Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 22
  1. #1
    Omo de Panza
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    1,902
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ho visto case che voi umani...

    C'è stato un periodo che gironzolavo per letti diversi in quel di Firenze, in casa di amici e amiche, valigia sempre pronta allo scattar del terzo giorno per evitar di esser guardato come un pesce maleodorante. Ché va bene che l'omo ha da puzzà, ma un gentiluomo come me non può certo tramutarsi in sarago. Il giorno frequentavamo insieme un corso, poi tiravo a sorte per dove andare a dormire. Il bello è che avevo una casa, ma vuoi mettere?
    Ho visto una casa vecchissima che sembrava un basso napoletano, dipinto con colori che nemmeno i villaggi tirolesi, un misto tra Rione Sanità e Vipiteno, con un ampio cortile luminoso e desolato davanti e un retro antico, un corridoio con mura altissime, un retro così antico che mi pareva di vederci i fantasmi dei guelfi o ghibellini che andavano a pisciare sui muri. Diciamo un misto tra Rione Sanità, Vipiteno e il Bronx. Vicini di casa, una coppia di artisti cileni new-age che evidentemente facevano yoga con foga, considerate le grida e i rumori di cose spaccate. Il delizioso bivani a piano terra era abitato da una quarantenne milanese pubblicitaria divorziata che si nutriva d'orzo e voleva iniziare daccapo. Ha insistito tanto per vedere non so quale film turco o rumeno, ora non ricordo, avevo metaforicamente dipinto gli occhi sulle palpebre, come nei fumetti. Ho visto poi una casa dominata da un enorme gatto bianco, gelosissimo e guardingo, che mi guardava in cagnesco, un gatto-cane bellissimo, che di notte luccicava come fosse fosforescente, e un'intera famiglia a lui totalmente asservita, come fosse un episodio di Twilight Zone.
    Ho visto anche la solita casa di universitari, ché son tutte uguali, dappertutto, un 5 vani che racchiudono 5 mondi diversi, e la convivenza è solo in una cucina spelacchiata, in cui i cartoni di latte hanno su scritto il nome della proprietaria, e i bicchieri sono quelli della Nutella, in cui ci sono cessi mai più puliti perché qualcuno, ormai non si sa nemmeno più quando, ha disatteso alla rigidissima scaletta delle pulizie, di solito attaccata con un magnete dei puffi al frigorifero.
    Ma la mia casa preferita era un'altra e lì praticamente mi stabilii, forte dell'amicizia con una delle ragazze che vi abitava e dell'assenza di un'altra coinquilina, che tornava al paesello. Era al primo piano: al secondo stava un hotel per turisti e al pianterreno un ristorante per turisti, ed era come se quel appartamento resistesse stoicamente per non essere schiacciato, inglobato, frantumato da giapponesi sorridenti e con le gambe sghembe e americani con i calzoncini corti. Come se fosse una casa in gabbia. La finestra dava sulla bellissima p.za del Mercato Vecchio, da cui guardavamo giovani uomini dell'est giocare a dadi accanto alla cabina telefonica e ad un paio di alberi frondosi, e i bancarellari tornare la sera con i loro carretti a rimettere tutto nei garage di una strada laterale. Bisogna fare anche attente manovre, che i carretti entrano nei loculi al millimetro, per il giusto riposo notturno. Pian piano quella casa divenne un centro di raccolta di variegati figuri. La sera, insieme ad un amico, chi diavolo lo sa perché, danzavamo con le panze finte davanti alla finestra illuminata, entrando e uscendo dalla visuale come fantasmi buffi, come irridenti uccellini. La finestra era perfettamente visibile dalla piazza, di tanto in tanto ci sdraiavamo sul cornicione, alla guisa di sordidi tamarri, per scandalizzare i turisti di passaggio e i mangiatori di pizza sottostanti, che nemmeno il coraggio di far foto avevano. Peccato: l’avrei comprata per tutti i soldi che mi ritrovo nel portafoglio.
    Ci sono ripassato qualche giorno fa e le finestre erano chiuse, come un sipario.

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,207
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    chissà perchè mi va di postarlo qui anzichè nell'apposito thread...

    Penty, una giovane turista inglese arrivata a Firenze accompagnata da un'anziana zia, confonde il Ponte Vecchio con il Mercato Vecchio: "Camera con svista"

  3. #3
    Omo de Panza
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    1,902
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by pcosta
    chissà perchè mi va di postarlo qui anzichè nell'apposito thread...

    Penty, una giovane turista inglese arrivata a Firenze accompagnata da un'anziana zia, confonde il Ponte Vecchio con il Mercato Vecchio: "Camera con svista"

  4. #4
    Attenti.... o sparo!!!
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bologna
    Messaggi
    262
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Ho visto case che voi umani...

    A proposito di case universitarie, ho visto case a Bologna veramente mal messe, in cui probabilmente il padrone di casa non metteva piedi da anni, altrimenti avrebbe immediatamente cacciato a calci tutti gli inquilini...
    La mia casa bolognese invece è molto poco studentesca, soprattutto nella forma. Non sta in centro, ha finestre e infissi in alluminio con tanto di doppi vetri e meraviglie delle meraviglie ha la lavastoviglie, vero lusso, soprattutto per studenti pigri (quelli che non si ricordano più quando è stato pulito il cesso l'ultima volta....). Del resto nella mia casa bolognese chi studia sono solo io. L'altro inquilino fisso (siamo ormai rimasti in due a gestire casa e ogni tanto affittimo a un terzo di passaggio) è un dj laureato (non nel senso che ha preso la laurea in djismo) che cerca di fare della sua passione vera (il cinema) un lavoro.
    In compenso a casa mia apri il frigo e ti metti a piangere, oppure ti alzi la mattina e non c'è il caffè perchè qualcuno si è dimenticato di comprarlo, le bollette vengono sempre pagate quando ormai sono scadute (per pigrizia e mancanza di pecunia), il famoso cesso viene pulito solo quando arrivano ospiti, la musica è spesso a palla, e il cinese che vive all'angolo ci porta la cena almeno 2 volte a settimana. Però... abbiamo sempre i piatti puliti !!!

  5. #5
    catcher in the rye
    Data Registrazione
    09 May 2002
    Località
    Pianeta terra
    Messaggi
    82,091
     Likes dati
    15,008
     Like avuti
    16,222
    Mentioned
    2795 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Ho visto case che voi umani...

    Originally posted by Pentothal
    C'è stato un periodo che gironzolavo per letti diversi in quel di Firenze, in casa di amici e amiche, valigia sempre pronta allo scattar del terzo giorno per evitar di esser guardato come un pesce maleodorante. Ché va bene che l'omo ha da puzzà, ma un gentiluomo come me non può certo tramutarsi in sarago. Il giorno frequentavamo insieme un corso, poi tiravo a sorte per dove andare a dormire. Il bello è che avevo una casa, ma vuoi mettere?
    Ho visto una casa vecchissima che sembrava un basso napoletano, dipinto con colori che nemmeno i villaggi tirolesi, un misto tra Rione Sanità e Vipiteno, con un ampio cortile luminoso e desolato davanti e un retro antico, un corridoio con mura altissime, un retro così antico che mi pareva di vederci i fantasmi dei guelfi o ghibellini che andavano a pisciare sui muri. Diciamo un misto tra Rione Sanità, Vipiteno e il Bronx. Vicini di casa, una coppia di artisti cileni new-age che evidentemente facevano yoga con foga, considerate le grida e i rumori di cose spaccate. Il delizioso bivani a piano terra era abitato da una quarantenne milanese pubblicitaria divorziata che si nutriva d'orzo e voleva iniziare daccapo. Ha insistito tanto per vedere non so quale film turco o rumeno, ora non ricordo, avevo metaforicamente dipinto gli occhi sulle palpebre, come nei fumetti. Ho visto poi una casa dominata da un enorme gatto bianco, gelosissimo e guardingo, che mi guardava in cagnesco, un gatto-cane bellissimo, che di notte luccicava come fosse fosforescente, e un'intera famiglia a lui totalmente asservita, come fosse un episodio di Twilight Zone.
    Ho visto anche la solita casa di universitari, ché son tutte uguali, dappertutto, un 5 vani che racchiudono 5 mondi diversi, e la convivenza è solo in una cucina spelacchiata, in cui i cartoni di latte hanno su scritto il nome della proprietaria, e i bicchieri sono quelli della Nutella, in cui ci sono cessi mai più puliti perché qualcuno, ormai non si sa nemmeno più quando, ha disatteso alla rigidissima scaletta delle pulizie, di solito attaccata con un magnete dei puffi al frigorifero.
    Ma la mia casa preferita era un'altra e lì praticamente mi stabilii, forte dell'amicizia con una delle ragazze che vi abitava e dell'assenza di un'altra coinquilina, che tornava al paesello. Era al primo piano: al secondo stava un hotel per turisti e al pianterreno un ristorante per turisti, ed era come se quel appartamento resistesse stoicamente per non essere schiacciato, inglobato, frantumato da giapponesi sorridenti e con le gambe sghembe e americani con i calzoncini corti. Come se fosse una casa in gabbia. La finestra dava sulla bellissima p.za del Mercato Vecchio, da cui guardavamo giovani uomini dell'est giocare a dadi accanto alla cabina telefonica e ad un paio di alberi frondosi, e i bancarellari tornare la sera con i loro carretti a rimettere tutto nei garage di una strada laterale. Bisogna fare anche attente manovre, che i carretti entrano nei loculi al millimetro, per il giusto riposo notturno. Pian piano quella casa divenne un centro di raccolta di variegati figuri. La sera, insieme ad un amico, chi diavolo lo sa perché, danzavamo con le panze finte davanti alla finestra illuminata, entrando e uscendo dalla visuale come fantasmi buffi, come irridenti uccellini. La finestra era perfettamente visibile dalla piazza, di tanto in tanto ci sdraiavamo sul cornicione, alla guisa di sordidi tamarri, per scandalizzare i turisti di passaggio e i mangiatori di pizza sottostanti, che nemmeno il coraggio di far foto avevano. Peccato: l’avrei comprata per tutti i soldi che mi ritrovo nel portafoglio.
    Ci sono ripassato qualche giorno fa e le finestre erano chiuse, come un sipario.
    Pentothal,cazzo, quando descrivi la casa da universitari, cinque stanze, cinque diversi universi divisi da apposite porte... insomma sembra che descrivi la mia casa quando ero all'università. Forse perchè tutte le case di studenti sono simili, soprattutto se sono abitate da donne che in comune hanno solo l'affitto. Mi sembrano passati secoli, mi hai fatto tornare in mente cose che avevo scordato. E ora... vivo in una casa tutta bianca, porte bianche, divano bianco, cesso bianco cucina bianca. I colori oscillano dal bianco al crema. E mi ci sento tanto Jackeline! Eppure l'ho scelta io così.

  6. #6
    Omo de Panza
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    1,902
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    So da fonti autorevoli che esistono case universitarie in cui inquiline diffidenti (sempre fimmine, ahimè, gli omìni son più camerateschi) marchiano con il pennarello le uova di loro proprietà, onde evitare che affamate conviventi se lo suggano di straforo.

  7. #7
    catcher in the rye
    Data Registrazione
    09 May 2002
    Località
    Pianeta terra
    Messaggi
    82,091
     Likes dati
    15,008
     Like avuti
    16,222
    Mentioned
    2795 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pentothal
    So da fonti autorevoli che esistono case universitarie in cui inquiline diffidenti (sempre fimmine, ahimè, gli omìni son più camerateschi) marchiano con il pennarello le uova di loro proprietà, onde evitare che affamate conviventi se lo suggano di straforo.
    Il primo anno di università ho vissuto con una tipa schizzata che si segnava la sua busta di latte. Però sarebbe curioso capire perchè le femminucce si comportano in questo modo così paranoico e possessivo verso gli alimenti

  8. #8
    Imperturbabile
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,841
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Straforeggiar significar per verba non si porìa...

    Originally posted by Pentothal
    So da fonti autorevoli che esistono case universitarie in cui inquiline diffidenti (sempre fimmine, ahimè, gli omìni son più camerateschi) marchiano con il pennarello le uova di loro proprietà, onde evitare che affamate conviventi se lo suggano di straforo.
    Giuro che la straforata suzione è pratica quanto mai in disuso, sebbene meriterebbe maggior diffusione e rilievo: ieri l'ho praticata ad una crocchetta di patate, confidente nel fatto che la tenera crosta fosse del genere frangar non flectar, per giungere sino al cuore di formaggio fuso: non ho saputo attendere, l'ho divorata.
    Comunque, ci avessi pensato prima, avrei anche io, da esperta depredatrice di frigoriferi (mi si perdoni la metonimia) altrui quale sono, praticato un foro sul capo dell'uovo e un altro sul fondo, onde soffiare su un buco per veder uscire il contenuto dall'altro, e lasciare le firmate vestigia a giacere nell'onta del cartone tra le foglie di insalata avvizzite...Ah, lo zabaiòn illecito e bastardo è pura poesia!
    Delle uova e delle firme posso riportare anche io un gustoso suggerimento (sono una spia russa, lo confesso!): pare si dica che se con una penna stilografica scrivo sul guscio di un uovo sodo e lascio l'inchiostro riposare per una notte e il giorno dopo lavo il guscio, l'inchiostro penetri direttamente sul bianco dell'uovo: in quel caso, si potrebbe lasciare un pensierino della sera all'ignaro sbucciatore, tipo "Non l'ho magnato ma t'ho fregato".
    L'uovo ontato rimane perfettamente mangiabile...

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,207
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Straforeggiar significar per verba non si porìa...

    Originally posted by Unheimlich

    Giuro che la straforata suzione è pratica quanto mai in disuso, sebbene meriterebbe maggior diffusione e rilievo: ieri l'ho praticata ad una crocchetta di patate, confidente nel fatto che la tenera crosta fosse del genere frangar non flectar, per giungere sino al cuore di formaggio fuso: non ho saputo attendere, l'ho divorata.
    Comunque, ci avessi pensato prima, avrei anche io, da esperta depredatrice di frigoriferi (mi si perdoni la metonimia) altrui quale sono, praticato un foro sul capo dell'uovo e un altro sul fondo, onde soffiare su un buco per veder uscire il contenuto dall'altro, e lasciare le firmate vestigia a giacere nell'onta del cartone tra le foglie di insalata avvizzite...Ah, lo zabaiòn illecito e bastardo è pura poesia!
    Delle uova e delle firme posso riportare anche io un gustoso suggerimento (sono una spia russa, lo confesso!): pare si dica che se con una penna stilografica scrivo sul guscio di un uovo sodo e lascio l'inchiostro riposare per una notte e il giorno dopo lavo il guscio, l'inchiostro penetri direttamente sul bianco dell'uovo: in quel caso, si potrebbe lasciare un pensierino della sera all'ignaro sbucciatore, tipo "Non l'ho magnato ma t'ho fregato".
    L'uovo ontato rimane perfettamente mangiabile...
    Ovetti più o meno pasquali che nascondono messaggi...
    è una pratica diffusissima.
    Un po' quello che faceva Hitchcock quando si infilava nei suoi film o Nabokov che nascondeva il suo nome e cognome in un personaggio di Lolita.
    Qui http://www.eeggs.com/ c'è l'elenco più aggiornato e completo.
    e si può anche contribuire...

  10. #10
    Omo de Panza
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    1,902
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra l'altro, devo chiedere delucidazioni, chè con le uova si può fare (a parte aver poi marchiato l'albume d'inchiostro per traspirazione, che può essere renda l'uovo più modernamente gustoso), sulle modalità di "marchiaggio" di alimenti quali: l'insalata, i pomodori, gli asparagi, le zucchine, l'uva, i datteri, e i grissini torinesi sfusi.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Ho visto cose che voi umani...
    Di Monsieur nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 05-09-13, 11:21
  2. Ho visto cose che voi umani...
    Di bsiviglia nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 29-10-10, 19:11
  3. Ho visto cose che voi umani...
    Di Odissea nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 29-01-10, 21:44
  4. Ho visto cose che voi umani
    Di pcosta nel forum Hdemia
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 25-02-07, 18:11

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito