Originally posted by OraBasta
Prima di dimostrare che una cosa sia o meno un fenomeno naturale piuttosto che un fenomeno "inspiegabile", è necessario che questa cosa esista per poterla studiare.
Quali sono le caratteristiche anomale inspiegabili dei ecrchi "originali" ???
quale elemento insolito è stato trovato ???
Da chi è stata misurata la quantità ???
Che metodo si è usato per misurarla ??
Che controlli sono stati adottati ????
Cosa si intende per alterazioni genetiche ??
Chi le ha osservate ??
Con quale metodo ??
Cosa è emerso ??
Una ricerca scientifica degna di questo nome dovrebbe fornire tutti i dettagli tecnici del caso....
Per esempio il discorso del magnetismo...... Quello è un po' più il mio campo.... cos avuol dire che sono stati trovati degli schermi magnetici ????? spiegate bene le cose, accuratamente... perchè esposta così a tutt'altro che l'aria di una relazione scientifica.... dove si parlerbbe di valori di campo misurati e di dati molto più oggettivi e meno fumosi....
DOVE STANNO LE ANOMALIE CHE RENDONO UN CROP ORIGINALE DIVERSO DA UNO FATTO DALL'UOMO???
Me ne basta una, una sola, ma esposta bene, chiara e scentificamente esaminata......
Non so dare una risposta a tutte le tue domande: non sono né un’agronoma, né una studiosa di biofisica, né un’esperta, ma semplicemente un’appassionata che ha leggiucchiato qualcosa. Temo quindi che dovrai accontentarti della mia lacunosa sintesi da dilettante allo sbaraglio, basata su quel poco che ho letto degli studi di altri (il biofisico Levengood e lo scienziato olandese Haselhoff).
Le anomalie
Le piantine prelevate nei crop sembrano cotte dall'interno. Eppure gli steli risultano intatti. Un'osservazione più attenta rivela che, all'interno e nelle vicinanze di una traccia, sembra essere scomparsa una notevole quantità d'acqua dal sottosuolo (comprovato dalle analisi fotografiche all'infrarosso). Il terreno all'interno di una formazione è solitamente molto arido e presenta persino delle crepe, nonostante le piogge notturne. Esaurienti analisi di laboratorio svolte dal biofisico Dott. W.C. Levengood su centinaia di crop circles rivelano mutazioni sia fisiche che biofisiche nelle piante all'interno dei misteriosi cerchi. Le nodosità presenti sui gambi risultano letteralmente esplose, formando delle cavità da espulsione, un effetto riscontrabile esclusivamente all'interno dei crop circles e riprodotto in laboratorio sottoponendo le piante ad un surriscaldamento rapido ed elevato. Levengood ha inoltre scoperto alterazioni nella germinazione e nello sviluppo degli embrioni dei semi, nella lunghezza e nella circonferenza delle nodosità presenti sugli steli delle piante (addirittura del 200% in certi casi) ed infine un aumento nel diametro delle pareti delle cavità cellulari nei tessuti delle brattee: tutte caratteristiche coerenti con la presunta applicazione di un intenso calore. Inoltre, all’interno dei crop, è stato rilevato un aumento della quantità di magnetite (fino a 600 volte la concentrazione normale). (Freddy Silva)
In estrema sintesi (le anomalie sono state descritte più ampiamente a pagina 2 di questo stesso thread):
1. le spighe allettate non muoiono, continuano a crescere, spesso in modo abnorme;
2. presentano dei nodi allungati rispetto alla norma (a volte anche del 200%);
3. si piegano lungo uno di questi nodi;
4. presentano poliembrionia;
5. i semi presentano anomalie nella germinazione;
5. i nodi presentano fori d’espulsione;
6. all’interno dei crop si riscontra un forte incremento di radioattività;
7. sempre all’interno dei crop, ci sono notevoli disturbi elettromagnetici (le bussole impazziscono, le radio smettono di funzionare, i nastri magnetici si smagnetizzano);
8. sono state riscontrate strane alterazioni: le pianticelle più giovani muoiono, mentre le piante adulte crescono in maniera abnorme. Il seme di una pianta allettata cresce normalmente, in verticale, poi cresce orizzontalmente parallelo al terreno.
Quanto alle “modificazioni genetiche”, che puntualmente ritroviamo in ogni articolo sui crop, sono state riscontrate a carico delle cariossidi (frutti secchi delle graminacee, saldati al seme), ma temo che il termine non sia preciso, in quanto né Levengood, né altri hanno parlato di modificazioni genetiche, ma semplicemente di alterazioni anatomiche e biofisiche. La terminologia impropria è forse dovuta a fraintendimenti o, più probabilmente, alla volontà da parte di molti di strumentalizzare il fenomeno.
Infine, vero è che questi studi sono stati sostanzialmente snobbati dalla comunità scientifica e proprio questo fatto, secondo il Cicap, sarebbe chiaro indice della loro scarsa attendibilità. Sarà senz’altro così, ma io mi chiedo: non basterebbe, alla comunità scientifica, consultare il più scassato degli agronomi per dimostrare che le anomalie riscontrate da pochi ricercatori sono in realtà fenomeni spiegabilissimi e del tutto naturali?
Personalmente ne sarei ben lieta… Credo infatti che la vera magia degli agroglifi non dipenda dalla loro natura, ma dalla loro perfetta armonia e dalla straordinaria capacità che essi hanno di innescare una comunicazione tra la dimensione interiore e quella cosmica racchiusa (credo) in ognuno di noi. Perfino nella banalità tutta terrestre e per nulla misteriosa di “spighe di grano schiacciate al suolo”.
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