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Discussione: Veleni laicisti

  1. #71
    scemo del villaggio
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    In Veneto (e in particolare a Vicenza, ex roccaforte "bianca": ciò dimostra quanto in profondità abbia scavato il democristianismo) è scattata una grande offensiva contro i segni cristiani nelle scuole, non più solo il crocifisso ma anche i presepi, i canti natalizi (che un avvocato Ficarra vuol portare al TAR) e financo, nei piani della CGIL-scuola, l'ora stessa di religione.
    Stranamente i nuovi crociati non hanno chiesto l'abolizione delle vacanze natalizie, né di quella dell'Immacolata, cui se fossero coerenti dovrebbero rinunciare.
    A Cittadella si è avuto un saggio del nuovo corso: gli studenti del locale liceo scientifico hanno assistito nel teatro Sociale a uno spettacolo di canti corali costituito totalmente da gospel: i soloni del laicismo avranno gioito nel notare l'assoluta mancanza di canti tradizionali delle nostre parti o cattolici.
    Ancora una volta è evidente come il cattolicesimo integrale sia l'unica barriera contro questa follia dissacratoria, cui nessuna barriera può opporre l'esangue modernismo, ostaggio della propria ignavia.

  2. #72
    scemo del villaggio
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    Predefinito Per Ciampi

    ...che vuol dare un tricolore a ogni coppia di novelli sposi (o meglio di concubini...):

    Preso dal nostro forum (grazie Guelfo Nero):



    La Patria
    La nostra patria sono i nostri villaggi,

    i nostri altari le nostre tombe,

    tutto ciò che i nostri padri

    hanno amato prima di noi.

    La nostra patria è la nostra Fede,

    la nostra terra, il nostro Re.

    Ma la patria, che cos’è? Lo capite voi?

    vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione.

    allora, che cos’è questa patria

    che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore?

    Questa patria di disonore e irreligione?

    per loro, sembra che la patria

    non sia che un’idea; per noi, è una terra.

    Loro, ce l’hanno nel cervello:

    noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida.

    E’ vecchio come il diavolo il loro mondo

    che dicono nuovo e vogliono fondare sull’assenza di Dio…

    Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni... Fanno ridere!

    ma di fronte a questi demoni

    che rinascono di secolo in secolo,

    noi siamo la gioventù, signori!

    Siamo la gioventù di Dio.

    La gioventù della fedeltà!

  3. #73
    scemo del villaggio
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    Predefinito Lettera al "Corriere del Veneto"

    Caro direttore,

    Ciampi vuol dare un tricolore a tutti i novelli "sposi" (tali però solo davanti agli uomini, non davanti a Dio). Io propongo invece di dare a tutti quegli "sposi" un bel catechismo, per ricordare loro che il matrimonio è un sacramento.

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  4. #74
    scemo del villaggio
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    Predefinito CGILI-scuola e presepi

    Lettera al direttore del "Corriere del Veneto"

    Caro direttore,

    il signor Antonio Giacobbi, segretario generale del sindacato scuola della CGIL per il Veneto, precisa la sua posizione sulla questione- presepi.
    Colgo dalla sua lettera alcune espressioni: "costruire il presepio a scuola non costituisce una manifestazione di fede" (eh già, chi può mai pensare che costruire un presepio sia una manifestazione di fede? E' più o meno come giocare con il Lego, no?);
    "era lo stesso istituto a organizzare in Duomo un concerto di Natale per i genitori" (in Duomo? E la laicità della scuola? E' evidente che bisognava organizzarne anche uno in moschea e un altro in singaoga, per lo meno)
    "l'unica cosa che non ho autorizzato è stata la distribuzione di un 'santino' del beato cui la nostra scuola era intitolata, un santino classico con l'immagine del santo con l'aureola e la preghiera sul retro (...) proponendo invece che ai nuovi alunni venisse distribuito un testo che spiegasse a chi era intitolata la scuola". In attesa di capire se si trattava di un "beato" o di un "santo", anche qui si rimane sbalorditi per l'integralismo del signor Giacobbi: una scuola pubblica intitolata a un beato, o santo che sia, è un intollerabile manifestazione di fondamentalismo. Urge il cambio del nome e l'intitolazione a un personaggio veramente universale...che ne so, un Pertini o un Moroo un Einstein. Rimane la curiosità di capire in che mai differisse il famoso "testo" da quello del santino, considerato inammissibile espressione del suddetto integralismo.
    Infine l'immancabile tirata sulla Costituzione, la laicità della scuola e il rispetto di tutti. Tutti, naturalmente, tranne uno: Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell'universo e della nazioni, umiliato con il metterlo al livello, che ne so, di uno scarabeo sacro o di una vacca sacra. Eh sì, perché chi potrà mai porre un limite al "rispetto" di TUTTE, ma proprio TUTTE le "religioni"?

    Franco Damiani
    docente di lettere

  5. #75
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    Predefinito

    COMPLIMENTI PER LE SUE LETTERE PROFESSORE. è MOLTO IMPORTANTE SCRIVERLE, è MOLTO BELLO LEGGERLE.

    GUELFO NERO

  6. #76
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    Predefinito Re: Per Ciampi

    Originally posted by franco damiani
    ...che vuol dare un tricolore a ogni coppia di novelli sposi (o meglio di concubini...):

    Preso dal nostro forum (grazie Guelfo Nero):



    La Patria
    La nostra patria sono i nostri villaggi,

    i nostri altari le nostre tombe,

    tutto ciò che i nostri padri

    hanno amato prima di noi.

    La nostra patria è la nostra Fede,

    la nostra terra, il nostro Re.

    Ma la patria, che cos’è? Lo capite voi?

    vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione.

    allora, che cos’è questa patria

    che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore?

    Questa patria di disonore e irreligione?

    per loro, sembra che la patria

    non sia che un’idea; per noi, è una terra.

    Loro, ce l’hanno nel cervello:

    noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida.

    E’ vecchio come il diavolo il loro mondo

    che dicono nuovo e vogliono fondare sull’assenza di Dio…

    Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni... Fanno ridere!

    ma di fronte a questi demoni

    che rinascono di secolo in secolo,

    noi siamo la gioventù, signori!

    Siamo la gioventù di Dio.

    La gioventù della fedeltà!

    GRAZIE

  7. #77
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    Predefinito "Enigma" (?) sui "Protocolli"

    Vi segnalo che venerdì 16 gennaio su Rai Tre alle 21 andrà in onda l'annunciata puntata di "Enigma" sui "Protocolli". La suspence avvolge l'evento: quale sarà il giudizio finale, autentici o falsi? Certo è stato per infiammare l'attesa che il conduttore Andrea Vianello, nipote di quello dei "Watussi" e di pari levatura culturale, ha concluso lo spot della puntata con un triplice "Falso".
    Curiosità anche per sapere chi sarà il tapino che si arrogherà l'ingrato compito di fare da "avvocato del diavolo". Ammesso che un contraddittorio ci sia. Personalmente scommetterei sulla presenza di uno a scelta fra Luzzatto, Calimani e Sergio Romano. Ecco, forse sarà Romano (autore di una "Lettera agli amici ebrei" che lo ha fatto passare per un bieco revisonista) il "cattivo". Si accettano scommesse.

  8. #78
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    Predefinito

    e si, qualche finto "difensore" dei Protocolli andrà trovato, altrimenti il pubblicom si addormenta sulla poltrona.
    Il che non sarebbe un male del resto, pur di non vedere cialtronate siffatte.

    un caro saluto

    Guelfo nero

  9. #79
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    Predefinito Alla faccia dell' "unità"...

    Lo scorso 10 marzo, sull’importante quotidiano saudita “al-Riyadh”, è apparso l’articolo di una docente universitaria, Umayna al-Jalahma, che accusava gli ebrei di mescolare sangue di bambini musulmani e cristiani ai dolci delle loro festività religiose.

    «Il sangue viene fatto uscire dai corpi dei bambini con estrema lentezza provocando un immenso dolore, che procura ai vampiri ebrei estremo piacere», vi scriveva tra l’altro al-Jalahma.

    Per concludere che una simile pratica giustifica la persecuzione degli ebrei nel corso della storia.

    Fin qui niente di nuovo. L’antiebraismo è moneta corrente nei media arabi. Proprio questa settimana, la seguitissima tv araba satellitare al-Jazeera ha dedicato un intero talk show ai “Protocolli dei Savi di Sion”: un falso prodotto in Russia all’inizio del Novecento per dar corpo all’antisemitismo più estremo.

    Nuovo è invece quello che è accaduto poi. Nuovo per gli standard dell’Arabia Saudita.


    COLPO DI SCENA A RIYADH


    Dieci giorni dopo l’uscita dell’articolo, “al-Riyadh” l’ha ritrattato. Con un editoriale del suo direttore, Turki al-Sudeiri.

    Nell’editoriale, al-Sudeiri ha scritto:
    - che l’articolo è stato pubblicato in sua assenza;
    - che non avrebbe mai dovuto essere stampato perché «privo di fondamento»;
    - e che «non è giusto che le nostre differenti vedute con un Ariel Sharon siano incentivo a propagare sentimenti di odio contro tutti gli ebrei».

    Questa inusuale ritrattazione conferma l’interesse dell’Arabia Saudita a far da pivot di una pace tra israeliani e palestinesi. Il 27 e il 28 marzo si riunisce a Beirut la Lega Araba. E lì la monarchia saudita conta di raccogliere un largo consenso al piano d’accordo ventilato in febbraio dal suo principe della corona, Abdullah bin Abdul Aziz al-Saud. Il piano è molto generico. Riconosce comunque il pari diritto ad esistere dei due Stati di Israele e della Palestina.

    Ma in più c’è un secondo interesse. La monarchia saudita vuol migliorare la sua immagine di fronte agli Stati Uniti e al mondo. Da patria di Osama bin Laden e del terrore islamista, vuole accreditarsi con un profilo più moderato, sia politico che religioso.


    INCIDENTE A ROMA


    Impresa non facile. Come ha mostrato un incidente scoppiato lo scorso 13 marzo a Roma a un convegno interreligioso organizzato da un’università cattolica americana, la Sacred Hearth University di Fairfield, Connecticut, e ospitato dal Centro Dionysia per le Arti e le Culture. Sul tema: “Preghiera e liturgia, impariamo dall’altro. Giudaismo, cattolicesimo, islam”.

    Subito dopo un intervento tenuto dal cardinale Carlo Maria Martini, ha svolto la sua relazione il segretario generale dell’Associazione musulmani italiani, Sheikh Abdul Hadi Palazzi.

    E questi ha attaccato in termini ultimativi, fino a definirla «eretica», la corrente musulmana wahhabita imperante in Arabia Saudita: «centrale del terrore» dell’islamismo mondiale.

    Non solo. Hadi Palazzi ha criticato severamente anche il cardinal Martini. Gli ha rimproverato «d’essersi seduto allo stesso tavolo col principale ideologo musulmano del terrorismo suicida, Yusuf al-Qaradawi, senza provare vergogna».

    L’allusione era al summit cristiano-islamico organizzato a Roma il 3-4 ottobre 2001 dalla comunità di Sant’Egidio. Nel corso del quale al-Qaradawi e altri esponenti islamisti si produssero in sfuriate antioccidentali e antiebraiche fianco a fianco con i cardinali Martini e Roger Etchegaray.

    Al-Qaradawi non è saudita. È egiziano e vive nel Qatar. È ritenuto la mente più influente della principale corrente fondamentalista islamica, quella dei Fratelli musulmani.

    Ma alle autorità ecclesiastiche i capi di sant’Egidio, organizzatori del meeting, l’avevano presentato come luminare della teologia e uomo di dialogo.

    Anche Hadi Palazzi era stato invitato al meeting. Ma appena saputo della presenza di al-Qaradawi, aveva rifiutato di prendervi parte. E aveva pubblicamente denunciato gli equivoci di quel dialogo.

    Anni prima un altro influente maestro dell’islamismo estremista, il sudanese Hassan al-Turabi, era stato addirittura portato in udienza privata da Giovanni Paolo II, sempre all’insegna del dialogo. Era il 1994. E al-Turabi, il Khomeini del Sudan, ospitava in quel periodo Osama bin Laden.

    Ultimamente la stella di al-Turabi si è appannata. Ma dal 1996 al 2000 è stato in assoluto l’ideologo islamista più presente sulla tv al-Jazeera.

    Che ha sede nel Qatar. Ove insegna al-Qaradawi.


    Sandro Magister
    Nasalli Rocca

  10. #80
    scemo del villaggio
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    M.C. Show 12-1-04

    Tema: la maldicenza.

    Una signora 43enne dei dintorni di Napoli alza la mano e dice. "Io volevo avere un figlio, l'ho fatto e in paese mi considerano una zoccola".
    Costanzo: "Davvero? Ma è inaudito. E chi sono questi retrogradi? Siamo nel 2004. I suoi fratelli e sua mamma? Torni qui con tutti loro e gliela faremo capire".
    Rimane qualche dubbio: ma come l'avrà "fatto" 'sto figlio? E perché non si è sposata? Sarà mica andata da un "fattore"? E come mai né Costanzo né altri s'interessano di questo aspetto?

 

 
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