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  1. #21
    Vittima del proporzionale
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    Predefinito

    Intanto, forse, lo candidano a Firenze.
    Livio

  2. #22
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    "Cara Oriana, unisciti alle nostre ragioni"

    Due lettere rivolte a Oriana Fallaci. Le ha pubblicate "Panorama" in edicola da ieri. La prima è di Giorgio La Malfa, la seconda di Vittorio Sgarbi. Iniziamo con la riproduzione della lettera del presidente del Pri.

    Cara Oriana, quando nel 1986 Yasser Arafat, che noi consideravamo e consideriamo un terrorista, si presentò alla Camera dei deputati con la mimetica e la pistola alla cintura, accolto come un paladino della libertà, fummo i soli a opporci formalmente e a protestare.

    Nello stesso modo abbiamo reagito l'anno scorso quando Tereq Aziz, rappresentante del regime tirannico di Saddam Hussein, fu inopportunamente ricevuto, con tutti gli onori, in Vaticano e nelle sedi della nostre principali istituzioni democratiche.

    Nel tuo libro vi è la stessa indignazione contro le minacce ai valori di libertà e di democrazia che l'Occidente ha conquistato nel corso dei secoli.

    Credo, come te, che ci sia una battaglia da fare per affermare quella "Forza della Ragione" che fu anche uno dei leitmotiv dell'azione politica di mio padre. Per questo oggi che siamo impegnati in una campagna elettorale per difendere ed affermare questi valori, non solo in Italia, ma anche nel Parlamento europeo, ti chiedo di darci una mano e di stare con noi.

    Con affetto,

    Giorgio La Malfa

    Di seguito riproduciamo la lettera di Vittorio Sgarbi.

    Cara Oriana, non voglio chiederti di schierarti, non voglio stringerti nelle finzioni e nelle falsificazioni della politica italiana.

    Voglio che la tua intelligenza, la tua passione, la tua ragione si incrocino con le nostre.

    C'è un luogo dove le tue, le nostre, idee possono trovare ideale accoglienza: il Parlamento dell'Europa di 25 paesi.

    Abbiamo preso l'iniziativa, con gli amici laici, liberali e repubblicani, di proporre agli italiani un Partito della "bellezza" e della "ragione".

    La luce della ragione, contrapposta alle tenebre dell'ignoranza.

    Il sentimento della bellezza, contrapposto all'insensibilità dei bruti.

    E' con me Giorgio La Malfa, che condivide questo appello.

    E il presidente Francesco Cossiga ci guarda con attenzione e favore.

    Ti chiede di unirti a noi, conservando la tua assoluta indipendenza, per dare forza alle nostre liste e rappresentare l'Italia nel Parlamento Europeo.

    Sentiamo che in te si rispecchia nel modo più limpido il nostro spirito di libertà, l'unica religione che abbiamo.

    Cara Oriana, Giovanni Amendola ci ha insegnato che "la ragione non si stanca mai di combattere": difendiamo insieme la bellezza contro la brutalità, la ragione contro l'oscurantismo.

    Vittorio Sgarbi


  3. #23
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    Predefinito Belle lettere. Unica nota negativa:

    ..........E il presidente Francesco Cossiga ci guarda con attenzione e favore..........
    Cossiga poteva risparmiarselo!

  4. #24
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    Predefinito .... di Davide Giacalone

    Caro Paolo, problemino complicato, quello che poni, al quale dovrei rispondere molto a lungo, con dovizia di particolari e d'argomentazioni. La faccio breve, sapendo in partenza di dire solo una parte di quel che va detto.
    Il partito della bellezza è un espediente elettorale. Quel di più che, al momento, può rappresentare lo si deve né a Sgarbi né a La Malfa, ma a Cossiga. Un espediente elettorale non è niente di politico, difetta sul solo terreno nel quale dovremmo eccellere. (Non è un problema estetico, Andrea).
    Qui si dovrebbe fare un discorso politico. Io sono per il superamento del bipolarismo all'italiana (ho scritto molte volte che il ruolo di Berlusconi è stato essenziale e positivissimo all'inizio, quando i repubblicani del pri se ne stavano a sinistra, poi la capacità di governo si è infranta sui nodi irrisolti della politica). Cossiga, fin qui, è stato un pendolare scassatore di poli. Cosa diversa.
    Altro problema politico. Il partito della bellezza, che lo si voglia o no (per giunta sull'odioso terreno della critica personale) è
    antiberlusconiano. Il presidente del pri è eletto da Forza Italia, il
    segretario è sottosegretario nel governo Berlusconi. Alle prossime elezioni politiche il pri cosa fa? Se ha in animo di restare nel centro destra, non si può dire che stia facendo la scelta migliore; se ha in animo (come Sgarbi) di andare nel centro sinistra, non si capisce su quale posizione politica.

    La mia ricetta era
    :
    • a. forte caratterizzazione su molti temi, affrontato la polemica con ambo i poli (vedi la questione giustizia, con una sinistra giustizialista ed una destra inerte, quando non giustizialista);
    • b. riqualificazione dell'immagine, non solo reducismo e quant'eravamo belli un tempo;
    • c. costruzione d'intese ed alleanze nell'area che fu laica e socialista, ma chiamando forze e persone nuove (e qui anche Sgarbi ci stava, anzi, proprio con lui lavorammo in passato).
    Sono convinto che lo spazio c'è. Anzi, si deve coltivare l'ambizione di rivolgersi al 15, 20 per cento dell'elettorato. Ma ho anche visto che la politica non appassiona più chi giuoca la partita della mera sopravvivenza.
    Bene, con questo mi sono attirato qualche antipatia in più.
    Un saluto

    Davide

    ...............
    di Davide Giacalone ...
    tratto dal gruppo "I Repubblicani"
    http://it.groups.yahoo.com/group/Repubblicani/

  5. #25
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 20 aprile 2004

    ELEZIONI 2004, VITTORIO SGARBI SABATO A FORLI'

    (Sesto Potere) - Forlì - 19 aprile 2004 - Vittorio Sgarbi interverrà a Forlì sabato 24 aprile alle ore 16.00 alla Fiera di Primavera di Forlì nello stand del Partito Repubblicano Italiano per presentare il programma e il progetto politico del Partito della Ragione e della Bellezza. L'obiettivo dichiarato da lo stesso sgarbi è: "Muovere guerra a coloro che distruggono l'Italia".

    "L'obiettivo e finalità del Partito della Bellezza - spiega Sgarbi - è la difesa integrale del patrimonio archeologico, artistico, architettonico, monumentale, ambientale, libraio, archivistico, teatrale, fotografico, cinematografico italiano, inteso come stratificazione di storia e di memoria, contro ogni falsa idea di progresso. La inaudita violenza patita, e ancora minacciata, senza pietà, a intere aree e a paesaggi come a singoli edifici, affidati a improvvidi restauratori, non può essere più a lungo tollerata da cittadini che abbiano a cuore la difesa della loro civiltà in tempo di pace, ma sottoposta a un attacco impietoso di forze armate contro la bellezza, di cospiratori alla conquista di un patrimonio ineguagliabile, non per possederlo, ma per distruggerlo. E' arrivato il momento di acquistare compiuta coscienza della importanza di ogni reliquia, alla quale provvedere con ogni cura per la sua conservazione, giacché ogni volta che si è creduto di migliorare o di modernizzare si è perduto il sapore dei luoghi, la loro verginità, la loro individualità. E, ciò che è più grave e più evidente, il loro valore, anche materiale. Quando un luogo è stato contaminato, quando l'antico è stato sostituito dal moderno si è perduto per sempre quel bene prezioso che nasce dalla congiunzione tra la creazione della natura e dell'uomo e il tempo. Il Partito della Bellezza chiede ai cittadini di rivendicare con orgoglio la proprietà della polis sottraendola alle mani di amministratori senza scrupoli che, in modo arbitrario, decidono orrori irreparabili senza avere alcuna coscienza estetica, ritenendosi padroni e non custodi della eredità della storia che, nelle loro mani, si dissolve. Per questo la benemerita azione delle associazioni culturali in difesa del patrimonio monumentale, per non disperderne il valore, anche economico, non può restare uno spunto volontaristico e di impotente indignazione, ma deve diventare un impegno politico, militante, attivo. Gli incredibili episodi, sommamente emblematici, della gibbosa aberrazione di Piazza Montecitorio, stupefacente testimonianza di prepotenza nel luogo dove si sono fatte le leggi per impedirla, e dell'abbattimento del contenitore dell'Ara Pacis, contro cui ora si alzano cori di proteste da parte dei cittadini, sono solo due delle innumerevoli occasioni di violenza al patrimonio, compiute anche per l'impotenza di chi aveva le idee e le giuste convinzioni per impedirli, ma non il potere. La minaccia ai parchi, alle coste, alle montagne, all'acustica dei teatri, alle piante, agli intonaci, ad ogni cosa che è fragile, che sembra più facile sostituire con le modeste invenzioni del debole pensiero di progettisti frustrati che infieriscono contro giardini, pavimenti di chiese, prospetti di edifici, centri storici, non ci può trovare impotenti. Occorre acquistare coscienza politica della straordinaria identità culturale dell'Italia la cui vocazione alla bellezza è un bene primario che non si può consentire di disperdere. I cittadini devono, insieme alla coscienza, avere anche gli strumenti per garantirsi contro i barbari, nei consigli comunali, nelle regioni, nel parlamento nazionale. Sembra incredibile aver dovuto assistere, e continuare ad assistere, impotenti alla dispersione sistematica, alla cinica manomissione di beni indisponibili, con la serena distruzione di architetture e di spazi della città e della natura, come se potessimo disporre di un dipinto di Giotto o di una scultura di Michelangelo per graffiarli o amputarli, quando non rifarli dopo averli distrutti".

    "Il Partito della Bellezza - aggiunge Vittorio Sgarbi - guarda con profonda delusione alla totale carenza di consapevolezza di questi temi nei programmi dei partiti politici di destra e di sinistra, in una inaccettabile sottovalutazione di ciò che appare agli occhi del mondo, e nella coscienza critica di una piccola parte, non un ingombrante fardello di faticosa manutenzione, ma la variegata dimostrazione di ciò che, ancora oggi, rende l'Italia la prima potenza al mondo per la sua eredità culturale. E che non si tratti di beni obsoleti è dimostrato dalla costante presenza di oggetti e dipinti italiani nei principali musei del mondo, senza che per questo sia stata completamente spogliata la nostra nazione. Noi abbiamo un altissimo dovere davanti alla storia e alle generazioni future. E non possiamo disporre o lasciare disporre di questo patrimonio senza regole certe, che devono entrare nella politica come è avvenuto, per la difesa dell'ambiente, con il movimento dei Verdi. Per questo il Partito della Bellezza nasce perché la bellezza sia inevitabile e la sua difesa ineluttabile. Naturalmente se questa priorità è la stessa ragione di essere, lo specifico operativo, del movimento politico, non possiamo disgiungere questa battaglia per la bellezza da una battaglia per le libertà, contro ogni inquisizione, contro il costante tentativo di ridurre le interpretazioni del mondo a un pensiero unico, senza spirito critico, senza libertà di parola. Anche questo è un problema culturale, come lo sono le emergenze sanitarie, la necessità di garanzie per la salute in una più alta dimensione spirituale. E ancora, il Partito della Bellezza, perseguendo, in uno, il Bene e il Bello, intende agire per una riforma non velleitaria della istruzione, stabilendo, in modo ordinato, i principi di formazione alla bellezza, come etica dell'individuo e abito mentale. Invertire il pernicioso principio degenerativo per cui è bello ciò che piace, ristabilendo la necessità di valori estetici universali, come non è lecito consentire ad ogni malato di discutere i metodi della sua cura. Occorre ristabilire principi e valori non discutibili in una perfetta coincidenza di etica e di estetica. Occorre essere intransigenti. Ogni concessione alla mediocrità, ogni tolleranza sono una minaccia alla sopravvivenza dell'unico mondo reale che è il mondo interiore, consentendo all'ignoranza e alla disinvoltura di disperdere ciò che è di tutti, come se qualcuno potesse strappare i fogli della Bibbia di Borso d'Este, o avvolgere tabacco nelle pagine dei Canti di Leopardi".

    "Questo - conclude Sgarbi - avviene ogni giorno del patrimonio monumentale e ambientale, e non potremo accettare che passino altri giorni senza armarci per impedirlo. E dunque, in tempo di pace, sia guerra alla stupidità e alla mediocrità e a chi distrugge con la leggerezza e con la presunzione di costruire un futuro migliore, senza rispetto per la storia, per la tradizione, per la memoria".(Sesto Potere)

  6. #26
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    Predefinito tratto da PANORAMA 20 aprile 2004

    Cara Oriana, vieni con noi

    di Stefano Vespa

    Il professore di economia e il professore di storia dell'arte daranno un po' di pepe alla campagna per le elezioni europee di giugno. Giorgio La Malfa e Vittorio Sgarbi con il Partito della bellezza puntano al cuore degli italiani, attirando l'attenzione sull'immenso patrimonio artistico e culturale che va difeso da scempi urbanistici e architettonici. Lo faranno l'uno con la pacatezza e il richiamo ai valori tradizionali del raggruppamento di cui è leader, il Partito repubblicano, l'altro (dopo l'esperienza di sottosegretario ai Beni culturali) con l'irruenza e la cultura che lo contraddistinguono.
    L'obiettivo? Il 2 per cento, l'equivalente di due eurodeputati. Sgarbi lo spiega a Panorama con pignoleria statistica: «Uno 0,5 è il traino del Pri, un altro 0,3 dovrebbe arrivare da sinistra. I fautori del Partito della bellezza sono lo 0,6; dai delusi di Silvio Berlusconi contiamo di avere un altro 0,6. Totale: 2 per cento». L'ottimismo non manca tanto che Nicola Piepoli, che cura i sondaggi di Sgarbi & La Malfa, ha accettato di essere pagato con una somma fissa fino al 2 per cento e con una percentuale per ogni punto in più.

    «L'idea venne nell'aprile 2002 a Giulia Maria Crespi, presidente del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano» spiega Sgarbi. Che ricorda con emozione quando il direttore generale del Fai, Mario Magnifico, definì gli aderenti al Fondo «l'esercito del Partito della bellezza».
    Il panorama dei tifosi è variegato. Ci sono Giorgio Forattini e Morgan, leader della band dei Blue Vertigo, che ha ritirato la candidatura pur sostenendo l'iniziativa; il filosofo Giulio Giorello e Stefano Salvi, ex di Striscia la notizia, che si candiderà in tutta Italia. Sgarbi dovrebbe presentarsi in tutto il Nord e al Centro, La Malfa invece non si candiderà. La lista sarà presente anche alle provinciali di Milano collegata al presidente uscente, Ombretta Colli (FI).
    Ma com'è nata la strana coppia? Tutta colpa del senatore Francesco Cossiga, che telefonò al leader del Pri favorendo il contatto con Sgarbi. La cultura fa parte del dna dell'Edera: Italia nostra fu fondata da Giorgio Bassani, ferrarese e repubblicano, Giovanni Spadolini creò il ministero dei Beni culturali, la stessa Crespi è sempre stata del Pri, la legge del 1985 a tutela delle zone di particolare pregio ambientale porta il nome del repubblicano Giuseppe Galasso. «E mio padre Ugo La Malfa fu il primo presidente dell'Istituto nazionale dell'architettura, fondato da Federico Zeri» ricorda Giorgio, che si definisce «molto ottimista» per l'esito di questa inusuale avventura.

    Il sogno, detto a mezza voce, è pescare nell'area che nel 1999 regalò l'8 per cento ai radicali di Emma Bonino oltre che tra i delusi del centrodestra. «Puntiamo agli scontenti dei due poli e agli astenuti, a chi è stanco della politica tradizionale» spiega La Malfa a Panorama promettendo di abbinare battaglie specifiche sui beni culturali ai temi tradizionali del Pri. Sarà il voto proporzionale alle europee a far capire quanto contano i temi legati alla bellezza e alla cultura e in che modo la forza contrattuale del neopartito potrà essere spesa alle elezioni politiche del 2006.
    Il lavoro non mancherà ma La Malfa la butta sull'ironia: «Siamo l'unico partito attivo 24 ore al giorno: io mi alzo quando Sgarbi va a dormire e viceversa».

  7. #27
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    Predefinito tratto da LA GAZZETTA DI PARMA 21 aprile 2004

    PER LE ELEZIONI EUROPEE Sorgenti: Sì a Sgarbi

    PARMA - Sorgenti in Europa con Repubblicani-Liberal Sgarbi. Il movimento politico Sorgenti, fondato nel 2000 da Luigi Boschi - informa un comunicato del gruppo - parteciperà alla prossima tornata elettorale per l'elezione del Parlamento Europeo sostenendo il neo costituito partito «Repubblicani - Liberal Sgarbi», presentato recentemente a Roma con la partecipazione di Francesco Cossiga.
    Sabato alle 12 all'hotel Toscanini Vittorio Sgarbi presenterà il nuovo partito, nato dall'alleanza tra Repubblicani e Liberal-Sgarbi, e ufficializzerà l'impegno politico con il movimento parmigiano Sorgenti.

  8. #28
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    Predefinito Re: tratto da LA GAZZETTA DI PARMA 21 aprile 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    PER LE ELEZIONI EUROPEE Sorgenti: Sì a Sgarbi

    PARMA - Sorgenti in Europa con Repubblicani-Liberal Sgarbi. Il movimento politico Sorgenti, fondato nel 2000 da Luigi Boschi - informa un comunicato del gruppo - parteciperà alla prossima tornata elettorale per l'elezione del Parlamento Europeo sostenendo il neo costituito partito «Repubblicani - Liberal Sgarbi», presentato recentemente a Roma con la partecipazione di Francesco Cossiga.
    Sabato alle 12 all'hotel Toscanini Vittorio Sgarbi presenterà il nuovo partito, nato dall'alleanza tra Repubblicani e Liberal-Sgarbi, e ufficializzerà l'impegno politico con il movimento parmigiano Sorgenti.
    Si stà realizzando quello che Buccieri aveva detto all'Assemblea Nazionale: esistono molte liste civiche che si rifanno all'ideologia Liberal-Democratica, e il compito del Partito della Bellezza e trovare alleanze con queste liste e dare una voce nazionale ad una realtà locale.
    Livio

  9. #29
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    La Malfa e Sgarbi a Forlì

    Il 25 aprile, alle ore 16,00 nella sala convegni della Fiera di Forlì, sarà presentato e il libro di Vittorio Sgarbi "Per un partito della bellezza". Oltre all'autore parteciperanno il presidente del Pri Giorgio La Malfa e il segretario regionale Widmer Valbonesi. Oggi conferenza stampa sull'iniziativa, alle ore 11,00, presso la sede della Consociazione forlivese.

  10. #30
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    Predefinito Ma Cossiga...

    che posizione ha in merito al conflitto in Iraq?

 

 
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