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  1. #41
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Turambar


    Non mi sembra una risposta consona...e comunque uccidendo si trasgredisce al quinto, senza tante "consuete eccezioni"
    Il quinto comandamento dovrebbe più esattamente essere formulato "non assassinare", cioè non uccidere l'innocente. In caso contrario dovrebbe essere vietata anche la guerra (giusta). Ma scusi, proprio lei dice questo, dopo aver proposto l' "omicidio purificatore"...

  2. #42
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Skepto
    I "diritti umani" in versione massonica semplicemente "non esistono", non hanno una realtà oggettiva, sono pure petizioni di principio. Il diritto è "la cosa giusta" in sé e non ha senso definirlo se prima non si definisce ciò che è "oggettivamente" giusto. Quindi non ha senso definire i "diritti" della creatura senza prima definire i suoi "doveri" verso il proprio Creatore. O meglio, lo si può fare solo dimenticando che è una creatura e concependola come se fosse Dio, cioè compiendo un'operazione illogica e ingiusta. Eliminato Dio, tutto l'edificio crolla. Quindi quella che lei definisce la "società preilluminista" era semplicemente la società cristiana, cioè l'unica società veramente umana.
    Per quanto riguarda l'embrione, è paradossale che lo considerino "un nulla" proprio quelli che si stracciano le vesti per l'abbandono estivo dei cani o per la vivisezione. Meno di un animale, dunque.
    Per tornare alla sua scala di valori "verso il prossimo", dovrebbe definire esattamente che cosa intende per "rispetto della libertà" di un altro (il campo è sconfinato, mi interessano in particolare la "libertà religiosa", la "libertà di parola" e quella di "espressione del pensiero") e soprattutto per "rispetto della felicità", concetto quant'altri mai sfuggente.

  3. #43
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    Originally posted by Skepto



    Non cercare il pelo nell'uovo
    Intendevo non sono diritti "in sè"

    Per il resto condivido l'analisi del prof. Damiani.

    E aggiungo che riconoscere il "diritto alla felicità" è veramente quanto di più anticristiano, ma non solo, di antirealistico si possa partorire con la ragione.

  4. #44
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    Originally posted by franco damiani


    Vorrei non aver capito: dunque "eliminando il frutto di un peccato" (che è un essere umano) secondo lei si cancella il peccato. Allucinante: il sonno della ragione genera mostri.
    La mia era una iperbole, non certo quello che penso...continuo a non capire che differenza ci sia, in ogni caso, tra legittimare la guerra e la pena di morte (come lei stesso e vasilij sostenete, non CERTO IO, cerchi di non fare l'indiano questa volta) e l'aorto...crede che durante una guerra vengano uccisi solo i colpevoli? O che tutti i condannati a morte siano realmente colpevoli di un omicidio? Spero vivamente per lei di no....

  5. #45
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    Originally posted by Vassilij



    ....che pena...
    Niente di meglio da scrivere?

  6. #46
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    Originally posted by Turambar


    Niente di meglio da scrivere?


    Di fronte a certe cose, no.

  7. #47
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    Originally posted by Vassilij




    Di fronte a certe cose, no.
    Fai la collezione di posts?
    Povero vasiliucio, non sono il solo in carenza di argomentazioni, vedo

  8. #48
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Turambar


    La mia era una iperbole, non certo quello che penso...continuo a non capire che differenza ci sia, in ogni caso, tra legittimare la guerra e la pena di morte (come lei stesso e vasilij sostenete, non CERTO IO, cerchi di non fare l'indiano questa volta) e l'aorto...crede che durante una guerra vengano uccisi solo i colpevoli? O che tutti i condannati a morte siano realmente colpevoli di un omicidio? Spero vivamente per lei di no....
    Mai fatto l'indiano in vita mia. Non siamo Vassilij e io, ma la dottrina cristiana a legittimare la guerra giusta (nella quale bisogna osservare ben precisi comportamenti) e, in via di principio, la pena di morte. Sarebbe interessante sapere chi sono per lei i "colpevoli" di una guerra: solo i capi? Però quando la mia patria viene ingiustamente aggredita, di solito non mi trovo di fronte i capi... La legittima difesa l'ammette anche lei, no? Oppure si lascerebbe uccidere? Per quanto riguarda gli errori giudiziari, sono errori umani e non possono essere imputati alla dottrina, altrimenti qualsiasi atto sarebbe illecito in quanto potenzialmente ingiusto. Ovviamente nel caso della pena di morte, trattandosi del sacrificio del massimo tra i beni mondani, le cautele raccomandate sono infinite, ma ci dimentichiamo che l'autorità che lo infligge dev'essere legittima, mentre nessuna delle attuali autorità lo è. Quindi, per usare il paradosso di Messori, la pena di morte è oggi di fatto illegittima non perchè il mondo sia cristiano ma proprio perché non lo è più.
    L'aborto è in sé ingiusto, in quanto nulla si può imputare a chi non è ancor nato. Non cada nei sofismi, please.

  9. #49
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    Originally posted by Turambar


    Non mi sembra una risposta consona...e comunque uccidendo si trasgredisce al quinto, senza tante "consuete eccezioni"
    Rispondevo a monte della tua osservazione che riporto:
    una relazione extraconiugale, per esempio, oppure uno stupro
    ribadisco: sarebbe semplicissimo se gli uomini non trasgredissero al sesto comandamento.
    Bellarmino

  10. #50
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    Originally posted by franco damiani
    I "diritti umani" in versione massonica semplicemente "non esistono", non hanno una realtà oggettiva, sono pure petizioni di principio. Il diritto è "la cosa giusta" in sé e non ha senso definirlo se prima non si definisce ciò che è "oggettivamente" giusto. Non sono sicuro che questa sia una definizione di "diritto" che tutti sottoscriverebbero. Dopo tutto, esistono dei relativisti etici che tuttavia non negano l'esistenza del "diritto", almeno come costruzione umana. Mi troverei più d'accordo con la definizione che ha usato Vassilij: "Il diritto è solo l'interesse riconosciuto"
    Quindi non ha senso definire i "diritti" della creatura senza prima definire i suoi "doveri" verso il proprio Creatore. O meglio, lo si può fare solo dimenticando che è una creatura e concependola come se fosse Dio, cioè compiendo un'operazione illogica e ingiusta.
    Allora, definiamo questi doveri e vediamo se e dove contrastano coi diritti sopra elencati.
    Eliminato Dio, tutto l'edificio crolla. Quindi quella che lei definisce la "società preilluminista" era semplicemente la società cristiana, cioè l'unica società veramente umana.
    Sappia che non sono d'accordo con questa analisi, tuttavia preferirei riservare questa discussione a qualche momento futuro.
    Per quanto riguarda l'embrione, è paradossale che lo considerino "un nulla" proprio quelli che si stracciano le vesti per l'abbandono estivo dei cani o per la vivisezione. Meno di un animale, dunque.
    Esattamente.
    Per tornare alla sua scala di valori "verso il prossimo", dovrebbe definire esattamente che cosa intende per "rispetto della libertà" di un altro (il campo è sconfinato, mi interessano in particolare la "libertà religiosa", la "libertà di parola" e quella di "espressione del pensiero") e soprattutto per "rispetto della felicità", concetto quant'altri mai sfuggente.
    Comincio dalla libertà. La libertà di religione prevede di potere praticare qualsiasi rito che non minacci l'altrui vita o libertà, oltre alla possibilità di pensare ciò che si preferisce in quanto all'esistenza o alle caratteristiche di Dio (d'altra parte, anche volendo, è impossibile forzare un'opinione, in particolare religiosa, ad una persona non consenziente). La libertà di parola consiste nel potere dire ciò che si vuole, a patto che nel caso si asserisca qualcosa come dato di fatto si abbiano le prove sufficienti a dimostrarlo. L'opinione è totalmente libera e libera è la sua espressione, a patto che si chiarisca che ciò che si sta dicendo è, perlappunto, opinabile.
    Infine, giungendo al rispetto della felicità, devo ammettere che esso è l'unico dei tre diritti che non è esplicabile facilmente come regola astratta, anche se posso spiegare come applicarlo se mi vengono esposti degli esempi.

 

 
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