"Linea" del 14 gennaio, p. 3:
articolo non firmato dal titolo "Il Papa: la rivoluzione del buonsenso".
Grandi elogi a GPII per il suo discorso al corpo diplomatico in cui, con linguaggio da politologo, ha fatto un appello per "l'Iraq agli iracheni" (regalità sociale di N.S. se ci sei batti un colpo, n.d. r.).
Finale: "Peccato (...) che un Giovanni Paolo II in forma così smagliante (?, n.d.r.) ricada, malgré soi, nell'ennesima ingerenza antieuropea. Nella polifonia politica di lunedì, infatti, c'è un adagio particolarmente stonato, lì dove il pontefice ha lamentato "come la difficoltà ad accettare il fatto religioso nello spazio pubblico sia emerso in maniera emblematica nel recente dibattito sulle radici cristiane d'Europa". "I credenti - sentenzia il papa - si aspettano legittimamente di poter partecipare al dialogo pubblico, ma purtroppo non sempre è così". Ovviamente non è vero: uno Stato laico e pluralista ospita ogni versione confessionale (sostituite pure Stato con Europa). Più difficile immaginare la tenuta di un continente in cui le radici cristiane siano preponderanti rispetto ad altro, per esempio il retaggio classico. Somiglierebbe troppo al regno dei fini che anima i vagheggiamenti dei neocon monoteisti e totalitari di Bush.
Ecco, questa è la destra nazionalpopolare... Chi spiegherà a questi poveretti che l'Europa l'ha creata Nostro Signore e che, se GPII fosse veramente papa, parlare di "ingerenza antieuropea" farebbe ridere i polli? Che dire poi dell'accenno al "retaggio classico"? Ma da quali studi vengono questi signori, non sanno che il meglio del "retaggio classico" è stato fatto proprio dal cristianesimo? Non hanno mai letto Dawson, Morghen, Gilson? Che attendersi, del resto, da attardati seguaci di Evola, di Guénon e di De Giorgio? E fa solo tristezza sentirli esaltare lo "Stato laico e pluralista", alla maniera di un Gianfri Fini qualsiasi (eppure su "Linea", fino a poco fa, Rutilio Sermonti pubblicava a puntate "Lo Stato organico": epurato anche lui? D'altra parte, quando ci si allea con la Mussolini...). Inoltre "Linea", da diverso tempo ormai, non pubblica lettere dei lettori.
Per quanto riguarda Wojtyla, pensate a un "papa" che rivendica per i cattolici "il diritto di partecipare al dialogo pubblico". Non in Malaysia (a proposito, bene il pan per focaccia alla Francia sull'abbigliamento femminile, no Cariddeo?) ma nella culla della cristianità.
Le scomuniche, si sa, sono riservate ad altri.




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