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  1. #471
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    Passione sotto l'Ulivo
    E il centrosinistra raggiunse nella notte una fragile tregua

    Può anche darsi che il centrosinistra si aspettasse un risultato negativo in queste amministrative, come ha detto il presidente del Consiglio a caldo, ma evidentemente, una volta visto questo risultato, la maggioranza non era preparata a confrontarsi con esso. Lo si è capito dalle reazioni di queste ore e delle tensioni che si sono manifestate fra gli alleati al governo. In particolare sembrano nuovamente sull'orlo del precipizio i rapporti fra il premier e Rutelli, che sembra fra tutti colui che meno abbia gradito l'intervista di Prodi a "Repubblica", nella quale si diceva: "o fate così o me ne vado".



    Rutelli, infatti, sono mesi che paventa una crisi di consensi nel paese, e per tentare di ovviarvi ha messo all'ordine del giorno del governo un insieme di iniziative, come il taglio dell'Ici. Non è stato ascoltato, e ora non può non chiedersi se alla base dell'insuccesso elettorale non vi sia tanta supponenza nei confronti delle proposte della Margherita.

    Il problema è però che ogni componente della coalizione di maggioranza avrebbe ragione di lamentarsi di qualcosa che ha suggerito e proposto, e pure non è stata fatta, ed il bilancio che può offrire il governo è davvero scarso. Prodi ha scelto di difendersi chiedendo di dare un giudizio complessivo sui cinque anni di lavoro promessi dall'esecutivo ma, ahilui, gli italiani la pensano come Fassino, e cioè che il governo si deve valutare di anno in anno. E appunto, in base al giudizio appena dato dall'elettorato, appare altamente improbabile per il governo Prodi compiere un secondo anno di vita. Perché il voto delle amministrative ha avuto la valenza istituzionale che gli compete, come è ovvio, ma ha anche dato un segnale politico chiaro: l'elettorato del centrosinistra è scontento, non tanto da votare magari per l'opposizione - in alcuni casi è avvenuto - ma certamente fino al punto di non andare a votare. Il fenomeno con il quale si devono confrontare nella maggioranza è infatti piuttosto insolito, quale quello dell'astensionismo di sinistra.

    E visto che le ricette per contrastarlo sono diverse a seconda degli interlocutori, è plausibile che una soluzione non si trovi, anzi, il problema appare destinato a complicarsi. Soprattutto dopo una riunione piuttosto tormentata che si è tenuta fra i maggiorenti del futuro partito democratico, cui è seguito un controvertice della sinistra radicale più il ministro Mussi, con proposte affatto diverse.

    In questa situazione governo e premier continuano a logorarsi, mentre l'opposizione e Berlusconi trovano nuovo vigore e si rafforzano. Il leader di Forza Italia è già passato all'iniziativa con una proposta che è forse la sola in grado di offrire una possibilità di qualche durata alla legislatura, quale quella del governo istituzionale. Le larghe intese, infatti, sarebbero state possibili all'indomani di un voto politico nazionale che aveva dimostrato come l'elettorato fosse diviso in maniera equivalente fra i due blocchi. Aver voluto ignorare questa condizione così delicata del paese, per insistere su un modello bipolare impraticabile, è la vera ragione della crisi del centrosinistra.

    Certo, Churchill ricordava che in democrazia basta avere un voto in più per governare. Ma prima di tutto Prodi non è Churchill e la sua coalizione - con dentro esponenti come Diliberto e Pecoraro Scanio - è sicuro che non assomigli al Tory britannico!

    Per questo crediamo che la proposta di un governo istituzionale dovrebbe essere raccolta al volo. Essa darebbe un'impronta di coerenza al nascente partito democratico, troverebbe un consenso più ampio nel paese e servirebbe anche ad uscire da questo scontro fra fazioni armate una contro l'altra. La sinistra era certa che con questo scontro potesse facilmente abbattere l'avversario, oggi è chiaro il contrario.

    Non sapremmo dire se nella coalizione di governo ci si renda conto che insistere su questo schema bipolare significherà soltanto una sconfitta ancora più netta in elezioni anticipate, che comunque non saranno evitate. Perché una maggioranza così raffazzonata, priva di un'idea guida, di un leader carismatico, di un'intesa di fondo vera fra le sue componenti, è un miracolo che abbia vinto di misura le elezioni, ma non può tenersi in piedi ancora a lungo. Se nell'Unione non lo capiscono, dalla caduta che si avvicina sarà difficile rialzarsi. Noi non vorremmo che le conseguenze di questo tonfo le pagasse il paese.

    Roma, 31 maggio 2007

    tratto da http://www.pri.it

  2. #472
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  3. #473
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    DRAGHI: LA MALFA, CONFERMA CHE CI VUOLE SVOLTA URGENTE

    Roma, ANSA, 31/5/2007 - 'Il Governatore della Banca d'Italia ha limpidamente esposto i problemi italiani e dalla sua relazione emerge che sono in cammino il sistema delle imprese e finanziario e che il nodo e' costituito dal sistema pubblico, dalle tasse alte, dalla previdenza insostenibile e dalla scuola pubblica che non funziona. E' l'ulteriore conferma che necessita una svolta politica urgente ed indispensabile'. E' il commento del repubblicano Giorgio La Malfa alla relazione del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.

    tratto da http://www.giorgiolamalfa.it/

  4. #474
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    Il Governo ha dimissionato Speciale, generale della Guardia di Finanza, quello che si era rifiutato di aderire alla richiesta di allontanare 4 alti ufficiali della Finanza che indagavano sulla vicenda Unipol-Bnl ...
    Le ingerenze le hanno fatte pagare al Gen. Speciale ... robe da Repubblica sudamericana ! ...

  5. #475
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    Delle due l'una .... o e' colpevole il Ministro e allora deve andarsene a coltivare l'orto ... o e' colpevole Speciale e allora non lo si manda a "controllare" i conti pubblici ... ma per decidere se la colpa e' del bajon dovrebbe intervenire qualcuno della Magistratura ...
    Oggi piu' che il 2 giugno (sto' vedendo la parata) ... mi sembra il 2 novembre ... per una Repubblica morente ... per colpa dell'arroganza delle truppe cammellate di centro-sinistra e dell'ignavia di tanti ...

  6. #476
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    ...

  7. #477
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    Riceviamo da pri.sanpancrazio@libero.it

    E' lo spoil system del governo: chi è contro sarà punito

    di Giorgio La Malfa

    Caro Direttore,
    io ho opinioni e convinzioni in materia di politica economica assai lontane se non opposte a quelle del viceministro Visco.
    Ma convengo con il ministro Padoa-Schioppa che egli sia personalmente un galantuomo.
    Il problema di cui si è trattato in questi giorni, però, non è questo. Non è in questione la personale onestà del viceministro. È in questione la legittimità e in ogni caso l'opportunità del tentativo di esercitare un'influenza sulle decisioni interne della Guardia di Finanza. Su questo punto la decisione di ieri del Consiglio dei Ministri di imporgli la rinuncia alle deleghe, per quanto presentata con il massimo dell'ipocrisia, non consente dubbi.
    Essa significa puramente e semplicemente che il governo ha riconosciuto che la posizione di Visco si era fatta insostenibile. Se non fosse stato così, non vi sarebbe stata ragione di togliergli le deleghe.
    A quanto pare il ministro della Difesa Parisi aveva suggerito che il viceministro si autosospendesse immediatamente all'indomani della pubblicazione dei verbali dell'interrogatorio del comandante della Guardia di Finanza e chiedesse al governo di compiere una propria indagine amministrativa. Se questa strada non è stata seguita, ciò è probabilmente dovuto al fatto che le carte conosciute parlavano già con sufficiente chiarezza e conducevano alla conclusione alla quale si è giunti ieri, seppure con colpevole ritardo. Il ministro Di Pietro si è mosso in questa circostanza con linearità.
    La questione si sarebbe potuta chiudere qui se non fosse intervenuta la decisione, che considero di una gravità inaudita, di rimuovere il comandante della Guardia di Finanza.
    Questa decisione apre un nuovo fronte su cui le opposizioni hanno il dovere di dare battaglia frontale.
    Nel momento nel quale il governo sospende le deleghe a Visco, questo vuol dire che Speciale aveva avuto ragione nell'opporsi alle richieste del governo. La decisione di cacciarlo via appare di fatto come una rappresaglia contro un alto ufficiale che aveva resistito a una richiesta impropria del governo.
    Non è, come è stato accennato, un "semplice" contentino offerto in cambio della decisione del governo. E' la rivelazione della mentalità politica preoccupante - una specie di convinzione che il potere politico abbia il diritto di andare oltre la legge. Non ci sono giustificazioni per un provvedimento di questa gravità. E, cosa ancora più grave, il messaggio che il governo invia alla dirigenza pubblica è devastante. Esso dice che i pubblici funzionari che si oppongono alle pretese dei rappresentanti del potere politico, saranno comunque puniti, anche se per ipotesi il governo fosse costretto, come in questo caso, a dar loro ragione.
    Con questa decisione chi entra in causa non è più tanto il viceministro, che è stato allontanato dalle sue deleghe, bensì il governo che ha assunto una decisione discriminatoria e prevaricatrice.
    La verità è che il potere politico si mostra insofferente di qualunque limite: con i provvedimenti sullo spoil system ha indebolito fortemente l'autonomia della Pubblica Amministrazione che pure è un valore costituzionale. Non potendo applicare lo spoil system alle Forze Armate, si ricorre, come in questo caso, alla minaccia prima e alla punizione poi.

    Se vi fosse coscienza di questo problema all'interno della coalizione di centrosinistra, vi sarebbe una materia sufficiente per una crisi di governo.

    È legittimo dubitare però che tale coscienza vi sia.

    Giorgio La Malfa su Libero del 03.06.07
    http://www.libero-news.it/libero/index.jsp
    L'articolo si puo' leggere anche su ...
    http://www.prisanpancrazio.splinder.com/

  8. #478
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    La gaffe di Visco è la riprova dell’incoerenza e della fragilità dell’Esecutivo

    di Guido Camera

    Ci risiamo. Dopo che, nel corso della campagna elettorale precedente alle elezioni politiche dello scorso anno che hanno proclamato (per usare un eufemismo) la vittoria di Prodi & C., l’Unione ha cavalcato la questione morale rivendicando un primato etico e civile esclusivo, un altro (illustre!) esponente di Governo dimostra la scarsa sensibilità istituzionale che ha sinora caratterizzato l’agire dell’Esecutivo.
    Il Vice-ministro Visco, (co)artefice della recente (sanguinosa) finanziaria, fustigatore dei costumi fiscali degli italiani, non ha esitato a caldeggiare una “proposta di avvicendamento” dei vertici della Guardia di Finanza che indagavano sul caso UNIPOL, dove emersero intercettazioni telefoniche scottanti tra il leader DS Fassino ed il presidente di UNIPOL Consorte, come ora emerge dal carteggio tra Visco ed il comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale pubblicato dal Corriere della Sera.

    Del resto, forse per il mestiere esercitato, chi scrive è convinto che rivendicare, per di più con arrogante autoreferenzialità, primati morali nel rispetto delle regole sia poco gratificante, se non pericoloso e, spesso, controproducente; per usare una metafora di stampo forense, è come controesaminare un testimone assai ostile completamente “al buio” e senza nemmeno immaginare cosa potrà rispondere.

    Ebbene, il Governo Prodi, grazie all’integerrimo (fiscalmente parlando!) Vice-ministro dell’Economia, incassa l’ennesima debacle, un vero pugno nello stomaco agli occhi dell’opinione pubblica, cui si aggiunge la mozione che verrà presentata al Senato dall’Italia dei Valori (il cui leader è sempre infaticabile nel rivendicare il primato “inquisitorio”…) che mira a spogliare Visco dalle deleghe sulla Guardia di Finanza.

    Il quadro della coesione (e della coerenza) dell’Esecutivo si completa, prima che la “palla” passi al Senato dove si preannuncia battaglia, con lo scoop di Striscia la notizia, che ha mandato in onda un filmato che ha fatto litigare Mastella con Visco, in quanto il viceministro delle Finanze, appellando il Guardasigilli “crumiro”, gli attribuisce la colpa (o il merito?) di avere “fregato un sacco di soldi” (a chi, non è dato saperlo…).

    Ebbene, non pare particolarmente interessante aggiungere qualche commento ai fatti, di per sé desolanti ed ennesima conferma che la tanto sbandierata unità dell’Esecutivo è una mera facciata dietro alla quale emergono evidenti ed inconciliabili divergenze, facilmente immaginabili all’interno di un Governo espressione di una coalizione dove sono costretti a convivere sedicenti liberali, (post)comunisti, neocomunisti, socialisti, radicali, cattolici, laici…

    Del resto, tale circostanza è confermata dai dati, recentemente pubblicati dalla stampa, che hanno evidenziato le maggiori difficoltà dell’attività parlamentare (in termini di produttività) di questa legislatura rispetto alla precedente; a questo si aggiungono le schermaglie sempre crescenti sulla scelta del leader del costituendo partito democratico, cui fanno riferimento (quasi) tutti i leader di Governo.

    Questo contesto, tuttavia, non deve essere oggetto esclusivamente di (meritata) critica, ma anche di riflessione, soprattutto per le nuove generazioni che si affacciano alla politica; senza il vigoroso sostegno da parte di solidi principi di pensiero, cui rimanere fedeli a costo di scelte difficili (anche in termini di consenso elettorale), è inutile nascondersi dietro “escamotages” che sanno solo di opportunismo elettorale (vedi il referendum sulla legge elettorale oppure il costituendo partito democratico), altrimenti è la mortificazione della propria ragion d’essere, politica e civile.

    tratto dal sito nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana http://www.fgr-italia.it/

  9. #479
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    Uno dei tanti colpi di mano del Governo Prodi: monito per i giovani

    di Giulio Denaro

    La situazione dell’Italia di oggi non è assolutamente positiva, basta dare un veloce sguardo agli articoli presenti nelle maggiori testate giornalistiche nazionali ed internazionali per avere un quadro generale della situazione, ormai sconcertante e quanto meno drammatica del nostro Paese.
    Se si analizza la situazione del Governo, si riscontrano problemi interni ed esterni alla maggioranza non superabili e quanto mai irrisolvibili, in quanto la coalizione di centro sinistra risulta essere per nulla coesa. Inoltre, oltre alla scarsità di coesione si aggiunge sempre di più l’arroganza del “perdente” o meglio di chi a tutt’oggi, non avendo più la possibilità e la forza di governare, dovrebbe dimettersi non per una scelta personale ma per rispetto degli elettori che hanno votato questo Governo, e che ormai risulta una vergogna per l’Italia tutta.

    L’ultimo plateale e veramente vergognoso esempio di come questo Governo ha dimostrato la bassezza e la sua arroganza è dato dalla destituzione del Comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il ministro dell’Economia On. Padoa Schioppa ha affermato “si era determinata una situazione nella quale il rapporto tra potere politico e il corpo militare era non più sostenibile” ed è per questo, allora, se il potere politico resta al suo posto perché “intoccabile” allora tocca al corpo militare farsi da parte.
    In una intervista, il Comandante Roberto Speciale ha ribadito “voglio vedere il decreto del consiglio dei Ministri, da quello che ho capito mi cacciano con effetto immediato. Ma io ho chiesto di rimanere almeno fino al 21 giugno, giorno in cui si celebra la festa della finanza. Io avrei una parola per definire quello che mi hanno fatto, ma non la posso dire. Allora mi limito a dire che il provvedimento è immotivato. Non c’è una ragione. E’ un atto irrazionale, forse preso sull’onda dell’emozione. Io ho fatto tutto il mio dovere e mi sbattono fuori”. Ancora sostiene “mi ha chiamato il ministro On. Padoa Schioppa che mi ha detto: siamo arrivati a un punto in cui bisogna prendere una decisione, allora la cosa migliore sarebbe che lei presentasse una lettera di dimissioni e noi in cambio avremo un occhio di riguardo, le troveremo una buona sistemazione”.
    Tutto ciò è inammissibile, è una vergogna una “porcata” come ha detto qualche esponente di opposizione. Una porcata che è stata fatta prima di una festa nazionale, quella del 2 giugno, a cui ha partecipato, tra tanti, anche il comandante Roberto Speciale fiero e senza nascondere alcunché a dispetto dei malumori e imbarazzi di alcuni esponenti del Centro sinistra e di Prodi.
    Crediamo che se è vero quello che ha detto il comandante Speciale in merito all’indagine di cui si stava occupando, riteniamo che l’on. Visco, rimanendo al suo posto, farà la stessa cosa con il prossimo comandante. La coalizione di centro sinistra si è presentata agli elettori basando la propria campagna elettorale sulla moralità e la serietà che di fatto dimostra ogni giorno di più di non avere affatto.
    Ritengo che, come auspicato e ritenuto da molti, la preoccupazione principale del Governo sino ad ora sia stata quella di riorganizzare ad hoc la sistemazione delle “poltrone amiche”. Questa opera di ristrutturazione interna denominata “spoil system”, è un modo alquanto semplice di nominare e piazzare sulle poltrone che contano gli “amici e le persone di alta fiducia”. Una vittima di tale sistema è proprio il Comandante Speciale, ma nel tempo si sono potute notare altre sostituzioni, come quelle nei consigli di Amministrazione delle Ferrovie, di Alitalia, della Cassa Depositi e Prestiti, Agenzia delle Entrate con in nuovo presidente Massimo Romano, fedele al Ministro Visco, e in ultimo grazie all’intervento ispiratore dell’On. Francesco Rutelli sono mutati i direttivi in Cinecittà Holding, Filmitalia, Istituto Luce. Anche se non sempre le cose vanno per il verso giusto, come il caso dell’intenzione del Ministro On. Padoa Schioppa nella sostituzione del proprio rappresentante nel Consiglio direttivo Rai, purtroppo non andato a buon fine, in quanto anche se il Ministro aveva sfiduciato il consigliere Rai Angelo Petroni, lo stesso ha fatto ricorso al Tar e lo ha vinto indi per cui è rimasto al suo posto.
    C’è da chiedersi quando il Premier Romano Prodi accetterà la realtà, ossia quando arriverà a comprendere che non è possibile governare in queste situazioni sia di crisi della maggioranza sia di banalità in fatti e atti politici commesse da esponenti del centro sinistra.
    Forse l’unica possibile soluzione è una manifestazione di piazza, come prospettato da molti, ma anche in quel caso il Governo sarebbe cieco, in quanto per i suoi esponenti, tutto andrebbe bene così. In ultimo in molti si chiedono e si domandano quale sia la ragione intrinsecamente nascosta che spinge gli esponenti politici del centro sinistra a rimanere al governo? La risposta più banale e forse anche lapalissiana sembrerebbe quella del temporeggiare sino alla fine, in modo tale da “arrivare al raggiungimento del tempo necessario per la pensione”, ma si spera quanto meno di no, si spera che qualcosa cambi, che gli esponenti del mondo politico comprendano che hanno assunto un incarico non solo e soltanto per loro stessi ma soprattutto per il soddisfacimento degli interessi degli elettori e del Paese.
    Dalla concezione di questa politica orami malata, nasce il malcontento e l’assenteismo al voto di maggior parte del popolo Italiano, che ormai sembra rassegnato all’idea che il processo politico, o meglio della macchina politica, sia ormai irreversibile. Credo che per risollevare le sorti del Paese, ma soprattutto per smantellare finalmente e definitivamente la mentalità della non meritocrazia e del favoritismo sia in politica che nel mondo lavorativo, la soluzione risieda nel fatto dell’inserimento persone diverse per mentalità e cultura; solo tramite l’introduzione di nuove forze e leve, principalmente costituite da giovani si potrebbe pensare di, almeno in parte, risolvere il problema. Solo in Italia nel mondo politico e lavorativo vediamo che l’età media è di oltre 40 anni, ma come pensiamo di andare avanti in queste condizioni? Che cosa vogliamo noi giovani da questa Italia? La vogliamo cambiare oppure vogliamo essere e continuare ad essere delle pecore che seguono il gregge? Abbiamo la volontà di cambiare?
    Le precedenti domande sono solo alcune che ognuno di noi dovrebbe porsi, che ognuno di noi dovrebbe discutere insieme, credendo nella possibilità del cambiamento futuro, che ognuno di noi dovrebbe far valere nella società di oggi e di domani, che ognuno di noi dovrebbe comprendere che da soli non si è nessuno e che solo mediante l’unione si può veramente cercare di far cambiare l’attuale classe politica.

    Che cosa si può dire infine, personalmente non mi vergogno e sono fiero di essere Italiano, sono orgoglioso dell’Italia, sono orgoglioso di poter dire che alla festa del 2 giugno io c’ero non perché dovevo esserci ma perché volevo esserci.

    Giulio Denaro - FGR - ROMA

    tratto dal sito nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana http://www.fgr-italia.it/

  10. #480

 

 
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