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Discussione: Veleni laicisti

  1. #121
    scemo del villaggio
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    Predefinito Irrinunciabile principio di laicità

    Dal "Corriere della Sera"

    Venerdi' 16 Luglio 2004

    IRRINUNCIABILE

    Principio di laicità

    Se si rinuncia al principio di laicità, alla tutela dell’eguaglianza in un contesto di regole valide universalmente, di fatto si fomenta la guerra di tutti contro tutti.
    E se si alimenta di fatto un clima di conflitto tra civiltà a che vale poi esortare gli altri alla moderazione? Vorrei sapere come si dovrebbe comportare chi in Italia o nel mondo fosse un non credente. Dovrebbe forse inchinarsi alla religione dominante?

    Gianfranco Tannino, Monaco di Baviera,

  2. #122
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Irrinunciabile principio di laicità

    Originally posted by franco damiani
    Dal "Corriere della Sera"

    Venerdi' 16 Luglio 2004

    IRRINUNCIABILE

    Principio di laicità

    Se si rinuncia al principio di laicità, alla tutela dell’eguaglianza in un contesto di regole valide universalmente, di fatto si fomenta la guerra di tutti contro tutti.
    E se si alimenta di fatto un clima di conflitto tra civiltà a che vale poi esortare gli altri alla moderazione? Correi sapere come si dovrebbe comportare chi in Italia o nel mondo fosse un non credente. Dovrebbe forse inchinarsi alla religione dominante?

    Gianfranco Tannino, Monaco di Baviera,
    Caro Mieli,

    non ho capito, dalla lettera del signor Gianfranco Tannino pubblicata il 16 luglio, quando si sarebbe "rinunciato al principio di laicità" che invece a suo avviso sarebbe "irrinunciabile".
    Penso però che, in un paese in cui si può liberamente abortire, bestemmiare e divorziare, sia grottesco domandarsi "come dovrebbe comportarsi un non credente", se "dovrebbe inchinarsi alla religione dominante". La domanda giusta sarebbe "come dovrebbe comportarsi un credente" (inchinarsi al laicismo dominante o battersi senza quartiere contro di esso?).

    Franco Damiani
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  3. #123
    scemo del villaggio
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    Predefinito Concordati

    Da "Linea" di qualche giorno fa, articolo di Maurizio Liverani:


    In un inciso afferma che il Concordato del 1984 sarebbe stato "molto più favorevole alla Chiesa" di quello del 1929.
    Questo sul quotidiano della destra fascista. 'Nnamo bbene.
    Per di più il quotidiano non ospita lettere di lettori. Io comunque gli scrivo lo stesso.

  4. #124
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Concordati

    Originally posted by franco damiani
    Da "Linea" di qualche giorno fa, articolo di Maurizio Liverani:


    In un inciso afferma che il Concordato del 1984 sarebbe stato "molto pià favorevole alla Chiesa" di quello del 1929.
    Questo sul quotidiano della destra fascista. 'Nnamo bbene.
    Per di più il quotidiano non ospita lettere di lettori. Io comunque gli scrivo lo stesso.
    Caro direttore,

    so bene che "Linea" non ospita lettere di lettori, ma non riesco a tacere di fronte all'affermazione di Maurizio Liverani che il Concordato del 1984 sarebbe stato "molto più favorevole alla Chiesa" di quello del 1929.
    Affermazione stupefacente perché è noto che, mentre il Concordato del 1929 ridiede "l'Italia a Dio e Dio all'Italia", quello del 1984 rappresentò una sorta di trattato di Osimo della Chiesa, ossia una spontanea e unilaterale rinuncia ai propri diritti, che sono poi i diritti di Dio, a partire dalla definizione di cattolicesimo come religione di Stato con tutte le conseguenze che ciò ha comportato sul piano legislativo, scolastico e del costume, come l'ultimo vergognoso "Gay Pride" ha dimostrato.
    Credevo che il MSFT fosse schierato a difesa dei valori della tradizione, ma evidentemente mi sbagliavo.

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)

  5. #125
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    Predefinito Re: Re: Concordati

    Originally posted by franco damiani
    Caro direttore,

    so bene che "Linea" non ospita lettere di lettori, ma non riesco a tacere di fronte all'affermazione di Maurizio Liverani che il Concordato del 1984 sarebbe stato "molto più faviorevole alla Chiesa" di quello del 1929.
    Affermazione stupefacente perché è noto che, mentre il Concordato del 1929 ridiede "l'Italia a Dio e Dio all'Italia", quello del 1984 rappresentò una sorta di trattato di Osimo della Chiesa, ossia una spontanea e unilaterale rinuncia ai propri diritti, che sono poi i diritti di Dio, a partire dalla definizione di cattolicesimo come religione di Stato con tutte le conseguenze che ciò ha comportato sul piano legislativo, scolastico e del costume, come l'ultimo vergognoso "Gay Pride" ha dimostrato.
    Credevo che il MSFT fosse schierato a difesa dei valori della tradizione, ma evidentemente mi sbagliavo.

    Franco Damiani
    Villafranca Padovana (PD)
    Ciò che è molto per gli uni è troppo poco per gli altri ...

  6. #126
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Re: Re: Concordati

    Originally posted by Augustinus
    Ciò che è molto per gli uni è troppo poco per gli altri ...
    Il solito relativismo deuterovaticanista.

  7. #127
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Concordati

    Originally posted by franco damiani
    Il solito relativismo deuterovaticano.
    Più che relativismo, direi "realismo", dal momento che prima di esprimere giudizi sul contenuto, bisogna conoscerne attentamente tutte le implicazioni, soppesarne le parole.
    Non a caso, autorevole dottrina ecclesiasticistica ha avuto modo, correttamente, di sottolineare come il testo dell'attuale Accordo - prescindendo dalle sue considerazioni circa la validità o meno dello stesso - sia decisamente favorevole alla Chiesa e rappresenta quanto la stessa poteva ottenere in quel contesto storico. Alcuni anni fa un laico, lo scomparso Alessandro Galante Garrone, che non era certo uno sciocco, con riferimento giusto all’incerto significato da attribuire, ad esempio, all’impegno ed alla reciproca collaborazione, tra Stato e Chiesa, «per la promozione dell’uomo ed il bene del Paese» di cui all’art. 1 dell’Accordo madamense, osservava: «Che cosa è mai tale impegno, proclamato con tanta solennità? Il dilemma è chiaro: o si tratta di una frase puramente retorica ed esortativa, che non vuol dire proprio nulla, oppure abbiamo a che fare con una locuzione piuttosto oscura nella sua genericità, voluta da una delle parti per un preciso e dissimulato intento che occorrerebbe chiarire. Non dimentichiamo che qui si tratta di un accordo o trattato o concordato … di natura internazione … stipulato fra due enti “indipendenti e sovrani”. E la chiarezza delle norme diventa essenziale. Tanto più che una delle parti contraenti è rappresentata dalla diplomazia vaticana, attentissima ed esperta da secoli nel misurare il peso di ogni parola. … Non era, no, una frase insignificante, ma un appiglio per future richieste, un amo e una lenza gettati nelle onde sperabilmente propizie del futuro. … Se pensiamo che il cardinale Ballestrero, allora presidente della CEI, in una lettera consegnata a Craxi qualche momento prima della firma, già precisava che l’interpretazione “autentica” della frase “promozione dell’uomo” di cui si parlava nell’art. 1 era quella stessa concepita e voluta secondo le direttive dei vescovi, come una apertura di “aree significative di problemi nuovi e urgenti”, non meglio precisati … Con quella … norma si poneva in essere una situazione contraddittoria, di compiti e di iniziative, foriera di inevitabili diversità interpretative e pertanto di contrasti …» (GALANTE GARRONE, Un affare di coscienza – Per una libertà religiosa in Italia, Milano, 1995, 150-153).
    Come vede se un laico di tale calibro accusava il nuovo accordo madamense di lasciare ampi spazi di manovra alla Chiesa, allora quanto ho scritto sopra, cioè che quello che è troppo poco per gli uni è poco per gli altri, non è così destituito di fondamento.
    Prima di accusare di relativismo ... forse ... sarebbe bene darsi una scorta sulla dottrina ecclesiasticistica italiana per vedere come la stessa valuti l'accordo madamense. E vedrà come quella frase è un'accurata e realistica constatazione.

    Augustinus

  8. #128
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    Ribadisco l'accusa di relativismo. Il cattolico ragiona con la Chiesa, la dottrina della quale insegna che il potere temporale dev'essere sottomesso a quello spirituale e che lo Stato, in particolare se abitato in maggioranza da cattolici, deve proteggere l'unica vera religione. Lascerei perdere i sofismi dei laicisti duri e puri alla Galante Garrone: anche il diavolo non si accontenta mai.

  9. #129
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    Originally posted by franco damiani
    Ribadisco l'accusa di relativismo. Il cattolico ragiona con la Chiesa, la dottrina della quale insegna che il potere temporale dev'essere sottomesso a quello spirituale e che lo Stato, in particolare se abitato in maggioranza da cattolici, deve proteggere l'unica vera religione. Lascerei perdere i sofismi dei laicisti duri e puri alla Galante Garrone: anche il diavolo non si accontenta mai.
    Con tutto il rispetto ... forse ... non abbiamo la stessa nozione di relativismo
    Già ... il cattolico deve ragionare con la Chiesa. Su questo sono d'accordo. Ma proprio ragionando con la Chiesa, deve concludersi che la stessa deve cercare forme e modus vivendi che le consentano, nei vari contesti storici, di poter vivere e svolgere la sua missione in pace e libertà, senza subire persecuzioni più o meno velate. Questa era la massima dello stesso Cardinal Pacelli, a dispetto del sanguigno e venerato Papa Ratti, durante, ad es., la crisi con lo Stato fascista negli anni '30, sull'Azione Cattolica. Ecco, dunque, il vero sentire della Chiesa: la sua grande capacità di adattamento, considerando ciò che, nelle contingenze del momento, la stessa può ottenere. Purtroppo chi si richiama costantemente al Concordato del '29 non inquadra i fatti nel loro contesto storico e sociale. Certamente la mentalità e la società rurale e contadina dell'epoca, portata alla morigeratezza ed a certi valori estranei alla società industriale e consumistica del secondo dopoguerra, erano diverse, come detto, da quella dell'ultimo scorcio del XX secolo. Non riconoscere questo dato significa essere dei sognatori, dei nostalgici ed utopisti, quando invece la Chiesa invita ad essere dei pratici (proprio al fine di poter trarre, in quel contesto storico e sociale, i massimi benefici possibili, altrimenti ne avrebbe solo danni). Forse ciò deriva dal fatto generazionale . Mah ... Non so.
    Per la verità, forse, anch'io sono un nostalgico, sotto certi aspetti. Ma unisco ciò, mettendo i piedi per terra, al senso pratico del momento, vedendo la realtà sociale che mi circonda, non dimenticando alcuni dati fondamentali.
    In effetti, ci si dimentica che molte norme concordatarie erano state sottoposte al vaglio della Corte costituzionale, la quale, più di una volta, aveva minacciato di intervenire pesantemente sul Concordato. Se si era astenuta, almeno sino al 1982, a pronunciarsi sulle norme concordatarie, ciò era dovuto a ragioni di politica del diritto (evitando allo Stato italiano una responsabilità internazionale per violazioni di un accordo tra soggetti internazionali).
    La Chiesa non avrebbe mai potuto permettere ciò. Questa ragione, oltre alla consapevolezza che lo Stato italiano premeva per una revisione degli Accordi, ha spinto alla modificazione dei Patti, cercando di trarvi il maggior numero di benefici possibili.
    Realismo storico, dunque. Non chiacchiere. Ed in effetti, proprio questo realismo ha portato negli anni '90 ad accordi con altri Stati (come Malta e Polonia), che, paradossalmente, sono quasi sulla falsariga proprio dei Patti del '29. Ma questo perchè ciò era consentito dai diversi contesti sociali e politici di quegli Stati.
    Come vede, dunque, e ribadisco: ci vuole senso storico e senso della realtà sociale, al fine di poter trarre quanto più è possibile.
    Riguardo a quelli che chiama sofismi duri e puri, evidentemente non conosce la dottrina ecclesiasticistica italiana, la quale ha, sin da subito, evidenziato come gli accordi madamensi abbiano inteso lasciare, in certe formule, ampi spazi di manovra per la Chiesa. Galante Garrone è stato, forse, solo uno degli ultimi ad evidenziare ciò.
    Ecco perchè, realisticamente ed onestamente, ciò che è molto per gli uni (anche il mio interlocutore scrive che "il diavolo non si accontenta mai" ...) è troppo poco per altri. La via mediana in questi casi, è sempre la migliore e certamente quella più vantaggiosa. Per la Chiesa, ovviamente.

    Augustinus

  10. #130
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    Predefinito

    Ricordo, a scanso di equivoci, che il "concordato" del 1984 non è in vigore, anzi non esiste affatto, data la Sede vacante e quel del 1929 non lo è più perchè rigettato dallo stato italiano.
    I veri cattolici oggi non sono concordatari.
    La Chiesa cattolica, oggi acefala, non può fare i concordati che tanto lustro e utilità le hanno dato in passato.

    Guelfo Nero

 

 
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