenti fino al quarto grado - è vietata anche l’assunzione del coniuge.
    In una lettera, il presidente del Collegio, Ugo Villani, ha dunque invitato i colleghi a una interpretazione «costituzionalmente orientata» della legge Gelmini: «Sarebbe irragionevole - scrive - sancire il divieto per gli affini entro il quarto grado e non per il coniuge». Al telefono, il professor Villani è ancora più esplicito: «Non posso chiamare in dipartimento il cugino di mia moglie, che magari non ho mai visto in vita mia, ma posso chiamare mia moglie. È una situazione assolutamente irragionevole, ed ecco perché mi sembrava giusto sollevare una questione che ha una indubbia rilevanza etica: per questo proponiamo una interpretazione della legge Gelmini che a noi pare giusta, ed è sostenuta da una sentenza del Consiglio di Stato».
    I giudici amministrativi hanno infatti annullato un assegno di ricerca che l’Università di Teramo aveva assegnato alla moglie di un ricercatore dello stesso dipartimento: «Se l’affinità presuppone il coniugio - hanno scritto i giudici -, la ragione di incompatibilità riferità all’affinità a maggior ragione vale per il coniugio»: in caso contrario, hanno avvertito, si rischia di istituzionalizzare «il biasimevole, ma non infrequente, fenomeno detto del familismo universitario».
    Ma per il momento il corpo docente barese si è mostrato scettico. Il codice etico, fanno notare in molti, è obsoleto (è stato emanato prima della legge 240, quando esistevano ancora le facoltà, e parametrava le incompatibilità ai settori scientifico-disciplinari), e spesso le relazioni personali tra colleghi nascono proprio in dipartimento.
    Altre Università (Milano Bicocca, Firenze, Venezia) hanno però emanato regolamenti che vietano anche mariti e mogli. Bari, invece, ha emanato un regolamento - non ancora in vigore - che richiama parola per parola il testo della legge Gelmini, e dunque salta a piè pari il problema dei coniugi.
    È probabile che si arrivi a una votazione, ed a quel punto potrebbe accadere di tutto: anche che il Senato voti per ammettere ai concorsi mariti e mogli. Anche perché le prime 31 assunzioni secondo la legge Gelmini preludono a una successiva infornata di professori associati: se i vincitori dei concorsi (una procedura comparativa telematica) risulteranno già in servizio presso l’Università, infatti, i singoli dipartimenti potranno utilizzare le risorse economiche liberate per effettuare chiamate dirette a chi ha conseguito l’idoneità nel concorso nazionale.
    A Bari i casi di marito professore e moglie ricercatore nello stesso dipartimento (o viceversa) sono diverse decine. A Giurisprudenza, a Medicina, ma anche (e forse soprattutto) nelle facoltà scientifiche. La legge Gelmini ha eliminato la figura del ricercatore a tempo indeterminato, quelli che ci sono sono destinati a diventare tutti (prima o poi) professori. E c’è una vera guerra per chi deve entrare per primo.
    «Parentopoli» All'Università di Bari il caso mariti e mogli | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Scoperta choc a Napoli, ragazzino italiano si prostituisce in pieno centro
    Il minore ha spiegato agli agenti della Municipale di offrire abitualmente prestazioni sessuali
    A soli 16 anni si prostituisce nei pressi di Piazza Garibaldi, a Napoli. A scoprirlo gli agenti dell'Unità operativa tutela minori ed emergenze sociali della Polizia municipale.
    Nel corso di un'attività di appostamento, gli agenti hanno individuato il ragazzo minorenne intento a prostituirsi nelle stradine adiacenti al Corso Garibaldi, in prossimità di Porta Capuana. Dopo l'osservazione dei tentativi di adescamento della clientela da parte del minore, gli agenti, ragionevolmente certi della minore età del ragazzo, sono intervenuti.
    Il sedicenne, italiano, si accompagnava a un altro ragazzo italiano di 18 anni. Il minore ha spiegato di recarsi abitualmente nella zona per offrire prestazioni sessuali al costo di 30 euro. I due ragazzi hanno raccontato di raggiungere la zona di Piazza Garibaldi poiché le strade limitrofe rappresenterebbero un luogo di incontro che, sin dalle prime ore del pomeriggio, è funzionale per adescare clienti interessati alla prostituzione maschile e di consumare i rapporti sessuali prevalentemente nelle auto dei clienti stessi e in luoghi appartati.
    Nei giorni scorsi, a seguito di diverse segnalazioni nella stessa zona, erano stati identificati otto soggetti, tre maschi e cinque donne, dediti alla prostituzione. Dalle attività orientate a un continuo monitoraggio del fenomeno emerge che è in forte crescita il numero di uomini che si prostituiscono. In particolare, dai dati forniti dall'Unità Tutela minori ed emergenze sociali, si è potuto constatare che i ragazzi di sesso maschile che si prostituiscono sono tutti giovanissimi, spesso minorenni.
    Scoperta choc a Napoli, ragazzino italiano si prostituisce in pieno centro

    Gli sguardi calienti dei napulitani....

    Rissa e coltellate per uno sguardo: movida violenta al Vomero: 2 feriti
    di ​Giuseppe Crimaldi
    Uno sguardo di troppo rivolto a una ragazza del gruppo. La replica, affidata a una battutaccia, ed ecco che la scintilla dà fuoco alle polveri e scatena la rissa. Vedi alla voce "movida": non c'è pace nelle serate del fine settimana a Napoli. Dai vicoletti del centro storico ai viali della zona collinare, passando per piazza del Gesù e per Chiaia, il leit-motiv resta sempre lo stesso. E i protagonisti di queste bravate restano sempre minorenni.
    L'ultima prova muscolare tra bande di giovanissimi che si fronteggiano per un nonnulla ha visto come "ring" l'affollatissima area pedonale che si snoda al Vomero tra via Luca Giordano e via Scarlatti. All’una della notte tra sabato e domenica chi si trovava in quella zona è stato testimone di una maxirissa scoppiata per motivi futili e che - dopo aver seminato il panico tra i passanti - ha rischiato di provocare conseguenze ben più serie di quelle che invece, fortunatamente, si sono contate alla fine delle ostilità. Alla fine, il bilancio degli scontri si riduce a due persone finite al pronto soccorso. Non sono gravi, ma sullo sfondo resta la pericolosità dei gesti e di un fenomeno che - nonostante si parli di zona ben presidiate dalle forze dell’ordine giorno e notte - pare inarrestabile.
    I fatti. È passata la mezzanotte di sabato, ma le vie del Vomero sono ancora piene di gente. In gran parte si tratta di giovani e giovanissimi. Non molto distante da un noto locale che va molto di moda in questo periodo si scatena la zuffa. Due comitive di adolescenti si incrociano. Qualcuno fa la solita battuta idiota, una frase pesante rivolta alla fidanzatina di qualcuno, e nasce il battibecco. Ma la cosa, anziché chiudersi con un chiarimento (e magari con le scuse di chi ha offeso gratuitamente la ragazza) prende subito una brutta piega: si fanno avanti i ragazzi e in pochi secondi un insulto scatena la gazzarra. Prima gli spintoni, poi una zuffa che degenera in rissa. Volano pugni e calci, e alla fine a farne le spese sono due ragazzini - fratelli rispettivamente di 15 e 16 anni, residenti a Giugliano - che poco dopo verranno medicati al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli.
    Rissa e coltellate per uno sguardo: movida violenta al Vomero: 2 feriti

    Ricchioni e teroni: una miscela esplosiva...

    Cava de' Tirreni. Lui è geloso di lui. La lite della coppia gay finisce a coltellate per strada
    di Simona Chiariello
    CAVA DE' TIRRENI - Finisce nel sangue una lite passionale tra due giovani omosessuali: un trentacinquenne originario di Battipaglia va a casa del suo ex compagno, residente nella frazione di Passiano a pochi passi dalla chiesa, e nel tentativo di convincerlo a ritornare insieme si ferisce ad un braccio.
    Accoltellamento o un banale incidente, causato dalla foga di far valere le proprie ragioni? Un interrogativo, a cui stanno cercando di dare una risposta i carabinieri diretti dal tenente Vincenzo Tatarella. Al momento l’unica certezza riguarda il movente della lite che secondo gli stessi inquirenti è di natura prettamente passionale. Il resto, almeno per ora, è avvolto nel mistero.
    Secondo le prime ricostruzioni, la lite con il conseguente ferimento si è consumata poco prima di mezzogiorno. Nella frazione di Passiano, proprio alle spalle della chiesa, vive un trentacinquenne del posto che da poco ha troncato la sua relazione con un coetaneo di Battipaglia per motivi di gelosia. Il ragazzo cavese temeva che il suo compagno non gli era fedele e che in realtà frequentasse anche altre persone. Ieri mattina si sono rivisti o meglio il giovane di Battipaglia ha deciso di raggiungere la casa del suo ex.
    Alla guida di una moto, tatuaggi in bella mostra e cresta stile calciatori e più precisamente somigliante all’ultimo look dell’attaccante Mario Balotelli, è arrivato in città per poi parcheggiare sotto la casa del suo ex.
    Una volta davanti al portone ha citofonato per farsi aprire ed entrare in casa. E proprio tra le mura domestiche si sarebbe consumata la violenta lite, finita nel sangue.
    Cava de' Tirreni. Lui è geloso di lui. La lite della coppia gay finisce a coltellate per strada

    Voragine davanti al Comune: inghiottiti un albero ed un lampione
    Grumo Nevano. Voragine in via Amendola: il vuoto si estende anche sotto il palazzo comunale. Inghiottito un albero ed un lampione. Il primo segnale intorno alle 6, quando è letteralmente sparito l’albero sul marciapiede antistante il comune.
    Poi verso le 7,30 è venuto giù anche il lampione con un ampio tratto stradale. Il sottosuolo però continua a cedere. Da poco ha cominciato a venir giù anche il pavimento degli uffici comunali. Che sono rimasti chiusi. Timore per gli archivi di anagrafe e stato civile. Sotto accusa una perdita della fatiscente condotta idrica. Interrotta l’erogazione per tutta la città. Sul posto tre automezzi dei vigili del fuoco.
    Voragine davanti al Comune: inghiottiti un albero ed un lampione



    Napulitani all'estero.....

    Truffa dello specchietto, due napoletani denunciati nelle Marche
    I carabinieri di Fiastra insieme ai colleghi di Pievebovigliana hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata due uomini, entrambi residenti nel Napoletano e con precedenti penali specifici, per truffa e furto aggravato.
    I militari hanno accertato che i due, uno di 34 anni, l'altro di 30, a settembre hanno messo a segno nelle Marche e in Emilia Romagna diversi colpi della cosiddetta «truffa dello specchietto». A fine settembre erano riusciti a impadronirsi di 5.000 euro in casa di un anziano un anziano di Pievebovigliana.
    Il loro modus operandi consisteva nell'affiancare a bordo di un'automobile (spesso noleggiata) autoveicoli guidati per lo più da persone anziane, simulando un incidente con la rottura dello specchietto laterale: in varie occasioni erano riusciti a farsi corrispondere ingiustamente svariate somme di denaro.
    Nel caso di Pievebovigliana il bottino era stato più cospicuo poichè i due complici, dopo aver simulato il sinistro, erano andati a casa della vittima dove, approfittando di un attimo di distrazione, si erano impadroniti dei 5.000 euro. I malviventi sono stati identificati da immagini fotografiche e testimonianze. Le automobili usate erano perse a noleggio. Le indagini, sono ancora in corso su altri colpi dello stesso tipo messi a segno dai due truffatori in altre zone d'Italia.
    Truffa dello specchiatto, due napoletani denunciati nelle Marche

    Falsa cassa integrazione
    truffa a Inps nel Tarantino
    TARANTO – Avrebbero attestato falsamente all’Inps uno stato di crisi dovuto alla mancanza di commesse di lavoro, ottenendo fondi a titolo di Cassa Integrazione Guadagni per gli anni 2012 e 2013, ma le somme percepite venivano inserite in busta paga ed utilizzate per pagare gli stipendi ai dipendenti stessi, all’oscuro di tutto, che non erano affatto fermi ed inoperosi, bensì esplicavano la normale quotidiana attività lavorativa. Nei confronti degli amministratori delle tre società che avevano messo in atto lo stratagemma, tutte riconducibili allo stesso nucleo familiare, è stata presentata denuncia per il reato di truffa aggravata continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
    Sono stati i militari della Guardia di Finanza di Castellaneta, nell’ambito dei piani di controllo a tutela della spesa pubblica, a scoprire una truffa ai danni dell’Inps compiuta da tre società riconducibili ad uno stesso nucleo familiare, operanti nel settore edilizio e dell’estrazione di inerti, due delle quali con sedi a Palagiano e una a Massafra. Ai dipendenti i datori di lavoro, accampando scuse di vario genere, omettevano poi di consegnare le buste paga per evitare che si accorgessero della truffa.
    Falsa cassa integrazione truffa all'Inps nel Tarantino | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Falsi incidenti e truffa alle assicurazioni: nove arresti, in manette anche avvocati
    di Paolo Panaro
    SALERNO - Falsi incidenti stradali. I carabinieri di Battipaglia hanno arrestato all'alba nove persone tra cui tre avvocati ed un assicuratore che gestivano l'organizzazione di truffatori.
    Quindici incidenti falsi che non sono mai avvenuti e che ai truffatori hanno fruttato 40.000 euro. Agli arrestati vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di «fraudolento danneggiamento dei beni assicurati».
    Le complesse e articolate indagini hanno preso avvio dalla denuncia di una compagnia di assicurazione vittima del raggiro e sono state sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e l’esame di una mole consistente di materiale documentale.
    I carabinieri ritengono che gli incidenti falsi siano molti di più, addirittura un centinaio.
    Falsi incidenti e truffa alle assicurazioni: nove arresti, in manette anche avvocati


  9. #279
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    Predefinito Re: Terryes

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    Ansa.it
    Percepiva 2 pensioni, denunciato falso cieco

    Sicilia.In realtà sfilettava senza problemi il pesce al mercato di Palermo
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #280
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    Predefinito Re: Terryes

    CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: NIENTE SOLDI ALLA CAMPANIA PER ''GESTIONE RIFIUTI''

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    6 novembre - BRUXELLES - La Corte di Giustizia europea ha respinto il ricorso dell'Italia e confermato la decisione della Commissione di rifiutare il pagamento dei fondi Ue per la gestione dei rifiuti in Campania. Nel 2007 l'esecutivo aveva avviato una procedura d'infrazione per ''non aver garantito uno smaltimento rifiuti senza pericolo per la salute dell'uomo''. Il governo Renzi ha deciso di far smaltire alle regioni del Nord i rifiuti del Sud, con costi e rischi immensi.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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