In Veneto (e in particolare a Vicenza, ex roccaforte "bianca": ciò dimostra quanto in profondità abbia scavato il democristianismo) è scattata una grande offensiva contro i segni cristiani nelle scuole, non più solo il crocifisso ma anche i presepi, i canti natalizi (che un avvocato Ficarra vuol portare al TAR) e financo, nei piani della CGIL-scuola, l'ora stessa di religione.
Stranamente i nuovi crociati non hanno chiesto l'abolizione delle vacanze natalizie, né di quella dell'Immacolata, cui se fossero coerenti dovrebbero rinunciare.
A Cittadella si è avuto un saggio del nuovo corso: gli studenti del locale liceo scientifico hanno assistito nel teatro Sociale a uno spettacolo di canti corali costituito totalmente da gospel: i soloni del laicismo avranno gioito nel notare l'assoluta mancanza di canti tradizionali delle nostre parti o cattolici.
Ancora una volta è evidente come il cattolicesimo integrale sia l'unica barriera contro questa follia dissacratoria, cui nessuna barriera può opporre l'esangue modernismo, ostaggio della propria ignavia.




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