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  1. #21
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    Al di là delle accuse che non fanno sicuramente bene in questo ambiente di ducetti ed esaltati, entro nel merito del cattolicesimo cosiddetto tradizionalista.

    E' da sottolineare che nulla a che fare con la Tradizione di evoliana memoria, anzi.

    Tra le tante cosine che un cattolico tradizionalista esalta come dogma vi è anche quella dell'infallibilità del Sinedrio ebraico fino alla notte della condanna di Cristo...

    Chi, tra tutti i camerati, meglio: chi tra tutti i forumisti è disposto a credere a questa panzana?

    Del resto meglio i "tradizionalisti" che gli attuali cattolici vaticanisti...

  2. #22
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    Originally posted by Senatore
    L'opzione guelfa, papista non è l'unica possibile nell'ambito del cattolicesimo.
    [...]La passata solidità dell'Europa certo la si dovette alla Chiesa, ma ogni riferimento ad un riscatto su un piano trascendente lo si deve all'Impero. Ci sono varie ragioni per cui l'Impero era fragile e la Chiesa salda, ma il dualismo era necessario e comunque, se fosse stato possibile risolverlo realmente, ne avrebbe beneficiato il Sacro Romano Impero, cioè l'Impero che aveva Roma come proprio centro spirituale, perche solo l'Impero aveva il potere "regale", la sovranità giuridica.
    Il papa ha voluto per se la funzione di pontefice e deve attenervisi; costruisca i ponti su cui marceranno i Re e gli eroi.
    Oppure si prepari al Giuduzio con la mestizia che ciò richiede di necessità.

    Certo, certo, come quando Conrado cerca si far salire sul trono di san Pietro Anacleto II, l'antipapa "ebreo", perche non riesce ottenere la sottomissione dei gregoriani.

    Ma per carità, il clan imperiale, dopo il periodo d'oro carolingio, per secoli è stato la causa della corruzione della Chiesa : secondo me stai cercando di proporre come rimedio cio che era in realta la fonte del male, cioe la volonta di controllare anche il potere spirituale da parte delle elites temporali, e di tutti quelli, da li in giu' al loro fianco avevano da guadagnarci col clientelismo, la simonia, il nepotismo, i traffici di investiture e nomine, il cumulo dei benefici... Erano loro, l'ecclesia carnaliscontrollando l'istituzione a volte sino alla testa (per la sua strutturale permeabilità demografica), e spesso costringendo i vescovi legittimi e papi "veri" alla fuga, quando cercavano di riprendere loro i redini della Chiesa.


    Le forze "imperiali", perfetto simbolo dei poteri temporali, nel perpetuo confronto con la parte sana della Chiesa favorirono, quando quest'ultima non si lasciava fare, tutte le degenerescenze del cristianesimo, tutte le eresie a scopo strumentale, non ultimi i famosi catari, albigesi o lombardi (salvo poi schiacciarli quando diventava politicamente dannoso mantenere la loro esistenza). Ad esempio, la Lombardia del secolo XIII era un pullulare di sette ed eretici tutti favoriti dai "gibelini e usurai" contro lequali solo poteva agire il clero regolare (grazie alla sua indipendenza dal mondo civile), mentre l'alto clero secolare era ballottato tra le mani delle giunte comunali oppure si vedeva proibire l'accesso alle città. Pensare che un'eresia deficiente, assurda, improbabile e autolesionista come quella dei catari poté in Lombardia creare con la benedizione imperiale e l'aiuto delle giunte comunali, potenti contro-vescovati come quello di Concorezzo, fuori di ogni controllo ecclesiastico. Da un lato favorire lo sputtanamento dell'Istituzione Chiesa, quando questa cerca di fare pullizia, tramite movimenti ereticali sotto pretesa "morale" (ma osteggiare con violenza tutti i movimenti di rinnovamento ortodossi e fedeli, dalla Pataria agli Umiliati, dai Francescani ai Domenicani), dall'altro cacciare la gerarchia pullita, rimpiazzarla col figlio, cugino, il cliente, l'amico e approfittarne al massimo. Yum Yum.

    Piu tardi, i stessi poteri temporali diedero l'Europa al luteranesimo, mentre il signoretti temporali "all'italiana" cercavano in ogni modo di mettere le mani su' Roma, scambiandosi il papato e le porpore cardinalizie. Salvo svegliarsi -troppo tardi- della sborgna per Trento, mentre la Chiesa sana era stata costretta a predicare nel deserto da Basilea-Costanza per un secolo.

    Oggi i poteri temporali sono altri, rimpiazzate "Impero" o "Re di Francia o d'Inghilterra" con "Massoneria", "Finanza Internazionale", "Ebraismo Mondiale" e scoprirete i che mezzi sono gli stessi : controllare il potere spirituale per fare i proprii interessi, e facendo passare la parte sana di essa per il nemico.

    L'obiettivo è diverso, pero', cercano l'ubbidienza del papato non per comodità (divorziare, piazzare i cugino a cardinale, offrirsi tale o tale appetitosa abbazia) ma per distruggere definitivamente il cristianesimo, quale unica radice ancora viva ed unico telaio ideologico-spirituale capace di dare vita e coerenza alla risorgenza identitaria degli europei.

  3. #23
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    Una domanda agli evoliani: perchè il "barone" si schierò a favore di Israele nella guerra dei 6 giorni?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #24
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    Predefinito Julius Evola,uomo Tradizionale O Cabalista?

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #25
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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Una domanda agli evoliani: perchè il "barone" si schierò a favore di Israele nella guerra dei 6 giorni?
    Citami la fonte, per favore

  6. #26
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    Originally posted by cornelio
    Citami la fonte, per favore
    Volentieri.E' un'intervista rilasciata da Julius Evola nel 1967 (durante la "guerra dei sei giorni") e pubblicata dalla rivista Heliodromos (n. 6, primavera 1995, pp. ss.).
    Da questa intervista si evince il sostegno dato da Evola allo Stato di Israele


    R) - L'ebreo è uno sradicato; non è pericoloso l'ebraismo tradizionale, bensì quello che non ha né patria né punti di riferimento. (...)

    D) In questa accusa contro la razza ebraica Lei fa rientrare certi valori tradizionali quali la Kabbala?

    R) - Certamente no. Sul piano tradizionale sarebbe frivolo creare delle opposizioni di questo genere. Solo le formulazioni sono diverse. Ad un certo livello vi è accordo fra `coloro che sanno' (...)

    D) - Lei sarebbe dunque per lo Stato d'Israele?

    R) - Se esistono degli ebrei pericolosi, non sono quelli di Israele, che lavorano, si organizzano, testimoniano di straordinarie virtù militari; sono quelli delle metropoli occidentali, che grazie alla democrazia hanno le mani libere. Se oggi qualcuno vuole porre il problema ebraico arriva troppo tardi, esso non esiste più. Come Le ho detto, il problema della razza `interiore' è molto più importante ai miei occhi; e gli atteggiamenti per i quali si riteneva l'ebreo indesiderabile sono oggi diffusi presso i bravi Ariani, che sarebbe ingiusto ed ingiustificato operare una discriminazione ».

    Da Un'intervista a Julius Evola (Heliodromos, n. 6, primavera 1995)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #27
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    Predefinito evola freda e marx

    Alle stesse conclusioni di Evola arriva Freda, due anni dopo, nella Disintegrazione del Sistema. Dove smonta appunto il mito dell'Europa nazione denunciandone la radicale giudaizzazione (esattamente in termini di razza dello spirito) in un passo stracitatissimo.
    Niente di originale: era stato molto più radicale il Moro di Treviri, nel 1843 (quindi aveva appena avviato il distacco dalla sinistra hegeliana) nella "Questione giudaica".
    Quanto alla domanda originale devo aggiungere che un'opinione diffusa che circola nell'ambiente giustifica questa posizione evoliana in chiave geopolitica, riconducendola allo stesso impianto concettuale degli "Uomini e le rovine". E cioè alla logica dell'ultima bandiera, dell'ultimo avamposto. Logica per altro condivisa dai "francesi" (l'OAS di Orano era il calco della comunità israelitica)... Me l'hanno spiegata così (o forse l'ho capita io così...)
    umt

  8. #28
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    Originally posted by damiano
    .

    Ma per carità, il clan imperiale, dopo il periodo d'oro carolingio, per secoli è stato la causa della corruzione della Chiesa : secondo me stai cercando di proporre come rimedio cio che era in realta la fonte del male, cioe la volonta di controllare anche il potere spirituale da parte delle elites temporali

    In realtà non vedo come si possano porre sullo stesso piano tutti gli "assedi" temporali al dominio del papa. Non c'è parallelismo tra un re di Francia e un Imperatore:

    da un lato su un piano ideale è completamente diverso il ruolo di un sovrano nazionale, che vuole comprimere la Chiesa nello spazio di una qualsiasi persona giuridica intrastatuale e l'imperatore, che è un sovrano universale. In questo senso trovo vero quello che per te è uno sproposito, e cioè che il potere imperiale ha natura essenzialmente spirituale; di per sè l'idea che vi sia una netta distinzione tra potere spirituale e potere temporale postula un pieno dualismo, che rende illegittimo ogni passaggio da un piano all'altro. Se l'Imperatore fosse un grosso re secolare allora la pretesa della Chiesa di nominarlo o deporlo sarebbe una inequivocabile ingerenza in temporalibus, che è contraria alla dottrina cristiana. Se viceversa ammettiamo che alla potestas imperiale afferiscono ben altri contenuti, di ordine superiore, allora si rende necessaria una integrazione in questi termini: un mandato e un crisma sono conferiti dal papa all'Imperatore, che da allora li porta come sue insegne e come sue qualità. Il papa ha l'autorità di conferire questa dignità, ma evidentemente non ha la potestà, perchè non è in grado di governare; in quanto vicario di Pietro è solo un testimone. Invece l'Imperatore ha la regalità che è sacra, in quanto era anche un attribuzione di Cristo. Questo per ciò che riguarda le mie nozioni teoriche.

    Sul piano sostanziale non si può affermare senza cadere nel "nitoglismo" più integralista (me ne guardo bene) che gli Imperatori siano stati i predecessori della Massoneria o addirittura che si confondano con essa. Mi sembra che gli argomenti a questo riguardo siano piuttosto fantasiosi e consistano per esempio nel sostenere il giudaismo (attraverso l'Islam ovviamente...) di Federico II. Invece guardiamo ai fatti: l'ultimo dignitario del Sacro Romano Impero- Francesco Giuseppe- era un nemico feroce della Massoneria e uno strenuo difensore della Chiesa.
    L'Impero ha reso un gran servigio alla cristianità quando ha contrastato le derive della Sede Apostolica, altro che Massoneria! A ben vedere l'ascesa di questa organizzazione corrisponde sul piano sociale all'affermazione della borghesia; ma il prodromo della fortune del ceto del denaro è l'Italia comunale. Bene, a chi si appoggiarono i Comuni? notoriamente non all'imperatore.
    Saluti

  9. #29
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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Volentieri.E' un'intervista rilasciata da Julius Evola nel 1967 (durante la "guerra dei sei giorni") e pubblicata dalla rivista Heliodromos (n. 6, primavera 1995, pp. ss.).
    Da questa intervista si evince il sostegno dato da Evola allo Stato di Israele


    R) - L'ebreo è uno sradicato; non è pericoloso l'ebraismo tradizionale, bensì quello che non ha né patria né punti di riferimento. (...)

    D) In questa accusa contro la razza ebraica Lei fa rientrare certi valori tradizionali quali la Kabbala?

    R) - Certamente no. Sul piano tradizionale sarebbe frivolo creare delle opposizioni di questo genere. Solo le formulazioni sono diverse. Ad un certo livello vi è accordo fra `coloro che sanno' (...)

    D) - Lei sarebbe dunque per lo Stato d'Israele?

    R) - Se esistono degli ebrei pericolosi, non sono quelli di Israele, che lavorano, si organizzano, testimoniano di straordinarie virtù militari; sono quelli delle metropoli occidentali, che grazie alla democrazia hanno le mani libere. Se oggi qualcuno vuole porre il problema ebraico arriva troppo tardi, esso non esiste più. Come Le ho detto, il problema della razza `interiore' è molto più importante ai miei occhi; e gli atteggiamenti per i quali si riteneva l'ebreo indesiderabile sono oggi diffusi presso i bravi Ariani, che sarebbe ingiusto ed ingiustificato operare una discriminazione ».

    Da Un'intervista a Julius Evola (Heliodromos, n. 6, primavera 1995)
    E' strano, pur se non avevo mai letto questa intervista anch'io avevo pensato cose simili, anche se in modo molto più confuso.
    Personalmente ci ero arrivato tramite un passaggio del "Regno della Quantità" di Guenon, un libro molto interessante per i suoi spunti latamente politici.
    Se vi può interessare, ricordo che Guenon argomentava sulla differenza essenziale che corre tra i popoli nomadi e quelli stanziali: una differenza che non può essere considerata staticamente, ma bensì va colta nella sua emergenza storica, cioè in termini guenoniani in relazione alle diverse fasi di un ciclo.
    I popoli nomadi trovano la loro collocazione funzionale all'inizio di un ciclo; per indicare le origini molti popoli utilizzano forme circolari, come l'uovo o curvilinee. Il cerchio rappresenta il massimo della mobilità, perchè non ha punti d'appoggio e la mobilità è funzionale allo "sviluppo" cioè al pieno dispiegamento della realtà. E' per questo che agli albori di una civiltà troviamo più facilmente figure di pastori (seminomadi) che non di agricoltori. Se non erro la Roma arcaica non conosceva la proprietà privata del fondo, ma una proprietà comune sull'ager publicus destinato al pascolo e alle transumanze. Gli Indoeuropei erano grandi colonizzatori e predoni che nel corso di vari millenni abbandonarono la loro sede originaria per installarsi in un'area incredibilmente estesa.
    Senonchè l'avanzamento di un ciclo richiede prima o poi un arresto, o un rallentamento, l'impulso estroverso della prima fase va frenato e se possibile invertito.
    Qui bisogna distinguere: lo sviluppo del mondo, è chiaro a tutti, non conosce un rallentamento, ma anzi una continua accelerazione che presuntivamente termina in un collasso finale; tutti gli oggetti che seguono questo moto, che è facile da immaginare perchè corrisponde alla caduta dei gravi, partecipano della sua natura sincopata.
    Sembra di vedere una contraddizione tra questa urgenza e l'urgenza opposta di una solidificazione, nota Guenon. In realtà la prospettiva della stabilità e dell'equilibrio va letta proprio come un rimedio alla "dissoluzione dei mondi" (secondo l'Autore si tratta in verità di una predisposizione delle condizioni originarie del ciclo successivo, ma non parliamo di queste cose che non hanno attinenza con la politica). Salvare il salvabile significa fermarlo, localizzarlo in un certo modo, quindi impedire che sia tratto nelle rapide del fiume della storia. Questa fase mette capo a figurazioni non più circolari, bensì squadrate, poichè una figura angolare ha appunto attrito e stabilità, come una civiltà stanziale che edifichi grandi e colossali monumenti. Monumenti che possono essere a mio avviso, è questo il punto, anche politici. Lo Stato è il primo e il più importante di tali monumenti ed ecco svelato l'arcano di questa idea di Evola, appunto una idea degna di coloro che sanno e non di un quaraquaqua sionista.

    Solo che adesso è molto evidente che le cose si sono messe in un modo diverso e Israele non è un elemento di stabilità ma proprio il contrario, e anzichè fortificare la Gerusalemme quadrata sta liquidando ogni stabilità del Medio Oriente. Forte perchè gli ebrei non si sono affatto "installati" come auspicavano ragionevolmente i nostri autori tradizionalisti, ma hanno solo guadagnato una base operativa, senza tuttavia rinunciare ad una attività globale e mutante, cioè solidale alla dissoluzione.
    Saluti

  10. #30
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    Si possono mettere eccome, in quanto sono esemplari della lotta continua del temporale contro lo spirituale, tra Chiesa e Impero come all'interno stesso della Chiesa, tra -pochi- uomini di fede e laici col vestito da prete/vescovo/abbate/cardinale.

    Le panzane sullo status imperiale e la restrinsione dei poteri della Chiesa nell'unico campo spirituale sono ipocrisie delle cancellerie del grosso re di germania, sopratutto quando lo stesso re di germania voleva aver per lui il potere di nominare vescovi e abbati (nonche il papa stesso), cioe attribuendosi il "molto spirituale" governo delle anime (queste sono veri abusi al centro del conflitto tra regno e sacerdozio, ai quali i signori temporali non intendevono rinnunciare).
    Non vedo in che la Chiesa sarebbe poi impossibilitata a destituire o installare il "sovrano cristiano" il cui dovere è "proteggere la cristianità". I Dictatus Papae di Gregorio VII sono chiari. Se poi qualcuno ha una dignità concessagli direttamente da Cristo, è proprio il Papa, non il re di germania.

    Per Francesco-Giuseppe, non so' niente dell'epoca, e ti credo anche sul suo conto, ma mi sorprende : i suoi gloriosi antennati del XVIII e XIX secolo impregnati di Illuminismo fecero come il futuro imperatore Napoleone, chiudere conventi e cacciare i membri del clero regolare. Sarà che capi' il povero Francesco Giuseppe un po' troppo tardi dove avevano portato il proprio regno le vie del modernismo.

    Originally posted by Senatore
    Bene, a chi si appoggiarono i Comuni? notoriamente non all'imperatore.


    Se vuoi ti faccio la cronologia di della posizione del comune di Milano nel triangolare Impero-Chiesa-Comuni. Una volta con l'uno, una volta con l'altro, una volta da sola... ecc... Cambiare ogni 6 mesi. O posso anche ritrovarti la lista dei privileggi imperiali per la città di Como a secondo che l'imperatore riesce o no a piazzarci un uomo suo per vescovo.

    I comuni agirono esattamente come le piccole formazioni politiche di oggi. Individualmente non contano un cazzo, ma a furia di 1% sanno benissimo di poter diventare proprio l'1% decisivo nella bilancia dei poteri, e proprio per questo ottengono visibilità, favori e concessioni assolutamente fuori dalla logica.

 

 
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