Caro direttore,
secondo Luigi Manconi (articolo "Atei devoti" del 26 ottobre) carattere specifico dell'Occidente sarebbe "il Dubbio", che non nascerebbe da relativismo etico, ma "dall'affidarsi ai valori che davvero contano e che davvero sono 'costituenti'". E quali sarebbero tali "valori costituenti"? Manco a dirlo, "i diritti universali della persona". Questo - continua Manconi - è il vero scontro di civiltà: tra il dubbio e l'integralismo. Che, va da sé, non è la fede, ma la "volontà di derivare direttamente (attenzione: DIRETTAMENTE) da quella fede le scelte in campo politico, economico e sociale". Eppure i Papi, e in particolare Leone XIII, S. Pio X ("instaurare omnia in Christo") e Pio XI (enciclica "Quas primas" sulla regalità Sociale di N.S.. Gesù Cristo) proprio questo hanno insegnato: che il cattolico deve dedurre DIRETTAMENTE dalla fede le sue scelte in campo politico. economico e sociale. In altre parole quello che Manconi chiama "integralismo" e considera nemico dell'Occidente quale lui lo intende è proprio ciò che la Chiesa comanda ai suoi membri. Bisogna concluderne che la Chiesa è estranea o nemica dell'Occidente? E chi autorizza Manconi, sedicente profeta del dubbio, a decretare che cosa sia e che cosa non sia Occidente? Non parliamo poi del Medioevo e della dottrina, mai abrogata, sul potere anche diretto della Chiesa negli affari temporali: essendo "integralistica" essa non farebbe parte della storia dell'Occidente. Il quale così si svela una ben misera cosa, modellata giusto sulla misura del suo definitore.
Infine una domandina all'articolista: quale "dubbio laico" pratica egli sull'aborto (quando l'antica civiltà giuridica europea ha sempre insegnato persino che "in dubio pro reo", e qui si tratta di innocenti) e quale sull'Olocausto, tema su cui il dibattito in Europa è impedito da feroci leggi liberticide contro chiunque si azzardi a metterne in discussione la vulgata?
Franco Damiani
Villafranca Padovana (PD)




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