



Se l'atman non esiste...non esiste il Brahman. L'anatman NON è esistenza, pur se in definitiva là ogni cosa deve tornare....Originariamente Scritto da testadiprazzo;6
L'Atman non esiste..c'è solo l'Anatman..ma per chi non ha le illusioni del primo né la certezza del secondo..porre virilmente di raggiungere ciò che vediamo prima di annullarci in ciò che non vediamo..sia un metodo possibile ..una [I
Affermando che l'atman non esiste sconfessi la sostanza della dottrina upanishadica.
(Monologo del liberato): "Io sono, io sono il Supremo, io sono la scaturigine dell'universo. E sono pure il maestro spirituale di tutti i mondi, e tutti i mondi ad un tempo. Io sono Lui, l'Assoluto. Io soltanto e nell'altro io sono. Io sono perfetto, puro, a tutto superiore. Ed eterno altresì io sono, imperituro ed immacolato. Consapevolezza io sono, io sono peculiare, io sono la bevanda sacrificale, io sono compiuto. Di buon auspicio io sono, e privo di pena, consapevolezza io sono, sempre eguale a me stesso. Esente da onore e disonore, privo di qualità, benigno io sono. Al di là di ciò ch'è duale o non duale, libero dalle coppie di opposti io sono, io sono Lui, l'Assoluto. Al di là di esistenza ed inesistenza, al di là del linguaggio, io risplendo. Io sono la maestà ch'è ad un tempo vacuità e non vacuità, il bene e il male sono io. Al di là di eguaglianza e difformità io sono, e perenne, puro, perpetuamente benevolo. Superiore alla contrapposizione tra mondo e non mondo, di natura luminosa e lieve, eterno io sono. Io sono privo del numero uno e pure del due, sto al di là della distinzione tra essere e non essere, esente da costruzioni mentali. Io sono immune dalla differenza che sorge dalla molteplicità, e ho l'aspetto di una beatitudine indivisa. Io non sono un ego, né qualcosa d'altro, io son privo di corpo e simili. Dotato e non dotato di rifugio, io son privo di sostrato. Esente da schiavitù, da liberazione e simili, io sono Lui, il puro Assoluto. Privo di e simili, il Supremo io sono, al Supremo stesso superiore. Perenne, privo e ad un tempo dotato di capacità deliberativa io sono: io sono Lui, l'Assoluto. Eterno io sono, e ho l'aspetto dei tre componenti la sillaba sacra: A, U e M. Immune dal soggetto che medita, dalla meditazione e da ciò che vien meditato io sono: io sono Lui, l'Assoluto. Ovunque compiuto sotto ogni aspetto io sono, caratterizzato da essere, coscienza e beatitudine. Io appaio come tutti i guadi sacri, sede di pellegrinaggio, il Sé supremo io sono, Siva stesso son io".
(Maitreyopanisad III 1 - 12)
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Stavo parlando in termini pseudo poetici....che mi piace usare il linguaggio che usa il mio interlocutore..
Avrei dovuto dire che l'Atman non è permanente..intendendo per Atman l'Essere..e non certamente il Brahman Nirguna..che è oltre l'Essere..
Dicendo che l'Atman non esiste volevo venire incontro ad euvitt..che essendo buddista pone solo l'Anatman..o almeno il Buddha nella vulgata così fa intendere..e tanti scontri con i buddisti nascevano proprio dal porre come fondamento l'Atman o l'Anatman..
Sappiamo che i testi antichi sia buddisti che indù sono molto vari..non sistematici..difficili a interpretarsi in modo univoco ..matematico...ma che essendo espressi in forma poetica implicano un commento ..in genere da un Maestro che piega il testo in relazione alla Scuola a cui appartiene..
Ramanuja commenta in modo diverso da Shankara..ma non è questo il punto..
L'Atman esiste..ma l'esistenza non è permanente..solo il Brahman Nirguna lo è..e l'Essere è una qualificazione di Brahman..cioè l'Atman esiste nella misura in cui è qualificato e quindi limitato..
Quando dico questo Atman è Brahman..intendo che l'Essere è un aspetto dell'Infinito..in quanto per comodità iniziatica..preferisco avviarmi verso l'Essere che non verso il Brahman Inqualificato..
Preferisco andare verso il Sole prima di dirigermi verso il Buco Nero....anche se il Buco Nero è la meta finale..il Nirguna..
In questo senso..Atman non esiste significa che è eterno nella misura in cui non è..è Anatman..ed io mi dirigo verso un'illusione..sempre rispetto al Brahman e non certamente all'esistenza qualificata..dove Atman o Essere è il primo gradino..la qualificazione fondamentale..
Insomma..per farla breve..solo il Brahman è..e l'esistenza ..è sogno..
è sogno anche l'Essere..ma prima di fare il salto verso il risveglio definitivo..
è bene possedere il grado dell'Essere..per questo parlavo di finzione ben congegnata....perchè pur non essendo permanente ..per noi è come se lo fosse..e potremo proseguire solo possedendo questo grado..almeno nella mia ricerca....che nello Zen si procede direttamente verso l'Impermanenza..il Vuoto ..anche Oltre l'Essere..
Ma io non sono buddista e seguo il Maestro..e l'Essere..prima di offrirlo a quel Brahman dove anche l'Essere è una prigione..
Spero di essermi spiegato..:gratgrat:
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Bè..non esiste il Creatore trascendente e personale..ma un Principio di creatività esiste..ed è Brahma..poi c'è Vishnu e poi Shiva..sono dimensioni ontiche..Principi della manifestazione..verificabili..
Ciò che non è verificabile è la loro esistenza come Divinità dotate di figura ..ma può essere materia per un altro thread..![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Brahman Nirguna è ciò che si chiamò anche Deus absconditus, oscuro e inqualificato, l'En Soph kabbalistico inaccessibile alla mente e incommensurabile, immanifesto.
Brahman Saguna è quello che in kabbalah si denomina En Soph Aur: luce infinita: esso ha già una qualità.
E' ben vero che l'Essere è una qualificazione del Brahman , ma non abbiamo elementi per dire se sia o no permanente, risiedendo esso al di là di ogni dimensione spazio-temporale. Potrebbe anche esserlo, dal momento che ogni emanazione-creazione è un atto eterno e nulla toglie al Nirguna, riposante nella sua oscurità totale potenzialmente brulicante dei germi di ogni cosa seconda. Non vi è conflitto tra i due (passatemi il termine).
E se l'esistenza in senso lato è sogno...essa non è forse sogno del Saguna? Anzi...lo stesso Saguna sarebbe sogno del Nirguna, secondo quanto dici.
L'Essere dunque..tu lo intendi come sogno. E l'atman con esso. E noi con l'atman.
Ma pare che questo "sogno" in varii gradi sia necessario, dal momento che l'assunto tradizionale ci dice che la contrazione del totale su sè stesso per lasciar spazio all'esistente (lo tzimzum kabbalistico) E' sempre, è costante...e quindi che cosa possiamo dire in realtà?
Secondo l'Advaita noi siamo e non siamo al tempo stesso. Ugualmente il theravada: samsara e nirvana dipendono solo da dove giri la faccia, nè c'è contraddizione nè dualità....
Vi è un punto in cui le parole, pur propedeutiche, non soccorrono assolutamente più....:giagia:
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(Sutra di diamante)


Qui siamo agli estremi confini della mente e del pensiero..dal momento che concettualizziamo e non esperiamo..intuiamo..e diamo veste a questa intuizione....che ancora non è realizzata..non è posseduta con la carne ma solo in visione..
Il nostro cioè è un discorso filosofico..e come tale si appoggia sulla ragione..e la ragione si appoggia sulla Conoscenza....che va oltre il pensiero e la ragione stessa..
Questo per definire i limiti di certe considerazioni..e purgarle da qualsiasi spirito polemico che visto l'argomento è del tutto fuori luogo..
Per quanto possa sembrare strano..l'Essere..non è manifestato..ma è il fondamento immanifesto dell'Esistenza..se l'Essere è la lampada..l'Esistenza è la Luce che si diffonde ..ma la lampada..come il Sole è fuori dalla nostra stanza o mondo..
Ciò che esiste nell'Esistenza è transitorio..mortale..viene creato..illuminato..e poi torna nel buio della non esistenza..non ha più qualificazione..non è più distinto..
L'Essere è quindi eterno appunto perché non manifestato..il Principio del Saguna non appartiene al mondo..e appunto perchè non appartiene al mondo..una volta che lo si possiede..facciamo un salto...ci illuminiamo perchè ci identifichiamo con la Lampada..con l'Essere..col Saguna..con Dio..il Dio del roveto ardente....Io solo colui che è..
Iswara nella sua purezza creativa non ancora diventata creatura....Ma chi arriva a possedere l'Essere..possiede anche l'inqualificazione..l'indistinzione..il mistero..il Brahman Nirguna..perché l'Essere senza Esistenza..sfuggito al potere della Trimurti..viene riassorbito nel Principio..e la nostra logica non lo può seguire..ci ha accompagnato fin qui..ma deve lasciare il passo all'Esperienza..dove Essere e Oltre sono la stessa cosa eppur diversa..distinto eppure uguale..
Siamo nel luogo dove il nostro pensiero si arrende...ma prima..prima di questa resa..è necessario arrivare all'Essere..all'Atman..distillandolo dalle identificazioni che lo rendono esistente e quindi non eterno..e separare il sottile dallo spesso.. è quella filosofia basata sulla Conoscenza..che è sentiero per chi aspira a diventare ciò che è..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Ma infatti...nessuna polemica avrebbe senso mentre stiamo camminando letteralmente sulle uova per cercare un chiarimento esclusivamente mentale, e perciò fallace...
La distinzione tra Essere ed Esistere mi trova d'accordo...anche perchè ricordo il sistema metafisico kabbalistico, secondo il quale al di là dell'Essere in potenza (En Soph) c'è l'En....il puro nulla. E qui siamo oltre ogni confine dell'esprimibile e concepibile.
Il Brahman Nirguna come Essere inqualificato (Deus Absconditus, Immanifesto).....io avevo , nel mio post precedente, considerato l'Essere come qualifica, ma dandogli le connotazioni dell'"esistere", perchè 'Essere è già una connotazione ben precisa pur sprovvista di qualificazioni...
Questione di termini: non conviene perdersi in essi. Teniamo per fermo che ogni qualifica sta all'essere come il frutto sta all'albero...e che probabilmente quel tipo di albero non può esimersi dal fruttificare, beninteso per sua propria volontà non necessitata.
Dunque il Nirguna pur essendo nell'oscurità è gravido di potenza: è la lampada un attimo prima dell'accensione ( diciamo così).
Secondo il tuo esprimerti il Nirguna E', non esiste ancora, mentre sarà il Saguna ad esistere proiettandosi in infinite connotazioni.
Altre versioni sostengono che il Nirguna NON E' ancora: l'Essere esprimendosi solo al momento dell'"accensione della luce".
Non che per noi faccia qualche differenza....per carità....![]()
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(Sutra di diamante)


tornando ad Osho, quali discorsi consigliate? per capire bene il suo messaggio con quale testo si dovrebbe cominciare?
Ultima modifica di ferro da stiro; 10-11-09 alle 23:23
Secondo me dovresti leggere "La dottrina suprema" è un libro di forte impatto almeno per me... l' ho scoperto dopo una ventina di libri e mi ha lasciato un qualcosa che non riesco a descrivere.. Anche gli altri sono dei piccoli gioielli, "La grande sfida" è stato l' unico libro che sono riuscito ad accettare solo dopo varie riletture nel tempo..
Ho trovato interessante anche "La mia via, la via delle nuvole bianche" il primo che ho letto e mi ha fatto "capire" il personaggio..