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  1. #11
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    Predefinito Ma almeno si legga le agenzie

    Pongono la fiducia sul disegno di legge..... sul risparmio.
    Non si può votare a favore.
    Ps: in segno di collaborazione la maggioranza (attuale) da' prima la velina a Bruno Vespa (che al Parlamento) che chiama a collaborare il ministro La Loggia quando l'ospite da intervistare è Rutelli: qualcuno ha visto se la sera prima quando faceva l'ospite Berlusconi avevano invitato qualche esponente della minoranza (attuale) a collaborare?
    Sono buffoni che prendono per il sedere la gente.

    Tex Willer

  2. #12
    laico progressista
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    Le dimissioni di Fazio arrivano a tempo ampiamente scaduto. Il governatore si alza dallo scranno col sedere sporco di mastice, e con la reputazione sotto le scarpe. Il senatore Grillo ha staccato il telefono e si è scavato una tana nell'orto di casa sua, emulando Saddam Hussein.
    In questa vicenda indecorosa, le resposabilità sono in primis della maggioranza di governo e del premier Berlusconi, che ha malcelato i suoi sotterranei interessi nella costruzione di un nuovo gruppo di potere editoriale e finanziario a lui vicino. Ma risiedono anche in pezzi dell'opposizione, troppo tiepidi e ondivaghi nel giudizio sulle vicende Bpi e Antonveneta. Mi domando ad esempio se D'Alema, Bersani e Fassino in questo momento siano a posto con la coscienza, o piuttosto in preda ad attacchi di panico.

    Quanto alla riforma della Banca d'Italia e alla nuova legge sul risparmio, si possono dare giudizi di merito e di metodo. Sul merito ha ragione Rutelli quando dice che il mandato secco al governatore era preferibile ad un incarico rinnovabile (meglio 7 anni, che 6+6), poiché quest'ultimo costringe ad una condotta volta alla riconferma, più che all'imparzialità. Sarebbe poi stata opportuna una maggioranza parlamentare dei 2/3, per la nomina, e non solo il coinvolgimento del governo e del Presidente della Repubblica. Ed ha ragione Enrico Letta quando sottolinea il nodo irrisolto della proprietà della Banca d'Italia, a tutt'oggi delle stesse banche che dovrebbe controllare, e non più dello Stato.
    Il metodo, poi, è scandaloso: in un momento in cui la coesione parlamentare e la condivisione delle scelte si impone, per ribadire la supremazia della politica e favorire un coinvolgimento ampio su una riforma delicata e di primaria importanza, il governo sfodera il decreto legge per riproporre pene dimezzate sul falso in bilancio. Anche sotto elezioni, il Cavaliere non smette di sfoderare la sua misera arroganza. Leggi ad personam sempre e comunque. Appiccicate dove capita, infilate nel primo treno che passa, alla faccia di un'Italia spettatrice impotente (almeno fino al voto).
    Lo spettacolo a cui assistiamo è davvero uno schifo. Ed è solo il primo tempo. Dobbiamo aspettare la fine per riavere indietro i soldi del biglietto.

  3. #13
    colleziono trofei
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    "Calderoli non voleva fidi, ma contanti"

    Sms del ministro: quando avevate bisogno vi ho aiutato, ora mi mollate

    i verbali



    L´interrogatorio dell´uomo di Fiorani per i rapporti con i politici svela la rete di favori con i vertici della Lega

    LUCA FAZZO
    WALTER GALBIATI
    MILANO - Testo dell´sms: «Quando avevate bisogno di me io vi ho sempre aiutato e ora che vi ho chiesto un piccolo favore vi siete defilati. Mi ricorderò in futuro di voi». Destinatario: Donato Patrini, il manager che gestiva i rapporti con i politici per conto di Gianpiero Fiorani, rais della Banca Popolare di Lodi. Il nome del mittente è, negli atti depositati, coperto dagli omissis. Ma dietro quell´omissis c´è un ministro della Repubblica. A inviare l´inferocito messaggino è Roberto Calderoli, dirigente della Lega Nord, il deputato che ha raccolto la poltrona di ministro per le Riforme lasciata libera da Umberto Bossi. Nei giorni scorsi, quando il suo nome era comparso su Repubblica come beneficiario di un conto di favore alla Popolare di Lodi, Calderoli aveva reagito sdegnosamente: «si vuole colpire la Lega», «mi aspettavo attacchi politici perché sono un personaggio scomodo ma sono amareggiato per l´ondata di fango che mi gettano addosso», «agli occhi di qualcuno ho accumulato gravi colpe per avere condotto in porto la riforma della Costituzione». E via di questo passo.
    Ma ora comincia a cadere il velo degli omissis sui verbali dell´inchiesta Antonveneta, e il ruolo di Calderoli ne esce arricchito di nuovi dettagli. È il ruolo di un interlocutore stabile di Gianpiero Fiorani all´interno della Lega Nord e della maggioranza di governo, che in funzione di questo incarico chiede ed ottiene favori a ripetizione per sé e per la compagna, rifiutando finanziamenti e fidi e pretendendo soldi contanti: almeno fino a quando non viene soppiantato nei rapporti con Bpl da Giancarlo Giorgetti, dirigente emergente del Carroccio. Sullo sfondo del cambio di cavallo da parte di Fiorani, una delle operazioni più discusse dell´ultima fase della parabola del banchiere lodigiano: il salvataggio di Credieuronord, la banca leghista sull´orlo della bancarotta fraudolenta, rilevata da Bpi (anche se ieri i nuovi vertici della Popolare hanno congelato la onerosa acquisizione dell´istituto di credito creato da Umberto Bossi facendo slittare i termini per perfezionare la fusione).
    Ad officiare i primi contatti tra Calderoli e Fiorani è un altro membro del governo: Aldo Brancher, deputato di Forza Italia, che di Calderoli è il «vice» come sottosegretario alle Riforme, tessitore dei rapporti tra il partito di Berlusconi e la Lega: al punto che i suoi incontri con gli emissari di Fiorani avvengono non solo nella sede Fininvest di via Paloecapa, non solo negli uffici del ministero, ma anche nel quartier generale leghista di via Bellerio. L´occasione sono le elezioni del sindaco di Lodi avvenute ad aprile 2000.
    Racconta a verbale Donato Patrini, interrogato il 7 ottobre scorso dal procuratore aggiunto Francesco Greco e da un ufficiale della Guardia di finanza, veterano di Mani Pulite: «Ho conosciuto Calderoli nel 2000 su richiesta di Brancher, il quale mi aveva detto di contattare Calderoli perché aveva bisogno di un sostegno finanziario. Ne parlai con Fiorani il quale si mostrò d´accordo e mi invitò ad incontrare Calderoli e ad istruire una pratica di fido (...) andai da Calderoli per dirgli che era possibile affidarlo, tuttavia Brancher mi fece sapere successivamente che il Calderoli non voleva aprire dei rapporti affidati e io compresi che suggeriva di regolare la cosa in contanti. Andai di nuovo da Fiorani il quale mi disse che si poteva fare l´operazione e di andare da Spinelli per farmi consegnare la provvista in contanti. Mi ricordo che si parlò di circa 100/150 milioni di lire. Io feci passare del tempo perché la cosa non mi piaceva e non so se qualcuno vi abbia comunque provveduto. Ho avuto successivamente altri colloqui con Calderoli e non abbiamo mai parlato di questa storia. Tuttavia ha chiesto altri due favori: una casa a Lodi in affitto o acquisto (incaricai di trovare la casa al geometra Negri di Bpl Real Estate): un affidamento di 800 mila euro garantito da ipoteca a favore dell´azienda della sua nuova compagna che era in difficoltà con Unicredit. Mi rivolsi a Fiorani mandandogli una relazione scritta ma lui non volle portare avanti la cosa e Mondani, suo segretario, mi disse che i rapporti con la Lega ormai erano tenuti con Giorgetti divenuto intimo di Fiorani. Dopo un po´ di tempo mandai un messaggio via sms al Calderoli per chiedere come stava. Mi rispose con un messaggio piuttosto "incazzato" del seguente tenore: "Quando avevate bisogno di me io vi ho sempre aiutato e ora che vi ho chiesto un piccolo favore vi siete defilati. Mi ricorderò in futuro di voi". Aggiungo che mi risulta che il rapporto tra Fiorani e Calderoli ora è tornato ottimo».

    La Repubblica 21.12.2005

  4. #14
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    Predefinito Ho l'impressione

    che bisognerà pagare altri soldi altro che chiedere il rimborso del biglietto: ci sono in ballo un bel po' di soldi per riavere la proprietà della Banca d'Italia dalle banche privatizzate..........
    A occhio un'altra finanziaria.....

    Tex Willer

  5. #15
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione Originariamente Scritto da Texwiller
    Pongono la fiducia sul disegno di legge..... sul risparmio.
    Non si può votare a favore . . .
    Hai ragione.
    Sulle prime non me ne ero accorto, ma è stata decisamente una dichiarazione infelice.

  6. #16
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    Predefinito Per quanto riguarda il biglietto da pagare per riavere

    la proprietà di Banca d'Italia.....
    L'abi valuta le quote fra 10 e 23 miliardi di euro
    Goldman Sachs 3,3 miliardi di euro
    Commissione bilancio Senato 800 milioni di euro.

    Praticamente un biglietto che vale da 1.600 miliardi di vecchie lire a 46.000 miliardi di vecchie lire.

    Sarebbe una mossa intelligente da parte dell'MRE chiedere alla Banca d'Italia ed al Ministero del Tesoro quando mai sono stati pagati questi soldi allo Stato da parte delle banche ed eventualmente che cosa si pensa di fare per la tassazione di eventuali plusvalenze.

    Per evitare di farsi del male da soli.........dopo quello che hanno fatto alcune banche (almeno spero) ai loro correntisti ed azionisti.

    Tex Willer

  7. #17
    laico progressista
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    Sulla vicenda Unipol bisogna che tutta la sinistra aiuti i Ds ad uscire dal pantano. L'impressione è che i primi a non poter fare molto per uscirne siano gli stessi Ds, che sembrano sotto ricatto e vulnerabilissimi alle possibili dichiarazioni di Consorte e Sacchetti.
    Ma tutta l'opposizione deve rilanciare con forza le ben più gravi colpe della destra in tutta questa vicenda: le simpatie di Berlusconi per Fiorani, l'immobilismo sul caso Fazio, i coinvolgimenti della Lega con lo scandalo Crediteuronord e un ministro inquisito, le collusioni dei due senatori forzisti Grillo e Brancher, e di un parlamentare di An.
    Insomma, ce n'è per ributtare la merda dalla parte opposta. Non possono farlo i Ds. Lo faccia tutta l'alleanza, Prodi in testa, lo facciano con forza smascherando questo tentativo di depistaggio a senso unico.
    Non possiamo permetterci una campagna elettorale con il bue che dà del cornuto all'asino. L'italiano medio, che già ci ha capito poco di tutto 'sto casino, rischia di bersi tutto.

  8. #18
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Rita Levi Montalcini

    Controvento

    Il pensiero di un Nobel sulle grandi sfide del mondo

    ? COLLABORARE

    SIGNIFICA METTERE

    IN COMUNE ESPERIENZE,

    ENERGIE. IDEE.

    Le quattro «C» per un'economia etica

    «I SISTEMI ECONOMICI
    DEVONO ESSERE
    GIUDICATI DAL LORO
    IMPATTO SULLA
    DIGNITA’ UMANA»

    Cooperare, collaborare, contribuire, concorrere: sono quattro le «C» alla base delle forme cooperative che sono fondate sul contributo comune di un capitale o di un lavoro dei soci al fine di ottenere beni o servizi al prezzo inferiore di quello ordinario. Gli obiettivi dei movimento cooperativo sono lo sviluppo economico e la libertà di intraprendere disattivando il circolo vizioso dello povertà e innescando la creazione di un lavoro dignitoso per tutti. Da questi fattori essenziali per lo sviluppo economico di una società ne deriva un sistema sociale democratico e di conseguenza il mantenimento della pace con l'inserimento e la partecipazione attiva di ogni individuo, non solo nella propria area di appartenenza, ma anche nel contesto globale. In questi ultimi anni, l'azione dei capitalismo globale e delle nuove tecnologie dei l'informazione inducono gli individui a cambiamenti nel modo di vivere e di comportarsi a livello planetario. Gli individui sono alla continua ricerca di un sistema di valori atti a fornire un senso di identità e un modo diverso da quello attuale di costruire la modernità e allo stesso tempo di sperimentare forme di partecipazione attiva, come risposte a bisogni nuovi di fronte all'incertezza dei futuro. Il teologo e rabbino, Jonathan Sacks, sostiene che «i sistemi economici devono essere giudicati dal loro impatto sulla dignità umana».
    Anche per il filosofo nei più semplici principi morali risiede la "C" in veste di controllo, contributo, cooperazione, compassione e conservazione, pur mantenendo «un nuovo patto di solidarietà umana». All'inizio del terzo millennio, per la maggioranza degli esseri umani, la povertà e la fame persistono, i bisogni primari sono insoddisfatti, continuano le violazioni dei diritti e delle libertà più elementari, la degradazione e la svalutazione del capitale umano femminile persiste e incombono gravi minacce ambientali. Queste situazioni possono verificarsi non soltanto nei paesi poveri, ma anche nelle società ad alto sviluppo culturale e tecnologico. Tuttavia anche se le cooperative certamente non possono risolvere problemi che hanno caratteristiche specifiche, mediante l'incentivazione della rete di piccole e medie imprese, concorrono allo sviluppo economico esprimendo in modo efficace le esperienze proprie dei soci, delle loro energie e della cultura dei sistemi dei quali sono portatori.


    Da Newton oggi – n.1 gennaio 2006

  9. #19
    Quin igitur expergiscimini?
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    "Publicam miserorum causam pro mea consuetudine suscepi"
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena
    tutto 'sto casino
    In realtà una logica c'è, caro Arsena, e mi stupisce che in tutti questi interventi non sia emersa neppure di sfuggita. Adesso ti racconto io come stanno le cose.
    Dietro tutto 'sto casino c'è una ferocissima guerra di lobbies: una, quella legata al Vaticano, ha perso; l' altra, legata agli anglo-americani e agli olandesi che si apprestano a saccheggiare i nostri risparmi e ad imporre la legge del debito e dell' usura, capitanata da Mario Draghi, ha vinto.
    Mario Draghi, nuovo capo di Bankitalia, è il sodale di Soros e degli affaristi e di una certa sinistra riformista lib-lab promotrice del grande Partito Democratico all' amerikana capeggiato da Rutelli e Veltroni. L' attacco a D' Alema, a Fassino e a tutta la sinistra DS rientra in questo piano.
    Le banche italiane fanno gola perchè sono ancora oggi dei forzieri traboccanti di depositi e di risparmi delle famiglie italiane, famose in tutto il mondo per essere bravissime e attente risparmiatrici. All' alta finanza internazionale, dopo aver scippato il patrimonio pubblico italiano, non rimane che depredare il nostro risparmio. Tu sai, vero, che negli USA e in Gran Bretagna la gente non ha risparmi, ha solo debiti. Fin dai 16 anni, il ragazzo americano o inglese riceve dalla banca la prima carta di credito, sulla quale apre subito uno scoperto da 6 mila dollari o sterline. Pagherà, con gli interessi, tutta la vita per colmare questo buco iniziale. Per le banche è questa la situazione ideale.
    Una volta scippati dei beni necessari, i cittadini dovrano consumare beni non necessari, ma fondamentali per continuare a produrre. Ora, gli istituti americani hanno bisogno urgente di denaro per far andare avanti il sistema, per questo vogliono mettere le mani sui risparmi italiani, i nostri risparmi. Non possono tollerare che ce ne siano tanti. Magari usano sicari del potere finanziario d' oltre oceano, ossia gli olandesi, ma è laggiù che bisogna guardare.
    Quindi siamo solo all' inizio. Una marea di soldi e di banche saranno sotto la minaccia dei nuovi sciacalli: non sarà solo l' olandese ABN Hambro che si papperà l' Antonveneta, si papperanno anche Capitalia e Banca Intesa, domani Mediobanca e infine le Generali, forziere dei cattolici sconfitti.
    Come sempre utilizzeranno politici e giornali.
    Oggi a finire sotto schiaffo siamo tutti noi cittadini italiani, sempre più sudditi del potere usurario delle banche anglo-olandesi-americane.
    Oggi consumiamo per permettere agli stranieri di produrre, stiamo diventando il tubo di scarico del turbocapitalismo, noi che con Mazzini, Garibaldi eravamo stati una Nazione, oggi siamo diventati terra di conquista e di depredazione.
    Prima siamo stati occupati dai carriarmati anglo-americani, li abbiamo giustamente ringraziati per aver cacciato una feroce dittatura (quella di Mussolini di cui secondo Alberich io sarei discepolo, ma va' là!), però dopo sessant' anni non se ne sono ancora andati; poi siamo stati depredati dei nostri beni statali, oggi veniamo scippati dei nostri risparmi, da ultimo ci schiacceranno, ci metteranno in minoranza.
    Ma per fortuna la storia non segue quasi mai un percorso a linea retta. Qualcosa c'è in giro per il mondo. C'è Putin, c'è Chavez, ci sono ancora uomini e popoli che non sono stati schiacciati dai missili e dall' economia atlantica e continuano a resistere.
    Allarme islamico? Mi sembra che siano altre due le religioni monoteiste a mettere in mutande l' Italia: cattolicesimo e protestantesimo.
    Lucio Sergio Catilina

  10. #20
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    Ovviamente non una parola sul fatto che le banche italiane sono le più care al mondo, solo qualche apprezzamento per Putin.
    Oltretutto la tua ricostruzione è abbastanza buffa. Se le banche italiane sono dei forzieri traboccanti d'oro, perchè non vanno loro a comprarsi abn amro, invece di essere comprate?
    Ovviamente, i dati di catilina sul risparmio sono sostanzialmente sbagliati: in Italia si risparmia parecchio, ma anche altrove si risparmia tanto. Basta vedere Germania, Francia, Olanda, Svizzera, Norvegia, Svezia, Irlanda, Austria, e via dicendo

 

 
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