Leggo con molta sorpresa questa discussione.
In particolare mi ha sorpreso lo zelo di Zena nel voler attribuire una importanza spropositata ad alcune sottigliezze di differenze dialettali tanto da farne derivare addirittura linee di confine tra diverse nazioni.
Come dire, Zena si preoccupa delle pagliuzze (dialetti) e non della imponente trave rappresentata dalla comune origine latina delle lingue italiche che ne conforma profondamente la struttura più intima. Quasi che Zena avesse un vuoto di memoria riguardo il latino .
Lo stesso atteggiamento Zena dimostra di avere quando si lamenta di una leggerissima "contaminazione" del dialetto ligure da parte della lingua toscana. Dimenticandosi che la storia della Liguria è tutta costellata e caratterizzata da "contaminazioni" ben più invasive e radicali. Altro che toscanismi linguistici!
Che sia ben chiaro, trattasi di contaminazioni (comprese le "contaminazioni" arabe) che hanno notevolmente arricchito la cultura e la storia ligure. E che quindi sono da considerare molto positivamente.
A ilMagnifico vorrei dire che è normale definire il sud Italia col nome "terronia" nelle discussioni aventi ad oggetto i rapporti inter italici (nord/sud): infatti ormai è un appellativo che fa parte del nostro costume e del nostro folklore.
Ma quando invece prende in esame la Confederazione Europea allora io gli consiglierei di non usare il termine Terronia e ciò perchè proprio in quei luoghi (la magna grecia) la civiltà europea muoveva i primi passi.
Farebbe meglio ad usare il termine Magna Grecia con un certo deferente rispetto per la storia della nostra comune civiltà europea.
Ci tengo infine a dire che anche io (che sono del sud) sono favorevole alla divisione tra Magna Grecia e Padania. Che sono effettivamente due realtà diverse nonostante la comune lingua latina.
Infine vorrei rivolgere un particolare saluto a Celtic Pride.




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