dal quotidiano LIBERO di oggi
" La moglie di Arafat scomunica l’Anp
di CRISTIANO FAVAROTTA
PARIGI - « Mio marito èsta to avvelenato. All’interno dell’Olp c’èqual - cuno che lo vuole morto. Lui è ancora vivo, ma lo vorrebbero già seppellire » . Le parole pronunciate da Suha Arafat, moglie dell’anziano leader palestinese, suonano come una pesante accusa rivolta ai nuovi leader dell’Anp, proprio nel momento in cui sembra essersi aperta la lotta alla successione del raìs. Suha, che vive a Parigi da quattro anni, decide dunque di uscire allo scoperto, e lo fa alla vigilia di un giorno particolare: il primo ministro palestinese Abu Ala e il segretario generale di Al- Fatah Abu Mazen saranno oggi in visita nella capitale francese. La notizia è stata confermata ieri dal dirigente dell’Anp Mohammed Dahan: « Nessuna modifica ai piani, la delegazione è in partenza » . In giornata si era diffusa la voce di un annullamento del viaggio, deciso dal “ politburo” dell’Olp in seguito alle dichiarazioni di Suha. Insieme ad Abu Ala e Abu Mazen si recherà a Parigi anche il ministro degli esteri Nabil Shaath e il presidente del parlamento palestinese Rawhi Fatthusi. Le accuse di “ cospirazione” mosse dalla moglie di Yasser Arafat sono state ieri mattina all’ordine del giorno di una nuova riunione di governo, convocata d’urgenza dal premier Abu Ala, che si èdetto « pr ofondamente dispiaciuto per le parole della sorella Suha » , parole che hanno suscitato irritazione all’interno di tutto il panorama politico palestinese. Una prima replica alla “ first lady” è giunta ieri dal viceministro Sufian Abu Zaida: « Yasser Arafat non è proprietà privata di Suha. Il popolo palestinese non la conosce, è una donna che non vedeva suo marito da tre anni » . In effetti, la signora Arafat non gode di grande popolarità tra la gente dei Territori. In Cisgiordania e a Gaza, c’è infatti chi non le perdona la scelta fatta nel 2001, all’inizio della seconda Intifada, di trasferirsi al sicuro, in Francia, e di aver mostrato in questi anni più attenzione alla mondanità parigina che alla causa del suo popolo. Tayed Khaled, esponente del Fronte democratico per la liberazione della Palestina ( Fdlp), si è augurato che « Suha Arafat si tenga fuori da questioni politiche » , mentre anche dal movimento islamico Hamas giungono le prime dichiarazioni sulla vicenda. Per il portavoce Sami Abu Zahri « le parole di Suha riflettono le profonde divisioni all’interno dell’ Anp » . Zahri ha inoltre chiesto la creazione di un “ comando collettivo” durante la transizione, per evitare il “ caos” sulla scena palestinese. Abu Ala e l’Olp sono dunque avvertiti: tra i protagonisti del dopo- Arafat dovrà esserci anche il partito dello sceicco Yassin.
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Shalom




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