Cosa sarebbe quindi?
Che tipo di caratteristiche precipue avrebbe quel processo per cui si accoglie la realta' o l'idea di essa dentro di noi se non l'affidarsi con la ragione?
E in cosa si differenzia quell'affidarsi con l'introdurre la fede?
Nel momento in cui non si chiede la legittimazione propedeutica alla scientificita' della scelta, quali differenze sostanziali intravedi con il processo che sottende l'esperienza dell'affidarsi a Dio (attraverso la rivelazione) o l'esperienza immanente della Verita' al nostro interno, che trascende il nostro Io e la nostra identificazione materica e materialistica?





Rispondi Citando
