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Discussione: una sentenza giusta

  1. #21
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    In Origine Postato da FreeFlag
    E Di Pietro allora? Con i suoi se e ma? Quello, in qualità di ex-magistrato, avrebbe fatto meglio ad accettare la sentenza anziché criticarla, non crede?

    Il fatto è che vedo la sinistra piuttosto sconcertata... Forse domani, visto che la notte porta consiglio, sarà diversa, più aggressiva...

    O forse perché il coccodrillo era preparato sulla certezza di tutt'altra aspettativa.

    Insomma, non c'è nemmeno il gusto di polemizzare...
    Signor Freeflag ... a me risulta che Di Pietro ha dichiarato:

    "Checché se ne dica - sostiene - è una sentenza di condanna che tira direttamente in ballo il presidente del Consiglio Berlusconi. Il quale anche lui oggi, se non si fosse fatto confezionare appositamente una legge per bloccare il suo processo, sarebbe probabilmente stato condannato con e come Cesare Previte. Costui infatti - ricorda Di Pietro - era accusato di aver commesso il reato per il quale è stato condannato proprio in concorso e per colpa di Silvio Berlusconi".

    Non noto alcuna critica ...

    B.

  2. #22
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    In Origine Postato da DrugoLebowsky
    strano davvero perché, nell'altra sentenza sme (quella a cui Previti è stato condannato a 11 anni), nelle motivazioni della Corte (900 pagine), la fondatezza delle accuse della Ariosto è giustificata e riscontrata più volte in ben 400 pagine. Mica una sola. Parere personale, ovviamente... :D
    Dilla tutta,quindi o i magistrati non sanno fare il loro mestiere,o non l'hanno voluto fare......

    Per conoscenza:secondo i giudici,Previti,non ha pagato nessuno per il caso sme,ma l'ha fatto per altri processi...è così?
    E quali sono.....se c'è stato un vantaggio per Fininvest in un processo,non deve essere difficile andare a scovare quale,dopo tutto quante volte Pacifico può aver giudicato contenziosi con Fininvest?Altrimenti manca il movente.E secondo,il Ber,sempre secondo i giudici,per tutti questi anni,sul processo Sme,è stato tirato in ballo per niente?

  3. #23
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    In Origine Postato da robby
    Dilla tutta,quindi o i magistrati non sanno fare il loro mestiere,o non l'hanno voluto fare......

    Per conoscenza:secondo i giudici,Previti,non ha pagato nessuno per il caso sme,ma l'ha fatto per altri processi...è così?
    E quali sono.....se c'è stato un vantaggio per Fininvest in un processo,non deve essere difficile andare a scovare quale,dopo tutto quante volte Pacifico può aver giudicato contenziosi con Fininvest?Altrimenti manca il movente.E secondo,il Ber,sempre secondo i giudici,per tutti questi anni,sul processo Sme,è stato tirato in ballo per niente?
    A chi conviene il giudice a libro paga
    di GIUSEPPE D'AVANZO
    INFOMERCIAL. I cruciferi del premier cantano l'alleluja: "E' un'assoluzione piena per Silvio Berlusconi". Lo dice Gaetano Pecorella, avvocato del presidente. Con altri ingredienti, cucinano la stessa minestra Sandro Bondi, Claudio Scajola, Renato Schifani, Ignazio La Russa, Francesco Nitto Palma e "flabellieri e turiferari" .

    "Assoluzione piena" lo si può definire un "infomercial". L'infomercial fonde due necessità: comunica un'idea e vende un prodotto. Letta la sentenza a Milano, gli infomercials della rumorosa claque diffondono quest'idea: il tribunale ha liberato Silvio Berlusconi dall'accusa di aver corrotto i giudici di Roma. Il "prodotto" che si vuole vendere è il solito: Berlusconi è la preda innocente di un'aggressione giudiziaria a fini politici. Se si vuole comprendere un'acca, conviene allontanarsi dal frastuono e chiedersi se "l'idea" abbia qualche fondamento e se "il prodotto" sia autentico o farlocco.

    I verdetti dicono che la corruzione non c'è stata sull'affare Sme, sul caso Imi-Sir-Mondadori sì
    L'affresco che si ricava dai due processi: Berlusconi e Previti pagavano Squillante per comprare sentenze. Detto in altro modo, è vero che Berlusconi esce da questa vicenda senza responsabilità? E' vero che il patron di Fininvest è stato "assolto"? E' vero che non c'è, e mai c'è stata, la sua mano nei baratti delle sentenze organizzati dal suo socio Cesare Previti? Sentenze alla mano, si scopre qualche lettura avventurosa e un azzardo farfallino che animerà, c'è da giurarci, l'abituale repertorio delle verità rovesciate.

    * * *

    Domande. Il processo non è altro che una domanda: chi ha fatto che cosa? L'accusa formula la sua ipotesi. Le difese la contrastano con controdeduzioni. Il dibattimento pesa gli argomenti degli antagonisti e convalida, con la sentenza, una ricostruzione dei fatti attribuendone le responsabilità. Questo è il processo, e per apprezzarne gli esiti bisogna fissare subito il "che cosa" doveva essere accertato in quest'affare e i possibili responsabili dell'accaduto (il "chi" ).

    Nel processo, chiamato Sme, le ipotesi dell'accusa, e quindi le domande a cui i giudici devono rispondere, sono due. Silvio Berlusconi e Cesare Previti (lasciamo da parte i comprimari), hanno organizzato "un disegno criminoso per conto di Fininvest spa e sue società controllate, partecipate e collegate... affinché il giudice Renato Squillante compisse una serie di atti contrari ai suoi doveri di ufficio e in particolare ponesse le pubbliche funzioni al servizio dei loro interessi; violasse il segreto d'ufficio; intervenisse su altri appartenenti agli uffici giudiziari al fine di indurli a compiere atti contrari ai doveri del loro ufficio"? Detto in altro modo, Renato Squillante era "stabilmente retribuito" per manipolare le sentenze a vantaggio della Fininvest magari intervendo anche su altri giudici?

    Silvio Berlusconi, in concorso con Pietro Barilla, ha "remunerato Filippo Verde perché ponesse la sua funzione giudiziaria al servizio dei loro interessi nell'ambito della controversia intervenuta tra Iri e Buitoni in ordine alla cessione della pacchetto azionario Sme"? Detto in altro modo, Berlusconi, Previti e Barilla, con le indicazioni complici di Renato Squillante, hanno consegnato a Filippo Verde (estensore della sentenza del tribunale di Roma) 200 milioni per addomesticare l'esito della controversia?

    * * *

    Risposte. La macchina procedurale convalida una sola ipotesi tra quelle formulate nel dibattimento. Vediamo, allora, qual è la ricostruzione dei fatti ritenuta più attendibile e documentata dai giudici di Milano.
    Sì, il dibattimento ha dimostrato che Renato Squillante era "stabilmente retribuito" da Silvio Berlusconi e Cesare Previti per favorire gli interessi di Fininvest spa e società sue controllate, partecipate e collegate. Sì, Squillante ha messo a disposizione degli interessi dei suoi corruttori le sue funzioni pubbliche barattando per denaro i doveri di probità, imparzialità e indipendenza. Sì, a Squillante sono stati promesse e poi versate da Berlusconi e Previti ingenti somme di denaro. Certamente, prova della corruzione è il passaggio di 434.407,87 dollari dal conto Ferrido (Berlusconi/Fininvest), attraverso il conto di Cesare Previti (Mercier), al conto di Renato Squillante (Rowena).

    Non è dimostrato che Pietro Barilla abbia pagato con 100 milioni l'attività di Renato Squillante per truccare l'esito dell'affare Sme per la più elementare delle ragioni... L'affare Sme non è stato truccato. Non c'è stata corruzione né corrotti né corruttori, quindi. "Il fatto - semplicemente - non sussiste". Filippo Verde, che il 19 luglio 1986 annullò definitivamente l'accordo Iri-Buitoni perché privo dell'approvazione del ministro delle Partecipazioni Statali Clelio Darida, non fu corrotto. Quindi, Berlusconi e Previti non fecero alcun pressione, attraverso Renato Squillante, per pilotare la sentenza del tribunale di Roma contro gli interessi di Carlo De Benedetti (editore di questo giornale e, in quegli anni, patron della Buitoni). No, i duecento milioni che Filippo Verde ha depositato in contanti sul conto corrente 5335 della Banca di Roma non provenivano, come sostiene dall'accusa, da un versamento di Pietro Barilla transitato attraverso un conto di Attilio Pacifico.

    * * *

    Accusatori. I pubblici ministeri Ilda Boccassini e Gherardo Colombo hanno molto puntato sul "caso Sme". Era l'affare che, a loro avviso, documentava in maniera evidente la costante e prezzolata subalternità di Renato Squillante alle convenienze di Berlusconi e Previti e agli interessi della Fininvest.

    L'accusa immaginava di poter dare forza documentale e definitiva evidenza all'ipotesi formulata. Era questa: almeno dal 1986, Berlusconi si è avvantaggiato, negli uffici giudiziari di Roma, della benevolenza di un network di giudici corrotti messo insieme da Cesare Previti. Network attivo quando c'erano in gioco gli interessi diretti della Fininvest, come nel caso Lodo Mondadori. Rete capace di barattare gli esiti processuali anche quando non erano in ballo gli interessi della Fininvest, come nel caso Imi/Sir, o quando questi interessi erano soltanto mediati. Come nell'affare Sme, dove Berlusconi non aveva alcun interesse diretto, ma solo l'utilità politica di dare un mano al presidente del Consiglio Bettino Craxi che poi avrebbe regolarizzato le sue imprese con una legge ad hoc. Forse i pubblici ministeri sono stati travolti da bulimia istruttoria. O forse hanno sopravvalutato il quadro indiziario raccolto. E' un fatto che i giudici di Milano non hanno visto negli argomenti proposti dall'accusa nemmeno l'esistenza della corruzione perché "il fatto non sussiste", non si è mai verificato.

    E' una sconfitta che suona più bruciante per l'accusa in quanto sull'affare Sme ha giocato le sue carte Silvio Berlusconi nelle sue dichiarazioni in aula, alla vigilia dell'approvazione della legge che lo ha trascinato in un limbo giudiziario (processo sospeso finché siede a Palazzo Chigi se la Corte costituzionale il 9 dicembre riterrà costituzionale l'immunità che si è autoattribuito). E' la bocciatura di una "circostanza" che non oscura i fatti accertati perché, è vero, non è stata barattata la sentenza Sme, ma Berlusconi, Previti e la Fininvest hanno avuto a disposizione "stabilmente" il corrotto Renato Squillante, di qui la condanna del giudice.

    * * *
    Soci. Berlusconi finge di non vedere che l'esito del processo di Milano lo interpella e lo coinvolge. Posa a spettatore lontano dello spectaculum iustitiae che ha come protagonista il suo socio. Spende parole per consegnare una "sincera solidarietà a Cesare Previti". Accorto, evita di sfiorare (è una sua mossa costante) il cuore della questione. Conviene riassumerla, invece.
    I due processi milanesi (Lodo Mondadori/Imi-Sir; Sme) dovevano accertare se Berlusconi e Previti hanno avuto a libro paga dei giudici di Roma. Berlusconi è stato sottratto dalla Cassazione al primo processo (Lodo Mondadori/Imi-Sir). E' incensurato, ha ora rilevanti incarichi istituzionali, quando era imprenditore ha affrontato le opacità della giustizia della Capitale. Vi si è calato obtorto collo per proteggere i suoi affari, dicono i giudici. Chi non l'avrebbe fatto? Gli vanno concesse le attenuanti generiche, conclude la Corte di Cassazione. Con le attenuanti generiche, il premier si salva per prescrizione. Evita il primo processo dove il suo interesse diretto alla manipolazione delle sentenze è esplicito (Lodo Mondadori).

    Berlusconi deve ora affrontare le due domande del secondo dibattimento (il processo Sme). Mette in moto ogni difesa per annientarlo. In Parlamento cambia le formule dei reati (via il falso in bilancio). Modifica le procedure (nuovo iter delle rogatorie). Non è sufficiente. Il processo va avanti. Così, una nuova legge riscrive le regole del "legittimo sospetto". Il premier ne vuole ricavare ogni beneficio. Non ci riesce. La Cassazione boccia ogni sospetto sull'imparzialità dei giudici di Milano. Allora, si decide a tagliare il nodo con un colpo di spada. Si fa approvare per via ordinaria (è costituzionale?) una legge che lo "immunizza" da ogni giudizio fino a quando è presidente del Consiglio. Si salva dalla sentenza, ma non dai fatti in cui resta impigliato il suo socio. In aula, si parla di Previti e lo si sa "longa manus" del premier. I processi vanno avanti e si concludono. Previti è condannato per due volte.

    Nel primo processo a undici anni: ha truccato con Squillante le sentenze Mondadori e Imi-Sir. Nel secondo, gli infliggono il massimo della pena, cinque anni (la corruzione in atti giudiziari è stata approvata soltanto nel febbraio del 1992 e i fatti risalgono al marzo 1991, quindi corruzione semplice). Bisogna ora tirare qualche conclusione ricordando che queste sentenze sono soltanto di primo grado e non intaccano la presunzione di innocenza degli imputati.

    Ecco l'affresco (provvisorio) che si ricava da questi due processi: Berlusconi e Previti retribuivano stabilmente Renato Squillante per comprare, con il suo intervento, le sue relazioni, le sue amicizie e pressioni e scambi, le sentenze del tribunale di Roma. No, non hanno comprato la sentenza Sme, quella sentenza è pulita, non c'è stata corruzione. Hanno comprato la sentenza per l'Imi-Sir e l'esito dell'affare Mondadori che ha consegnato al presidente del Consiglio il maggiore gruppo editoriale del Paese. Non appare poco perché, in attesa degli appelli, è legittimo sostenere, dopo due sentenze, che Berlusconi ha comprato i giudici di Roma grazie agli uffici storti di Cesare Previti. E non è proprio una buona notizia. Nonostante l'assordante claque e il menzognero infomercial.

    (23 novembre 2003)

  4. #24
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    In Origine Postato da Barbanera
    Signor Freeflag ... a me risulta che Di Pietro ha dichiarato:

    "Checché se ne dica - sostiene - è una sentenza di condanna che tira direttamente in ballo il presidente del Consiglio Berlusconi. Il quale anche lui oggi, se non si fosse fatto confezionare appositamente una legge per bloccare il suo processo, sarebbe probabilmente stato condannato con e come Cesare Previte. Costui infatti - ricorda Di Pietro - era accusato di aver commesso il reato per il quale è stato condannato proprio in concorso e per colpa di Silvio Berlusconi".

    Non noto alcuna critica ...

    B.
    Signor Barbanera,

    in genere io posto la mia opinione sulla base delle mie personali impressioni e raramente mi avvalgo di articoli o dichiarazioni.

    Quella di Di Pietro l'avevo ovviamente ben sentita e l'ho considerata un'ipotesi stizzita di fronte al risultato per lui negativo: Se... non ci fosse stata una legge apposita, ecc.

    Il problema è che la legge c'è e non è nemmeno vera l'ultima parte della sua dichiarazione. Salta fuori, infatti, che l'eventuale corruzione riguarderebbe un altro caso e non il caso SME.

    Ora, si chiama in ballo Berlusconi, lo si accusa di aver comprato i giudici, questi si difende sia nel processo che fuori dal processo con il lodo, viene accertato che il reato non sussiste e questo qua viene a dirci che Berlusconi sarebbe stato condannato se...

    Chiara la delusione e la critica al PdC ma anche, indirettamente, al collegio giudicante che non è andato fin in fondo come lui sperava. Non dimentichiamo che è un ex-PM...

    Io ribadisco la mia impressione (tra l'altro confermata da persone più preparate di me nel corso della trasmissione " L'Infedele " di ier sera) e cioè che la reazione della sinistra è troppo morbida per non essere sospetta (il giudizio di Di Pietro vale meno del 2 di coppe...) e ciò potrebbe essere dovuto a varie ragioni tra le quali, non ultima, la prudenza con la quale si deve affrontare quella che è ormai una campagna elettorale decisiva per le sorti della CdL.
    E della sinistra...

    Dare addosso all'avversario, soprattutto in mancanza di argomenti "forti" potrebbe rivelarsi deleterio.

    Senza contare che i lodi Cirami e Maccanico-Schifani, in fin dei conti, fanno comodo a tutti. E Lei ricorda bene le mie critiche (che pure Lei condivise) circa l'atteggiamento assunto dalla sinistra (che non votò contro) al momento del voto di quei provvedimenti.

    Per cui io guardo oltre la sentenza e penso che se non siamo di fronte ad una sorta di inciucio istituzionale (e i recenti avvenimenti nefasti potrebbero giustificarlo) sicuramente non conviene a nessuno premere ancora l'acceleratore sul "problema" giustizia.

    Credo che questa sentenza chiuda una fase politica durante la quale la giustizia (o la magistratura) è stata usata pro o contro qualcuno; oppure c'è stato un tentativo di predominio sulla politica. Oggi gli equilibri sono più stabili (anche grazie ai lodi...), le distinzioni sono più nette e basta solo un ultimo passo in direzione della separazione delle carriere e altri provvedimenti come il periodo di aspettativa per i magistrati perché possano entrare in politica, perché tutto l'assetto istituzionale risulti più regolare e corretto nel rispetto reciproco delle funzioni.

    Il processo Andreotti lo dimostra. La sentenza di ieri, pur essendo salomonica, va in quella direzione...

  5. #25
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  6. #26
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    FreeFlag
    23-11-2003 12:43 This person is on your Ignore List. To view this post click [here]

    Giusta!

  7. #27
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    In Origine Postato da MrBojangles
    FreeFlag
    23-11-2003 12:43 This person is on your Ignore List. To view this post click [here]

    Giusta!
    Ha intenzione di farne molti altri di questi messaggi?

    E poi, se ha deciso di ignorarmi, perchémmai mi cita?

 

 
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