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  1. #371
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    Crisi: Rotondi, chiudere la legislatura
    Nuovo Psi e Pri, governo di larghe intese


    (ANSA) - ROMA, 23 FEB - 'Non ci sono le condizioni per proseguire la legislatura', ha detto il presidente della Democrazia cristiana, Gianfranco Rotondi. Di parere diverso il leader del Nuovo Psi, Gianni De Michelis, secondo il quale serve un governo di larghe intese per dare soluzione alla ''preoccupante crisi''. Anche per il senatore del Pri Antonio Del Pennino la ''prospettiva delle larghe intese'' e' per dare risposte ai ''gravi problemi del Paese''.

    tratto da http://www.wallstreetitalia.com/

  2. #372
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    CONSULTAZIONI: DEL PENNINO, SERVE GOVERNO LARGAMENTE RAPPRESENTATIVO

    (ASCA) - Roma, 23 feb - L'attuale coalizione ''e' oggi improponibile'' ma ''e' necessario dare risposte ai problemi del Paese. Per questo serve un governo fortemente rappresentativo con un programma limitato'' che comprenda una
    nuova legge elettorale. Lo afferma Antonio Del Pennino, del Pri, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

    tratto da http://www.asca.it/

  3. #373
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    Crisi di sistema
    Leadership priva della necessaria maggioranza

    Le consultazioni al Quirinale sono appena avviate, la crisi del governo Prodi a soli 281 giorni dal suo insediamento è giovane, ma c'è già chi pensa che dietro a questa si celi una crisi di sistema. Lo scrive ad esempio Massimo Franco sul "Corriere della Sera": "E' forte l'impressione di assistere alla crisi non soltanto di un governo e di una coalizione, ma del sistema che ha plasmato gli schieramenti negli ultimi dodici anni". Tanto è vero che la soluzione alla quale sta lavorando il capo dello Stato non è facile. La maggioranza apparirebbe determinata a indicare un nuovo incarico per Prodi. Da quello che leggiamo, il premier dimissionario sarebbe disponibile solo a condizione di un rafforzamento dei suoi poteri decisionali e c'è persino chi parla di un patto programmatico chiaro, cosa che sottintende che quello precedente, se c'era, non era tale. Ammesso che i partiti della coalizione fossero consapevoli di questo rafforzamento del premier, resta il problema dei numeri, che sono quelli che sono, soprattutto in Senato. Non tali da impedire un successivo incidente di percorso. E' chiaro che se Prodi partisse una seconda volta e scivolasse nuovamente, le condizioni del centrosinistra, oltre che quelle sue personali, sarebbero senza una speranza politica futura.

    Può darsi che la coalizione si senta in grado di poter correre questo rischio: dubitiamo che il Capo dello Stato possa affidare un mandato in queste condizioni a cuor leggero. Sulla base delle dichiarazioni che sono state rese nel corso delle consultazioni al Quirinale, abbiamo sentito chi infatti sostiene che il presidente Napolitano vorrebbe vedere una maggioranza svincolata dai senatori a vita. Perché si verifichi questo, occorrerebbe un ampliamento della stessa verso settori di opposizione disponibili ad un rafforzamento. Anche questo è un problema politico, perché trovare singoli senatori che salgano su una barca che affonda quando altri sembrerebbero intenzionati a scendervi, è difficile, ma che addirittura una forza politica, per quanto possa essere piccola, si allei alla sinistra radicale, apparirebbe un'impresa ardua.

    Ecco allora il timore di Franco prendere corpo perché l'attuale coalizione, così come disegnata, è insufficiente ed il suo allargamento impossibile. Per questo i repubblicani hanno pensato ad una proposta di larga intesa, che possa offrire un governo rappresentativo, un programma limitato, il rifinanziamento della missione in Afghanistan, il problema della legge elettorale. Ma questa è già una proposta che parte dalla convinzione che, sulla base delle due coalizioni dell'aprile scorso, non se ne cavi una maggioranza di governo, e che dunque occorra ripensare gli schieramenti. Un orientamento che parrebbe di buon senso, e che ha già trovato contrapposti i campanilismi ideologici dell'attuale bipolarismo. Se il Capo dello Stato dovesse prendere atto che oggi non ci sono le condizioni per le larghe intese e intendesse riaffidare l'incarico a Prodi, non si esclude che fra sei mesi le larghe intese siano più possibili. Se non altro per andare alle elezioni con un governo, magari tecnico, in carica.

    E questa sarebbe davvero la crisi di sistema che pretenderebbe un nuovo ripensamento della politica italiana. Va annotato che questa nostra posizione trova dei riscontri anche in personalità del mondo della sinistra. Ad esempio nella riflessione che il senatore Emanuele Macaluso compie sul "Riformista". Egli ricorda che già ebbe modo di scrivere tempo addietro che "bastano due, tre senatori a rifiutare un voto di fiducia in qualsiasi momento per mettere in crisi la coalizione". Oggi Macaluso sostiene che "non basta un rabbercio della maggioranza per andare avanti", così come "riproporre la stessa laedership e la stessa linea politica è insensato: sarebbe un'avventura che non terrebbe conto né degli interessi generali del Paese né del logoramento cui sarebbero sottoposte le istituzioni". Inutile ricordare il lungo e comprovato sodalizio intellettuale maturato negli anni fra il senatore Macaluso e il presidente Napolitano. Può darsi infatti che il realismo politico porti il Capo dello Stato a compiere scelte diverse dal consiglio suggerito da un suo vecchio amico che non è fra i soggetti coinvolti nelle consultazioni, fra l'altro. Ciò non toglie che è fin troppo chiaro chi oggi sia in grado di vedere lontano e avanza la necessità di cambiare da subito lo scenario, ed i tanti che non riescono a guardare al di là del loro naso.

    Roma, 23 febbraio 2007



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  4. #374
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    Non vogliono "staccare la spina" al moribondo


  5. #375
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    Come uscire dalla crisi: le soluzioni proposte dai partiti nel corso delle consultazioni

    di Nicoletta Cottone

    Ecco le soluzioni alla crisi di Governo proposte al Capo dello Stato dai rappresentanti dei partiti convocati al Quirinale per le consultazioni. Per Piero Fassino (Ulivo) ci sono le condizioni per chiudere la crisi, come per Rifondazione comunista che dice che il Governo Prodi non ha alternative. Forza Italia dice no a un Prodi-bis, Alleanza nazionale glissa sull'ipotesi di Governo di larghe intese, ma critica l'apporto dei senatori a vita alla maggioranza. La Lega Nord chiede elezioni subito. Una nota del Quirinale segnala che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avuto un lungo e affettuoso colloquio telefonico con il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, costretto in casa per il perdurare di una influenza. Le consultazioni si sono chiuse alle 20 dopo l'incontro del Capo dello Stato con i Presidenti emeriti della Repubblica Cossiga e Ciampi. Giorgio Napolitano, al termine dei colloqui, ha ricordato che sono state giornate lunghe e molto cariche. «Questa sera - ha detto il Capo dello Stato - cercherò di riordinare gli argomenti e le idee e domani mattina comunicherò la decisione che mi é sembrato necessario adottare, ci vediamo domani mattina e naturalmente mi riservo di motivare la decisione».

    Alleanza nazionale. Il Governo non deve reggersi sull’apporto dei senatori a vita. Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini al termine del colloquio con il Capo dello Stato. «Non contestiamo in alcun modo il diritto costituzionale dei senatori a vita di esprimere il loro voto - sottolinea il presidente di An - mettiamo in evidenza che un senatore a vita, in ragione della sua caratteristica costituzionale, non può e non deve rispondere ad alcun vincolo politico, ad alcun programma di Governo, ad alcun atto sottoscritto in quanto risponde, di volta in volta, unicamente delle sue libere valutazioni». Dopo aver glissato sull’ipotesi di un Governo di larghe intese il leader di An ha precisato che «sarà il Capo dello Stato a decidere, in base alle notizie che ha acquisito attraverso una corretta consultazione con tutte le forze politiche e con tutti i capigruppo». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 11.

    Autonomie Liberté Democrazie. I due parlamentari dell' Autonomie Libertè Democratie Carlo Perrin e Roberto Rolando Nicco, sono favorevoli «a tutto ciò che possa portare ad una maggiore governabilità e stabilità». Al termine del colloquio con il capo dello Stato hanno detto che «è opportuno perseguire le intese necessarie volte a garantire governabilità e stabilità. Il presidente valuterà quale sarà la soluzione più idonea per garantire questa governabilità che noi ci auguriamo». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle ore 17.

    Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica. Il presidente emerito della repubblica carlo Azeglio Ciampi ha lasciato il Quirinale dopo il colloquio con il Capo dello Stato senza rilasciare dichiarazioni. Il Presidente emerito della Pepubblica Ciampi è stato ricevuto dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle 19,40.

    Comunisti italiani. I Comunisti italiani sono fiduciosi sui numeri e chiedono il rinvio alle Camere del premier. «Il presidente Prodi - dice il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto al termine dell’incontro con il Capo dello Stato - venga rinviato alle Camere per un nuovo voto di fiducia e possa proseguire il suo cammino in un clima di unità e di assoluta concordia tra le forze politiche che hanno condiviso il programma siglato prima delle elezioni e rinnovato ieri alla riunione dei segretari dell'Unione». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 16,30.

    Dc per le autonomie. Abbinare alle elezioni amministrative di maggio quelle politiche. È la proposta che la delegazione della Dc per le autonomie, guidata da Gianfranco Rotondi, ha esposto al capo dello stato durante le consultazioni sulla crisi. «Non ci sono le condizioni per proseguire la legislatura», sottolinea Rotondi «é venuta irrimediabilmente meno la maggioranza». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 9.

    Democrazia cristiana. La Democrazia cristiana chiede la formazione di un governo ponte per rispettare gli impegni e gli obblighi internazionali per poi andare a una riforma della legge elettorale e ricondurre gli italiani alle urne. Lo ha detto Giampiero Catone in rappresentanza del gruppo parlamentare della Dc alla Camera, al termine delle consultazioni con il Capo dello Stato. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 9.

    Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica. «Non c'è questione di numeri in Parlamento che non sia anche una questione politica». È la frase lapidaria con la quale il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga analizza la crisi del Governo Prodi, subito dopo l'incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica per le consultazioni. «Mi sono permesso di dire a Napolitano che sulla base della mia esperienza politica e istituzionale, durata 50 anni - ha sottolineato Cossiga - sono molto preoccupato e turbato di questa situazione, che rischia di non
    garantire al Paese un Governo stabile ed efficiente». Senza un esecutivo pienamente in sella, ha rilanciato Cossiga, «non si possono cogliere le occasioni di sviluppo» né rispondere con autorevolezza ai quesiti di una situazione internazionale molto delicata. Il Presidente emerito della Pepubblica Francesco Cossiga è stato ricevuto dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle 19.

    Forza Italia. Netto no al Prodi bis è arrivato dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo il quale al Paese «non serve una riedizione di questo esecutivo». Il leader della Casa delle libertà uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato non pronuncia mai la parola «elezioni». Secondo il cavaliere é necessario «prendereatto che questo Governo non é stato, non é e non può essere ingrado di governare, perché non ha mai avuto una maggioranzapolitica autosufficiente». Secondo il leader di Forza Italia, Prodi - che ha«navigato per nove mesi con arroganza» - adesso deve prendereatto «che non ha la maggioranza sulla politica estera e didifesa». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 11,30.

    Gruppo parlamentare misto alla Camera. La delegazione repubblicana in Parlamento formata da Giorgio La Malfa e Francesco Nucara suggerisce un governo di larghe intese. "Per non lasciare senza risposta i gravi problemi del Paese - dice Nucara appena uscito dallo studio della Vetrata - occorre una soluzione politica che porti alla formazione di un governo fortemente rappresentativo, con un programma limitato, capace di affrontare il tema del riassetto del sistema politico italiano anche con riferimento alla legge elettorale e aperto a una prospettiva di larghe intese". La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle ore 17,15.

    Gruppo parlamentare misto del Senato.Garanzie per i senatori a vita. «Ho chiesto al presidente Napolitano, data la composizione attuale del Senato di assicurare ai senatori a vita iscritti tutti al Gruppo Misto condizioni di civiltà e di serenità nella pratica dei loro diritti e dei loro doveri qualunque sia la posizione che essi assumano». Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo Misto del Senato Nello Formisano al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'ambito delle consultazioni della soluzione della crisi di governo. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle 16,30.

    Gruppo parlamentare per le autonomie (Senato).Oskar Peterlini del gruppo parlamentare per le autonomie del Senato, dopo il colloquio con Giorgio Napolitano, ha dichiarato che il suo gruppo è «favorevole all'allargamento della maggioranza ed è contrario a ogni ipotesi di elezioni anticipate». Il prossimo esecutivo, secondo Peterlini, dovrebbe concentrarsi sulle grandi questioni del Paese trascurando i temi ancora non maturi, su cui non c'è ancora pieno accordo all'interno degli stessi schieramenti. E’ stato ricevuto dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle ore 18,30.

    Italia dei valori. Fiducia a Prodi, non per paura di Berlusconi: l'Italia dei valori ritiene che il premier Romano Prodi abbia i numeri per proseguire la sua azione di governo e si augura che il Capo dello Stato dia «al più presto la possibilità di presentarsi alle camere e di ottenere la fiducia». Lo ha sottolineato, dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. «Riteniamo che al Senato - dice Di Pietro - i numeri se c'erano all'inizio della legislatura possono esserci ancora». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 16.

    Italia di mezzo.«Mi astengo dal fare dichiarazioni», ha detto Marco Follini al termine del colloquio con il Capo dello Stato sulla crisi di Governo dopo essere rimasto nello Studio alla Vetrata alcuni minuti in più rispetto a quanto prevedeva il rigido calendario del Quirinale. Follini è stato ricevuto dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle 18.

    Italiani nel mondo.Possibile cooperazione al Governo da parte del senatore De Gregorio se l’esecutivo cambia rotta nei provvedimenti su famiglia e coppie di fatto. «Ho rappresentato al presidente della Repubblica la volontà a cooperare per un quadro di stabilità in presenza di una variazione di rotta del governo, in particolare sulle questioni che appartengono ai provvedimenti sulla famiglia e sulle coppie di fatto». Lo ha affermato il senatore Sergio De Gregorio, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. «In presenza di un cambiamento di rotta - dice il rappresentante al Senato degli Italiani nel mondo - noi assumiamo la responsabilità a cooperare, seppure nella risicata misura del singolo voto del senatore De Gregorio». De Gregorio è stato ricevuto dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle 17,45.

    Lega Nord.«Sciogliere il Parlamento e tornare a votare». Questa è la ricetta della Lega Nord per uscire dalla crisi illustrata al Capo dello Stato. Lo riferisce il capogruppo al Senato Roberto Castelli al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, specificando che «da parte della Lega non ci sono altre disponibilità». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 10.

    Movimento per l’autonomia (componente gruppo misto Camera).Il Movimento per le autonomie «non entrerà nel governo nè nella maggioranza per un dovere di lealtà nei confronti degli elettori». Lo ha affermato Raffaele Lombardo al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione da dare alla crisi di governo. E’ stato ricevuto dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle 18,15.

    Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica. Un comunicato del Quirinale ha reso noto che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso delle consultazioni ha avuto un lungo e affettuoso colloquio telefonico con il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, costretto in casa per il perdurare di
    una influenza.

    Partito democratico meridionale.No comment del senatore Pietro Fuda, al termine del colloquio con il Capo dello Stato. Fuda è salito al Quirinale per le consultazioni in rappresentanza del Partito Democratico Meridionale. E’ stato ricevuto dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle ore 17,30.

    Partito socialista.«Il nuovo Psi é preoccupato per questa crisi di governo» e ritiene che per superarla «la via maestra sia la formazione di un governo di ampie intese, in modo da affrontare le necessarie riforme istituzionali, una riforma elettorale e per mantenere una politica estera europea e mediorientale». Lo ha sottolineato Gianni de Michelis, in rappresentanza del nuovo partito socialista al termine dell'incontro con il Presidente della Repubblica. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 9.

    Popolari-Udeur. Secondo l’Udeur il governo di Romano Prodi deve andare alle Camere per il voto di fiducia. Lì la fiducia sarà sicuramente riconfermata, grazie al documento programmatico in 12 punti presentato da Prodi che ha avuto il placet dagli alleati di Governo. Lo ha sottolineato il leader dell'Udeur Clemente Mastella all’uscita dal Salone alla Vetrata dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle ore 12,30.

    Rifondazione comunista. Secondo Rifondazione comunista ci sono le condizioni perchè il Governo Prodi, che «non ha alternative», ottenga la fiducia alla Camera e al Senato. Lo ha sottolineato il segretario del Prc Franco Giordano, uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato, specificando che la maggioranza sarà completa e avrà una propria autosufficienza. Rifondazione è «totalmente contraria a un governo istituzionale o di larghe intese». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 17,30.

    Rosa nel pugno. Prodi premier, con un nuovo Esecutivo. «La Rosa nel pugno ribadisce il proprio sostegno a Romano Prodi come presidente del Consiglio, qualunque sarà la soluzione scelta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Sono le dichiarazioni di Roberto Villetti, capogruppo dei radicalsocialisti alla Camera al termine delle consultazioni con il Capo dello Stato. «Noi - dice - abbiamo significato al Presidente della Repubblica che preferiamo che Romano Prodi formi un nuovo Governo». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle 12.

    Sudtiroler Volkspartei.Avanti con il governo Prodi, visto che ha lavorato bene anche per le istanze delle autonomie. La proposta è di allargare l'attuale maggioranza a esponenti centristi per garantire all'esecutivo una maggiore stabilità in Parlamento e, in particolare, al Senato. L'indicazione è stata fornita al presidente della Repubblica da Sigfried Brugger, rappresentante parlamentare della Sudtiroler Volkspartei. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 22 febbraio alle 16,45.

    Udc. L'Udc ha proposto al presidente Napolitano di affidare l'incarico per la formazione di un nuovo governo a «un'alta personalità», che dia vita «a un Governo di responsabilità nazionale con un programma chiaro e definito». Lo ha detto il segretario del partito Lorenzo Cesa al termine del colloquio con il Capo dello Stato. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 10,30.

    Ulivo. Per l’Ulivo ci sono le condizioni per chiudere la crisi, parola di Piero Fassino. «Abbiamo ribadito al presidente Napolitano che ci sono i numeri e tutte le condizioni affinché il Governo vada alle Camere per ricevere la fiducia necessaria a proseguire la sua attività». Proprio per questo il gruppo dell'Ulivo propone al Capo dello Stato di rinviare immediatamente prodi alle camere perché gli venga confermata la fiducia del parlamento. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 18.

    Verdi. I Verdi confermano il sostegno a Prodi, «sostegno già espresso da tutti i nostri parlamentari alla Camera e al Senato». Lo ha sottolineato il presidente del partito Alfonso Pecoraro Scanio all’uscita dal colloquio con il Capo dello Stato. Il leader dei Verdi ha spiegato che i Verdi vogliono che il premier e il Governo «continuino l'azione di risanamento del paese e la svolta ecologica perché il Paese ha bisogno di un governo che attui il programma». I Verdi, insomma, sostengono pienamente e «senza eccezioni» il proseguimento dell'esperienza del Governo Prodi. La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 17.

    tratto da http://www.ilsole24ore.com/

  6. #376
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  7. #377
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    Riceviamo dall'Ing. Cesare Marchetti

    Il presidente Napolitano ha fatto quello che più logico era da aspettarsi, ha scelto la linea del minimo sforzo, come viene insegnato in Scienza delle Costruzioni: sotto forze che agiscono una struttura assume quella configurazione di equilibrio, che rende minimo lo sforzo del materiale in tutte le sue componenti.
    Così il rimandare Prodi alle camere per la fiducia è stata la soluzione più semplice e pragmatica e la meno traumatica per l'intero sistema.

    Si va avanti così, pensando con calma a quello che può essere il futuro.

    Prodi non ha la maggioranza al Senato? Ci penseranno i cani da guardia della Sinistra Radicale, i senatori a vita, Follini il trasformista ( attenti però che non si trasformi in altro senso) e la Provvidenza.

    E si tira avanti, perchè nessuno ha il coraggio di affrontare il vero e profondo problema:

    il Bipolarismo è alla fine, perchè è un sistema che non ha dato buoni risultati in questi anni; occorre quindi disgregarlo con una nuova legge elettorale, che permetta la creazione di un polo di centro, a cui dovrebbero partecipare Mastella, l'UDC, il PRI, i Socialisti non di Boselli, i transfughi dalla Margherita e da Forza Italia.

    Questo polo di moderati dovrebbe avere una consistenza tale, da estromettere la sinistra radicale dal centrosinistra o la Lega dal centrodestra e da relegare Berlusconi nel ruolo di semplice alleato e non di leader.

    Tutto questo fa parte del mondo dei sogni? Forse... però penso che molti italiani comincino a capire che con questo bipolarismo non si può andare avanti e che vedono due coalizioni battibeccarsi continuamente in modo fazioso, senza cercare di risolvere i molti problemi del paese.

  8. #378
    Oderim dum metuant
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    non so se avete letto l'intervista di nucare sul corriere della sera, in difesa di follini.
    condivido in pieno la sua posizione, certamente non comprendendo la scelta del leader dell'italia di mezzo.
    ha detto anche che i repubblicani potrebbero sostenere il governo su alcuni punti volta per volta, ottimo segnale di sganciamento dal cdx per trovare un'aggregazione liberaldemocratica fuori dai poli

  9. #379
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    Se al posto di Prodi ci fosse stato Berlusconi

    Fino ad oggi l’atteggiamento del presidente della Repubblica non era dispiaciuto ai più. Anche se con cinquant’anni di ritardo per i fatti d’Ungheria e con sessant’anni per le Foibe, era parso a molti che Giorgio Napolitano stesse interpretando con grande equidistanza il proprio ruolo di Garante della Costituzione. Con la decisione di rinviare sic et simpliciter il governo Prodi alle Camere, però, Napolitano ha tolto la maschera e ha ricordato a se stesso e a tutti noi le radici del suo pensiero e del suo agire. Certo è che un comunista al Quirinale è il miglior viatico per evitare alla sinistra di ridare la parola agli elettori. Certo è infatti, che se al posto del sig. Prodi ci fosse stato, chessò, Berlusconi, la decisione del Capo dello Stato sarebbe stata di tutt’altra pasta. Lo si è detto per mesi della vergognosa e autoritaria decisione della sinistra di occupare tutte le principali cariche dello Stato. Potevano arrivare tempi bui per la sinistra; sono arrivati, ma gli uomini sapientemente inseriti nei gangli del procedimento democratico non hanno tradito le loro origini e i loro méntori e hanno impersonato al meglio il ruolo per cui erano stati eletti a quegli scranni. C’è puzza di regime e soprattutto di negazione della sovranità popolare. In fin dei conti chissenefrega se D’Alema aveva detto: «O passa la mozione o si va tutti a casa - con l’aggiunta personale - io, comunque vada, in caso di bocciatura mi dimetto». Ora racconteranno al Paese che sono più forti di prima. All’euforia del primo giorno si sostituiscono angoscia e preoccupazione. Oggi assistiamo al commissariamento della democrazia repubblicana, al golpe bianco (ma sempre golpe è!).

    tratto da http://www.ilgiornale.it/

  10. #380
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    Predefinito la morte del bipolarismo

    Ma chi l'ha detto che in Italia devono esserci due poli? potrebbe benissimo essercene un terzo: il polo di centro.
    A mio avviso un forte polo di centro potrebbe sanare i mali fatti e in corso del bipolarismo attuale, rissoso, fazioso.
    E' dignitoso oggi per un repubblicano guaradre con distacco questo "casino" che è diventata la politica italiana.
    Cosa farebbe Ugo La Malfa davanti a questo sfascio? Io credo che prenderebbe le distanze da un Prodi ricattato dalla sinistra radicale, che è una forza antisistema, estranea al liberalismo e all'alleanza atlantica e da un Berlusconi plutocrate, alleato coi secessionisti della Lega.

    Veramente non ne può più: continui litigi, prese di posizione faziose, nessun senso di responsabilità sia nell'uno che nell'altro polo.
    Il presidente Napolitano non è stato di parte, come qualche repubblicano asserisce, ha scelto la via meno traumatica, sperando che l'estrema sinistra metta la testa a posto. Certo se ciò non avvenisse, cioè se i 12 punti di Prodi venissero contestati in seno alla sua coalizione, il governo dovrebbe andare in crisi e sarebbe inevitabile un ricorso alle urne.
    Prodi ha fatto bene a presentare quei 12 punti ( che tra l'altro mi paiono accettabili anche da parte del centrodestra non fazioso) e ad indicare il rispetto di tali punti come condizione imprescindibile per continuare a governare.
    Staremo a vedere, ma è ora che il PRI si sganci dalla CDL, per trovare la sua autonomia, per promuovere una politica nuova per il paese.

 

 
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    Di Metapapero nel forum Il Termometro Politico
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    Di Liberal-PD nel forum Politica Nazionale
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