
Originariamente Scritto da
Gdem88
Beh, il problema del finanziamento ai partiti è facile: in politica gira e rigira parte in vantaggio chi ha maggiori risorse. Se tu togli la possibilità di livellarle, io Gdem88 che sono libero professionista rampante potrò spendere 50.000 euro nella mia campagna elettorale potendomi permettere materiali propagandistici, personale, spazi a pagamento, anche e soprattutto tempi per la mia campagna. Tu Von Dekken, operaio/studente/lavoratore dipendente avrai difficoltà a mettere insieme anche solo un decimo delle mie disponibilità. In tutto questo i partiti, vuoti nelle casse, potranno assistere ben poco e anzi si fonderanno per sedi, materiali e propaganda sui soldi dei privati e del notabilato, dando così maggior valore ad un avvocato che porta in dote una disponibilità di risorse per la propria campagna elettorale ben superiore a quella di un operaio.
Oltre a questo io Gdem non avrò alcun problema ad andare in giro per provincie, regioni, convegni e conferenze perchè potrò permettermi spese di viaggio, vitto e alloggio senza che il mio partito mi rifonda niente; tu Von Dekken sarei certamente penalizzato dal fatto che la tua forza politica non possa rimborsarti il viaggio, il vitto e l'alloggio. Penalizzato nella tua carriera politica, che magari deciderai anche di non intraprendere se ti costa un impoverimento personale che non puoi permetterti, e penalizzato al momento della campagna elettorale quando non ci sarà più PARTITO A contro PARTITO B, ma prima di tutto Gdem88 avvocato VS Von Dekken operaio, 50.000 manifesti vs 2.000, budget di 50.000 euro personali vs budget di 3.000 euro personali, addetto stampa vs figlio volenteroso.
Se poi parliamo anche di annullare ogni beneficio anche indiretto per l'acquisto di sedi si spinge ancora di più per il notabilato locale: io PARTITO A di un paesello della bassa padana vivo in una comunità piccola e chiusa dove le amministrazioni puntano molto alla depoliticizzazione dando ben pochi spazi alle manifestazioni politiche ( sala civica quando capita, a volte con molti ostacoli burocratici) e mi riunisco nel salotto del portavoce di circolo con un budget di 50 euro annuali senza poter più contare sui materiali del provinciale e del nazionale, che arriveranno col contagocce. Dall'altra parte il PARTITO B candida a sindaco il portavoce provinciale del partito che guardacaso è uno degli avvocati più quotati, che ha a dispozione migliaia di euro da poter spendere e garantisce una sede al suo partito e risorse per propaganda, occasioni di ritrovo e svago e quant'altro.
Chi pensi sarà sempre in vantaggio?
Il rischio è di tornare alla centralità del notabilato, come già capita nei partiti che non hanno radicamento territoriale: nelle liste locali si candidano gli avvocati, i notai, i medici, i professionisti benestanti che si fanno campagna da soli tramite reti di conoscenze e risorse proprie. Il ruolo del partito come agglomerato politico è depotenziato al massimo: può fornire appoggio logistico bassissimo, non è radicato con sedi nelle comunità locali, ha libertà d'azione minima per le iniziative ( tutto si paga: affitti sale e sedi, trasporto/vitto e alloggio ospiti, bollette luce/acqua/gas sedi provinciali, toner fotocopiatrici/copisterie, computer di appoggio).