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Discussione: Su Nietzsche

  1. #21
    FIAT VOLUNTAS TUA
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    re: porta rispetto per Adriano Romualdi. Ed è l'unica volta che te lo dico
    Azz... che paura! Che è??? dobbiamo dare premi nobel a tutto il mondo???? Basta che abbiano un minimo di seguito????





    RE: se non si sa cosa dire, meglio tacere
    Questo non è a me che devi dirlo..... se tutti ragionassero come te, il povero Tomas avrebbe voglia di scrivere.........



    RE: idem come sopra
    La filosofia, caro, è una cosa: quello che ti dicono i giornaletti sugli "intellettuali affini" è un'altra. Anch'io alla tua età mettevo poster ai muri e leggevo gli "affini"..... poi la realtà non è sempre quella letta. Heidegger aveva un suo pensiero: accetta quello, punto. Su Nietzsche non è consiliabile e, inoltre, non è indispensabile. Poi, fai quello che vuoi.


    RE: a me pare che se si leggono, cito a caso, ''Teognide di Megara'', ''La nascita della tragedia [da leggere con la nuova prefazione del 1886]'', ''I filosofi preplatonici'', ''La filosofia nell'epoca tragica dei Greci'', si capisce con una certa chiarezza quale 'tradizione' faccia da sfondo all'opera nietzscheana.
    Questa storiella la raccontarono pure a me. Ci passai notti insonni, in entusiastici furori. Poi, passata la notte, quando si diradano le tenebre, appare la verità. Ma ciò non toglie che puoi farew del pensiero nicciano quello che vuoi: però attento alle mani........
    "

  2. #22
    Paul Atreides
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    Visto che non sei capace di andare oltre le battutine idiote, preferisco chiudere qui. Non vale la pena continuare

    Adieu

  3. #23
    Ludovico van
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    [QUOTE]Originally posted by cm814
    Non metto in dubbio che Losurdo riesca a consolare alcuni: infatti non discuto l'aristocrazia nell'opera di Losurdo, ma nelle opere di Nietzsche....compresa la sua vita, che tanto eroica non fu (al confronto, Pound fu un MITO in carne e ossa).

    Permettimi di dissentire un po' Imperatore. A meno che la biografia di M.Fini non sia una balla totale (cosa possibile , ma tutta da dimostrare) nonostante la sua ampia, mi pare, documentazione sulla vita del filosofo, non capisco dove sia questa scandalosa miseria nella sua vita.
    Pound è un altro discorso, non fosse per il fatto che non ha scritto quello che ha scritto Nietzsche (soprattutto nei confronti del cristianesimo).


    Vi consiglio di cercare altrove: lasciate perdere Nietzsche. E' una mina che, se vista ORIGINARIAMENTE (senza letture compiacienti), rischia di esplodervi tra le mani.


    Resta, per carità, un mio modestissimo parere, ma ogni cristiano dovrebbe occuparsi prima o poi dell'Opera di Nietzsche e dovrebbe farlo senza alcun timore, nè pregiudizi o odii particolari. In una parola, dovrebbe farlo cristianamente.

    Non condivido niente di Nietzsche, ma gli devo moltissimo. Gli devo tutta la mia non-condivisione! Tuttavia non lo si può inserire in un piano prettamente anticristiano per il semplice motivo che Nietzsche per "definizione" non si schiera, non vuole appartenere a niente fuorchè a se stesso.

    Saluti

  4. #24
    FIAT VOLUNTAS TUA
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    Originally posted by Paul Atreides
    Visto che non sei capace di andare oltre le battutine idiote, preferisco chiudere qui. Non vale la pena continuare

    Adieu
    Paul, quello che a te non va giù, è che a parlarne in un certo modo sia una persona che, di Nietzsche, conosce molto, perché lo ha letto per PASSIONE, e se ne è allontanato, proprio per il pericolo che Nietzsche porta in seno...

    Chiaro è che, se fossi stato un comunista, o uno "al di là della destra" e (SOTTOLINEO) al di là di OGNI TRADIZIONE, allora il discorso mi sarebbe andato bene....
    Anche quando volessimo pensare a Nietzsche come un "pensiero diagnostico", non otteremmo nulla.. la cura è peggio del male.


    Conoscere un autore, non significa leggerne le opere: significa capirle, meditarle, vederne i vari risvolti. E per farlo, non serve mettere poster (come facevo io) sui muri.

    Non tocco nulla di te: vuoi un Nietzsche su misura? Te lo puoi fare, nessun problema.... però non dire cose che non stanno in cielo e in terra: anche quando volessimo far passare per spazzatura alcuni libri pubblicatre in USA, e volessimo far passare per spazzatura ogni altro testo, il pensiero di Nietzsche è assai pericoloso: certo, il suo superuomo è l'esatto opposto di ciò che intendiamo per SUPERUOMO, e di super non ha nulla.

    State attenti: "il deserto" , nonostante gli ammonimenti, lo portarva dentro lui stesso.

    PS. Io rispondo con battute a discussioni poco serie: difficilmente in questo campo ho mai risposto con battute.


    "

  5. #25
    FIAT VOLUNTAS TUA
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    [QUOTE]Originally posted by Ludovico van
    Originally posted by cm814
    Non metto in dubbio che Losurdo riesca a consolare alcuni: infatti non discuto l'aristocrazia nell'opera di Losurdo, ma nelle opere di Nietzsche....compresa la sua vita, che tanto eroica non fu (al confronto, Pound fu un MITO in carne e ossa).

    Permettimi di dissentire un po' Imperatore. A meno che la biografia di M.Fini non sia una balla totale (cosa possibile , ma tutta da dimostrare) nonostante la sua ampia, mi pare, documentazione sulla vita del filosofo, non capisco dove sia questa scandalosa miseria nella sua vita.
    Pound è un altro discorso, non fosse per il fatto che non ha scritto quello che ha scritto Nietzsche (soprattutto nei confronti del cristianesimo).


    Vi consiglio di cercare altrove: lasciate perdere Nietzsche. E' una mina che, se vista ORIGINARIAMENTE (senza letture compiacienti), rischia di esplodervi tra le mani.


    Resta, per carità, un mio modestissimo parere, ma ogni cristiano dovrebbe occuparsi prima o poi dell'Opera di Nietzsche e dovrebbe farlo senza alcun timore, nè pregiudizi o odii particolari. In una parola, dovrebbe farlo cristianamente.

    Non condivido niente di Nietzsche, ma gli devo moltissimo. Gli devo tutta la mia non-condivisione! Tuttavia non lo si può inserire in un piano prettamente anticristiano per il semplice motivo che Nietzsche per "definizione" non si schiera, non vuole appartenere a niente fuorchè a se stesso.

    Saluti

    Io non metto in dubbio, che Fini possa raccontarla bene, e che metta in evidenza chi sa che cosa. Bisogna vedere che si cerca in Nietzsche: se vogliamo un combattente o un intellettuale dal forte carattere.

    La vita, diceva un tizio, o la si vive, o la si scrive....
    E Nietzsche era più pirandelliano che dannunziano.
    In tutto.
    "

  6. #26
    Paul Atreides
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    Originally posted by cm814


    Paul, quello che a te non va giù, è che a parlarne in un certo modo sia una persona che, di Nietzsche, conosce molto, perché lo ha letto per PASSIONE, e se ne è allontanato, proprio per il pericolo che Nietzsche porta in seno...

    Chiaro è che, se fossi stato un comunista, o uno "al di là della destra" e (SOTTOLINEO) al di là di OGNI TRADIZIONE, allora il discorso mi sarebbe andato bene....
    Anche quando volessimo pensare a Nietzsche come un "pensiero diagnostico", non otteremmo nulla.. la cura è peggio del male.


    Conoscere un autore, non significa leggerne le opere: significa capirle, meditarle, vederne i vari risvolti. E per farlo, non serve mettere poster (come facevo io) sui muri.

    Non tocco nulla di te: vuoi un Nietzsche su misura? Te lo puoi fare, nessun problema.... però non dire cose che non stanno in cielo e in terra: anche quando volessimo far passare per spazzatura alcuni libri pubblicatre in USA, e volessimo far passare per spazzatura ogni altro testo, il pensiero di Nietzsche è assai pericoloso: certo, il suo superuomo è l'esatto opposto di ciò che intendiamo per SUPERUOMO, e di super non ha nulla.

    State attenti: "il deserto" , nonostante gli ammonimenti, lo portarva dentro lui stesso.

    PS. Io rispondo con battute a discussioni poco serie: difficilmente in questo campo ho mai risposto con battute.


    Mah. Visto che il tono pare essere un pò cambiato, provo a riprendere il discorso

    Questo thread nasce da un mio apprezzamento per il libro di Losurdo

    Primo problema: tu hai letto il testo di Losurdo? Mi sa di no. Ergo, costruisci sulla sabbia

    Parlare di un 'Nietzsche su misura' non ha senso, sia perché questa osservazione è facilmente rovesciabile su di te sia perché non avendo tu letto il testo di Losurdo non puoi minimamente comprendere in cosa possa mai consistere tale 'su misura'

    ''Dire cose che non stanno né in cielo né in terra''? Basta dimostrarlo, pas de problème. Ma tu ti sei affidato all' ''ipse dixit''. Mi spiace ma non funziona. Per niente.

    Piuttosto procedi per allusioni. In concreto: per te Nietzsche è pericoloso e va sconsigliato. Ma perché? Per la volontà di potenza, il prospettivismo, l'ermeneutica, l'arte, il superuomo, l'eterno ritorno, l'anticristianesimo, il nichilismo, la critica alla modernità, il dionisiaco, l'illuminismo, per tutti questi motivi messi assieme o cos'altro ancora? Parli di un ''al di là di ogni tradizione''. Bene: spiegati. Non limitarti alla ripetizione del mantra.

    In quanto al ''deserto'' mi pare l'ennesima conferma di quanto poco tu abbia capito di Nietzsche. Il contromovimento rispetto al nichilismo non è mistificante solo a condizione di partire dal ''cuore'' del nichilismo stesso. Altrimenti è mera lamentazione, nostalgia, ''nichilismo passivo'' insomma.

    E lasciamo stare le fanfaronate [di dubbio gusto] su chi ha letto chi. A me quel che non va giù è solo la presunzione critica non seguita da argomentazioni.

  7. #27
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    Originally posted by Paul Atreides


    Mah. Visto che il tono pare essere un pò cambiato, provo a riprendere il discorso

    Questo thread nasce da un mio apprezzamento per il libro di Losurdo

    Primo problema: tu hai letto il testo di Losurdo? Mi sa di no. Ergo, costruisci sulla sabbia

    Parlare di un 'Nietzsche su misura' non ha senso, sia perché questa osservazione è facilmente rovesciabile su di te sia perché non avendo tu letto il testo di Losurdo non puoi minimamente comprendere in cosa possa mai consistere tale 'su misura'

    ''Dire cose che non stanno né in cielo né in terra''? Basta dimostrarlo, pas de problème. Ma tu ti sei affidato all' ''ipse dixit''. Mi spiace ma non funziona. Per niente.

    Piuttosto procedi per allusioni. In concreto: per te Nietzsche è pericoloso e va sconsigliato. Ma perché? Per la volontà di potenza, il prospettivismo, l'ermeneutica, l'arte, il superuomo, l'eterno ritorno, l'anticristianesimo, il nichilismo, la critica alla modernità, il dionisiaco, l'illuminismo, per tutti questi motivi messi assieme o cos'altro ancora? Parli di un ''al di là di ogni tradizione''. Bene: spiegati. Non limitarti alla ripetizione del mantra.

    In quanto al ''deserto'' mi pare l'ennesima conferma di quanto poco tu abbia capito di Nietzsche. Il contromovimento rispetto al nichilismo non è mistificante solo a condizione di partire dal ''cuore'' del nichilismo stesso. Altrimenti è mera lamentazione, nostalgia, ''nichilismo passivo'' insomma.

    E lasciamo stare le fanfaronate [di dubbio gusto] su chi ha letto chi. A me quel che non va giù è solo la presunzione critica non seguita da argomentazioni.


    Partiamo da una constatazione: le mie affermazioni erano dirette a NIetzsche, e non su Losurdo, della cui opera sono comunque molto scettico.... per parlare con competenza di qualcosa, non serve, e sia chiaro, OSTENTARE la conoscenza di qualcosa: strano che un lettore di filosofia attento come sei tu, non sappia poi che proprio Nietzsche ne ostentava poca (nonostante ne avesse parecchia, e di molti libri e temi, che poi nei suoi TESTI negava: ad esempio, durante la permanze a Basilea, leggeva e fu sempre lettore di opere che, A CONTI FATTI, egli non poteva ritenere VERI: scienzia, cosmologia, tecnologia).

    Ridusse EGLI (e non altri) a NULLA il mondo, nel quale poi, al di là del valore INTERPRETATIVO, egli credeva fermamente (altrimenti perché doveva leggere di scienza??? e perché provarne un così grande gusto???? e perché essere attento ad ogni ritrovato scientifico???? fu il primo filosofico a scrivere con la macchina da scrivere.... oggi lo si fa con i portatili), così come, al di là della spocchia ostentata in alcuni aforismi, non si legò a nessuno donna.... per il diniego della donna: molti commentatori non indugiano (perché sanno che fra le giovani leve filosofiche e, più in specifico, davanti alla moda del "solitario combattente" - na specie di Che Guevare di destra - la verità non sarebbe ben accetta) su tanti avvenimenti della sua vita, sulla condotta della sua vita stessa proprio per non escludersi buone fette di mercato.

    Nietzsche è un buon mito per i nostri tempi, nulla da dire: infatti, davanti al peggio pericolo, è l'unico che venga sdoganato anche dalle case ufficiali: vedi se parlano di Junger.... no! chi sono i due maggiori filosofi di destra (e quali opere) permessi????
    Nieztsche e Spengler.... e non è un caso. Il secondo fa con la storia dei popoli, l'essato corrispondente di quanto fatto dal primo con le forze psichice.....

    Nieztsche se la prende con il razionalismo occidentale: ciò pare darti libertà, un pensiero arcaico che nega qualsiasi sviluppo, e dunque un pensiero legato al mito, alla civiltà antica.... ma l'unico ad aver fatto ciò, e bisogna darne atto, l'unico filosofo capace di cancellare (nella sua interpretazione) tutta la tradizione razionale e razionalistica dell'occidente, è stato il prof. Emanuele Severino, legando la sua opera a quella di Parmenide, e al suo "oè o non è", e non già a......... ERACLITO.

    Ogni qualvolta un pensiero concepisce il divenire, deve prosi il problema di come una cosa che "è......", passi a un "essere qualcosa d'altro". E' una risposta capitale della filosofia, e ha visto i filosofi impegnati in ciò, SOLO ED ECLUSIVAMENTE, se il mondo della "cosa" mantiene una propria "durezza"... è una cosa in sé, con un proprio status ontologico.... se la cosa, infine, è un FATTO.....

    Ma se il mondo decade a mera raffigurazione mentale, a mero Erlebnis, non solo il "professore Hegel" (battuta non mia, e tu che sei un esperto di filosofia sai di chi è....) aveva ragione, ma quello che c'è di peggio, è che ogni funziona etica, il senso ultimo di ogni comportamento decade a mero rapporto tra l'io e il vissuto di questo io.
    Un mondo che si configura in questo "io che sono sempre io" è un mondo che non prevede conflittualità alcuna...... così è, SE VI PARE.

    Ora, Nietzsche voleva uccidere la base ontologica della cultura occidentale: cosa questa, sappilo, mica tanto "pagano-mitica" (anzi, tutt'altro, e Omero - un cristiano???? - nei suoi poemi la dice lunga, come del resto Esiodo), semmai MOLTO, MOLTO protestante.... ma non cadiamo in sottiliezze che a te nonb interessano.
    Come ha fatto? Il problema, e qui casca l'asino, lo sottilinea Heidegger (ma non era lettore, GRANDE COMMENTATORE DELLA METAFISICA -t'avesse sentito Nietzsche, t'avrebbe ammazzato! - di N.?) ....... se la guerra (capisci l'esempio) è data dalla lancia, ma io per fermare la guerra DEVO usare la lancia, allora che accade? Come è possibile negare con lo stesso atto che afferma????

    Heidegger, capita l'antifona in Sein und Zeit, ci da un taglio, ma un taglio davvero.... cambia stile, diremmo APPROCCIO, e passa ai poeti......
    ma N. non ebbe questa scaltrezza: N. negava e, negando, affermava. Tanto meglio, allora, Protagora (ma anche qui, già la filosofia greca aveva pienamente sperimentato l'aporia sofistica).

    Noi non possiamo uscire dal mondo, per manipolare come creatori il mondo stesso.... le cose sono realtà, cose in sè con una loro base di senso... hanno un senso, appunto, cioè vanno "lette" in un modo che esse ci dicono, non in un altro.

    Ammettendo, che la quasi totalità delle opere di Nietzsche sia di carattere "diagnostico", nella sua pars costruens che dirà mai di così efficace, per farci uscire dal NULLA? e, intanto, questo NULLA ha il senso del NULLA? ehehehe, sembra un domanda senza senso, ma così non è..... e già a Kant era stata posta, mutatis mutandis, proprio questa obiezione: posso, nel nulla, affermare che questo è nulla, e che la direzione da seguire è diversa dal nulla? Seguire, stare nel nulla e non avere direzione nel nulla sono due caratteri specificatamente nihilisti, ma dare una direzione no.... e anche quando, e non si sa bene come, ciò fosse possibile, come garantire che la strada oltre il nulla sia quella da percorrere?
    Più pericoloso il primo dei corollari: posso capire che questo è il nulla? Come posso capirlo, se mi trovo nel nulla?
    Tanto per non sembrare un accademico, pensa a milioni di esseri umani, le Twin Towers, BIn Laden e Bush: se io non so di non sapere, come faccio a persguire la conoscenza proprio lì dove non so di essere ignorante?

    Ma il NUlla nasce lì dove c'è NUlla, cioè lì dove non c'è niente che colui che percepisce il nulla (e anche qui ci sarebbe da discutere): distruggere crea deserto, non ne ferma l'avanzata del deserto stesso.

    In tutto questo, l'uomo o segue il NUlla o vi si deve opporre, ma per opporvisi non deve essere NUlla....


    se vuoi, da gionro 2 gennaio ci si vede anche su il Leonardo.
    Buon Natale!
    "

  8. #28
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    Per una "interpretazione" originale e a mio avviso molto interessante di Nietzsche...si veda di SANTI LO GIUDICE:
    " Friedrich Nietzsche: Il Corpo e il Suo Divenire " in Riza Scienze, numero 15 dell'aprile 1987 .

    Cordiali saluti

  9. #29
    Paul Atreides
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    x cm814

    Ehm, se volevi dare l'impressione che la filosofia sia un pò, come dire, fumosa, mi sa che ci sei riuscito

    Comunque

    1) non capisco il tuo commento a Losurdo. Le sue tesi sono, ovviamente, opinabili. Ma di certo non accusandolo di...troppa competenza in materia [cosa alquanto sconcertante]

    2) a me pare che Juenger sia pubblicato da Adelphi. Al contrario, la maggior parte delle opere di Spengler sono pubblicate dalle...Edizioni di Ar. E non mi pare proprio che le Ar rientrino nella categoria di ciò che il sistema ''permette''

    3) ''Imprimere al divenire il carattere dell'essere - è questa la suprema volontà di potenza''. Ancora: ''che tutto ritorni è l'estremo avvicinamento del mondo del divenire a quello dell'essere'' [F. Nietzsche, ''Frammenti postumi 1885-1887'', vol. VIII, tomo I° delle ''Opere di F. Nietzsche'', Adelphi, 1990, p. 297].
    Commento di Heidegger: ''nel su pensiero più essenziale dell'eterno ritorno dell'uguale, Nietzsche fonde in una le due determinazioni dell'essere ricavate dall'inizio della filosofia occidentale - l'ente come divenire e l'ente come stabilità'' [M. Heidegger, ''Nietzsche'', Adelphi, 1994, p. 388].

    4) la filosofia nietzscheana non deve nulla, gnoseologicamente, a Schopenhauer. E questo vale sin dagli esordi di Nietzsche.

    5) ritenere Nietzsche un dissolutore soggettivistico della realtà [in senso antilogico, ossia protagoreo, o in senso idealistico] mi sembra molto azzardato. Ovviamente non è nemmeno scambiabile per un tomista

    6) Vattimo ti ha fatto male. Indubbiamente.

  10. #30
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    Originally posted by Pieffebi
    Per una "interpretazione" originale e a mio avviso molto interessante di Nietzsche...si veda di SANTI LO GIUDICE:
    " Friedrich Nietzsche: Il Corpo e il Suo Divenire " in Riza Scienze, numero 15 dell'aprile 1987 .

    Cordiali saluti
    Conosco personalmente Lo Giudice (che insegna nell'Università di Messina...) e lo ricordo volentieri in questa sede...

    Saluti.

 

 
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