Processo Sme il tribunale respinge la sospensione chiesta da Previti
di red.
Nessuna sospensione, o rinvio, o astensione, da parte dei giudici di Milano dopo il sequestro disposto da Perugia su alcuni atti del processo Sme relativi alle bobine del bar Mandara. Lo ha deciso il collegio della prima sezione penale del tribunale di Milano secondo il quale nessuna norma del codice di procedura penale contempla la sospensione del procedimento in una situazione come quella che si è determinata a Milano. Quanto alle lamentele espresse dalle difese circa il fascicolo del dibattimento che, dopo Perugia, diventa “mutilato”, «non si capisce - scrive il tribunale - l'interesse difensivo alla mera contemplazione di una cassetta», per di più quasi incomprensibile.
Come si ricorderà, nei giorni scorsi la procura della repubblica di Perugina aveva disposto il sequestro di una bobina che la difesa degli imputati al processo Sme (che coinvolge Berlusconi e che vede come principali accusati il senatore Previti e due giudici romani) ritiene essere stata manipolata. I magistrati perugini hanno comunque disposto che la bobina rimanga in custodia ai giudici milanesi. La difesa aveva avanzato richiesta di sospensione del dibattimento, l’ennesima in una battaglia dilatoria che sfrutta qualsiasi pretesto per allungare i tempi del processo e far scattare la prescrizione dei reati. Il pubblico ministero, Ilda Boccassini, aveva contestato la richiesta, sostenendo tra l’altro che la registrazione non aveva particolare rilievo probatorio. Il tribunale le ha dato ragione e il processo continua.




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