Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 56
Risultati da 51 a 59 di 59
  1. #51
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Vassilij

    Non cercare il pelo nell'uovo
    Intendevo non sono diritti "in sè"

    Per il resto condivido l'analisi del prof. Damiani.

    E aggiungo che riconoscere il "diritto alla felicità" è veramente quanto di più anticristiano, ma non solo, di antirealistico si possa partorire con la ragione.
    Troppo generico, Vassilij. Argomenta un poco: che significa che sono "diritti in sè"? Perchè da quel che ho capito, ti risponderei che non ho mai detto che essi siano "diritti in sè", tuttavia... sei troppo poco preciso.
    Idem per il diritto alla felicità: in cosa è anticristiano e in cosa anitrealistico? (non è detto che non lo sia, è solo che non posso risponderti se fai asserzioni così generiche)

  2. #52
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Skepto

    I "diritti umani" in versione massonica semplicemente "non esistono", non hanno una realtà oggettiva, sono pure petizioni di principio. Il diritto è "la cosa giusta" in sé e non ha senso definirlo se prima non si definisce ciò che è "oggettivamente" giusto. Non sono sicuro che questa sia una definizione di "diritto" che tutti sottoscriverebbero. Dopo tutto, esistono dei relativisti etici che tuttavia non negano l'esistenza del "diritto", almeno come costruzione umana. Mi troverei più d'accordo con la definizione che ha usato Vassilij: "Il diritto è solo l'interesse riconosciuto"
    Quindi non ha senso definire i "diritti" della creatura senza prima definire i suoi "doveri" verso il proprio Creatore. O meglio, lo si può fare solo dimenticando che è una creatura e concependola come se fosse Dio, cioè compiendo un'operazione illogica e ingiusta.
    Allora, definiamo questi doveri e vediamo se e dove contrastano coi diritti sopra elencati.
    Eliminato Dio, tutto l'edificio crolla. Quindi quella che lei definisce la "società preilluminista" era semplicemente la società cristiana, cioè l'unica società veramente umana.
    Sappia che non sono d'accordo con questa analisi, tuttavia preferirei riservare questa discussione a qualche momento futuro.
    Per quanto riguarda l'embrione, è paradossale che lo considerino "un nulla" proprio quelli che si stracciano le vesti per l'abbandono estivo dei cani o per la vivisezione. Meno di un animale, dunque.
    Esattamente.
    Per tornare alla sua scala di valori "verso il prossimo", dovrebbe definire esattamente che cosa intende per "rispetto della libertà" di un altro (il campo è sconfinato, mi interessano in particolare la "libertà religiosa", la "libertà di parola" e quella di "espressione del pensiero") e soprattutto per "rispetto della felicità", concetto quant'altri mai sfuggente.
    Comincio dalla libertà. La libertà di religione prevede di potere praticare qualsiasi rito che non minacci l'altrui vita o libertà, oltre alla possibilità di pensare ciò che si preferisce in quanto all'esistenza o alle caratteristiche di Dio (d'altra parte, anche volendo, è impossibile forzare un'opinione, in particolare religiosa, ad una persona non consenziente). La libertà di parola consiste nel potere dire ciò che si vuole, a patto che nel caso si asserisca qualcosa come dato di fatto si abbiano le prove sufficienti a dimostrarlo. L'opinione è totalmente libera e libera è la sua espressione, a patto che si chiarisca che ciò che si sta dicendo è, perlappunto, opinabile.
    Infine, giungendo al rispetto della felicità, devo ammettere che esso è l'unico dei tre diritti che non è esplicabile facilmente come regola astratta, anche se posso spiegare come applicarlo se mi vengono esposti degli esempi.
    Mi dispiace, diritto in latino si dice "ius" che ha la stessa radice di "iustum". Tolta la relazione fra diritto e giustizia, qualsiasi aberrazione è possibile (positivismo giuridico). Fino al "diritto della donna" di uccidere l'embrione.
    Dove confliggono i doveri verso Dio e i "diritti umani"? Mi sembra che l'abbiamo già detto, comunque ripetiamolo: un caso evidente è la pena di morte per eresia. Infatti la "libertà religiosa" come da lei definita non minaccia la vita di nessuno ma attenta al primo dovere dell'uomo, cioè quello di prestare culto solo a Dio e nel modo dovuto (primo comandamento). Mi sembra un po' debole la sua definizione di "libertà di parola", in quanto non tutte le affermazioni sono argomentabili: la bestemmia, per esempio, può essere argomentata? In ogni caso l'aspetto sulla trincea della battaglia contro le leggi liberticide tipo la Deckert, la Fabius-Gayssot e la Mancino, in base alla quale io non posso nemmeno dare del "negro" a un negro oppure argomentare che forse di ebrei nell'ultima guerra ne sono morti un po' meno di sei milioni. Infine, la sua definizione di "libertà di pensiero" ricade su se stessa, in quanto il dichiarare che la mia affermazione è opinabile comporta, nel caso dei dogmi di fede, la loro negazione: presentare un dogma in forma dubitativa è peccato. Lo vede? "Tutto è opinabile tranne che tutto sia opinabile": gli aristotelici oggi siete voi.

  3. #53
    membro
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Località
    Como Muggiò
    Messaggi
    6,049
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Skepto


    Troppo generico, Vassilij. Argomenta un poco: che significa che sono "diritti in sè"? Perchè da quel che ho capito, ti risponderei che non ho mai detto che essi siano "diritti in sè", tuttavia... sei troppo poco preciso.
    Idem per il diritto alla felicità: in cosa è anticristiano e in cosa anitrealistico? (non è detto che non lo sia, è solo che non posso risponderti se fai asserzioni così generiche)


    Il "diritto in sè" è qualcosa che non esiste. A differenza di quanto i giusnaturalisti vogliono far apparire, diritto è solo quello riconosciuto. L'uomo quando nasce è necessariamente in una comunità e non ha altri diritti fuori da quelli che la comunità riconosce. Punto. Questi sono gli unici "diritti naturali". Il diritto è un interesse tutelato. Chi parla di "diritti naturali" sottintendendo argomentazioni di stampo razionalistico (tu hai detto " Diritti che chiunque, a meno di turbe psichiche desidera e la cui garanzia ad una persona non entra in conflitto con la garanzia fornita ad un'altra.
    Si possono essenzialmente elencare come: vita, libertà e felicità (in questo ordine) tu così dicendo affermi che degli interessi sono "diritti in sè" ossia coglibili con la ragione) è una persona che non ci ha mai riflettuto sopra e accetta una definizione di comodo per sancire dei punti fermi.Quelli che il credente trova nella Legge di Dio o il positivista giuridico trova nello Stato.
    Antirealistico è il diritto alla Felicità. In verità speravo ti correggessi perchè in genere quello riconosciuto nelle Carte dei diritti è il diritto "alla ricerca della felicità" che è qualcosa di ben diverso, invece non ti sei corretto ed io specifico.
    E' antirealistico perchè la realtà delle cose dimostra ed ha dimostrato che non vi è alcuna autorità terrena in grado di garantire la "felicità", la complessità del reale e la predisposizione dell'uomo non permettono alcuna felicità garantita (concorrenza economica? si, ma anche sessuale). Anticristiano perchè non c'è felicità che sia terrena e non c'è felicità che una carta di diritti possa attribuire, la felicità è solo with the Lord.

    Detto ciò, non prendere troppo alla lettera la tua "definizione"... il fatto che sottintenda qualche cosa nei miei post non significa che non sappia, ma anzi che mi affido alle conoscenze altrui per non perdere troppo tempo.

    ciao

  4. #54
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Risposta al professor Damiani

    Mi dispiace, diritto in latino si dice "ius" che ha la stessa radice di "iustum". Tolta la relazione fra diritto e giustizia, qualsiasi aberrazione è possibile (positivismo giuridico). Fino al "diritto della donna" di uccidere l'embrione.
    Ripeto che l'utilizzo comune che si fa al giorno d'oggi del termine "diritto" è differente da quell di "cosa giusta". Se anche così non fosse, posso assicurare che l'accezione con cui l'ho utilizzato io non era questa. Infine, se anche si restaurasse il significato originale, si avrebbero di certo controversie su "ciò che è giusto". (nell'esempio dell'aborto, senza dubbio ci sarebbe chi argomenterebbe che la possibilità di abortire è la cosa giusta, in quanto l'embrione non è ancora persona).
    Ciò significa che la definizione di "diritto" come "ciò che è giusto" determina l'incompatibilità fra una qualsiasi forma di governo non teocratica e il tradizionalismo cattolico. Insomma, lei può capire la mia apprensione a tale riguardo (se lei guarda un attimo ai regimi talebani, può capire ciò che mi susciterebbe una teocrazia).
    Insomma, o si cambia la definizione di diritto o altrimenti entra in gioco la stabilità dello Stato.

    Dove confliggono i doveri verso Dio e i "diritti umani"? Mi sembra che l'abbiamo già detto, comunque ripetiamolo: un caso evidente è la pena di morte per eresia.
    Ripeto le mie preoccupazioni riguardo al regime "talebano", rifacendomi poi alla sua definizione di "società cattolica" come "l'unica civiltà veramente umana".
    Infatti la "libertà religiosa" come da lei definita non minaccia la vita di nessuno ma attenta al primo dovere dell'uomo, cioè quello di prestare culto solo a Dio e nel modo dovuto (primo comandamento).
    [coor=blue]Beh, la Bibbia è il libro che include le istruzioni di vita per i credenti. Spero proprio che non sia il dovere di ogni cristiano forzare le sue convinzioni sull'altrui persona (anche se ho la sgradevole sensazione che da qualche parte nel catechismo ci sia una frase che è interpretabile in tal senso)[/color]
    Mi sembra un po' debole la sua definizione di "libertà di parola", in quanto non tutte le affermazioni sono argomentabili: la bestemmia, per esempio, può essere argomentata?
    [color=blue]Si può prevedere una normativa eccezionale per garantire il quieto vivere, vietando le bestemmie (posso capire il fastidio provato da un seguace di una qualsiasi religione a sentire il proprio Dio insultato in tal modo).[/blue]
    In ogni caso l'aspetto sulla trincea della battaglia contro le leggi liberticide tipo la Deckert, la Fabius-Gayssot e la Mancino, in base alla quale io non posso nemmeno dare del "negro" a un negro oppure argomentare che forse di ebrei nell'ultima guerra ne sono morti un po' meno di sei milioni.
    Stavolta sono d'accordo (anche se l'accezione corrente di "negro" è dispregiativa, per cui in questo caso si ha un'effettivo insulto...)
    Infine, la sua definizione di "libertà di pensiero" ricade su se stessa, in quanto il dichiarare che la mia affermazione è opinabile comporta, nel caso dei dogmi di fede, la loro negazione: presentare un dogma in forma dubitativa è peccato. Lo vede? "Tutto è opinabile tranne che tutto sia opinabile": gli aristotelici oggi siete voi.
    Allora, se è vitale per le varie religioni, si può prevedere un'ulteriore eccezione per le verità di fede o per qualsiasi asserzione che nessuno può dimostrare o smentire fattualmente o per testimonianza diretta.

  5. #55
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il "diritto in sè" è qualcosa che non esiste. A differenza di quanto i giusnaturalisti vogliono far apparire, diritto è solo quello riconosciuto. L'uomo quando nasce è necessariamente in una comunità e non ha altri diritti fuori da quelli che la comunità riconosce. Punto. Questi sono gli unici "diritti naturali". Il diritto è un interesse tutelato.
    Se sono creati dalla società, non sono naturali. Ribadisco, non che con la mia elencazione io abbia inteso "diritti in sè", "diritti naturali" o in generale diritti spettanti ad una persona a causa diretta della sua esistenza.
    Chi parla di "diritti naturali" sottintendendo argomentazioni di stampo razionalistico (tu hai detto " Diritti che chiunque, a meno di turbe psichiche desidera e la cui garanzia ad una persona non entra in conflitto con la garanzia fornita ad un'altra.
    Si possono essenzialmente elencare come: vita, libertà e felicità (in questo ordine)
    tu così dicendo affermi che degli interessi sono "diritti in sè" ossia coglibili con la ragione) è una persona che non ci ha mai riflettuto sopra e accetta una definizione di comodo per sancire dei punti fermi.Quelli che il credente trova nella Legge di Dio o il positivista giuridico trova nello Stato.
    Beh, ti assicuro che questi diritti li ho individuati con un mio ragionamento pensando a ciò che sarebbe diciamo il nucleo su cui basarsi per una convivenza civile... comunque, potrei lanciare la stessa accusa nei confronti dei credenti.
    Antirealistico è il diritto alla Felicità. In verità speravo ti correggessi perchè in genere quello riconosciuto nelle Carte dei diritti è il diritto "alla ricerca della felicità" che è qualcosa di ben diverso, invece non ti sei corretto ed io specifico.
    E' antirealistico perchè la realtà delle cose dimostra ed ha dimostrato che non vi è alcuna autorità terrena in grado di garantire la "felicità", la complessità del reale e la predisposizione dell'uomo non permettono alcuna felicità garantita (concorrenza economica? si, ma anche sessuale). Anticristiano perchè non c'è felicità che sia terrena e non c'è felicità che una carta di diritti possa attribuire, la felicità è solo with the Lord.
    Effettivamente avrei dovuto definirlo un po' di più. Il diritto non è a ricevere la felicità dall'esterno, ma al non subire atti che la turbino (sempre tenendo presente l'altrui libertà).
    Detto ciò, non prendere troppo alla lettera la tua "definizione"... il fatto che sottintenda qualche cosa nei miei post non significa che non sappia, ma anzi che mi affido alle conoscenze altrui per non perdere troppo tempo.
    ciao
    È che mi sto sforzando per comprendere la mentalità di un credente e preferisco non prendere nulla per scontato... grazie e ciao.

  6. #56
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Skepto
    Risposta al professor Damiani

    Mi dispiace, diritto in latino si dice "ius" che ha la stessa radice di "iustum". Tolta la relazione fra diritto e giustizia, qualsiasi aberrazione è possibile (positivismo giuridico). Fino al "diritto della donna" di uccidere l'embrione.
    Ripeto che l'utilizzo comune che si fa al giorno d'oggi del termine "diritto" è differente da quell di "cosa giusta". Se anche così non fosse, posso assicurare che l'accezione con cui l'ho utilizzato io non era questa. Infine, se anche si restaurasse il significato originale, si avrebbero di certo controversie su "ciò che è giusto". (nell'esempio dell'aborto, senza dubbio ci sarebbe chi argomenterebbe che la possibilità di abortire è la cosa giusta, in quanto l'embrione non è ancora persona).
    Ciò significa che la definizione di "diritto" come "ciò che è giusto" determina l'incompatibilità fra una qualsiasi forma di governo non teocratica e il tradizionalismo cattolico. Insomma, lei può capire la mia apprensione a tale riguardo (se lei guarda un attimo ai regimi talebani, può capire ciò che mi susciterebbe una teocrazia).
    Insomma, o si cambia la definizione di diritto o altrimenti entra in gioco la stabilità dello Stato.

    Dove confliggono i doveri verso Dio e i "diritti umani"? Mi sembra che l'abbiamo già detto, comunque ripetiamolo: un caso evidente è la pena di morte per eresia.
    Ripeto le mie preoccupazioni riguardo al regime "talebano", rifacendomi poi alla sua definizione di "società cattolica" come "l'unica civiltà veramente umana".
    Infatti la "libertà religiosa" come da lei definita non minaccia la vita di nessuno ma attenta al primo dovere dell'uomo, cioè quello di prestare culto solo a Dio e nel modo dovuto (primo comandamento).
    [coor=blue]Beh, la Bibbia è il libro che include le istruzioni di vita per i credenti. Spero proprio che non sia il dovere di ogni cristiano forzare le sue convinzioni sull'altrui persona (anche se ho la sgradevole sensazione che da qualche parte nel catechismo ci sia una frase che è interpretabile in tal senso)[/color]
    Mi sembra un po' debole la sua definizione di "libertà di parola", in quanto non tutte le affermazioni sono argomentabili: la bestemmia, per esempio, può essere argomentata?
    [color=blue]Si può prevedere una normativa eccezionale per garantire il quieto vivere, vietando le bestemmie (posso capire il fastidio provato da un seguace di una qualsiasi religione a sentire il proprio Dio insultato in tal modo).[/blue]
    In ogni caso l'aspetto sulla trincea della battaglia contro le leggi liberticide tipo la Deckert, la Fabius-Gayssot e la Mancino, in base alla quale io non posso nemmeno dare del "negro" a un negro oppure argomentare che forse di ebrei nell'ultima guerra ne sono morti un po' meno di sei milioni.
    Stavolta sono d'accordo (anche se l'accezione corrente di "negro" è dispregiativa, per cui in questo caso si ha un'effettivo insulto...)
    Infine, la sua definizione di "libertà di pensiero" ricade su se stessa, in quanto il dichiarare che la mia affermazione è opinabile comporta, nel caso dei dogmi di fede, la loro negazione: presentare un dogma in forma dubitativa è peccato. Lo vede? "Tutto è opinabile tranne che tutto sia opinabile": gli aristotelici oggi siete voi.
    Allora, se è vitale per le varie religioni, si può prevedere un'ulteriore eccezione per le verità di fede o per qualsiasi asserzione che nessuno può dimostrare o smentire fattualmente o per testimonianza diretta.
    La monarchia tradizionale cattolica non ha nulla che vedere con i regimi talebani e quindi non capisco la sua "preoccupazione". La festa di Cristo Re, da poco celebrata, ci ricorda che Cristo è Re anche delle nazioni e che nostro compito è restaurare questa sovranità (questo "suavissimum imperium"). Non capisco che significhi "forzare le proprie convinzioni sull'altrui persona", ma la dottrina cattolica ha sempre condannato il diritto alla libertà religiosa come "deliramento della ragione". Se è dovere di ogni uomo prestare culto esclusivo al vero Dio, ne discende che non esiste il diritto di adorarne altri e nemmeno il diritto dello Stato di essere neutrale. Le ricordo che la bestemmia è stata appena depenalizzata, proprio in nome della "libertà religiosa" e della "libertà di parola", le quali hanno una loro ferrea logica perversa. "Fastidio a sentire il proprio Dio insultato"? Ma no, caro Skepto, l'offesa (altro che "fastidio") è fatta a Dio, non a noi, ed è peccato che da solo equivale a un rovesciamento dell'universo. Ricordiamocelo quando frigniamo per i terremoti e le morti degli "innocenti": una sola bestemmia, da chiunque pronunciata, meriterebbe da Dio la distruzione del mondo. Noi possiamo tutt'al più, con la Chiesa, recitare qualche preghiera di riparazione. Sulle leggi liberticide, non mi basta il suo accordo teorico, le chiedo di battersi contestando sistematicamente in ogni sede possibile la truffa del ventesimo secolo, ossia la versione ufficiale dell'"Olocausto", che ci tiene tutti incatenati ai ceppi del potere giudoliberalmassonico. "L'accezione corrente di negro" non è affatto dispregiativa (pensi a "nigrizia", "negritudo" - termine di cui Senghor andava fiero - ecc.), se non per le delicate orecchie dei contemporanei, che non possono soffrire di sentir chiamare cose e persone con il loro nome (cfr. Piergiorgio Liverani: "Dizionario dell'antilingua", 1994). Domando infine se nell'ultima categoria di affermazioni, per la quale lei prevede benignamente una deroga al dogma del relativismo, rientri anche quella della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, fondamento della fede cristiana e basata su testimonianze oculari nonchè sulla Parola stessa di Dio.

  7. #57
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by franco damiani
    La monarchia tradizionale cattolica non ha nulla che vedere con i regimi talebani e quindi non capisco la sua "preoccupazione". La festa di Cristo Re, da poco celebrata, ci ricorda che Cristo è Re anche delle nazioni e che nostro compito è restaurare questa sovranità (questo "suavissimum imperium").
    Concettualmente (anche se essendo basate su insegnamenti diversi, il risultato è necessariamente diverso... penso un po' più sopportabile) questo equivale a dire che "Allah è grande e la Sharia è l'unica legge".
    Non capisco che significhi "forzare le proprie convinzioni sull'altrui persona", ma la dottrina cattolica ha sempre condannato il diritto alla libertà religiosa come "deliramento della ragione". Se è dovere di ogni uomo prestare culto esclusivo al vero Dio, ne discende che non esiste il diritto di adorarne altri e nemmeno il diritto dello Stato di essere neutrale.
    Beh, significa che le convinzioni cattoliche pretendonoun comportamento specifico anche da chi cattolico non è... questo è forzare una convinzione. A questo punto avrei una domanda: è possibile che gli insegnamenti della Bibbia siano una serie di precetti destinati ai soli credenti?
    Le ricordo che la bestemmia è stata appena depenalizzata, proprio in nome della "libertà religiosa" e della "libertà di parola", le quali hanno una loro ferrea logica perversa.
    Qui si rischia di perdere di vista lo scopo dei diritti umani: la convivenza pacifica... non si può pretendere di sancire la libertà di insulto senza aspettarsi problemi, a meno che l'insultabile non sia turbato da ciò...
    "Fastidio a sentire il proprio Dio insultato"? Ma no, caro Skepto, l'offesa (altro che "fastidio") è fatta a Dio, non a noi, ed è peccato che da solo equivale a un rovesciamento dell'universo. Ricordiamocelo quando frigniamo per i terremoti e le morti degli "innocenti": una sola bestemmia, da chiunque pronunciata, meriterebbe da Dio la distruzione del mondo. Noi possiamo tutt'al più, con la Chiesa, recitare qualche preghiera di riparazione.
    Se solitamente non mi addentro nelle questioni dottrinali (ne so poco, essendo agnostico), stavolta mi sento di obiettare: come è possibile che Dio, cioè l'essere più buono in assoluto, non solo sia più permaloso di me (che pur non essendo così buono, mai si sognerebbe di scatenare terremoti per un singolo insulto) ma si rifaccia su degli innocenti? Questo è terrorismo!
    Sulle leggi liberticide, non mi basta il suo accordo teorico, le chiedo di battersi contestando sistematicamente in ogni sede possibile la truffa del ventesimo secolo, ossia la versione ufficiale dell'"Olocausto", che ci tiene tutti incatenati ai ceppi del potere giudoliberalmassonico.
    Io ho detto di essere a favore della libertà di parola, non certo di condividere il revisionismo olocaustico. Se vuole una mano a rivendicare che la sua ricostruzione storica non costituisca reato, d'accordo, ma non si aspetti che io sostenga tesi che non condivido.
    "L'accezione corrente di negro" non è affatto dispregiativa (pensi a "nigrizia", "negritudo" - termine di cui Senghor andava fiero - ecc.), se non per le delicate orecchie dei contemporanei, che non possono soffrire di sentir chiamare cose e persone con il loro nome (cfr. Piergiorgio Liverani: "Dizionario dell'antilingua", 1994).
    Qui siamo in un vero e proprio ginepraio... se lei la pensa così ma il termine viene frainteso da qualcuno le consiglio di evitarlo... penso che "nero" sia equivalente... altrimenti si pone nella stessa posizione di coloro che bestemmiano solo perprovocare i cristiani.
    Domando infine se nell'ultima categoria di affermazioni, per la quale lei prevede benignamente una deroga al dogma del relativismo, rientri anche quella della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, fondamento della fede cristiana e basata su testimonianze oculari nonchè sulla Parola stessa di Dio.
    Certo. Questo perchè ci sono anche testimonianze oculari di prodigi di altre religioni e la stessa cosa si può dire di testimonianze da parte di altri testi sacri. Ne consegue che al massimo una può essere veritiera...

  8. #58
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Skepto


    La monarchia tradizionale cattolica non ha nulla che vedere con i regimi talebani e quindi non capisco la sua "preoccupazione". La festa di Cristo Re, da poco celebrata, ci ricorda che Cristo è Re anche delle nazioni e che nostro compito è restaurare questa sovranità (questo "suavissimum imperium").
    Concettualmente (anche se essendo basate su insegnamenti diversi, il risultato è necessariamente diverso... penso un po' più sopportabile) questo equivale a dire che "Allah è grande e la Sharia è l'unica legge".
    Non capisco che significhi "forzare le proprie convinzioni sull'altrui persona", ma la dottrina cattolica ha sempre condannato il diritto alla libertà religiosa come "deliramento della ragione". Se è dovere di ogni uomo prestare culto esclusivo al vero Dio, ne discende che non esiste il diritto di adorarne altri e nemmeno il diritto dello Stato di essere neutrale.
    Beh, significa che le convinzioni cattoliche pretendonoun comportamento specifico anche da chi cattolico non è... questo è forzare una convinzione. A questo punto avrei una domanda: è possibile che gli insegnamenti della Bibbia siano una serie di precetti destinati ai soli credenti?
    Le ricordo che la bestemmia è stata appena depenalizzata, proprio in nome della "libertà religiosa" e della "libertà di parola", le quali hanno una loro ferrea logica perversa.
    Qui si rischia di perdere di vista lo scopo dei diritti umani: la convivenza pacifica... non si può pretendere di sancire la libertà di insulto senza aspettarsi problemi, a meno che l'insultabile non sia turbato da ciò...
    "Fastidio a sentire il proprio Dio insultato"? Ma no, caro Skepto, l'offesa (altro che "fastidio") è fatta a Dio, non a noi, ed è peccato che da solo equivale a un rovesciamento dell'universo. Ricordiamocelo quando frigniamo per i terremoti e le morti degli "innocenti": una sola bestemmia, da chiunque pronunciata, meriterebbe da Dio la distruzione del mondo. Noi possiamo tutt'al più, con la Chiesa, recitare qualche preghiera di riparazione.
    Se solitamente non mi addentro nelle questioni dottrinali (ne so poco, essendo agnostico), stavolta mi sento di obiettare: come è possibile che Dio, cioè l'essere più buono in assoluto, non solo sia più permaloso di me (che pur non essendo così buono, mai si sognerebbe di scatenare terremoti per un singolo insulto) ma si rifaccia su degli innocenti? Questo è terrorismo!
    Sulle leggi liberticide, non mi basta il suo accordo teorico, le chiedo di battersi contestando sistematicamente in ogni sede possibile la truffa del ventesimo secolo, ossia la versione ufficiale dell'"Olocausto", che ci tiene tutti incatenati ai ceppi del potere giudoliberalmassonico.
    Io ho detto di essere a favore della libertà di parola, non certo di condividere il revisionismo olocaustico. Se vuole una mano a rivendicare che la sua ricostruzione storica non costituisca reato, d'accordo, ma non si aspetti che io sostenga tesi che non condivido.
    "L'accezione corrente di negro" non è affatto dispregiativa (pensi a "nigrizia", "negritudo" - termine di cui Senghor andava fiero - ecc.), se non per le delicate orecchie dei contemporanei, che non possono soffrire di sentir chiamare cose e persone con il loro nome (cfr. Piergiorgio Liverani: "Dizionario dell'antilingua", 1994).
    Qui siamo in un vero e proprio ginepraio... se lei la pensa così ma il termine viene frainteso da qualcuno le consiglio di evitarlo... penso che "nero" sia equivalente... altrimenti si pone nella stessa posizione di coloro che bestemmiano solo perprovocare i cristiani.
    Domando infine se nell'ultima categoria di affermazioni, per la quale lei prevede benignamente una deroga al dogma del relativismo, rientri anche quella della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, fondamento della fede cristiana e basata su testimonianze oculari nonchè sulla Parola stessa di Dio.
    Certo. Questo perchè ci sono anche testimonianze oculari di prodigi di altre religioni e la stessa cosa si può dire di testimonianze da parte di altri testi sacri. Ne consegue che al massimo una può essere veritiera...
    Che "Cristo Re" equivalga ad "Allah è grande" è una sesquipedale sciocchezza: le pare che la civiltà cristiana sia uguale a quella musulmana? Va bene essere agnostici, ma si dovrebbero avere almeno gli occhi per vedere. Non mi faccia diventare un fan della Fallaci.
    Guardi che "cattolico" significa "universale". il messaggio di Cristo è rivolto a tutti, anche a lei, e tutti saremo giudicati in base alla nostra risposta a esso. Non si nasce credenti come si nasce italiani o biondi: lo si può anche diventare. Sull'Olocausto ho capito: lei è liberale ma lascia che i revisionisti marciscano in galera: come non detto, tutti dobbiamo campare. La capisco, sa?
    Continuerò a chiamare "negri" i negri, "spazzini" gli spazzini, "ciechi" i ciechi e "bidelli" i bidelli. Come siamo diventati schizzinosi: uccidiamo i bambini non nati ma ci viene la bua se qualcuno ci chiama con il nostro nome. Valga l'evangelico "sì sì no no" e l'esempio di Colui che chiamò "figli del diavolo", "razza di vipere" e "sepolcri imbiancati" gli ebrei infedeli. Dio permaloso? Non bestemmi anche lei. Egli è infinitamente misericordioso, ma non dimentichi che ha creato l'Inferno. Molti se ne rendono conto troppo tardi. Da applausi il finale: la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo come la levitazione di un qualsiasi santone. Non c'è che dire: lei è proprio democratico. Però sarebbe un pessimo fioraio: metterebbe i fiori veri insieme con quelli finti. La affido alle preghiere degli altri forumisti, perché il Signore tolga il velo dai suoi occhi, permettendole di vedere la Sua Maestà. Intanto le assicuro le mie.

  9. #59
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by franco damiani
    Che "Cristo Re" equivalga ad "Allah è grande" è una sesquipedale sciocchezza: le pare che la civiltà cristiana sia uguale a quella musulmana? Va bene essere agnostici, ma si dovrebbero avere almeno gli occhi per vedere. Non mi faccia diventare un fan della Fallaci.
    Ho detto che è concettualmente identico. Cioè che si basa su "verità rivelate" in entrmbi i casi. Entrambe le porposizioni non prevedono libertà religiosa, anzi vorebbero la morte per l'infedele. Mi basta per dichiararle analoghe.
    Guardi che "cattolico" significa "universale". il messaggio di Cristo è rivolto a tutti, anche a lei, e tutti saremo giudicati in base alla nostra risposta a esso. Non si nasce credenti come si nasce italiani o biondi: lo si può anche diventare.
    Chiaro, ma non certo per un atto di volontà.
    Sull'Olocausto ho capito: lei è liberale ma lascia che i revisionisti marciscano in galera: come non detto, tutti dobbiamo campare. La capisco, sa?
    Le ho appena detto che sono d'accordo sul tirarli fuori di galera. Loro continueranno a dire cose che non mi convincono, per cui al massimo potrò contraddirli, ma di certo posso dare una mano a tirarli fuori.
    Continuerò a chiamare "negri" i negri, "spazzini" gli spazzini, "ciechi" i ciechi e "bidelli" i bidelli. Come siamo diventati schizzinosi: uccidiamo i bambini non nati ma ci viene la bua se qualcuno ci chiama con il nostro nome.
    Valga l'evangelico "sì sì no no" e l'esempio di Colui che chiamò "figli del diavolo", "razza di vipere" e "sepolcri imbiancati" gli ebrei infedeli.
    Come preferisce. È una sua scelta.
    Dio permaloso? Non bestemmi anche lei.
    Un omicidio per un insulto è come minimo sintomo di permalosità. Quindi chiamo questo ipotetico Dio col suo nome. (anche se ho come l'impressione che se c'è, si sta facendo delle belle risate su questo nostro discorso )
    Egli è infinitamente misericordioso, ma non dimentichi che ha creato l'Inferno. Molti se ne rendono conto troppo tardi.
    non si preoccupi, è vuoto
    Da applausi il finale: la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo come la levitazione di un qualsiasi santone. Non c'è che dire: lei è proprio democratico. Però sarebbe un pessimo fioraio: metterebbe i fiori veri insieme con quelli finti.
    Ammetto di non sapere riconoscere i fiori finti. Dopo tutto, ogni fornitore mi dice (in buona fede) una cosa diversa.
    La affido alle preghiere degli altri forumisti, perché il Signore tolga il velo dai suoi occhi, permettendole di vedere la Sua Maestà. Intanto le assicuro le mie.
    Sono bene accette... dopo tutto, se venissero accolte vorrebbe dire che hanno trovato un orecchio.

 

 
Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 56

Discussioni Simili

  1. Risposte: 359
    Ultimo Messaggio: 03-04-08, 19:59
  2. Contratto rispettato?
    Di alexeievic nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21-04-05, 23:18
  3. Chi è ateo va rispettato?
    Di Asteroids nel forum Cattolici
    Risposte: 60
    Ultimo Messaggio: 21-01-05, 20:15
  4. Chi è ateo va rispettato ?
    Di swaption nel forum Cattolici
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 21-11-02, 21:05
  5. In risposta alla discussione:"Chi è ateo va rispettato ?"
    Di Qoelèt nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 30-10-02, 01:18

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito