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Risultati da 11 a 20 di 68

Discussione: Pena Capitale

  1. #11
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    Originally posted by Skarm
    Mah...questa più o meno quanto sostengono anche i comunisti con cui ho parlato, ma ovviamente si dovrebbe introdurla nell'ottica di un cambiamento della società in generale...
    Del fatto che lo sostengano anche taluni comunisti non me ne importa nulla, buon per loro che dicono una cosa giusta... Che la pena di morte sia uno strumento che può avere effetti diversi a seconda del modo in cui si applica mi pare tautologico, tuttavia generalmente non lo si dice e puntualmente le discussioni in merito diventano roba da bar sport... Un "cambiamento della società in generale", sclerotizzata come quella odierna, è più facile a dirsi... Non è impossibile, anzi taluni presupposti sembrano maturare pian piano, ma salvo miracoli si attraverserà dapprima una lunga fase di collasso e prostrazione...

    Originally posted by Skarm
    Questa è una frignaccia 'pompata' dalle campagne
    anti-pena-capitale...
    Mi spiace ma non abbocco ai tentativi di far degenerare la discussione in rissa, né ho tempo da perdere rispondendo ad apprezzamenti offensivi che d'ora in poi saranno sistematicamente ignorati... Riprova con un altro... E, comunque, tranquillo che io mi sono formato su fior di testi giuridici, antropologici e criminologici... e non sulle "campagne anti-pena capitale"...

    Originally posted by Skarm
    I serial killer sono in larga parte sani di mente e non psicopatici, come fa comodo alle coscienze "struzzesche" della maggior partedelle persone. Sono persone sane di mente che sono 'affamate' di violenza e distruzione. Nella nostra società ad esempio si tende a pensare che gli omosessuali seguano la loro natura, nessuno è riuscito a provare che questa sia una forma di 'pazzia' ed è abbastanza evidente che tendano all'omosessualità nonostante la società giri in direzione molto diversa...non capisco cosa ci sia di tanto difficile nel capire che il male è in tutti noi, che non è presente in misura identica in tutti noi, ma "variabile" e che alcuni non siano in grado di controllare tali 'pulsioni'!
    C'è molto di difficile nel capire analisi che prescidono da criteri scientifici...Chi ha una spiccata predisposizione al "male" ha generalmente qualcosa di ordine biopatologico.. Per esempio, da un po' di tempo la ricerca sta finalmente attenzionando una certa area della corteccia orbitofrontale (fino a qualche anno addietro non esaminata con particolare riguardo, poiché non ospita funzioni fisiologiche primarie) osservando che sue alterazioni congenite o acquisite rendono il soggetto pressoché incapace di applicare le regole "morali", pur conoscendole (ne hanno parlato perfino in una puntata di "Superquark", durante l'estate dello scorso anno, concludendo che "cattivi, forse, si nasce...". )... Oppure ricordo uno studio del King's College di Londra, secondo il quale chi ha una particolare versione di un determinato gene "è più predisposto a comportamenti antisociali, se nel suo passato ha subito, a sua volta, maltrattamenti''. Si tratta di una molecola regolatrice dell'attività di un enzima, la monoamina ossidasi A (Maoa), responsabile di tenere a bada anche l'aggressività.
    Il livello basso di questo enzima, di per sè, non costituirebbe un impulso a delinquere. Ma, in presenza di fattori ambientali scatenanti, il soggetto che presenta questa caratteristica avrebbe una più spiccata propensione a commettere crimini.

    Filosoficamente parlando, che una quota di "male" ci sia in tutti è vero... Che sia uguale in me e in un torturatore di bambini non esiste proprio, la differenza non è solo nel controllarla..

    Originally posted by Skarm
    Questa mi pare una tesi buona per chi non ha nessuna intenzione di rivoluzionare la società per eliminare eventuali possibili 'cause' che 'tentino' maggiormente gli individui a delinquere (e non stò parlando dei serial killer che per me sono esclusivamente "malvagi incontrollati"...)...bè...sì...in effetti in tale ottica è vero...la pena capitale "da sola" quasi certamente non darà grandi benefici sulla delinquenza in generale, a parte forse impedire la reiterazione a qualche serial killer...
    Skarm
    La mia è una tesi, ma anche una constatazione che scaturisce dal raffronto della maniera in cui si applica la pena di morte, per esempio, negli USA e in Cina... Su quanto sia difficile e complesso "rivoluzionare la società" e sulla scarsa efficacia della pena di morte da sola abbiamo già detto...

  2. #12
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    Predefinito

    Originally posted by Skarm
    Nah...obiettivo non è tanto la "deterrenza", anche se la l'enormità
    della pena può indurre a maggiore 'riflessione' il che non è male,
    quanto impedire la "reiterazione" ed è innegabile che la soppressione fisica del soggetto raggiunga ampiamente lo scopo.

    Originally posted by Skarm

    Permettimi, ma questa è una stronzata da Guiness dei Primati...
    Naaaaaaaa.. questa e' matematica. I reati diminuiscono al crescere delle possibilita' di essere presi. Vi e' una statistica bellissima su 23 stati americani con e senza pena di morte in cui si vede una correlazione bellissima fra i tempi intercorsi tra il reato e l'arresto (questo dato preso come rappresentativo dell'efficenza sia in tempo che in percentuale di reati puniti) e il numero di reati. Ti chiedo scusa fin da ora ma e' una cosa che ho letto qualche anno fa. Non saprei dirti dove ripescarlo. Al contrario, non v'era nessuna differenza fra stati con e senza poena di morte.



    Originally posted by Skarm
    No..."deviante" l'ho usato come sinonimo di "malvagio incontrollato"...la devianza di fatto stà nel "non-controllo"...
    "mostro" e "malato" sono termini idioti che non corrispondono alla realtà dei fatti...determinati individui sono perfettamente sani di mente, ma la loro natura li rende più inclini alla distruzione (auto ed altrui) di altri ("malvagio") E al contempo privi di controllo su tale inclinazione ("incontrollato"). Non è poi detto che il primo tratto sia presente al contempo con il secondo in quanto possono
    esistere (ed esistono) "malvagi controllati" che si sentono vincolati dalle leggi nonostante le loro pulsioni...
    Se vuoi chiarirti meglio la cosa, considera pure la malvagità un tratto come l'orientamento sessuale...uno ha determinate inclinazioni per sua natura, ma non è "pazzo" e non è in grado di decidere autonomamente di non averle, anche se può vincolarsi e controllarle o decidere di "non farlo"...
    La soppressione fisica del "malvagio incontrollato" non impedisce
    che ne nasca un'altro, ma togliendo dalla piazza uno di questi individui, unito alla natura incerta delle combinazioni
    genetiche (percui un figlio non è necessariamente uguale ad un genitore...), riducono notevolmente le probabilità che quell'individuo crei un suo 'simile' e quindi alla lunga riducono la porzione "incontrollata" dei malvagi presente nella società, a beneficio di tutti...

    scusa.. ma se lo abbiamo preso... non l'abbiamo gia tolto di mezzo?

    mah...



    Originally posted by Skarm Le storie percui la "vendetta è uno strumento dei deboli" et similia sono cazzate pure come lo è pure "raglio d'asino non sale al cielo", un detto che mia madre da piccolo mi ripeteva sempre e a cui io da piccolo cercavo di attenermi, "peccato" che, come ho scoperto in seguito ed ampiamente sperimentato, nella realtà
    invece prendere a legnate un coglione che ti insulta o anche solo affrontarlo apertamente con una implicita minaccia di massacrarlo di botte invece che ignorarlo tende a "rimetterlo al suo posto", mentre ignorarlo lo induce solamente a continuare con le sue prepotenze. Come al solito voi 'riformisti' siete portatori delle
    non-soluzioni in ogni campo in cui vi introducete!
    Skarm
    Che vita e infanzia triste. Pensa.. mai avuto bisogno di minacciare o picchiare nessuno... mai sentita la necessita'. Se poi un coglione mi insulta... well il coglione e' lui.. mica io!
    Gia e' coglione e lo devo pure menare/? Ma questo e' essere
    Originally posted by Skarm "malvagio incontrollato"....
    "individui... perfettamente sani di mente, ma .....più inclini alla distruzione (auto ed altrui) di altri.

  3. #13
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Del fatto che lo sostengano anche taluni comunisti non me ne importa nulla, buon per loro che dicono una cosa giusta... Che la pena di morte sia uno strumento che può avere effetti diversi a seconda del modo in cui si applica mi pare tautologico, tuttavia generalmente non lo si dice e puntualmente le discussioni in merito diventano roba da bar sport...
    Bè...sì...ma è un elemento da tenere in debita considerazione.
    Non possiamo legittimamente spedire a morte qualcuno se è stato indotto a delinquere a delle 'deficienze' della società, perchè se tali deficienze sono strutturali finiremmo per dover spedire costantemente a morte sempre più gente...
    Il caso degli USA è esemplare...è una società mostruosa e barbara, che instiga le persone alla follia...spesso se ne fa l'esempio per indicare l'inutilità della pena capitale, ma il problema
    sta nella basilare barbarie della loro società che spinge gli individui alla follia e naturalmente spinge alcuni al delitto...però
    è profondamente errato fare il confronto tra due 'campioni' diversi...per determinare gli effetti della variazione di un fattore o dell'uso di un dato strumento si dovrebbe basarsi su una realtà
    in cui esso è adoperato ed una simile in cui non è adoperato...e non mi sembra che in certi raffronti questo sia fatto!

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Un "cambiamento della società in generale", sclerotizzata come quella odierna, è più facile a dirsi... Non è impossibile, anzi taluni presupposti sembrano maturare pian piano, ma salvo miracoli si attraverserà dapprima una lunga fase di collasso e prostrazione...
    I casi sono due Tomàs o stà società la cambiamo o finirà per diventare una brutta copia in piccolo degli States e, dato che gli States sopravvivono UNICAMENTE perchè "il debito pubblico si regge da sè" (parafrasando Reagan)...cioè, a parlar chiaro, si regge perchè loro sono il grosso troglodita con la clava che campa minacciando il barista per farsi dare credito illimitato...e che quindi non tollererebbero un altro piccolo "bulletto" (UE), allora sarebbe, molto semplicemente "GUERRA"...e tra due bullacci che usano le stesse logiche, le stesse armi e le stesse strategie tu chi credi che abbia più possibilità di prevalere?
    Il bullettino appena arrivato od il "bullone" grosso?
    Il risultato mi pare scontato se l'Europa non si mette seriamente
    sulla strada per divenire "qualcosa di diverso" rispetto alla logica
    yankee, ma soprattutto un "modello esemplare" per il resto
    del Mondo, che quindi possa raccogliere un consenso più diffuso ed esteso di quanto non faccia il modello del "bullaccio" yankee!!

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    E, comunque, tranquillo che io mi sono formato su fior di testi giuridici, antropologici e criminologici... e non sulle "campagne anti-pena capitale"...
    Buono a sapersi...

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    C'è molto di difficile nel capire analisi che prescidono da criteri scientifici...
    Ho usato i termini "male", "malvagio" e "malvagità" unicamente perchè rendono bene l'idea...si tratta di termini più chiari alla maggior parte della gente che non "distruttività" che potrebbe
    evocare alla mente delle persone cose molto "minori" come il semplice "vandalismo"...
    Comunque il concetto che esponevo deriva da una mia interpretazione personale di quanto ho letto nel
    libro "Assassini dell'Umanità. La Patologia Mentale del Tiranno"
    di Giancarlo Nivoli (Centro Scientifico Editore), Presidente della Società Italiana di Psichiatria Forense. Ovviamente, come ho detto, la mia è una interpretazione personale e c'ho aggiunto del mio...invito chi legge a leggersi il testo in questione per farsi una sua idea...

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Chi ha una spiccata predisposizione al "male" ha generalmente qualcosa di ordine biopatologico.. Per esempio, da un po' di tempo la ricerca sta finalmente attenzionando una certa area della corteccia orbitofrontale (fino a qualche anno addietro non esaminata con particolare riguardo, poiché non ospita funzioni fisiologiche primarie) osservando che sue alterazioni congenite o acquisite rendono il soggetto pressoché incapace di applicare le regole "morali", pur conoscendole (ne hanno parlato perfino in una puntata di "Superquark", durante l'estate dello scorso anno, concludendo che "cattivi, forse, si nasce...". )... Oppure ricordo uno studio del King's College di Londra, secondo il quale chi ha una particolare versione di un determinato gene "è più predisposto a comportamenti antisociali, se nel suo passato ha subito, a sua volta, maltrattamenti''. Si tratta di una molecola regolatrice dell'attività di un enzima, la monoamina ossidasi A (Maoa), responsabile di tenere a bada anche l'aggressività.
    Il livello basso di questo enzima, di per sè, non costituirebbe un impulso a delinquere. Ma, in presenza di fattori ambientali scatenanti, il soggetto che presenta questa caratteristica avrebbe una più spiccata propensione a commettere crimini.
    Sì...più o meno è come la vedo io...il grado di "malvagità" di una persona ha origini genetiche...sarebbe un pò come i cani che vengono selezionati per la loro aggressività solo che nell'uomo questa "selezione" è casuale...però non li definirei "incapaci di intendere e di volere" se per "pazzo" o per "mostro" intendi ciò...
    Stalin ed Hitler non erano "pazzi" nel senso diffuso, ma probabilmente erano per loro natura notevolmente "malvagi"...

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Filosoficamente parlando, che una quota di "male" ci sia in tutti è vero...
    Non stavo parlando in termini filosofici, Tomàs...infatti da come la concepisco io la "malvagità" è un "asse" dove da un lato trovi i massimi livelli di distruttività e dall'altro trovi la sua totale assenza. Tutto il genere umano si distribuisce su quest'asse, ma lo considero come un tratto genetico...

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Che sia uguale in me e in un torturatore di bambini non esiste proprio, la differenza non è solo nel controllarla..
    Bè...non ci piove, Tomàs...molto probabilmente il tuo grado di malvagità non è a quei livelli, ma da come la vedo io la malvagità e la capacità di controllarsi sono due tratti distinti. Peraltro gli individui nei quali la malvagità è relativamente 'scarsa' non hanno
    bisogno di 'controllarsi' per non commettere crimini, però credo (è una mia ipotesi) che esistano anche individui malvagi che in un contesto normale si controllano, mentre posti in situazioni
    'estreme' si lasciano andare ad atti atroci (ad esempio in guerra).
    Io stesso mi considero un "malvagio" anche se chiaramente neppure io lo sono ai livelli di uno che tortura un innocente, però
    credo che potrei arrivare a torturare a morte uno che so che ha torturato dei bambini!...il fatto stesso che io senta che
    "potenzialmente" potrei farlo mi pare un buon indice del fatto che non sono esattamente "buono", ma sono un malvagio
    "controllato" (che scatenerebbe la sua carica distruttiva e/o autodistruttiva solo a specifiche condizioni o in
    specifiche situazioni)...o anche solo ripensare a come mi sono comportato e/o sentito in passato quando è capitato che qualcuno mi facesse imbestialire tanto da arrivare ad aggredirlo (solitamente come una reazione)...il fatto che non mi importasse
    "nulla" delle conseguenze per la mia incolumità, ma mi bastava che l'altro finisse peggio o anche finisse "morto"...

    Originally posted by Tomás de Torquemada
    La mia è una tesi, ma anche una constatazione che scaturisce dal raffronto della maniera in cui si applica la pena di morte, per esempio, negli USA e in Cina... Su quanto sia difficile e complesso "rivoluzionare la società" e sulla scarsa efficacia della pena di morte da sola abbiamo già detto...
    Purtroppo gli esempi di uso della pena capitale che abbiamo sono presi da uno Stato in preda alla barbarie capitalista più
    selvaggia (USA)...che quindi per sua stessa natura è 'alienante'...
    ...e Stati dittatoriali o comunque autoritari (Cina, Arabia Saudita, ecc...)...per vederne l'effettiva efficacia credo che bisognerebbe provare ad introdurla in una società che non sia in preda nè alla barbarie (e purtroppo manco la nostra è candidabile al momento, dato che sta andando 'alla deriva' in direzione yankee!) nè all'autoritarismo...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  4. #14
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    Predefinito

    Originally posted by RomagnaRossa
    Naaaaaaaa.. questa e' matematica. I reati diminuiscono al crescere delle possibilita' di essere presi. Vi e' una statistica bellissima su 23 stati americani con e senza pena di morte in cui si vede una correlazione bellissima fra i tempi intercorsi tra il reato e l'arresto (questo dato preso come rappresentativo dell'efficenza sia in tempo che in percentuale di reati puniti) e il numero di reati. Ti chiedo scusa fin da ora ma e' una cosa che ho letto qualche anno fa. Non saprei dirti dove ripescarlo. Al contrario, non v'era nessuna differenza fra stati con e senza poena di morte.
    Bè...la considerazione che ti facevo io invece si basa su una conversazione con una ragazza che era fidanzata con uno della Polfer che ho incontrato sul treno...mi spiegava che il suo fidanzato era furioso perchè anche delinquenti che lui beccava
    sul fatto venivano scarcerati il giorno dopo...ed è anche una cosa che ho letto in giro il fatto che i poliziotti tendano a divenire cinici e disillusi del 'sistema' con tutte stè scarcerazioni facili, stè vacanze-premio...tutte stè buffonate garantiste e piagnoniste...
    Quindi non è certamente solo il tempo tra il reato e l'arresto, perchè se lo scarceri dopo una pena irrisoria quello si fa un inconscio conto 'costi-benefici' e riparte da capo (vedi i delinquenti che facevano incazzare il tipo della Polfer di cui sopra)...

    Originally posted by RomagnaRossa
    scusa.. ma se lo abbiamo preso... non l'abbiamo gia tolto di mezzo?

    mah...
    C'è pur sempre il processo, perchè bisogna accertarsi che sia quello il colpevole, mica penserai che sia come nei film sul Far West che fai un nodo scorsoio, lanci una corda sopra un ramo d'un albero e poi "impiccagione istantanea"!

    Originally posted by RomagnaRossa
    Che vita e infanzia triste. Pensa.. mai avuto bisogno di minacciare o picchiare nessuno... mai sentita la necessita'. Se poi un coglione mi insulta... well il coglione e' lui.. mica io!
    Gia e' coglione e lo devo pure menare/?
    Nahhh...se mi insulta, io lo insulto...se fa il pirla lo guardo in cagnesco o scatta la minaccia...se mi aggredisce...allora è "cadavere"! Però da piccoli un pò di salubri legnate funzionavano meglio...

    Originally posted by RomagnaRossa
    Ma questo e' essere
    Non mi sono mai spacciato per un "buono" e sinceramente vivo meglio ad essere ciò che sono, ovvero un malvagio dotato di un buon margine di autocontrollo...quanto poi all'accusa di essere "incontrollato", non lo sono, sennò probabilmente alla mia età avrei già una "florida" carriera da delinquente, ti pare?
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  5. #15
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    Predefinito Re: Pena Capitale

    Originally posted by Padanik
    [B]I gravi fatti di cronaca di questi ultimi anni impongono una riflessione in merito al ripristino della pena capitale. Mi riferisco ad esempio ai casi di pedofilia

    Si, favorevolissimo...

    e di infanticidio dei pedofili in Belgio

    ...certo, in questi casi è l'unica soluzione

    o al crack della Parmalat, con centinaia di migliaia di persone truffate.

    No, solo per truffa mi pare eccessivo, come del resto per furto e casi minori invece per quanto riguarda l'assassinio dipende da come sia stato effettuato.

    Alla luce di questi fatti, sareste favorevoli al ripristino della pena capitale?

    Da come ho spiegato, dipende dai casi, non facciamo gli integralisti tagliando le mani ai ladri, o torturandoli nel braccio della morte, ma non dobbiamo essere nemmeno troppo comprensivi, altrimenti la giustizia va dal culo...(perdonate il linguaggio!)

  6. #16
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    Sono favorevole.
    Non ho seguito la discussione fin qui e quindi non so a che punto mi inserisco.
    Io sono favorevole per queste ragioni:
    -risponde a un esigenza di giustizia fortemente sentita;
    -può permettere di togliere di mezzo delle canaglie.

    Non dò corda ai più frequenti argomenti contrari perchè:
    -anche se il suo effetto deterrente è limitato, ciò non esclude la esigenza di cui sopra (cd retribuzione).
    -il rischio di punire l'innocente potrebbe ragionevolmente superarsi limitando il catalogo dei crimini da reprimere con la pena capitale ed esigendo una speciale certezza probatoria. Si tratta di ragionevole probabilità, non di certezza assoluta, ma si converrà che un mero rischio (remoto) che riguarda la prassi applicativa non è ragione sufficiente per recedere dal principio.
    -che molti regimi pessimi facciano ricorso alla pena capitale non dimostra in modo assoluto che questa è a sua volta pessima. In realtà si tratta di fare una casistica molto più approfondita e anche di vedere se i regimi che la pena di morte la ignorano sono migliori...

    Insomma, nessuna delle obiezioni mi sembra insuperabile.

  7. #17
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    Originally posted by Skarm
    Bè...la considerazione che ti facevo io invece si basa su una conversazione con una ragazza che era fidanzata con uno della Polfer che ho incontrato sul treno...mi spiegava che il suo fidanzato era furioso perchè anche delinquenti che lui beccava
    sul fatto venivano scarcerati il giorno dopo...ed è anche una cosa che ho letto in giro il fatto che i poliziotti tendano a divenire cinici e disillusi del 'sistema' con tutte stè scarcerazioni facili, stè vacanze-premio...tutte stè buffonate garantiste e piagnoniste...
    Quindi non è certamente solo il tempo tra il reato e l'arresto, perchè se lo scarceri dopo una pena irrisoria quello si fa un inconscio conto 'costi-benefici' e riparte da capo (vedi i delinquenti che facevano incazzare il tipo della Polfer di cui sopra)...
    well...

    ci sono due considerazioni da fare su questi fatti: 1) i reati a cui faceva riferimento il dirigente della polfer erano sicuramente di piccola entita'; 2) la frustrazione e' sicuramente reale.

    Vediamo... per il primo punto non credo che nemmeno tu metteresti la pena di morte. O devo pensare che la metteresti anche per il borseggio?
    Se tu non la vuoi mettere per il borseggio et similia, .... allora la pena di morte non aiuterebbe il povero dirigente a uscire dal suo stato di frustrazione.

    2) la frustrazione reale nasce dal fatto che furfantelli escono dopo poco (e giutsamente) dalla galera. E si rimettono a fare l'unica cosa che sanno fare.. i furfantelli. La domanda e' allora come cambiare le cose. Una risposta semplice non ce l'ho. Non voglio venderti cose che non ho. Tuttavia.. e qui parla ancora la matematica, la galera non risolve questi problemi. Anzi, e' dimostrato, li amplifica.


    Ultima considerazione, di carattere metodologico. Prendi un tipo che si e' comprato una Punto che dopo 5000 km gli e' andata in fumo. Ti dira' che e' la peggior macchina che esista. Prendi un altro tipo che si e' comprato la stessa macchina e che ci ha fatto 200.000 km senza mai andare dal meccanico (questo e' successo a me). Ti dira' che e' la migliore. Ergo: a volte servono numeri rappresentativi. L'esperienza del singolo e' importantissima. Ma spesso non danno il quadro reale o per lo meno totale.


    Sulla questione delle mazzate... non si tratta di essere buoni o cattivi. Si tratta di essere sicuri di se o meno. Se una parola e' sufficente per farti incazzare al punto di voler menar le mani... well, fatti tuoi. Miei non lo sono di sicuro.

  8. #18
    Con l'Iraq che si ribella
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    1) Lo so, ma mi era parso di intendere che lo studio a cui tu ti
    riferivi fosse in qualche misura generico e io ti ho risposto.
    Se non c'è una pena certa ed 'equilibrata' con il crimine non c'è
    "alcun" effetto deterrenza, anche se becchi il delinquente
    subito. No, non metterei la pena di morte per il borseggio...
    2) Mi adopererei per cambiare la società, fare in modo che la
    gente non sia "tentata" di ricorrere a determinati "mezzi" per
    campare e poi, per quelli che continuassero, una sana
    'stangata' da sorbirsi per intera (senza 'sconti') unita poi ad
    una accurata opera di reinserimento verso la fine della pena.

    Però resta il fatto che siamo un Paese dove anche gli assassini vengono lasciati uscire in "vacanza-premio" o con pene davvero "risibili"...non per niente poi capitano spesso casi 'clamorosi' di rapinatori che se ne escono ed uccidono qualcuno in una rapina o persino di assassini, stupratori o pedofili che escono in "vacanza-premio" e continuano a fare quel che facevano prima... siamo un Paese dove addirittura sembra avere valore legale ai fini della riduzione della pena la lacrimuccia o la preghierina della sera dell'assassino!!
    Skarm
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  9. #19
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    Originally posted by RomagnaRossa
    Se una parola e' sufficente per farti incazzare al punto di voler menar le mani... well, fatti tuoi. Miei non lo sono di sicuro.
    Certo...lo so...comunque no, sono abbastanza 'equilibrato'...
    Se un cretino mi insulta mi limito ad insultarlo, se fa il coglione non lo ignoro, lo guardo male e gli rispondo male...è se mi aggredisce (fisicamente) che rischia di finire molto, ma molto male... Il concetto "buono o cattivo" sta nel fatto che se mi si aggredisce e si riesce a farmi "scattare", io non rispondo per fare semplicemente 'male' e tende a non fregarmi nulla delle conseguenze...per la serie 'io andrò all'ospedale, ma tu finisci all'obitorio'...è soprattutto per questo che non mi definirei troppo un "buono"...
    Comunque sono anni che non mi picchio con nessuno o che nessuno mi dice che mi "aspetta fuori"...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  10. #20
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    Contrario sia alla pena di morte che all'ergastolo. Mi spiego: concependo la comunità secondo la tradizionale metafora organica, qualora una parte dell'organismo sia "malata" prima di amputare si cerca di salvarla, riabilitarla, senza aver dimenticato una corretta prevenzione, attraverso il sociale, dei mali stessi che possono colpirla. Non vedo utilità nemmeno nell'ergastolo. Al colpevole deve essere sempre data una seconda possibilità, lasciata la speranza di poter ricevere il perdono della società e di potere riscattarsi: lo trovo umano e cristiano. Credo che anche da un punto di vista comunitario, quindi, sia necessario imparare a guardare la persona da un punto di vista più coerente con le premesse dell'essenza sociale dell'individuo.

 

 
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