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Discussione: articolo sofri

  1. #11
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    Predefinito Re: Perchè non difendete Israele sul piano politico?

    Originally posted by Roderigo

    Non credo che si possa amare per senso del dovere, nè che gli stati, le istituzioni, le organizzazioni possano essere in quanto tali oggetto di amore o di odio. Almeno, per me questo non ha senso. E non credo neppure, che lo Stato di Israele, in quanto tale, non sia amato, o addirittura sia odiato. Di certo non a sinistra. A non essere amato è lo stato di segregazione a cui sono costretti tre milioni e trecentomila persone nei territori di Gaza e Cisgiordania. Questo è il nodo del contendere, che oggi il governo Sharon presume di poter risolvere con una definitiva soluzione militare.
    Nel momento in cui avviene questo, con la sua conseguenza estrema di massacri e punizioni collettive, alcune persone colte, intelligenti, e progressiste, in difesa di Israele, ritengono di spostare la discussione dalla dimensione poitica a quella ideologica e religiosa. E proprio nel confronto con chi l'antisemitismo lo ha sempre combattuto come ogni razzismo. Perchè succede? Perchè è sempre meno possibile difendere l'occupazione israeliana dei territori su un piano laico, democratico e comunque, propriamente politico? Mi spiace, a questo riguardo, di non poter conoscere la risposta di Sofri. E temo non conoscerò neppure quella dei suoi sostenitori.

    R.
    io personalmente sono favorevole al ritiro israeliano.
    non facciamo noi europei pero` gli eroi. storicamente non e` uno spettacolo usuale quello di vedere un paese che ha vinto tutte le guerre retrocedere nei confini precedenti alla guerra.
    Israele puo` essere condannato, ma come si dovrebbe condannare la Turchia, l`Irak e l`Iran per il problema curdo ( che riscuote a dire la verita` molto meno successo tra i radical chic rispetto ai palestinesi).

    Il problema che molti in Israele si pongono attualmente e al quale non e` molto facile dare una risposta e` quello se una loro eventuale decisione di ritiro possa VERAMENTE risolvere il problema.
    anche a questa domanda non credo sia facile dare una risposta anche da parte di coloro che propugnano la nascita di uno stato palestinese.
    quale conceto hanno i palestinesi del proprio stato? quale estensione? quali rapporti con Israele?
    non c`e` molta chiarezza da parte dei palestinesi a questo riguardo.

    che gli israeliani vogliano garanzie su questo punto mi sembra semplicemente ragionevole.

  2. #12
    Paul Atreides
    Ospite

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    L'antisemitismo è uno di quei "nomina-numina" che paralizza cuore e cervello. Di questi tempi si sta assistendo ad una gara patetica e ridicola a chi più lo affibbia "a li nimici suoi". Con l'ovvio corollario di "Auschwitz" e dintorni. Contributi assurdi, in breve, fatti con la carta copiativa, eguali in tutto e per tutto tranne che per l'indicazione dell'untore di turno. Insomma, roba di una pena sconfinata

    PS. Ovviamente i signori in questione (dalla Fallaci a Sofri a tutto il cabaret oggidì imperversante) non paiono rendersi conto che l'uso dell'antisemitismo come fattore monocausale di spiegazione finisce, of course, per non spiegare nulla.

  3. #13
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    pienamente d`accordo sul fatto che il termine antisemitismo sia molto inflazionato ed usato in modo anche inopportuno.
    pero` capovolgendo il discorso: i palestinesi sarebbero cosi` famosi, compianti ed amati, se avessero davanti un altro popolo e non quello israeliano????????

  4. #14
    Paul Atreides
    Ospite

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    X benny

    Può darsi pure. Ma i motivi che stanno a monte sono ben altri: il nazionalismo arabo prima ancora che palestinese (ad esempio, il rifiuto della Risoluzione 181 è addebitabile esclusivamente ai palestinesi? ossia, allora già esisteva una identità specificatamente palestinese o questa si è davvero compiutamente formata solo con la nascita dell'Olp? E la decisione del conflitto venne presa dai palestinesi? Mica sarà un caso che le guerre successive Israele le ha combattute contro Stati arabi; e cfr. il ruolo del nazionalismo baathista siriano e del nazionalismo nasseriano), la guerra fredda, il petrolio, le beghe interne al mondo arabo, il peso dell'Islam, equilibri geopolitici, ecc. Perciò la riduzione di ogni cosa all'antisemitismo oltre che superficiale ed ipersemplificativa è, oggi, anche inutile data la sua iperinflazione.

  5. #15
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    X Paul
    infatti io, piu` che ai motivi scatenanti del conflitto che sono tanti e distribuite, sotto forma di colpa fra le due parti, mi riferivo al sostegno, all`appoggio incondizionato alla solidarieta` che i palestinesi godono soprattutto in questo ultimo periodo.

    d`accordo comunque sulla complessita` della situazione.

  6. #16
    Paul Atreides
    Ospite

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    Originally posted by benny3
    X Paul
    infatti io, piu` che ai motivi scatenanti del conflitto che sono tanti e distribuite, sotto forma di colpa fra le due parti, mi riferivo al sostegno, all`appoggio incondizionato alla solidarieta` che i palestinesi godono soprattutto in questo ultimo periodo.

    d`accordo comunque sulla complessita` della situazione.
    In questo caso il discorso cambia. La solidarietà può essere motivata da tanti fattori, forse innanzitutto "emotivi" o ideologici. Ma io credo che la solidarietà non dovrebbe mai sfociare in una cecità da fanatici sino al punto da, semplicemente, non capire più un cazzo di quel che succede. E le cazzate dei Vendola, delle Fallaci e dei Sofri eccetera questo producono: iniezioni massicce di ideologismo retorico e ottuso e nessuna capacità critica.

  7. #17
    Cavaliere
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    Forse occorrerebbe distinguere 2 accezioni del termine antisemitismo:
    1) antisemitismo come atteggiamento-convinzione personale;
    2) antisemitismo come background culturale di popolo;
    Nell' accezione 1) è antisemita chi disprezza gli ebrei in quanto tali per razza, religione o cultura considerata immutabile (poi ci sarebbe da cavillare su antisemitismo, antigiudaismo, ecc..) e NON chi è contro Israele e il sionismo distinguendoli dagli ebrei e dall' ebraismo, nè ovviamente gli altri.
    Nell' accezione 2) un background culturale antisemita può spiegare perchè l' opinione media dell' europeo è così sfavorevole ad Israele, tuttavia in tal senso TUTTI SONO ANTISEMITI perchè chiunque di noi, compreso chi scrive, potrebbe avere un opinione + favorevole ad Israele se facesse parte di una cultura diversa.

  8. #18
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by gribisi
    Forse occorrerebbe distinguere 2 accezioni del termine antisemitismo:
    1) antisemitismo come atteggiamento-convinzione personale;
    2) antisemitismo come background culturale di popolo;
    Nell' accezione 1) è antisemita chi disprezza gli ebrei in quanto tali per razza, religione o cultura considerata immutabile (poi ci sarebbe da cavillare su antisemitismo, antigiudaismo, ecc..) e NON chi è contro Israele e il sionismo distinguendoli dagli ebrei e dall' ebraismo, nè ovviamente gli altri.
    Nell' accezione 2) un background culturale antisemita può spiegare perchè l' opinione media dell' europeo è così sfavorevole ad Israele, tuttavia in tal senso TUTTI SONO ANTISEMITI perchè chiunque di noi, compreso chi scrive, potrebbe avere un opinione + favorevole ad Israele se facesse parte di una cultura diversa.
    Sono certo che se Israele fosse di cultura araba ed islamica, le opinioni tua, di Jan Hus, di Dragonaball, di hussita, del Condor in quanto "europei medi" (medio-alti o medio-bassi?) le sarebbero molto più favorevoli.

    Il difetto della tua impostazione, passami il termine, consiste nell'Israelo-centrismo, secondo cui si può essere solo pro-Israele o contro-Israele. Come se l'esistenza dell'altro popolo fosse un fatto d'importanza secondaria. Questo si, appartiene davvero al modo di pensare europeo.

    R.

  9. #19
    Cavaliere
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    Vorrei precisare:

    Nell' accezione 2) un background culturale antisemita può spiegare perchè l' opinione media dell' europeo è così sfavorevole ad Israele, tuttavia in tal senso TUTTI SONO ANTISEMITI perchè chiunque di noi, compreso chi scrive, potrebbe avere un opinione + favorevole ad Israele se facesse parte (chi osserva la realtà, non lo stato di Israele) di una cultura diversa.

    In altre parole, essendo tutti noi inseriti in una cultura storicamente antisemita le nostre opinioni, quali che siano, sono spostate contro Israele in quanto stato ebraico.
    Se fossimo shintoisti o indu, probabilmente saremmo ciascuno, e tutti in media, più favorevoli ad Israele di quanto lo siamo ora.

  10. #20
    Roderigo
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    Originally posted by gribisi
    In altre parole, essendo tutti noi inseriti in una cultura storicamente antisemita le nostre opinioni, quali che siano, sono spostate contro Israele in quanto stato ebraico.
    Non sono d'accordo nel generalizzare in questo modo. In Europa esiste anche una cultura laica e democratica irriducibilmente avversa ad ogni forma di razzismo, a partire proprio dall'antisemitismo. E poi, se davvero fossimo solo immersi in una cultura antisemita, nulla sarebbe più controproducente che usare il tema della lotta all'antisemitismo, per difendere Sharon. Se invece si fa questo è perchè si ritiene di spostare il confronto su un terreno più facile, più favorevole ai fini di ottenere consenso.

    R.

 

 
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