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LO SPECIALE
UNA CANDELA ALLA FINESTRA PER SOLIDARIETA' CON I BIMBI DI BESLAN
MOSCA - Oggi si svolgono i primi funerali delle vittime dell'ecatombe di Beslan. Ieri l'ultimo bilancio parlava di almeno 330 morti (la meta' bambini), ma oggi una dipendente dell'obitorio di Vladikavkaz, il piu' grande ma non l'unico dell'Ossezia del nord, ha detto all'Afp che in quella morgue fino a ieri sera erano stati contati 394 morti.
Centinaia di persone sono ancora ricoverate negli ospedali di Beslan e di altre citta', mentre i parenti disperati scorrono le liste scritte a mano dei pazienti vivi o corrono agli obitori per cercare di identificare i morti. Stamattina, la televisione locale parlava ancora di 260 persone tuttora mancanti all'appello.
Cerimonie speciali in onore dei morti si terranno in giornata nelle chiese ortodosse di tutto il Paese, mentre le autorita' hanno decretato per domani e martedi' due giorni di lutto nazionale.
NUOVI RACCONTI, A TU PER TU CON LA FEROCIA
Nel cuore della notte dell'altro ieri e' arrivato, inatteso, nella cittadina osseta anche il presidente Vladimir Putin che ha visitato alcuni degli oltri 700 feriti ricoverati negli ospedali e ha svolto una riunione. Putin ha denunciato la ferocia di un terrorismo che colpisce ''i bambini'' e ha ripetuto che l'assalto di ieri delle teste di cuoio non sarebbe stato un blitz preordinato, ma un tentativo di salvare il salvabile, la risposta obbligata al fuoco aperto dai sequestratori su ostaggi in fuga.
ESPERTI RUSSI RESPINGONO CRITICHE, ERA EMERGENZA
L'estremo atto di pieta' di ''una tragedia orrenda'', come l'ha definita lo stesso presidente russo Vladimir Putin, che si e' rivolto oggi alla nazione con un sofferto messaggio video all'indomani della battaglia che ha messo fine nel sangue al sequestro dei quasi 1.200 dannati, in maggioranza bambini, della Scuola numero 1 della cittadina osseta.
PUTIN, NON CEDERE A RICATTO E UNITI VINCEREMO
Una battaglia durata ore, tra i reparti speciali russi e il commando terrorista ceceno-arabo, in un inferno di paura, fuoco, pallottole ed esplosioni. E che si e' conclusa con la liberta' per alcune centinaia di fortunati, ma anche con la morte di almeno 330 persone, tra le quali circa 160 bambini, secondo l'ultimo dato reso noto dal portavoce del governo locale osseto Lev Dzugaiev.
LE LACRIME E I DUBBI DEI FAMILIARI DUBROVKA
Un bilancio sconvolgente, aggiornato di ora in ora, fino a far breccia nelle iniziali reticenze delle fonti ufficiali. Ma che potrebbe peraltro crescere ancora, tenuto conto che negli ospedali - tappezzati di liste di feriti dietro le quali si accalcano parenti allo stremo delle forze e delle emozioni - restano 448 persone (248 bambini) una settantina delle quali in condizioni gravi. E questo senza contare che 260 persone che avrebbero potuto in teoria essere nella lista degli ostaggi non sono state ancora rintracciate con certezza (ma potrebbero essere tornate nelle loro case o aver fatto perdere le tracce).
Sul destino dei terroristi, tra i quali sembra confermata la presenza di una decina di 'arabi', le voci continuano a rincorrersi sulla scia di notizie contraddittorie. Il loro numero era stato indicato dapprima a piu' di 30 (tra cui almeno due donne votate alla morte). Poi il viceprocuratore generale russo Serghiei Fridinski ha affermato che non erano piu' di 26 e che sono stati tutti ''eliminati'': smentendo quindi informazioni secondo le quali tre sembrava fossero stati catturati vivi e altri quattro si fossero dileguati.
Una circostanza, quest'ultima, che aveva acceso gli animi tra i cittadini di Beslan e gli osseti in generale, ripiegati sul dolore in queste ore e pronti a grandi gesti di solidarieta' umana - raccontano testimoni sul posto - ma decisi anche in qualche caso a farsi giustizia da soli: come confermano l' episodio del presunto linciaggio di un sospetto sottratto alla polizia e i raduni di gente armata intenzionata a dare la caccia a complici e basisti, che secondo talune ipotesi investigative avrebbero preparato la strada ai sequestratori fin dai mesi scorsi, riempiendo la scuola di armi ed esplosivo nel corso di lavori estivi di manutenzione edile dell'edificio.
Edificio destinato a essere abbattuto, si e' appreso oggi, quasi a voler cancellare la memoria di una strage che non potra' essere dimenticata.
Sulla lista nera del bagno di sangue entrano intanto anche 10 uomini delle teste di cuoio russe, cadute nel caotico assalto di ieri. Una assalto non premeditato, ha ripetuto Putin in persona, precipitatosi nel cuore della notte nella cittadina per visitare alcuni feriti (la Russia intera ''piange e prega con voi'', ha detto loro) e per presiedere una riunione operativa. Ma soprattutto per rispondere ancora una volta ai sospetti sul blitz: coltivati piu' all'estero che in patria, peraltro.
Mostrandosi turbato come mai prima nei suoi oltre quattro anni al Cremlino, il presidente ha denunciato la ferocia di un terrorismo che si accanisce su ''bambini indifesi'' e ha ribadito che l'azione degli Spetznatz non sarebbe stato un blitz programmato, ma solo il tentativo disperato di salvare il salvabile, la risposta obbligata al fuoco aperto dai sequestratori su ostaggi in fuga.
''L'impiego della forza non era stato pianificato, gli avvenimenti hanno avuto sviluppi troppo rapidi, con modalita' inaspettate'', ha sottolineato Putin.
Prima di ripartire, ha quindi ordinato la chiusura di tutte le linee di confine dell'Ossezia del Nord, Repubblica autonoma russa circondata da altre inquiete terre caucasiche. Un provvedimento cautelativo volto forse anche a scongiurare il pericolo di un ritorno di fiamma del conflitto interetnico tra gli osseti e i vicini ingusci (etnia di appartenenza, a quanto pare, di alcuni dei terroristi del commando di Beslan): un conflitto che all'inizio degli anni '90 provoco' qualche migliaio di morti e che la guerriglia islamica cecena avrebbe ora tutto l'interesse a riaccendere.
Tornato a Mosca, Putin ha poi lasciato al ministro degli esteri Serghiei Lavrov la polemica con la presidenza di turno olandese dell'Ue sulle ''spiegazioni'' chieste alla Russia e respinte come ''sacrileghe'' da Mosca. Da parte sua, il presidente ha preferito rivogersi dagli schermi tv a una nazione prostrata dai fatti di Beslan dopo la doppia esplosione-kamikaze dei Tupolev, il 24 agosto, e l'ultimo attentato suicida ceceno a Mosca, martedi' scorso. Una nazione che Putin ha invitato all'unita', per ''non cedere al ricatto di un terrorismo'' che ha dichiarato ''guerra totale alla Russia''. E mira a ''smembrarla''.
05/09/2004 11:00 "
http://www.ansa.it/fdg02/20040905110...100163648.html
Shalom!!!




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