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  1. #11
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Patriota Rosso Visualizza Messaggio
    Ma che dire......
    Alcune risposte di compagni e amici del forum mi lasciano alquanto perplesso per usare un'eufemismo!
    Sarà pur vero che la Corte Europea non è il massimo che si può avere dalla vita, ma in questo caso trovo più che giusta la sentenza emessa.
    Non siamo in uno stato teocratico, ma in uno stato laico; una volta Qualcuno diceva "Libera Chiesa in Libero Stato".....
    Trovo ingiusto che nella scuola pubblica sia osterntato il simbolo di una sola religione, e che tutti debbano accettarlo, anche chi è ateo,laico, o di altra appartenenza religiosa.
    Per chi vuole pregare ci sono i luoghi di culto appositi, e poi non credo che i bambini o ragazzi debbano essere "costretti", anche quelli che provengono da famiglie cattoliche, a sentirsi obbligati a vedere esposto un simbolo religioso nella scuola pubblica....io personalmente in accordo con mia moglie, abbiamo deciso di non far frequentare nemmeno l'ora di religione a nostro figlio, proprio per lasciarlo LIBERO di scegliere, quando lo riterrà opportuno quale Credo adottare, o se non adottarlo.
    Resta il fatto che numerosi sono i problemi della scuola pubblica a cui si dovrebbe porre rimedio, ma ritengo che anche la Libertà di culto o di non culto sia un segno di civiltà.
    E poi se devo dirla tutta la nostra tradizione non parte dal cristianesimo, ma dal paganesimo dell'antica Roma, pertanto prima di dire cacchiate e di intromettersi nella vita di un popolo la Chiesa dovrebbe un'attimo fermarsi a riflettere e guardare i propri problemi, che di castronerie ne combina anche troppe.....

    A pugno chiuso!
    Mi trovi concorde sul senso del post, anche se avrei evitato il richiamo al paganesimo (eheheh, le nostre passioni... ).

    Il problema principale è che il crocifisso ormai è solo un simbolo esteriore che non rappresenta più alcunché per la maggior parte degli italiani. Sono veramente pochi i cattolici, cari amici, aldilà di quello che si possa pensare. Tanta gente dice di essere 'cristiana non praticante' e questo già la pone fuori dalla Chiesa Cattolica, tanto per dirne una...

    La cosa che mi fa ridere è che tutti i cattolici sono ben taciti sulla questione del merchandising...avete fatto a caso a quante croci e crocette d'oro e d'argento girino come collane e altro?

    Dai su, se questa fosse una civiltà cattolica potrei capire il crocifisso, ma ora non ha più alcuna legittimità.

    Ultima cosa: ovviamente non è il nostro problema questo.

  2. #12
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Patriota Rosso Visualizza Messaggio
    Ma che dire......
    Alcune risposte di compagni e amici del forum mi lasciano alquanto perplesso per usare un'eufemismo!
    Sarà pur vero che la Corte Europea non è il massimo che si può avere dalla vita, ma in questo caso trovo più che giusta la sentenza emessa.
    Non siamo in uno stato teocratico, ma in uno stato laico; una volta Qualcuno diceva "Libera Chiesa in Libero Stato".....
    Trovo ingiusto che nella scuola pubblica sia osterntato il simbolo di una sola religione, e che tutti debbano accettarlo, anche chi è ateo,laico, o di altra appartenenza religiosa.
    Per chi vuole pregare ci sono i luoghi di culto appositi, e poi non credo che i bambini o ragazzi debbano essere "costretti", anche quelli che provengono da famiglie cattoliche, a sentirsi obbligati a vedere esposto un simbolo religioso nella scuola pubblica....io personalmente in accordo con mia moglie, abbiamo deciso di non far frequentare nemmeno l'ora di religione a nostro figlio, proprio per lasciarlo LIBERO di scegliere, quando lo riterrà opportuno quale Credo adottare, o se non adottarlo.
    Resta il fatto che numerosi sono i problemi della scuola pubblica a cui si dovrebbe porre rimedio, ma ritengo che anche la Libertà di culto o di non culto sia un segno di civiltà.
    E poi se devo dirla tutta la nostra tradizione non parte dal cristianesimo, ma dal paganesimo dell'antica Roma, pertanto prima di dire cacchiate e di intromettersi nella vita di un popolo la Chiesa dovrebbe un'attimo fermarsi a riflettere e guardare i propri problemi, che di castronerie ne combina anche troppe.....

    A pugno chiuso!
    Condivido totalmente ciò che hai scritto, parola per parola, quindi non ho altro da aggiungere.
    "Uno dei compiti principali dell'arte è sempre stato quello di creare esigenze che al momento non è in grado di soddisfare" (Walter Benjamin)

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  3. #13
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da _Riccardo_ Visualizza Messaggio
    Mi trovi concorde sul senso del post, anche se avrei evitato il richiamo al paganesimo (eheheh, le nostre passioni... ).
    Secondo me anche il richiamo al Paganesimo è giusto. Non certo per una dichiarazione di "Fede"(con chi poi) ma per chiarire, da un punto di vista storico, cosa ha fatto ieri come oggi la Chiesa cattolica. Cioè un'opera di colonialismo religioso in Africa, in Sudamerica ma anche in Europa. Non capisco infatti come si possa contrastare l'opera di colonialismo economico(Imperialismo) ma accettare quello "culturale"che non è certo meno condannabile. Discorso,questo, che ovviamente riguarda la politica Vaticana e non l'onesto sentimento religioso che,però, come ben scrive Riccardo riguarda una parte minoritaria della popolazione italiana.
    Per rimanere però nell'argomento del post vorrei chiedere, al di là dei sentimenti di fede di ognuno, la legittimità per cui un simbolo religioso - qualunque esso sia - debba essere presente in una struttura pubblica di uno Stato laico(che non vuol dire laicista per chi voglia artatamente fraintendere) e non confessionale.
    "Uno dei compiti principali dell'arte è sempre stato quello di creare esigenze che al momento non è in grado di soddisfare" (Walter Benjamin)

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  4. #14
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    La Croce nelle mani di Gasparri e Calderoli

    di Raniero La Valle


    Vorrei dire il mio sentimento riguardo alla sentenza della Corte europea sul crocefisso nelle scuole. La sentenza è ineccepibile: una volta investita del caso, la Corte non poteva che decidere così; infatti in discussione non c’era l’utilità, l’opportunità, il significato, religioso o civile, del crocefisso, la percezione positiva o negativa che dei minori, per lo più ignari del cristianesimo, possono avere di un uomo “appeso nudo alla croce” e, così umiliato e ucciso, esposto alla vista di tutti. Non su questo verteva il giudizio e non su questo dovrebbe svilupparsi il dibattito sulla sentenza, in odio alle ragioni degli uni o degli altri, come ho visto fare anche in giornali amici. Il giudizio verteva sull’obbligo, imposto dallo Stato, di mettere il crocefisso nelle aule scolastiche; come dice la Corte di Strasburgo “sull’esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione religiosa” nel contesto di una funzione pubblica gestita dal governo. È evidente che a quest’obbligo, derivante da decreti reali e da circolari fasciste che imponevano insieme al crocefisso il ritratto del re, si oppongono tutti i principi del moderno Stato di diritto, le norme della Costituzione, la Convenzione europea e forse anche la Dichiarazione conciliare “Dignitatis humane” sulla libertà religiosa.
    Nondimeno vorrei dire il mio sentimento di dolore per ciò che è accaduto e ancor più per ciò che può accadere.
    Inzitutto mi dispiace che ad attivare il procedimento nelle sue diverse fasi, con innegabile tenacia, sia stata una madre di due bambini che è anche socia dell’Unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), il che fa pensare che oltre alla difesa dei due figli da indesiderate interferenze religiose, tra i motivi del ricorso ci fosse un più generale interesse ideologico.
    Mi dispiace anche che la giurisdizione amministrativa italiana e il governo siano stati così miopi, sia nella sostanza che nelle motivazioni, nel respingere le ragioni della ricorrente (mentre per darle ragione sarebbe bastata la Costituzione), da provocare l’appello alla Corte di Strasburgo e da chiamare perciò in causa addirittura la Convenzione dei diritti dell’uomo; testo normativo certo pertinente, ma alquanto sproporzionato se si pensa a quali e quanti diritti umani sono impunemente e atrocemente violati in tutto il mondo, e alla compressione vicino allo zero che per contro la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche infligge ai diritti umani dei fanciulli che sono costretti a vederlo.
    Inoltre mi dispiace che l’Italia, in una sede significativa come la Corte di Strasburgo, abbia mostrato il grado infimo a cui la considerazione del diritto è arrivata nel governo del nostro Paese, mettendo tra le motivazione della sua memoria difensiva “la necessità di trovare un compromesso con i partiti di ispirazione cristiana”, che nella migliore delle ipotesi è una ragione inerente alla politica politicante, cioè al potere, e non al diritto.
    Ma soprattutto mi dispiace che, riconoscendosi da parte di tutti che non c’è più una religione di Stato, e che non si può imporre a tutti la rappresentazione simbolica di una sola confessione, ci sia una gara per dire che il crocefisso andrebbe mantenuto perché avrebbe cessato di essere un simbolo religioso, e sarebbe invece “un simbolo dello Stato italiano”, “un simbolo della storia e della cultura italiane”, un segno “dell’identità italiana”, “una bandiera della Chiesa cattolica, l’unica – ha osservato il tribunale amministrativo di Venezia – a essere nominata nella Costituzione italiana”; anzi, secondo il Consiglio di Stato, la croce sarebbe diventata un valore laico della Costituzione e rappresenterebbe i valori della vita civile. Come dice giustamente un terzo intervenuto nel giudizio di Strasburgo (un’organizzazione per l’attuazione dei principi di Helsinki), questa posizione “è offensiva per la Chiesa”.
    Questa posizione è infatti atea, ma è devota, e tende a lucrare i benefici della religione come religione civile. E io dico la verità: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un’identità, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa, e se la sua difesa dovesse essere messa nelle mani di Gasparri, di Calderoli o di Pera, della Lega o di Villa Certosa, e cessasse di essere la memoria di un Dio che si è fatto uomo, per rendere gli uomini divini, e che “avendo amato i suoi fino alla fine” ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei più vedere un crocefisso in vita mia.
    E mi dispiace infine che questa controversia abbia preso il via da una regolamentazione giudiziaria, norma contro norma, obbligazione contro abolizione. Il diritto non può che operare così, e quello che era obbligatorio prima può rendere illegittimo oggi. Ma io penso che non c’è solo il diritto scritto; ci sono le consuetudini, c’è una cultura comune, che pian piano muta, che ieri era “cristiana”, oggi è agnostica, domani sarà laica; si possono far crescere i processi, senza imposizioni e senza strozzature, accompagnando col variare delle proposte educative, dei mondi vitali, delle culture diffuse, delle etnie compresenti, il variare delle forme e dei simboli mediante i quali una società rappresenta se stessa. E non è detto che tutto il cambiamento debba avvenire tutto in una volta e in tutto il Paese, come quando a un solo segnale vennero rovesciati i ritratti del re e i simboli del fascismo.
    Non credo che quello che oggi manca in Italia sia il riaccendersi di un conflitto religioso, di una guerra ideologica. Certo al governo piacerebbe, perché sarebbe ancora un altro modo per dirottare l’attenzione, per restare esente dal giudizio sul disastro prodotto dalle sue politiche reali.
    Se dovessi dire come procedere, direi che lo Stato smetta di imporre alle scuole il crocefisso, e non impugni Strasburgo; che la Chiesa non ne rivendichi l’obbligo, tanto meno come simbolo d’identità e di radici, piuttosto che come simbolo di salvezza, e per ottenerlo non corra nelle braccia del governo; e che con buon senso, secondo le tradizioni e le esigenze dei luoghi, si trovi un consenso tra genitori, alunni e maestri, sul lasciare o togliere la croce. L’ultima cosa che vorrebbe quel Dio schiavo che vi si trova appeso, è di portare l’inquietudine, l’inimicizia e lo scontro nei luoghi dove una generazione sta scegliendo, e forse solo subendo, il suo futuro.

    Raniero La Valle ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967) quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in parlamento con Sinistra Indipendente; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’anno finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Nel 2008 è stato promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria.

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  5. #15
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    La guerra del Crocifisso va nella direzione che la destra italiana voleva prendesse...la lotta all'Islàm!

    Islam: Santanchè in TV: Maometto era pedofilo





    Caos a Domenica Cinque: La Santanchè Attacca Il Profeta Maometto (Video)


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    (AGI) - Roma, 8 nov. - "Per la nostra cultura Maometto era un poligamo e un pedofilo, perché aveva nove mogli e l'ultima di nove anni", Daniela Santanchè, leader del movimento per l'Italia lo ha detto nel corso di un dibattito sul crocifisso a 'Domenica Cinque'.
    Barbara D'Urso, conduttrice della trasmissione di Canale 5, si è presto dissociata dall'ospite: "Sono state purtroppo usate espressioni offensive nei confronti della religione islamica che io non posso in nessun modo approvare e dalle quali mi dissocio insieme a tutto lo staff del programma.
    Il dibattito anche molto acceso deve sempre avere come limite il rispetto per le opinioni e le fedi di tutti", ha detto la D'Urso in una nota. (AGI) Red

  6. #16
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Ma nessuno gli ha fatto notare che, in italia, dato che stiamo qui, il 99% dei pedofili, sono bianchi e cattolici, molti anche praticanti?
    Sono convinto che i primi che dovrebbero prendere le distanze da questi beceri, sallacchèè, la truffa e compagnia, debbano essere i cattolici, quelli veri.

    Viva la Comune

  7. #17
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Comunardo Visualizza Messaggio
    Ma nessuno gli ha fatto notare che, in italia, dato che stiamo qui, il 99% dei pedofili, sono bianchi e cattolici, molti anche praticanti?
    Sono convinto che i primi che dovrebbero prendere le distanze da questi beceri, sallacchèè, la truffa e compagnia, debbano essere i cattolici, quelli veri.

    Viva la Comune
    La Santanchè è uno dei tanti FINTI
    cattolici riscoperti tali solo in nome
    della lotta all'islam,che temono
    in difesa dell'ideologia atea dell'occidente.
    Tra questi "crociati" abbiamo
    Calderoli=divorziato
    Wilders=Ateo dichiarato e probabilmente gay
    Fortuyn=Deceduto,in un suo libro giustificava la pedofilia,anche lui era ateo.
    Fallaci=Deceduta,ex partigiana,sempre antifascista è la palese dimostrazione che nella sionistra covano germi...
    Da notare che questi "crociati" quando si tratta di islam si riscoprono cristiani e trovano ogni scusa pur di fomentare il
    tanto agognato "scontro di civiltà",quando il cristianesimo è
    dileggiato dal giudaismo(vedi l'episodio alla chiesa di Betlemme,e i diversi attacchi del giudaismo a cristo)o dalla laicità(tra bestemmiatori e offese alla Madonna,vedi "Totò che visse due volte" e nonsolo)questi "crociati" si eclissano...mistero?

  8. #18
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    La Santanchè deve solo tacere lei è tutti quei vermi finto cattolici che si ergono a difensore della cristianità dal pericolo islamico, strizzando l'occhiolino al sionismo e a nasoni vari. Sono stanco di sentire queste fregnacce, la Barbara d'Urso è inutile che fa la verginella, perchè sti buffoni vanno tutti a finire al suo stupido programma (vedi quell'altro idiota di Maurizio Ruggiero). Forse la Santanchè non sa che tutti i luridi pedofili che vanno in Cambogia, Tailandia e Indonesia ad ubase di indifesi e sfortunati bambini sono tutti bianchi e occidentali (probabilmente, ma non si sa come, pure cattolici), non di certo islamici.
    Deve essere compito di tutti quanti, cattolici e non, fermare il tentativo di ergere il cattolicesimo a ideologia dei settori più conservatori della borghesia che cercano di proporci l'islam come il nostro nemico di civiltà. No all'ideologia dello scontro di civiltà! I nemici sono sempre gli stessi e tutti sappiamo benissimo chi sono.
    Ultima modifica di Fed; 09-11-09 alle 19:54

  9. #19
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Fed Visualizza Messaggio
    La Santanchè deve solo tacere lei è tutti quei vermi finto cattolici che si ergono a difensore della cristianità dal pericolo islamico, strizzando l'occhiolino al sionismo e a nasoni vari. Sono stanco di sentire queste fregnacce, la Barbara d'Urso è inutile che fa la verginella, perchè sti buffoni vanno tutti a finire al suo stupido programma (vedi quell'altro idiota di Maurizio Ruggiero). Forse la Santanchè non sa che tutti i luridi pedofili che vanno in Cambogia, Tailandia e Indonesia ad ubase di indifesi e sfortunati bambini sono tutti bianchi e occidentali (probabilmente, ma non si sa come, pure cattolici), non di certo islamici.
    Deve essere compito di tutti quanti, cattolici e non, fermare il tentativo di ergere il cattolicesimo a ideologia dei settori più conservatori della borghesia che cercano di proporci l'islam come il nostro nemico di civiltà. No all'ideologia dello scontro di civiltà! I nemici sono sempre gli stessi e tutti sappiamo benissimo chi sono.
    A questi ribadisco,del cattolicesimo non importa nulla,cosa c'è di cattolico nell'edonismo,nel consumismo,nell'ateismo(!) e magari
    nei diritti dei gaii messi in pericolo dai cattivoni islamici...

  10. #20
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    A questi ribadisco,del cattolicesimo non importa nulla,cosa c'è di cattolico nell'edonismo,nel consumismo,nell'ateismo(!) e magari
    nei diritti dei gaii messi in pericolo dai cattivoni islamici...
    L'edonismo e il consumismo sono fenomeni sociali strutturali e dunque declinate dal sistema economico-politico capitalista, l'ateismo no. Quindi non capisco come rientri nel discorso. Eventualmente avrebbe più senso un discorso sul laicismo ideologico.

 

 
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