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  1. #701
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    Grazie Nuvolarossa,

    devo dire comunque che, nonostante il sito del Partito sia accattivante nella grafica e razionale nell'impostazione dei contenuti, c'è ancora qualche piccolo lavoretto da fare.
    L'intervento più importante andrebbe effettuato per rendere il sito accessibile ai non normodotati inserendo l'albero di navigazione e facendo qualche piccola modifica alla disposizione dei link. Qualche piccola accortezza consentirebbe una maggiore fruibilità del sito: io che mi sono occupato per qualche anno di siti web per la pubblica amministrazione non avrei mai immaginato di trovare un link in Nota Politica che appare disposto come una titolazione di sezione. Altro piccolo appunto sull'header cliccabile solo in alcune parti (La Malfa e Spadolini ma non Bandiera italiana e Stella...).
    Queste ultime sono sciocchezze ma l'accessibilità di un sito è importante perchè senza di essa si tengono fuori dalla propria informazione tutte le persone diversamente abili (...e questo non solo non è giusto ma non ce lo possiamo neppure permettere).

    Saluti.

  2. #702
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    Citazione Originariamente Scritto da Zaleuco Visualizza Messaggio
    ... devo dire comunque che, nonostante il sito del Partito sia accattivante nella grafica e razionale nell'impostazione dei contenuti, c'è ancora qualche piccolo lavoretto da fare ...
    Quello precedente era a questo link ... http://www.pri.it/html/Home%20pri.html l'attuale invece e' a questo link ... http://www.pri.it/new/ ... sostanzialmente tra i due siti non e' che ci sia grande differenza ... nel precedente la grafica era scarsa ma maggiore era l'accessibilita' a tutti i vari argomenti ... nell'attuale la grafica e' stata migliorata a scapito pero' di una piu' rapida consultazione della parte scritta.
    La nota politica del giorno, ad esempio, nei giorni successivi, si perde non si sa dove ... perche' viene sostituita da una "nota" aggiornata ... che non lascia pero' traccia delle "note" precedenti.
    E' ovvio che rimane comunque tutta la stima e il ringraziamento a chi si dedica al sito ... nella comprensione di quelle che possono essere tutte le difficolta' di vario tipo che si trova davanti.

  3. #703
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    Mezzogiorno, Nucara: Il governo deve dimostrare buona volontà

    Giovedì 09 Ottobre 2008 16:18 - Questo l’intervento integrale di mercoledì 8 ottobre dell’On. Francesco Nucara presso la Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera dei deputati: “Calabria e Sicilia hanno dato un contributo determinante alla riduzione di spesa del Ministero delle infrastrutture. E poco importa se, attraverso una necessaria triangolazione, quelle risorse sono andate a coprire l’abolizione dell’ICI. Sta di fatto che le risorse sottratte al Mezzogiorno ammontano a 2.414,5 milioni di euro per il 2009. Mentre i tagli complessivi – escludendo quelli relativi alla tabella del Ministero dell’economia - a 2.098,1 milioni di euro. Ne consegue che il Mezzogiorno non solo ha finanziato il budget del Ministero, ma ha contribuito alla manovra complessiva per l’ammontare residuo.
    Si tratta ora di accelerare le procedure per l’avvio sul Ponte sullo Stretto, che non può rimanere tuttavia una cattedrale nel deserto. E’ necessario che la sua realizzazione comporti una riqualificazione urbanistica e sociale delle zone che saranno interessate ai lavori. Per ottenere questi risultati occorre un coordinamento puntuale delle diverse iniziative. Sarebbe pertanto opportuno giungere alla costituzione di una specifica Agenzia che realizzi le necessarie sinergie tra tutti i soggetti interessati e diventi l’interlocutore unico della Società per lo Stretto. Non ho idee preconcette nei confronti del Ponte, né positive né negative. Tuttavia voglio ricordare che, di fonte a tale opera, a Messina 3336 famiglie vivono ancora nelle baracche costruite nel 1908 dopo il terremoto. Oltre al problema sociale, esiste anche un problema ambientale. Infatti, oltre a fogne a cielo aperto, crisi idrica, rifiuti lasciati per strada c’è da sottolineare che molte baracche hanno i tetti di amianto. E il Comune di Messina pretende addirittura il pagamento dell’ICI.
    Il Governo deve dimostrare verso il Mezzogiorno la stessa buona volontà che dimostra per gli altri territori. Non posso non sottolineare come a Venezia siano state garantire risorse per 132,3 milioni; a Milano, per l’Expo, 30; e a Roma ben 167,7. A cui fanno da controcanto le limitate risorse per il Belice: pari solo a 38,6 milioni. Uno sforzo maggiore dovrà essere fatto per dare esecuzione al PIN (Programma delle infrastrutture strategiche). Il fabbisogno complessivo ammonta infatti a 81 miliardi di euro, di cui 69,4 dovranno essere reperiti nel triennio 2009 – 2011. Ultima annotazione, infine: è l’ANAS che paga un prezzo enorme per il risanamento, con tagli che arrivano a 1.205,1 milioni di euro".

    tratto da http://www.strill.it/index.php?optio...ggio&Itemid=86

  4. #704
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    Iniziativa Merkel-Sarkozy
    Sforare il deficit per rilanciare gli investimenti

    Il primo effetto politico della crisi economica sembra essere la fine del New Labour. Gordon Brown si prepara ad aumentare le tasse sui ricchi e al contempo anche il debito pubblico. Addio agli anni del governo Blair. Obama (che ha problemi molto più gravi da affrontare di quelli che pure minano l'economia britannica) ha annunciato un piano di investimenti corposi, senza contare quelli che già il Tesoro americano ha predisposto per la crisi delle banche. Ma ha rinviato la sospensione delle misure adottate da Bush a favore dei redditi più elevati. Un democratico statunitense si è così subito ben distinto da un socialista britannico.

    I popolari europei, per quanto diversi possano essere - come la Merkel e Sarkozy - invece si intendono a tal punto da aver proposto la medesima soluzione congiunta: allentare i parametri di Maastricht. Vale a dire, sforare il debito per tornare a crescere. Una soluzione di tipo keynesianiano, come se il Vecchio Continente seguisse a ruota il new deal di Obama. Ma ampliare il debito non è cosa da tutti. Germania e Francia possono anche permetterselo, ma per l'Italia, ad esempio, è un altro paio di maniche. Lo sa bene il ministro Tremonti, che ama ricordare che il nostro paese "ha il terzo debito pubblico del mondo, senza esserne la terza economia". Per l'esattezza il nostro debito pubblico è settimo, ma la nostra economia è ancora più in basso. E se l'ultimo rapporto dell'Ocse avesse ragione, è destinata a restare in sofferenza ancora a lungo.

    Ha fatto bene il ministro Tremonti a tenere i piedi per terra dichiarando, prima ancora dell'iniziativa Merkel - Sarkozy, che l'Italia non chiede un allentamento dei parametri. Se invece lo chiedono, prima dell'Italia, Francia e Germania, è un'altra questione. Perché se l'Italia, a fronte del suo debito, denunciasse l'incapacità di rispettare i vincoli europei, ecco che indebolirebbe il suo prestigio e sarebbe oggetto di speculazione; se invece si attesta a baluardo del rigore, ha tutto da guadagnare. E, tenendo ferma la spesa corrente, si potrebbe valutare uno sforamento della spesa per gli investimenti.

    Non sappiamo ancora esattamente sotto quale titolo verranno considerati i miliardi che il governo intende disporre per il suo piano di investimenti infrastrutturali: ma comunque quella è la strada giusta da imboccare. Anche perché in Italia le infrastrutture mancano o sono arretrate. E' vero che un percorso del genere, come notano alcuni, non avrà immediate ripercussioni positive, ma intanto dovrebbe arginare i rischi di disoccupazione, nuovamente elevati, garantendo un miglioramento nel prossimo futuro rispetto a provvedimenti una tantum di nessuna proiezione.

    E' una partita difficile e si possono commettere sbagli. Uno fra tutti: il blocco delle tariffe energetiche potrebbe rivelarsi errato di fronte ad un prezzo del petrolio che sembra destinato a scendere. Resta il fatto che occorrerà indovinare almeno qualche mossa. E sia infine concessa una malinconica amarezza ad un giornale che invocava, ai tempi dei primi governi del centrosinistra, di non ritardare provvedimenti che potevano essere presi nelle condizioni di allora, certo migliori. Essere costretti a prenderli nelle condizioni drammatiche di oggi è molto peggio.

    Roma, 26 novembre 2008

    tratto da http://www.pri.it/new/

  5. #705
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    Piano per le famiglie: un’altra risposta del Governo alla crisi

    Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

    Famiglie numerose soprattutto

    Sono le famiglie numerose e a basso reddito quelle che avvertono con maggiore disagio il peso della congiuntura sfavorevole. Per sostenerle ci sarà un primo intervento, uno sconto sensibile sulle bollette di luce e gas. La bozza del provvedimento è stata già preparata e può contare su una copertura di 800 milioni di euro. Il ”bonus gas” sarà operativo entro due mesi. Il “bonus elettricità”, già introdotto quest’anno, sarà esteso al 2009 e consentirà di tagliare, con effetto retroattivo, le bollette dal gennaio 2008 in poi. Per le famiglie in cui ci saranno nuovi nati è previsto il “bonus bebé”, un prestito di 5.000 euro al tasso agevolato del 4%.

    Social card per oltre un milione di italiani.

    È una carta da 40 euro al mese per fare la spesa in supermarket ed esercizi convenzionati (sconti fino al 10%) valida per tutto il 2009 e destinata ai cittadini tra i 65 e 70 anni con redditi annuali fino a 6.000 euro e sarà estesa a neonati e bambini da 0 a 3 anni. Le prime lettere sono già partite e riguarderanno 1,2 milioni di meno abbienti. Chi le riceve potrà recarsi ad un ufficio postale che verificherà la correttezza dei dati e rilascerà una sorta di bancomat ricaribile (essendo in vigore da ottobre, la tessera conterrà già 120 euro), sul quale di mese in mese lo Stato accrediterà i 40 euro.

    Bonus familiare.

    Entro Natale le famiglie con reddito fino a 20.000 euro l’anno riceveranno un bonus in contanti variabile tra 150 e 800 euro. Il governo ha individuato tre fasce: singoli o coppie senza figli con reddito fino a 12.000 euro; coppie con fino a tre figli a carico e reddito fino a 17.000 euro; coppie con carichi familiari di quattro o più persone e reddito fino a 20.000 euro. Il provvedimento riguarderà lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati. Anche in questo caso, come per la social card, nel reddito non inciderà la prima casa.

    Pensionati a basso reddito.

    Oltre alla social card, per i titolari di pensioni intorno ai 600 euro mensili è allo studio una “una tantum”, che dovrebbe essere erogata nel mese di dicembre. Queste misure seguono all’abolizione dell’Ici, che per tanti italiani a basso reddito costituisce, a giugno e a dicembre, una boccata d’ossigeno.

    Sconti sulle bollette.

    Per i redditi fino a 25.000 euro ci saranno sconti sulle bollette di elettricità e gas in media del 10%, per un valore tra i 60 e i 130 euro l’anno.

    Sconti sulla benzina.

    Il governo taglierà nel periodo natalizio le accise statali sui carburanti, anticipando gli ulteriori ribassi in arrivo per il calo del greggio.

    Aiuti sociali senza aumenti di tasse.

    Altro dettaglio importante: tutte queste misure alle famiglie a basso reddito non saranno a carico dei redditi medi e medio-alti. Sarà dunque un intervento di forte valore sociale ma non redistributivo.

    Nuovo paracadute sui mutui.

    Due le misure: proroga della rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, già ottenuta con l’accordo governo-banche, ed intervento della Cassa depositi e prestiti a garanzia di quanti non riescono a pagare le rate.

    Fin qui il quadro delle misure alle quali si affiancaun primo piano da 16 miliardi per ammodernare le infrastrutture pubbliche. Il governo sta facendo tutto il possibile in base a tre criteri: di solidarietà sociale, senza distinzione tra dipendenti ed autonomi, ma con riguardo soprattutto ai componenti della famiglia, agli anziani e ai bambini. È un primo passo verso l’introduzione del quoziente familiare, che con il federalismo sarà la vera riforma fiscale di questa legislatura. Secondo criterio, il rispetto dei vincoli di bilancio. Il governo non intende aggravare il debito pubblico, una tassa che verrebbe pagata da tutti noi. Terzo criterio, non un euro sottratto alle tasche dei cittadini. Una manovra di emergenza che aiuterà molti ma non penalizzerà nessuno. Un’altra forte novità rispetto al passato. Niente sprechi né partite di giro, dunque. In attesa di superare la burrasca e, dal 2009, di guardare più serenamente al futuro.

    tratto da http://barcentrale.wordpress.com/200...no-alla-crisi/

  6. #706
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    SCIOPERO CGIL: NUCARA, E' INGIUSTIFICATO, GOVERNO STA DANDO RISPOSTE

    (IRIS) - ROMA, 26 NOV - Secondo Francesco Nucara, segretario del Pri "lo sciopero della Cgil è assolutamente ingiustificato ed inspiegabile". "Il governo sta varando misure ad hoc a partire dalla social card per finire agli investimenti sulle infrastrutture, per affrontare la crisi internazionale. Non è quindi comprensibile uno sciopero di cui non si capisce il motivo. La Cgil dovrebbe occuparsi responsabilmente di contribuire alla risoluzione dei problemi e non di crearne ulteriori. Mi auguro che il Pd mantenga le distanze da questo atteggiamento", conclude Nucara.

    tratto da http://www.irispress.it/Iris/page.as...oBlocco=Italia

  7. #707
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    Governo, bonus famiglie e tetto per i mutui
    Marcegaglia: "Misure giuste". Epifani: sciopero

    Roma - "Abbiamo fatto una cosa buona" senza toccare la finanziaria. Lo ha sottolineato con una punta d'orgoglio il premier Silvio Berlusconi presentando il pacchetto di misure anti crisi varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene le misure per rafforzare il patrimonio delle banche, un bonus fiscale per famiglie e pensionati, la riduzione di 3 punti degli acconti di novembre Ires e Irpef e la proroga della detassazione dei premi di produzione.

    Berlusconi soddisfatto "Mantenute tutte le promesse elettorali", dichiara soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nonostante il governo "si sia trovato a gestire una pesante eredità". L’Italia mantiene "il target di un rapporto debito/pil del 100% entro il 2011. Non intendiamo - aggiunge il premier - usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht" approvato in sede Ue". Attraverso il federalismo fiscale "daremo un grande colto all’evasione fiscale", puntualizza il presidente del Consiglio, che ricorda inoltre che l’imponibile evaso in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro. "Ci sarà - precisa il premier - un piano di investimenti da 80 miliardi". La prossima settimana il Cipe varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro. "Abbiamo inventato un metodo - dice il Berlusconi - per velocizzare la realizzazione delle infrastrutture".

    L'appello del premier all'opposizione "Voglio fare un invito all’opposizione - ha aggiunto il capo del governo -. Visto che abbiamo l’appuntamento alle prossime elezioni fra quattro anni e mezzo, il mio invito è che si cerchi di non essere sempre in campagna elettorale e ci si metta tutti insieme, se possibile, per dare una mano e guardare come stella polare all’interesse di tutti".

    Tremonti: sette strumenti per 80 miliardi Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha presentato i sette strumenti del pacchetto anticrisi varato dal governo. Detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di alcuni tipi di investimenti: sono questi i sette strumenti del pacchetto anti-crisi che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro.

    Tremonti: la crisi era prevista Il provvedimento approvato oggi avrà un effetto che va da oggi a due-tre anni. "È giusto che l’opposizione faccia l’opposizione - ha sottolineato polemicamente il ministro dell'Economia - ma non è corretto affermare che nella finanziaria non si era prevista la crisi, è esattamente il contrario. Abbiamo presentato una manovra a luglio - ha aggiunto Tremonti - in modo anticipato, proprio perché avendo visto l’andamento dell’economia mondiale abbiamo avuto la capacità di capire la situazione ed abbiamo messo in sicurezza il punto più critico del paese e cioè il debito pubblico".

    Italia poco indebitata "Tra pubblico e privato - ha sottolineato il ministro dell'Economia - l'Italia è uno dei Paesi meno indebitati. Non esiste solo il debito pubblico, ci sono anche i debiti privati. Ed i debiti privati possono anche essere più pericolosi di quelli pubblici. Con questa crisi assistiamo alla trasformazione del debito privato in debito pubblico. L’Italia, consolidando tutto, è uno dei Paesi meno indebitati".

    Il decreto approvato Dopo una gestazione durata circa due settimane prende corpo il decreto del governo per contrastare la grave crisi economica. Si compone di 36 articoli. Quattro i capitoli principali del provvedimento: sostegno alle famiglie, sostegno all’economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale, protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l’edilizia scolastica, servizi pubblici. Chiude un quinto titolo con le disposizioni finanziarie.

    Bonus alle famiglie "Ci sarà un bonus per le famiglie - spiega Tremonti - per un importo pari a due miliardi e 400 milioni di euro un bonus straordinario a partire da gennaio 2009. Il provvedimento riguarderà lavoratori, pensionati e non autosufficienti che in busta paga o nella pensione si troveranno una forma di detassazione".

    Mutui prima casa Per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non possono superare il 4% e lo stato si farà carico dell’eventuale eccedenza. Per i nuovi mutui il tasso di base su cui si calcola lo spread sarà costituito dal tasso stabilito dalla Banca centrale europea.

    Bonus straordinario Da 200 a mille euro per famiglie (comprese quelle con portatori di handicap), pensionati e lavoratori dipendenti disagiati. Per il 2009 il bonus sarà alimentato con un fondo di 2,4 miliardi. Si tratta di un bonus di 200 euro a componente del nucleo familiare con tetti differenziati a seconda dei redditi, fino a un massimo di 22mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro. La richiesta va presentata entro il 31 gennaio con autocertificazione mediante modulo dell’agenzia delle entrate e il beneficio sarà erogato da sostituti d’imposta e enti pensionistici.

    Autostrade, tariffe ferme Nel primo semestre del 2009 resteranno ferme le tariffe autostradali. Entro giugno, inoltre, sarà approvato un dpcm che crei "le condizioni per accelerare i piani di investimento dell’intero comparto autostradale".

    Elettricità e gas Dal 2009, prevede inoltre il testo, sarà tagliata del 15% la tariffa agevolata per le forniture di energia elettrica che sarà estesa anche alla fornitura di gas.

    Imprese, Irap deducibile Deduzione dall’Ires della quota Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi. Il pacchetto fiscale dedicato alle imprese contiene anche la riduzione dell’acconto di Ires e Irap del 3% per il periodo di imposta 2008. Inoltre, per il periodo 2009-2011, in via sperimentale, il pagamento dell’Iva avverrà al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.

    Prestito bebè a tasso agevolato Tra le novità c'è anche un prestito per i nuovi nati a tasso "un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita".

    Studi di settore Il decreto legge introduce una deroga per gli studi di settore. "Prevediamo una revisione congiunturale degli studi di settore. Hanno funzionato fino a ora, ma il presupposto era che l’economia cresceva. Data la situazione eccezionale, per particolari settori, e sempre con una contrattazione con le categorie, si può pensare a un adattamento degli studi di settori alla congiuntura economica" spiega il ministro dell’Economia.

    Torna la "porno-tax" Viene estesa anche alla trasmissione di programmi tv a luci rosse. Chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale Irpef del 25% come prevedeva la Finanziaria per il 2006. Il prelievo fiscale non riguarderà, invece, chi produce o commercializza materiale di incitamento alla violenza, come si prevedeva invece nella norma originaria. La stangata scatterà già con i redditi del 2008. Sarà un decreto del presidente del Consiglio, che dovrà essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, a definire i dettagli.

    tratto da http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=309749

  8. #708
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    Due anime per un nuovo bipolarismo italiano
    Verso una "spaccatura" costruttiva
    Governo Berlusconi IV: il “Nuovo Centro-Sinistra italiano"

    Luca Bagatin

    Il PDL vola, mentre il PD accumula brutte figure pur stando all"opposizione. Il caso Villari appare emblematico: il Senatore in questione, eletto per dispetto, oggi se lo ritrovano saldamente ancorato alla poltrona di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E fa benissimo, visto che è stato democraticamente eletto ! Ma questi "democratici" qui pretenderebbero che ora si dimettesse per lasciare il posto a Zavoli. Ma se volevano Zavoli che lo avessero eletto prima ! Chi pensano di prendere in giro se non sé stessi ? E poi ci spieghino un po" a che cosa serve la Vigilanza del "carrozzone" Rai-Tv, che da anni attende solo di essere giustamente privatizzato con il sano beneplacito del contribuente sovrano, oggi raggirato dai soliti lottizzatori partitocratici. Poi c"è la questione del Vice-capogruppo del PD al Senato - Latorre - che passa in diretta tv un "pizzino" al suo oppositore Bocchino del PDL per mettere in difficoltà il dipietrista Donadi (alleato del PD !). Che classe! Che aplomb! E nemmeno il coraggio di spiegare agli elettori il significato del suo gesto pressoché dichiaratamente "inciucista".

    Proseguendo con le gaffes in casa "democratica" potremo discutere sulla strumentalizzazione che il PD ha fatto del caso della scuola "Darwin" di Rivoli, il cui controsoffitto - secondo i cattocom - sarebbe crollato a causa dei tagli introdotti dal decreto Gelmini che secondo loro taglierebbe i fondi anche per la manutenzione delle scuole ! Inaudito ! Pretestuoso ! Vergognoso ! Mai la sinistra di matrice cattocomunista in Italia era giunta sino ad affermazioni di tale grave irresponsabilità. Mentre i tagli della Gelmini sono - diversamente - dei veri e propri tagli agli sprechi che la sinistra cattocom non ha mai pensato di fare, continuando ad aumentare non solo la spesa pubblica improduttiva, ma financo le imposte.

    Stendiamo invece un velo pietoso sulle "democratiche" elezioni dei Giovani "Democratici" e sulle giuste proteste ed osservazioni della radicale Giulia Innocenzi (alla quale, tuttavia, continuiamo a rimproverare bonariamente il fatto che ella si collochi ancora in quel partito ed area politica conservatrice). Il PDL ed il Governo Berlusconi IV, diversamente, volano, dicevamo appunto ! Volano così in alto da aver garantito la nascita del primo vero Governo di Nuovo Centro-Sinistra degli ultimi quindici anni. Eh sì, non trattasi di una provocazione, bensì di un dato di fatto.

    Con l"abolizione dell"Ici sulla prima casa (già proposta da Rifondazione Comunista, ma mai attuata dai governi Prodi-D"Alema-Amato), la detassazione degli straordinari, la lotta ai fannulloni, il decreto Gelmini contro le baronie universitarie e gli sprechi nella scuola pubblica ed oggi con il decreto anti-cisi che prevede: l"intoduzione della Social Card per i pensionati meno abbienti (con bonus equi ed in proporzione al reddito ed al numero di componenti il nucleo famigliare); l"introduzione di nuovi ammortizzatori sociali anche per i co.co.pro., nonché il blocco delle tariffe di luce e gas ed agevolazioni nel pagamento dei mutui; il Governo Berlusconi IV è certamente un Esecutivo liberalsocialista sotto il profilo economico-sociale (ha al suo interno - peraltro - un numero di ministri e parlamentari dichiaramentente e storicamente liberalsocialisti e laici davvero impressionante).

    Vogiamo continuare? Ma certo. Per le imprese il decreto prevede la deducibilità dall"Ires della quota Irap del 10% riferita al costo del lavoro ed al costo del danaro; l"abbattimento di tre punti dell"acconto Irpef ed Ires; lo sblocco di sei miliardi di rimborsi dei crediti d"imposta, nonché il pagamento dell"Iva al momento dell"effettivo incasso della fattura e non al momento della sua emissione (per le imprese con un fatturato sino ai 200 mila euro annui).

    Con questi risultati - francamente - intristisce vedere Berlusconi che fa appello al PD per l"unità. Che il PD continui ad andare per la sua strada conservatrice come hanno sempre fatto prima il PCI e poi la sinistra DC ed i loro sodali. Chi scrive si augura che alle prossime elezioni il PD sia ridimensionato al 15 o 20 % massimo dei consensi. Cosa - peraltro - non così improbabile. Il Centrodestra (ma siamo poi così sicuri che - dati i risultati sociali e liberali - questo governo possa definirsi di destra ?), invece, merita un rafforzamento che certo otterrà sin dalle prossime elezioni europee della primavera del 2009. Personalmente auspico che tale rafforzamento possa essere capitalizzato mediante una "spaccatura" del PDL e del Centrodestra stesso: una "spaccatura" purtuttavia costruttiva.

    Nascita quindi di due anime: una liberalsocialista-liberaldemocratica (un tempo si sarebbe detto "Lib-Lab") guidata da Brunetta, Tremonti, Sacconi, Francesco Nucara, Antonio Martino, Bendetto Della Vedova e tutti coloro i quali si riconoscono nella liberaldemocrazia europea e nel liberalsocialismo; l"altra di centrodestra classico e moderato guidata da Gianfranco Fini, Maurizio Lupi e tutti coloro i quali si riconoscono nel popolarismo e nel conservatorismo europeo. Due anime - dunque - capaci di ridisegnare il nuovo bipolarismo italiano. Due anime unite nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, ma pronte a contrapporsi nei periodi di espansione e di "vacche grasse" specie per quanto riguarda i temi etici e sui diritti civili verso i quali i conservatori ed i popolari italiani non sono mai stati sensibili. Da una parte i Liberali e dall"altra i Conservatori, quindi. Dell"anima conservatrice e popolare, peraltro, potrebbe far parte anche a pieno titolo l"UDC, erede della DC degasperiana. Arrivati a questo punto, forse se non certamente, si riuscirebbe finalmente a scalzare la Lega Nord ed a liberarsi di questo partito socialburocratico e statalista che difende ancora l"esistenza delle Province, delle comunità montane e dei piccoli Comuni e che continua ad insultare l"Italia e la sua Storia di emancipazione. Concludendo vorrei dare un consiglio al Cavalier Berlusconi: resista sin che può. Aiuti i suoi alleati ad evolversi e laicizzarsi sempre di più ed a costruire un nuovo bipolarismo italiano senza influenze cattocom. Non faccia appelli al mantenimento degli stili di vita spreconi tipici dell""italiano medio: predichi una sana austerità perché le risorse economiche sono sempre poche. E soprattutto si ricordi di Ugo La Malfa: abolisca le Province quale ente politico e faccia guadagnare così all"erario e quindi alla collettività ben sedici miliardi all"anno. La forza politica non le manca. Non ci deluda Presidente!

    www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

    tratto da http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=2235

  9. #709
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    L'ombra di Prodi
    Per la prima volta il premier in calo nei sondaggi

    Sarà pur vero che alcuni direttori di giornali meglio farebbero a cambiare mestiere; ma se i loro giornalisti continuano a fare con scrupolo il lavoro che hanno sempre fatto, forse il presidente del Consiglio dovrebbe preoccuparsi di non essere, lui, a trovarsi in una situazione di rischio. Perché è evidente che dalla vicenda Sky esce uno scricchiolio sinistro che riguarda non la compattezza della maggioranza, ma il rapporto fra il premier ed il suo elettorato.

    Ci siamo già espressi nel merito della vicenda, sostenendo che l'innalzamento dell'Iva è cosa pertinente, in quanto c'è una crisi che non consente sacche di privilegio. Anche se queste sono state funzionali all'espansione di un settore imprenditoriale importante. Ma noi siamo il Partito repubblicano italiano, che sa bene come la leva fiscale resti uno strumento indispensabile di cui bisogna pur sempre valutare l'adeguatezza. L'elettorato medio di Berlusconi è molto meno sensibile a questa ragione. Oltre tutto, cosa che molte volte i sondaggi della stessa Sky non tardavano a verificare, quell'elettorato si concentra proprio nei clienti di questa televisione satellitare.

    Non stupisce quindi che Prodi avesse già in mente a suo tempo di aumentare l'Iva per Sky. Avrebbe solo fatto inferocire ulteriormente l'elettorato avverso. Ma se lo fa Berlusconi, ecco che la delusione è profonda. Ovviamente i tre punti percentuali che per la prima volta il premier perde nei sondaggi, non possono essere solo il frutto dello scontento degli abbonati Sky. Noi capiamo le ragioni del provvedimento e quindi non abbiamo dato nessun segnale di protesta, anzi confermiamo la fiducia al premier. Ma il problema lo vediamo lo stesso: perché ripararsi dietro le intenzioni di Prodi può togliere argomenti all'opposizione – che critica ciò che avrebbe voluto lei stessa fare - ma sicuramente fa calare i consensi di quell'elettorato che gli atti di Prodi non li digeriva affatto, tanto da sostenere con convinzione Berlusconi.

    E questo è solo il primo corno del problema. Poiché ve n'è un secondo, ancora più grave. Lo indica il "Foglio" che, con Berlusconi, ha avuto persino una dimestichezza e consuetudine di relazioni ben superiore a quella che noi stessi abbiamo avuto. Il giornale di Ferrara testimonia malinconicamente una storia rovesciata, dove una volta era Mediaset a fare le battaglie contro i governi per difendere le sue quote di pubblicità, ed ora è il proprietario di Mediaset a firmare implicitamente un provvedimento penalizzante per una nuova televisione che all'epoca ancora non esisteva.

    Capiamo che Berlusconi debba patire le pene dell'inferno e vorremmo essergli di conforto in un momento come questo, perché si tratta di una fase decisiva della sua parabola politica. Quella in cui egli ha difficoltà a riconoscersi in se stesso ed è sommerso dall'ombra di Prodi. E' vero che, al contrario di Prodi, Berlusconi non ha mai avuto fortuna. Nel 2001 ha dovuto fronteggiare la più grande crisi politica internazionale mai vista dopo la seconda guerra mondiale. E se l'è cavata egregiamente. Ora si trova di fronte a una economica, che già in molti hanno paragonato a quella del '29. Capiamo bene quindi come sia necessario confrontarsi con scenari devastanti che implicano delle correzioni di rotta. Ma correzioni, per il bene di Berlusconi, non tali da modificare la sua stessa ispirazione politica originaria.

    Roma, 3 dicembre 2008

    tratto da http://www.pri.it/new/

  10. #710
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    Scuola paritaria, Il portavoce del pri: “La crisi c’è per tutti tranne che per la Cei”

    “La crisi c’è per tutti tranne che per la Cei”. Lo ha dichiarato il portavoce del pri Riccardo Bruno in una nota a commento del ripristino degli stanziamenti alle scuole paritarie. “Avevamo ammirato la capacità di resistenza del governo che finora aveva saputo tenere botta a tutte le proteste, consapevole delle dimensioni della crisi. Stupisce e dispiace un tale repentino cedimento. Carità cristiana, avrebbe suggerito piuttosto di aumentare il budget mensile della social card”

 

 
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