Impiegata comunale si butta giù dall'ufficio e ferisce il marito che era sul marciapiede: entrambi in ospedale
di Francesco Faenza
Una donna, impiegata dell'ufficio anagrafe ad Eboli, si è lanciata dal primo piano dell'ufficio in cui lavora ed è precipitata addosso al marito, che era sul marciapiede sotto.
Feriti entrambi, lui è stato ricoverato all'ospedale di Battipaglia, lei ad Eboli. E' accaduto stamattina, verso le dieci, nella sede municipale di Eboli che si trova nell'ex Pezzullo in via Nazionale.
Impiegata comunale si butta giù dall'ufficio e ferisce il marito che era sul marciapiede: entrambi in ospedale
L'aereo diretto a Napoli non parte da Fiumicino, il motivo: manca l'equipaggio
L'aereo c'è ed è pronto per partire, ma i passeggeri vengono informati dall'altoparlante che il loro volo in partenza da Fiumicino per Napoli subirà un ritardo di circa quattro ore. Il motivo: manca il personale di bordo.
É accaduto questa sera all'aeroporto di Fiumicino. Sconcerto e tanta rabbia tra tutti coloro, italiani e stranieri che dopo aver fatto scalo a Roma dovevano proseguire in direzione Napoli.
«L'aereo che sarebbe dovuto decollare alle 21,30 - spiega uno dei malcapitati passeggeri - non è partito e mentre eravamo in fila per imbarcarci ci hanno detto che prima dell'una di notte non saremmo potuti partire perchè mancava l'equipaggio. Abbiamo chiesto se potevamo metterci a disposizione un autobus per portarci a Napoli ma hanno risposto che non era possibile per altri motivi a noi sconosciuti. Abbiamo infine chiesto dato che ci sono persone anziane, donne e bambini, se potevamo pernottare in zona e ripartire domani e anche a questa richiesta hanno risposto di no. Mi sembra incredibile che un aeroporto internazionale come Fiumicino lasci a terra per ore tante persone giunte da ogni parte del mondo non per un problema tecnico ma per mancanza di personale».
L'aereo diretto a Napoli non parte da Fiumicino, il motivo: manca l'equipaggio
Rifiuti solidi urbani....
Giallo a Caivano, camion dei rifiuti scarica cadavere
di Marco di Caterino
Caivano. Un cadavere tra i rifiuti appena scaricati da un grosso autocompattatore nel piazzale di vagliatura dei rifiuti dell'azienda di igiene urbana " Di Gennaro", ubicata nella zona Stir di Caivano.
Il corpo di un uomo, tra i 30 e i 40 anni, è stato notato dagli operai che si apprestavano alle operazioni di vagliatura di una vera e propria montagna di rifiuti urbani, scaricati da una decina di autocompattatori negli ultimi tre giorni. L'allarme è stato immediato.
Sul posto gli agenti del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Sergio Di Mauro. Il corpo dello sconosciuto, di razza bianca [sic!] con ancora indosso un giubbino colorato, dai primi rilievi effettuati sul posto, presentava una profonda ferita lacero contusa alla fronte, ma senza evidenti segni di perdita di sangue, circostanza che induce gli inquirenti a ritenere che possa essere stata causata al momento delle operazioni di svuotamento di uno degli autocompattatori. E poichè il piazzale dove si effettua la vagliatura, viene liberato ogni due - tre giorni, al momento non è stato possibile individuare quale autocompattatore abbia trasportato questo carico di orrore.
Giallo a Caivano, camion dei rifiuti scarica cadavere
Caserta. Pane cotto con il legno degli infissi e in mezzo alle blatte: blitz dei Nas
Il NAS di Caserta, nel corso di un controllo nel campo della produzione artigianale del pane, ha bloccato l’attività di un forno a legna per gravi carenze igienico-sanitarie. I carabinieri hanno disposto la chiusura di un panificio e sequestrato tutte le attrezzature per gravi carenze igienico-sanitari. L'attività si trova nel comune di Capodrise.
I militari hanno constatato che i locali erano infestati da blatte e hanno accertato che il titolare dell’attività non attuava le procedure di autocontrollo per garantire la salubrità dei prodotti messi in commercio.
All’interno dei locali i carabinieri hanno rinvenuto scarti di legname (pedane, infissi e scaffali) utilizzati per cuocere il pane ed i prodotti da forno che venivano a contatto con sostanze tossiche e pericolose per la salute.
Il materiale di risulta, classificato come rifiuto speciale, non può essere impiegato per l’alimentazione dei forni che richiedono, invece, esclusivamente legna o prodotti legnosi idonei allo scopo. Per le gravi violazioni riscontrate e l’assenza dei requisiti igienico-sanitari è stata disposta l’immediata chiusura del panificio e sequestrate le attrezzature.
Caserta. Pane cotto con il legno degli infissi e in mezzo alle blatte: blitz dei Nas
Napoli. Morto per il freddo in ospedale, avvisi ai medici
di Giuseppe Crimaldi
Una morte sospetta, una notte di gelo trascorsa su una barella in ospedale accanto ad una finestra con il vetro rotto dalla quale entravano raffiche di vento e di pioggia sugli ammalati. Dopo l'esposto presentato dai parenti di Ernesto Biancolino, deceduto in una corsia del San Giovanni Bosco, l'indagine ha già portato la Procura a identificare cinque persone - medici e paramedici - iscrivendo i loro nomi nel registro degli indagati. Ufficialmente - stando alla versione fornita dalla direzione sanitaria del San Giovanni Bosco - Ernesto Biancolino sarebbe morto per le conseguenze di uno pneumotorace spontaneo, complicanza respiratoria legata ad una sindrome influenzale contratta nelle ore precedenti al ricovero.
Di diverso avviso i familiari, i quali sostengono che a far precipitare le cose sarebbe stata la sistemazione provvisoria dell'ammalato su una barella, esposto alle intemperie del maltempo anche a causa della forte corrente determinata dal vetro rotto di una finestra. Il drammatico racconto del padre: «Mi diceva non resisto, sto morendo dal freddo».
Napoli. Morto per il freddo in ospedale, avvisi ai medici
Napoli. «Morto di freddo in ospedale»: ecco il drammatico racconto del padre
La polizia sta indagando sulle circostanze della morte un uomo di 34 anni, Ernesto Biancolino, morto all' ospedale «San Giovanni Bosco» di Napoli, dove era stato ricoverato la sera del 2 febbraio.
Biancolino, che accusava dolori in tutto il corpo, dopo una visita dal medico di base la mattina del 2 febbraio - che gli aveva diagnosticato l' influenza, con una leggera bronchite, e prescritto alcuni farmaci, la mattina del 2 febbraio - si era sentito male e verso le 22 era stato accompagnato al «S. Giovanni Bosco» da un'ambulanza del 118.
«Voglio precisare – sono le ultime parole della denuncia presentata dal padre Vincenzo – che mio figlio stando sotto la finestra, dove c’erano i cartoni, si era congelato tutto il lato destro, mentre l’aria condizionata invece di mandare aria calda mandava aria fredda».
Sarà mai possibile identificare i responsabili della perdita così assurda di una giovane vita umana? «Nessuno purtroppo – afferma il difensore della famiglia, avvocato Angelo Pisani – potrà più restituire Ernesto all’amore dei suoi cari ed al suo piccolo bambino. Tuttavia questo non significa che si possano tollerare trattamenti disumani, violazioni dei diritti umani e torture in barella in ogni ospedale napoletano, ora si dovranno fare accurate indagini e capire di chi è la responsabilità di questo scempio. Situazioni del genere non sono più accettabili in un Paese civile. Dobbiamo fare in modo che tutto questo non accada mai più ed i responsabili della sanità dovrebbero subito dimettersi per far resuscitare il diritto alla salute».
Napoli. «Morto di freddo in ospedale»: ecco il drammatico racconto del padre
Caseificio «ruba» energia elettrica: il titolare finisce ai domiciliari
Castel Volturno. Squadre dell'Enel e dei carabinieri in azione a Castel Volturno per contrastare il singolare fenomeno dei furti di luce. L'operazione è iniziata per verificare il consumo di un caseificio, che risultava troppo basso rispetto a quanto indicato dal contatore.
Dopo la verifica è stato scoperto che l'apparecchio era stato manomesso e registrava solo il venti per cento del consumo. Di fianco al caseificio, poi, c'era un alimentari che non risultava avere alcun contatore. E dopo il controllo è stato scoperto che l'attività commerciale era servita da un contatore abusivo. Entrambi i gestori sono stati arrestati. Lunedì sarà celebrato per entrambi il processo per direttissima.
Un fenomeno molto sentito quello dei furti di energia elettrica in territorio casertano. Sono molti gli allacci abusivi, che consentono illegalmente di fruire del servizio senza pagare alcuna bolletta. Oppure di pagare, manomettendo i contatori, soltanto una parte dell’energia elettrica realmente consumata. Un fenomeno che si riscontra sia in aziende ed esercizi commerciali sia nelle private abitazioni.
Caseificio «ruba» energia elettrica: il titolare finisce ai domiciliari
I dolci fanciulli napulitani...
A 16 anni gestisce piazza di spaccio, arrestato baby pusher
NAPOLI - A soli 16 anni gestiva una piazza di spaccio di hashish nel Rione don Guanella, tra i quartieri di Secondigliano e Scampia a Napoli. Il baby spacciatore è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Scampia nel tardo pomeriggio di ieri, in flagranza nell'attimo in cui effettuava lo scambio droga-soldi con un acquirente occasionale.
Il giovane aveva con sé 95 euro. Fermato dalla Polizia anche l'acquirente, che è stato segnalato alla Prefettura. Il 16enne è stato arrestato e portato dai poliziotti nel Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.
A 16 anni gestisce piazza di spaccio, arrestato baby pusher
Ad Agrigento un docente ogni quattro gode dei benefici della «104»
Adesso sarà compito dell’Inps e della magistratura accertare abusi
AGRIGENTO. La costituzione di un tavolo tecnico, la conclusione dell’indagine interna da parte del personale dell’ex Provveditorato agli Studi e l’impegno a rivedere i trasferimenti, sono i primi e concreti atti che il dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale ha messo in atto in seguito allo scandalo della legge 104. Raffaele Zarbo ieri mattina, alla presenza dell’ufficio di gabinetto del sottosegretario all’Istruzione, ha istituito un tavolo tecnico.
La struttura, presieduta dal direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, è composta da cinque dirigenti scolastici, in rappresentanza del territorio agrigentino. Si tratta dei presidi Graziella Fazzi, Anna Maria Sermenghi, Rosanna Provenzano, Ernesta Gugliotta e Teresa Guazzelli. Il loro compito, abbastanza arduo, sarà quello di trovare e proporre delle soluzioni alternative per quelle scuole che vengono penalizzazione, nell’attuazione della didattica, dai benefici della legge 104. Una impresa da titani se si considera che questi dirigenti dovranno scontrarsi con i dettami di una legge dello Stato nata per tutelare situazioni di disagio e che oggi sono in molti ad abusarne. Sarà in questa direzione che la Squadra dovrà lavorare cercando di individuare proposte operative che possono evitare la penalizzazione dell’attività didattica.
I numeri della 104.
Il personale dell’ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli studi) che lavora nelle quattro sezioni dell’istruzione: infanzia, primaria, media e media di secondo grado, ha completato l’indagine su quanti sono nella scuola agrigentina i titolari dalla legge 104. «L’indagine è stata conclusa da tempo – commenta Raffaele Zarbo – Prima ancora che il Ministero desse disposizioni di questa indagine capillare. Noi dopo vari riscontri possiamo dire che non superiamo il 24,40 per cento. L’aspetto più grave ed indecente, invece, lo registriamo nella mobilità del personale della scuola (i trasferimenti; n.d.r.), dove la percentuale purtroppo è del 100 per cento. Semplicemente scandaloso! Come scuola siamo pronti, in qualsiasi momento, dopo le verifiche storiche certificate dell’Inps, a rivedere tutta la mobilità di questi anni. Ma dobbiamo avere dati certi su questi abusi. Se un docente o personale Ata presenta istanza corredata dalla legge 104, non possiamo che accoglierla. Sarà compito dell’Inps e della Magistratura accertare abusi, ed in questo caso noi come ufficio scolastico possiamo intervenire rivedendo tutti i movimenti».
Ad Agrigento un docente ogni quattro gode dei benefici della «104» - Giornale di Sicilia
Truffa dei pannoloni, a giudizio ex manager Asp di Palermo
Salvatore Cirignotta avrebbe truccato una gara da 41 milioni di euro per la fornitura di pannoloni
PALERMO. L' ex manager dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Salvatore Cirignotta, è stato rinviato a giudizio dal gip Luigi Petrucci per turbativa d'asta: avrebbe truccato una gara da 41 milioni di euro per la fornitura di pannoloni.
«Avevo bisogno di soldi e intascavo 3 euro per ogni falsa prescrizione», ma «ero consapevole di ciò che stavo facendo, così come della complicità dei farmacisti». Così ha confessato – durante l’interrogatorio di dicembre davanti al gip di Palermo Nicola Aiello - Pietro Li Sacchi, 41 anni, funzionario dell’Ufficio H del Dipartimento di riabilitazione dell’ospedale della Guadagna, nel capoluogo, arrestato nell’ambito dell’inchiesta «Farmagate» - assieme a tre farmacisti, al titolare di una parafarmacia e a un ex pip - e che avrebbe avuto un ruolo centrale nella truffa da duecentomila euro legata ai rimborsi di pannoloni che, proprio da Li Sacchi, sarebbero stati prescritti a pazienti morti o a persone inesistenti.
Il processo comincerà l'8 aprile davanti al tribunale di Palermo. Secondo l'accusa, Cirignotta avrebbe "blindato" il suo progetto fin dalle fasi iniziali, scegliendo, tra amici e conoscenti, i componenti della commissione che avrebbe dovuto aggiudicare l'appalto milionario. Un piano che ha dovuto fare i conti, però, con due funzionari che si sono rifiutati di far vincere la gara all'azienda scelta dal loro superiore. Con Cirignotta venne indagato l'imprenditore Carlo Carollo, procuratore della ditta Fater per la Sicilia e la Campania, la società che si sarebbe dovuta aggiudicare l'appalto quinquennale di fornitura.
Cirignotta sarebbe stato tanto sicuro di raggiungere il suo scopo da offrire a due componenti della commissione una bozza con il punteggio da assegnare alle aziende partecipanti alla gara; e da minacciare apertamente e senza alcuna cautela entrambi, arrivando a danneggiarli demansionandoli dopo essersi accorto che le sue pressioni non erano andate a buon fine. A svelare il tutto è stato Fabio Damiani, avvocato, provveditore dell'Asp nominato presidente della commissione di gara dallo stesso Cirignotta. Il legale il 31 gennaio 2014 ha denunciato di avere subito pressioni dal manager, affinché la commissione aggiudicatrice da lui presieduta, che aveva appena concluso la fase di valutazione dei requisiti tecnici dei concorrenti, tra cui la Fater spa, classificatasi seconda, rivedesse le sue valutazioni tecniche. La sera stessa poi Damiani sarebbe stato aggredito da un misterioso uomo che gli sottrasse una borsa con dei documenti e l'iphone sul quale era stata registrata la conversazione con Cirignotta.
Truffa dei pannoloni, a giudizio ex manager Asp di Palermo - Giornale di Sicilia
Mazzetta da 100mila euro per costruire case popolari
Blitz a Gioia: sindaco in cella
Una «mazzetta» da pagare in 5 rate
Le intercettazioni: il bando è fatto
GIOIA DEL COLLE (Bari) – Il sindaco di centrosinistra di Gioia del Colle (Bari), Sergio Povia, è stato arrestato assieme ad altre otto persone dalla Guardia di Finanza per reati contro la pubblica amministrazione. In carcere sono finiti, oltre al primo cittadino, l'ex vicesidnaco Francesco Paolo Ventaglini (già arrestato due anni fa) e l'imprenditore, Antonio Posa amministratore di una immobiliare, peraltro vittima di usura circostanza da cui sarebbe partita l'indagine. Ai domiliari altri 6 fra tecnici, funzionari comunali e professionisti: perquisito anche lo studio di un avvocato di Acquaviva alla presenza del pubblico ministero inquirente, Eugenia Pontassuglia.
L'inchiesta, ruota attorno al progetto per la costruzione degli alloggi popolari: secondo quanto è stato ricostruito dai militari della Guardia di Finanza, il bando per la costruzione di alloggi popolari sarebbe stato predisposto e pubblicato si misura per far vincere la società, la AP immobiliare dell'imprenditore Posa che, attraverso i suoi tecnici, avrebbe fornito ai funzionari pubblici incaricati di predisporre la gara il capitolato
Nell’indagine vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Tutto è partito in quanto l'imprenditore era sotto usura e, indagando su tali fatti, gli uomini delle Fiamme gialle sono riusciti a risalire al presunto appalto pilotato
Povia in passato è stato consigliere comunale, provinciale e regionale dei Democratici di sinistra e poi del Pd. Recentemente è stato eletto nel consiglio della Città metropolitana di Bari.
Reati contro enti pubblici arrestato sindaco Gioia insieme ad altre 8 persone | La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Cherchez le terons......
Bergamo, frode da 10 milioni
la pista porta in Puglia
MILANO – I finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Clusone (Bergamo) hanno scoperto una frode fiscale di circa 10 milioni di euro. Responsabile una società a responsabilità limitata con sede fittizia a Brescia, ma di fatto gestita a Rovetta (Bergamo), dove era domiciliato l'amministratore.
I finanzieri hanno accertato che l’impresa, a fronte di vendite ingenti (circa 10 milioni di euro, tra il 2008 e 2010), non aveva contabilizzato i costi relativi all’acquisto di merce destinata alla rivendita: ferro tondino e rete elettrosaldata. Si trattava, infatti di una cosiddetta "cartiera", priva di struttura e di dipendenti, costituita al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti a favore di altre imprese.
La frode fiscale prevedeva che la società cedesse sulla carta il ferro, riconducibile ad una azienda pugliese (amministrata dalle stesse persone), emettendo le fatture e consentendo di riscuotere l’Iva, che poi non veniva versata.
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
Sicilia, Sardegna e Campania ci costano più del resto d'Italia
Altro che spending review, continua a lievitare la spesa per i dipendenti a tempo indeterminato. In Sicilia arriva a 575 milioni di euro e costa 115 euro procapite
Franco Grilli
Costi record per il personale nelle isole e in Capania. In Sicilia la spesa per i dipendenti a tempo indeterminato arriva a 575 milioni di euro e costa 115 euro procapite.
Rispetto al Trentino Alto Adige, ultimo in classifica, ogni contribuente paga quindici volte di più.
Secondo i dati contenuti nel sito del governo elaborati dall'Adnkronos, nei primi undici mesi del 2014 la spesa complessiva per le "competenze fisse per il personale a tempo indeterminato" è arrivata addirittura a sfondare la drammatica soglia del miliardo e mezzo di euro. Con le prime tre classificate (Sicilia, Sardegna e Campania) che hanno speso da sole la metà del budget. Dietro alla Sicilia si è posizionata la Campania con 139,8 milioni di euro e la Sardegna con 128,6 milioni. La situazione cambia leggermente quando si prende in esame la spesa procapite: al secondo posto si è piazzata sempre la Sardegna con 78,41 euro procapite.
All’ultimo posto, in entrambe le classifica, c’è il Trentino Alto Adige, con una spesa complessiva di 8,1 milioni che costa ai contribuenti solo 7,72 euro procapite. La spesa affrontata dai veneti è stata di poco superiore: 11,53 euro per un costo complessivo di 56,3 milioni.
Sicilia, Sardegna e Campania ci costano più del resto d'Italia - IlGiornale.it





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