Il mio pensiero : le priv. sono una sorta di processo naturale degli stati evoluti. Passare dallo stato al mercato non significa che lo stato non ci sia più : ci sono le leggi e i regolamenti ma non c'è più la gestione aziendale pubblica che spesso si è rivelata burocratica , inefficiente e costosa per la collettività ( su cui si riservano le inefficienze pubbliche ).
Lo stato non bada a ciò che spende e se non esiste la concorrenza il danno per i cittadini è grave.
Il modello di concorrenza perfetta è quello a cui si mira, anche se rimane ancora teoria (spesso troviamo oligopoli di ex monopolisti ).
Ma ci si mira , almeno .
Soprattutto se non c'è privato non c'è marketing e il cittadino ( cliente ) viene trattato male , non ha tutele nel consumo del servizio. Cosa che invece ha in concorrenza tra privati.
La soluzione è quella di allargare la concorrenza come da principi Ue . In Italia il problema è che in certi settori non ce n'è ancora molta.
Un 'ultima cosa. Mi piace leggere certi thread qui perchè vedo che differenza ( enorme ) c'è tra il linguaggio "tecnico" e quello tipico "comunista" .
Non credo di avere sentito mai un c. usare parole come marketing , governance , trend , mercati azionari , statistiche di dati ......
ma solo : lotta , lavoratori , sfruttamento , sociale.......
E' carina questa contrapposizione "culturale " . Però qualsiasi università non promuoverebbe studenti che parlano così
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e le aziende non assumono se si parla loro così ( forse il 118 chiamano)
A parte gli scherzi , non è che chi parla così sia troppo giovane , quindi inesperto ? Probabilmente con problemi personali ? Penso sia un motivo razionale abbastanza concreto , perchè se no è dura da capire.
Ciao




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