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Piero Fassino si sente assediato. C’è una manovra contro la lista unitaria, continua a ripetere, e a essa ascrive tutte le espressioni di contrarietà alle sue scelte (che cominciano a essere piuttosto numerose).
L’Unità, secondo lui, conduce una campagna di disinformazione sulle posizioni dei Ds sull’Iraq.
Con il presidente dei deputati ds Luciano Violante – che non vuole “ripetere l’errore del gruppo del Senato” nel voto sulle missioni italiane all’estero – la tensione è altissima.
Intanto, da Londra, il nuovo direttorio della sinistra europea, cui Fassino non è stato invitato, sparge sale sulle ferite, spiegando che la sinistra italiana, divisa all’opposizione, non convincerà gli elettori su un punto cruciale: trovare l’intesa necessaria per governare.
Per sormontare le difficoltà Fassino ha imboccato la strada della demagogia sulle questioni sociali. Da una parte dipinge la situazione economica secondo gli schemi vetusti dell’impoverimento assoluto, dall’altra si lancia in promesse mirabolanti, come quella di dare un assegno di 700 euro mensili a tutti i giovani senza occupazione, una specie di pensione “a 18 anni” simile a quella che rivendicava Fausto Bertinotti e la cui ripulsa portò alla crisi del governo di Romano Prodi.
Almeno su questa proposta, lanciata alla conferenza meridionale dei Ds di lunedì scorso, ci si aspettava il consenso più ampio. Invece il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, abituato ad attaccare Fassino “da sinistra”, per una volta ha deciso di criticarlo “da destra”. Si tratta, dice, di ipotesi “un po’ estemporanee, casuali, non ben riflettute” e aggiunge che bisognerebbe “capire come queste proposte si tengono insieme al principio di equità, alla sostenibilità finanziaria, al rapporto con i redditi bassi dei pensionati, ai redditi bassi di chi lavora, alla serie di ammortizzatori sociali, ai redditi dei lavoratori che perdono il posto, altrimenti diventano solo parole”.
Epifani che, pur di dar contro a Fassino, riscopre la “sostenibilità finanziaria”, è una novità che fa riflettere.
saluti




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