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Discussione: ringraziamenti

  1. #11
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    poco si potrebbe aggiungere a quanto già detto magnificamente da Tomás, Alessandra e il professor Damiani stesso.
    Vorrei solo aggiungere un paio di appunti:

    1) le accuse contro il professor Damiani non solo sono ingiuste e pretestuose, ma anche diffamatorie. Gli si è dato del "nazista" solo per aver citato fonti che portano a rivedere il fatto storico dell'olocausto. Accusa assurda ed idiota: il professore non ha certo inneggiato allo sterminio degli ebrei (razza nociva ed inferiore secondo il nazionalsocialismo) o alla supremazioa della razza ariana. A quanto pare invece il professior Damiani è un fervente cattolico, fatto già che risulta incompatibile con una fede neonazista.
    Il professor Damiani avrebbe tutto il diritto di denunciare per diffamazione giornalisti e politici che lo hanno apostrofato in termini ingiuriosi.

    2) l'attacco al professor Damiani è inoltre particolarmente vergognoso, codardo e ripugnante se pensiamo all'assalto squadristico organizzato alla scuola contro di lui. In duemila (!) si sono scagliati contro un povero professore reo solamente di obbedire alla propria coscienza ed esercitare degnamente la libertà di cattedra. Vengono in mente purtroppo le immagini delle guardie rosse durante la rivoluzione culturale, di cui questi "studenti" fanatici sono i degni epigoni.

    rinnovo la mia piena solidarietà al professor Damiani contro il tentativo di mettere il bavaglio al libero pensiero ed alla dignità intellettuale nella scuola italiana.

    saluti

  2. #12
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    Originally posted by Tomás de Torquemada


    Ciao, carissimo lupaccio... E' sempre un piacere leggerti...

    Mi permetto di quotare il tuo messaggio non per sostituirmi al Professor Damiani, che non mancherà di replicare da par suo, ma solo per alcune rapide riflessioni estemporanee...

    Vedi... Molto in breve, il revisionismo correttamente inteso (...)
    Ciao Tomàs, da molto non ci sentivamo. Devo confessarti che tu non mi piaci molto. Nel senso che quelli che hanno le tue idee li preferisco più stupidi, violenti e poco acculturati, come al solito. Tu, sfortunatamente per me, non mi dai questi vantaggi. Meglio così, perché l'amicizia mi farebbe velo.
    Si, aspettiamo il prof che mi risponda par suo. Spero che anche lui non faccia didattica negazionista o mi intrattenga sulla redazione di Mestre del Gazzettino: bravi ragazzi, ma non sono la CNN.
    Un abbraccio.
    So long.



    Superior stabat lupus,
    inferior agnus.

  3. #13
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    Predefinito maturità didattica

    Chiamato in causa da Yuri e da Lupo Solitario, rispondo.
    Agli studenti ho cercato di dar conto, con la massima onestà possibile, dello "status quaestionis" storiografico. Che fanno gli altri insegnanti? Ripetono meccanicamente la vulgata più stantia senza tener minimamente conto degli studi revisionisti, o perché non li conoscono (ignoranza) o per malcelato opportunismo (vigliaccheria): provate a leggere i libri di testo. Non c'era nemmeno bisogno di accertasi di quale fosse la visione che della seconda guerra mondiale (perché ci sarebbe da aprire anche tutto il capitolo sulle responsabilità della guerra: ce n'è di lavoro da fare) avevano gli studenti (è la stessa grossolanamente parziale e mitologica che ne hanno tutti gli studenti d'Italia), eppure per scrupolo l'ho fatto, servendomi come base di un vecchio articolo di Buscaroli sul "Borghese", con i risultati scontati. La vulgata più favolistica ("la "frottola" peggiore per me è la mezza verità) era profondamente impressa nelle loro menti, in cui era stata inculcata come nelle nostre fin dalla più tenera infanzia, e in cui avrebbe dovuto restare fino alla più tarda età, facendone altrettanti intolleranti difensori di questi dogmi contemporanei. Quello, insomma, era un lavoro già fatto: inutile perderci altro tempo. Faccio presente che si trattava di una conversazione estemporanea (eravamo all'inizio dell'anno), ispirata dalla proiezione televisiva del film "Vincitori e vinti", avvenuta la sera prima. Conversazione poi prolungatasi esclusivamente per l'interesse mostrato dagli studenti, ma non inquadrata in un regolare ciclo di lezioni. A me premeva gettare il seme dell'interesse al fine di preparare il terreno per una futura trattazione sistematica. Lo so che sono argomenti scottanti, ma è stato Berlinguer a imporre tassativamente il Novecento nell'ultimo anno. Ho quindi riassunto per sommi capi la situazione degli studi, avvertendo che una parte di essi è fuori gioco, nel senso che non ha visibilità editoriale e mediatica (inutile, ho detto, che andiate a cercare questi libri in libreria. Ho visto cinquantadue occhi accendersi. Non avevo ancora Internet e non sapevo che la maggior parte sono reperibili lì. Si dimentica che siamo nell'era della comunicazione globale e che da ogni parte non si fa che ripetere che la figura dell'insegnante è sempre meno decisiva nella formazione dei giovani. Invece nel mio caso pareva che ogni sillaba pronunciata da me li condizionasse per sempre. Ciò da una parte mi lusinga, dall'altra mi preoccupa) e rispondendo ai perchè degli studenti sui motivi di tale oscuramento, che non possono essere di scarso valore perché ho verificato personalmente lea perfino maniacale acribia di questi studiosi e in particolare del nostro Mattogno. A titolo esemplificativo ho letto un brano di Graf e uno di Harwood, prendendomene intera la responsabilità come di ogni cosa che faccio - sono cattolico, mi confesso regolarmente e so che bisogna dar conto anche del proprio più segreto pensiero; aggiungo che sono venuto volontariamente allo scoperto, benchè nessuno mi accusasse per nome, solo perché detesto chi agisce nelle tenebre; l'accusatore, oltre due anni dopo, è ancora anonimo - e segnando sul registro (poi controllato dall'ispettore) gli interventi e financo la bibliografia. Da ciò, e solo da ciò. è nato tutto. Qualcuno mi spiega in che cosa ho mancato e che c'è di così mostruoso in ciò che ho fatto? Non si fa così per ogni argomento di lezione? Il Consiglio di Disciplina del Ministero P.I. non ha trovato alcunchè da ridire, non aprendo alcun provvedimento nei miei riguardi nonostante una ponderosa e pesantissima relazione dell'ispettrice, contro la quale conto peraltro di rifarmi in sede legale. Forse i signori Yuri e Lupo Solitario, che quanto a responsabilità potrebbero imparare da me almeno a firmarsi con nome e cognome, ne sanno più di quel consesso, che ha esaminato fino all'ultima carta? Vogliono ordinare una nuova ispezione nei miei confronti? I miei studenti, in ciò ripeto privilegiati rispetto ai loro colleghi di tutta Italia, usati come pedine di un gioco politico di cui sono ignari, si sono fatti un'idea chiara - per quanto possa farsela uno studente di istituto tecnico in due ore settimanali - della situazione (anche perchè molti si sono interessati, hanno chiesto bibliografie, si son fatti fotocopie, il che ben raramente di solito avviene; guardatevi per piacere le loro dichiarazioni a "Libero" del 5/11/2000) e avranno, ripeto unici o quasi in Italia, la possibilità di approfondire il tema per conto loro e di farsi un'idea propria. Perché Yuri e Lupo Solitario gliela vorrebbero togliere? Loro mi sono grati e dopo due anni vengono ancora a salutarmi; siamo rimasti amici perché hanno capito che li ho trattati da persone e non da burattini e che per loro ho rischiato il posto di lavoro. Lascerei stare "la maggior parte degli storici" perché in questo caso la quantità non è sinonimo di autorevolezza, al contrario la quantità spropositata di testi sterminazionisti dimostra che è un approccio "facile" e che schiude, anziché le porte delle galere, quelle delle cattedre più prestigiose. Si dibatte ancora oggi su Nerone, su Carlo Magno, su Napoleone, ma sull'"Olocausto" (anche sulla parola ci sarebbe molto da dire) no, è vietato. Eppure sono fatti di meno di sessant'anni fa. Non è ridicolo? Ricordate l'appello dell'aaargh: "Non morite idioti", non fatevi ridere dietro dalla future generazioni per aver creduto alle "streghe del XX secolo" : Per tornare alla "quantità": è come nella tradizione testuale, dove un'intera famiglia di codici puà essere screditata da un solo errore nel codice capostipite, ribadito da tutti i copisti, oppure semplicemente come quando ci si passa parola a tavola e l'ultimo riferisce sempre una frase diversissima da quella iniziale. In fondo è quel che ha detto Rassinier: il reduce ha visto dieci e racconta cento, gli altri per interessi vari gli fanno dire mille. Compito dello studioso è risalire alla verità storica, distinguendola il più possibile dai miti che vi si sono incrostati sopra, e questo è qppunto quello che si propongono i revisionisti. Quanto alla mia conoscenza "di massima" è quella di chi per professione non fa lo studioso ma il divulgatore e deve avere degli argomenti che tratta una conoscenza adeguata a questo ruolo. Considerato che i testi revisionisti non li conosce quasi nessun insegnante in italia, non dico medio ma nemmeno universitario (almeno a giudicare dalle reazioni), ritengo che ciò sia sufficiente. Possiedo e leggo, limitatamente al tempo di cui dispongo, tutto ciò che è possibile reperire in italia sul tema, testi revisionisti e antirevisionisti come quelli (invero risibili) della Pisanty. Quando mi daranno uno stipendio doppio (guadagno poco più di due milioni al mese e devo anche mangiare) potrò fare di più, considerato anche che questo non è l'unico argomento che devo insegnare. Alle domande di Lupo Solitario rispondono in modo diverso anche se analogo Mattogno, Faurisson, Walter Sanning e Jurgen Graf. Perché si rivolge a me, che non sono uno specialista? A me interessa la tesi di fondo del revisionismo, che è molto chiara al di là delle cifre e che altri in questo forum hanno egregiamente riassunto. Su qualsiasi altro argomento l'insegnante fa così: non dà "sue interpretazioni" che sarebbero ridicolmente presuntuose, ma fa una scelta ragionata di testi in base alla loro maggiore o minore autorevolezza, che deriva unicamente dalla quantità di fatti che spiegano. Posso dire che per me i testi revisionisti spiegano una quantità di fatti molto maggiore di quanti ne spieghino i testi sterminazionisti? E' reato pensarlo e dirlo? La verità storica dev'essere subordinata a interessi ideologici? E' questa la lezione che si deve dare ai giovani? Oppure che quando uno perde gli si possono gettare addosso anche colpe non sue? Ma li avete letti i verbali di Norimberga? E non vi si è accapponata la pelle? Perché gli insegnanti di diritto non ne fanno un caso esemplare di stravolgimento della giustizia nel segno del "vae victis"? Io poi sono anche uno sportivo e detesto l'infierire sullo sconfitto. Loro cattivi, noi buoni: questo lo schema che si insegna ai ragazzi: solo che "loro" non si possono difendere, e allora dobbiamo farlo noi, se siamo e vogliamo essere giusti.
    Mi dispiace di aver usato più di due parole e che quindi Lupo Solitario, cui chiedo consiglio per migliorare il mio "mediocre lessico"(ma si va in Paradiso anche così, e comunque ho passato un severo esame di concorso con 76/80) - non mi leggerà, ma perchè mai uno dovrebbe comprimere in due righe ciò che ne richiede trenta o quaranta? Cos'è, un quiz, questionario a risposta aperta tipo quelli della terza prova d'esame? Perché chiede a me una cifra (approssimata a quanto, alle decine, alle unità?) quando non ci sono due studiosi che siano d'accordo su essa e soprattutto quando non è il numero dei morti il nodo della questione? Di certo i sei milioni sono una cifra mitico-simbolica, lontanissima dalla realtà. La cifra più attendibile è a mio giudizio quella fornita, sulla base dei registri ufficiali dei campi, da Walter Sanning, che fa ammontare il numero totale dei decessi registrati (per qualsiasi causa) nei campi tedeschi a 289. 597. Duecentottantanovemilacinquecentonovantasette. Ebrei e non ebrei. Morti per qualsiasi causa (anche sotto i bombardamenti dei "liberatori"). Questo al 31 dicembre 1988. Ma se vi stanno tanto a cuore le cifre, perchè non lasciate che se ne parli liberamente? Dopodichè, ragazzi, se ogni frase pronunciata da un insegnante in classe fosse vivisezionata come quelle dette allora da me, la scuola italiana sarebbe la migliore del mondo. L'ispettrice è andata comunque anche oltre: ha passato in rassegna tutto ciò che ho fatto e detto dal 1991 (non sto scherzando) a oggi. E neppure così sono riusciti a "segarmi", applicando nei miei confronti quella "soluzione finale" cui esplicitamante aspiravano. Altre domande? Io rinnovo ai vari Yuri e Lupo Solitario l'invito a rispondere a quelle di Graf. Impiegando tutte le righe che vogliono.
    Grazie infine di cuore agli amici Alessandra e Torquemada che mi hanno anticipato nelle repliche. Amici, sì, anche se non li conosco di persona: mai come in questa vicenda ho capito il vero significato della parola. Saluti a tutti, ai cattolici in Christo Rege et Maria.

    Venezia-Mestre, 21 agosto 2002
    nella festa di S. Giovanna Frémiot di Chantal, vedova.

  4. #14
    Hanno assassinato Calipari
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    In un mondo in cui quei ragazzi vedono la TV ogni sera, e vedono bombardamenti e morte, e BinLaden un anno eroe l'altro cattivo, lei cosa vorrebbe insegnare scusi? Crede di dover dare un metodo di indagine e conoscenza, o delle nozioni? Lei può benissimo insegnare ai ragazzi pure che Campi è un massone, i Rothschild finanziarono Hitler e poi Israele e così via. Avrà fatto la stessa operazione che lei denuncia, cioè inculcato le proprie opinioni, non insegnato a leggere criticamente la storia, materia talmente complessa che sinceramente, concorderà anche lei, non è riassumibile nei pochi anni di superiori.

    E la prego di non fare la vittima con me. Personalmente ha tutta la mia solidarietà, perchè è schifoso finire sotto processo (amministrativo e giudiziario) solo per aver espresso liberamente delle opinioni.

    Ma non condivido il suo comportamento didattico, per le responsabilità che comporta.

  5. #15
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    Originally posted by yurj
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    In un mondo in cui quei ragazzi vedono la TV ogni sera, e vedono bombardamenti e morte, e BinLaden un anno eroe l'altro cattivo, lei cosa vorrebbe insegnare scusi? Crede di dover dare un metodo di indagine e conoscenza, o delle nozioni? Lei può benissimo insegnare ai ragazzi pure che Campi è un massone, i Rothschild finanziarono Hitler e poi Israele e così via. Avrà fatto la stessa operazione che lei denuncia, cioè inculcato le proprie opinioni, non insegnato a leggere criticamente la storia, materia talmente complessa che sinceramente, concorderà anche lei, non è riassumibile nei pochi anni di superiori.

    E la prego di non fare la vittima con me. Personalmente ha tutta la mia solidarietà, perchè è schifoso finire sotto processo (amministrativo e giudiziario) solo per aver espresso liberamente delle opinioni.

    Ma non condivido il suo comportamento didattico, per le responsabilità che comporta.
    Caro Yuri, ho letto attentamente ciò che ha scritto il Professor Damiani e non mi pare proprio che abbia imposto alcunché ai suoi studenti, tanto meno le sue opinioni, dal momento che si è limitato ad informarli che esiste una corrente che contesta la vulgata ufficiale dell’Olocausto leggendo in classe, a titolo esemplificativo, due paragrafi di storiografi revisionisti.

    Il revisionismo esiste, perché ignorarlo? E’ questo che proprio non riesco a capire: perché scandalizzarsi (e passare addirittura ad interrogazioni parlamentari e denunce) se un Professore osa informare i suoi studenti che esistono teorie che contraddicono la versione ufficiale sull’Olocausto? Io non ho sufficiente cognizione di causa per esprimermi nel merito ma, se l’Olocausto è un dogma assoluto e inattaccabile - e le teorie revisioniste solo un cumulo di sciocchezze - perché non accettare serenamente il dibattito, contrapponendo ai dati storici e scientifici dei vari Rassinier e Mattogno altri dati storici e scientifici, e non esclusivamente argomentazioni emotive? In questo modo, secondo me, si rischia di fare solo della retorica a discapito della verità storica, qualunque essa sia.

    Saluti.

  6. #16
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Silvia


    Caro Yuri, ho letto attentamente ciò che ha scritto il Professor Damiani e non mi pare proprio che abbia imposto alcunché ai suoi studenti, tanto meno le sue opinioni, dal momento che si è limitato ad informarli che esiste una corrente che contesta la vulgata ufficiale dell’Olocausto leggendo in classe, a titolo esemplificativo, due paragrafi di storiografi revisionisti.

    Il revisionismo esiste, perché ignorarlo? E’ questo che proprio non riesco a capire: perché scandalizzarsi (e passare addirittura ad interrogazioni parlamentari e denunce) se un Professore osa informare i suoi studenti che esistono teorie che contraddicono la versione ufficiale sull’Olocausto? Io non ho sufficiente cognizione di causa per esprimermi nel merito ma, se l’Olocausto è un dogma assoluto e inattaccabile - e le teorie revisioniste solo un cumulo di sciocchezze - perché non accettare serenamente il dibattito, contrapponendo ai dati storici e scientifici dei vari Rassinier e Mattogno altri dati storici e scientifici, e non esclusivamente argomentazioni emotive? In questo modo, secondo me, si rischia di fare solo della retorica a discapito della verità storica, qualunque essa sia.

    Saluti.
    Silvia,

    non è un problema di libertà, ma di strumentalizzazione. A scuola si devono seguire i programmi del ministero, il motivo è semplice e se ci pensi ci arrivi.

    Se vuoi esistono libri che parlano della Pedofilia di Bush e Clinton. Insegnamo anche quelli a scuola?

  7. #17
    Alessandra
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    Originally posted by franco damiani
    Grazie infine di cuore agli amici Alessandra e Torquemada che mi hanno anticipato nelle repliche. Amici, sì, anche se non li conosco di persona: mai come in questa vicenda ho capito il vero significato della parola. Saluti a tutti, ai cattolici in Christo Rege et Maria.

    Venezia-Mestre, 21 agosto 2002
    nella festa di S. Giovanna Frémiot di Chantal, vedova.

    Lo dico senza alcuna possibilità di ripensamento. Avrei voluto averla come professore all'epoca delle superiori. Di sicuro, a proposito del tema di cui all'oggetto avrei anche duramente ribattuto, ma la possibilità di controbattere me l'avrebbe data lei stesso nel momento dell'insegnamento. Perchè non c'è mai nulla di deleterio per la possibilità di comprendere, dell'esposizione di un'unica teoria. Vede professore, riporto quella che è la mia esperienza, se mi è consentito. Quando si studia il diritto all'università, la prima cosa che ci si chiede è perchè un codice civile che consta di circa 3000 articoli necessiti per la sua comprensione di un libro di diritto privato di circa 1500 pagine. Quando si studia il diritto penale, ci si chiede come mai vengano ancora esposte teorie vetuste ed antiquate e soprattutto perchè mai ne sia richiesta la conoscenza ai fini del superamento dell'esame. La pratica è molto diversa. Ma se al momento della pratica colui che ha studiato così tante teorie, anche minoritarie, dovesse rammaricarsi di averlo fatto perchè tanto non servono a nulla, la sua pratica giuridica avrebbe ben poco valore e col tempo porterebbe a ben pochi risultati. Perchè la coscienza critica, la possibilità di scegliere una stategia difensiva invece che un'altra, la capacità di scrivere di diritto e di avanzare nuove teorie o di proporre delle riforme in tal senso, è dovuta esclusivamente a quell'insegnamento libero che comprende non solo la dottrina maggioritaria ma altresì quella minoritaria. Insegnamento libero che tutela la nostra stessa Costituzione. Insegnamento libero che vede come contraltare l'impossibilità per il professore di *condizionare* i suoi studenti ma il dovere, prima morale che didattico, di far sì che gli studenti non siano solo lo strumento per il raggiungimento del pane quotidiano ma persone alle quali si deve consentire di sviluppare quella coscienza critica che è propria di ciascun essere umano ma troppe volte latente o poco sviluppata. Molte volte su questo sito si sono fatte *discussioni* circa la libertà di insegnamento, troppe volte si è detto che siccome la cultura di sinistra ha dominato il campo anche e soprattutto tramite professori di sinistra che hanno condizionato i loro studenti con la scelta dei libri e con l'insegnamento giornaliero, è giunta l'ora che il condizionamento sia adesso reciprocato dalla destra e dai professori di questa area. Io credo che questo sia ingiusto perchè non si può pretendere di accettare da chi fino a ieri ha lottato per la libertà di insegnamento che oggi questo principio non valga più.

    Detto questo, chi si compiace dei problemi in campo penale e disciplinare che abbia avuto, non si rende conto, forse per inesperienza ma soprattutto per ingenuità, di come l'essere sottoposti a procedimenti di tal fatta sia di per sè sconvolgente per qualunque uomo medio, tranne che per il delinquente recidivo professionale o abituale. Ricordo come siamo avvezzi, e con mio grande e sommo piacere io non faccio parte di questa enorme schiera, a giudicare senza sapere nonchè a sentenziare colpevolezze inesistenti finanche a ritenere colpevoli persone assolte con sentenza passata in giudicato. Siamo abituati dunque, ma non certo rassegnati. Quindi professore, non si preoccupi della lunghezza dei suoi post, per chi non ha intenzione di comprendere non basterebbero neanche due righe. Soprattutto, quando si ha a che fare con persone che agiscono senza il rispetto per il prossimo, per queste non basta neanche il silenzio. Per fortuna spesso e volentieri interviene una legge che non è del diritto ma quella della natura. La legge di selezione naturale.

  8. #18
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    Originally posted by yurj


    Silvia,

    non è un problema di libertà, ma di strumentalizzazione. A scuola si devono seguire i programmi del ministero, il motivo è semplice e se ci pensi ci arrivi.

    Se vuoi esistono libri che parlano della Pedofilia di Bush e Clinton. Insegnamo anche quelli a scuola?

    Strumentalizzazioni, in questa vicenda, ce ne sono state sicuramente, e a bizzeffe… Dalla parte opposta però: se ne è fatto un caso ideologico e politico, e il professor Damiani è stato oggetto, non solo di provvedimenti amministrativi, ma di un vero e proprio linciaggio morale.

    E’ vero che a scuola si devono seguire i programmi ministeriali, ma nulla vieta a un insegnante di arricchire la cultura (o, se preferisci, le nozioni…) degli studenti con informazioni aggiuntive, ad esempio facendo loro conoscere l'esistenza di una corrente storiografica per lo più ignorata… E non mi sembra che il professor Damiani abbia disatteso i programmi ministeriali ma, semmai, che li abbia ampliati, offrendo ai suoi studenti ulteriori elementi di confronto e di giudizio.

    Ciao.

  9. #19
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    Predefinito programmi ministeriali e altro

    Sarò patetico, ma di nuovo sento di dover ringraziare dal profondo del cuore gli amici alesandra, Felix, Patrizio, Silvia e Tomas, sèplendidi avvocati. L'arringa l'hanno già fatta loro, ame imputato che resta da dire' Non mi pare di aver fatto del vittimismo, però mi sembra, come dire, un tantini anomalo che un professore venga linciato moralmente (ma ho dovuto avvertre la Digos perché le minacce erano anche disiche, e l'amministrazione scolastica non ha mosso un dito) per aver fatto il suo dovere. oppure accade tutti i giorni' Se è così mi scuso, ma per due milioni al mese rischiare di restar in mezzo a una strda a a50 anni e magari anche la pelle mi sembra levmente eccessivo, anche perchè nel nostro stipendio non è compresa l'indennità rischio.. Se avessi voluto fare il missionario avrei fatto quello. Invece vediamo stampa, TV e politici mobilitarsi e stracciarsi le vesti per il caso Marsiglia, ricordate? Un falso professore che si era inventato tutto, ma era ebreo...
    Certo il Gazzettino non ò la CNN, ma a Venezia ha molto più seguito in quanto tutti lo leggono e se poi trovi uno sotto casa con una pistola o un randello non è la CNN che può salvarti.

  10. #20
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Patetico? A me suona come un'insulto

    silvia: credo di esser stato chiaro.

 

 
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