LEONARDO SCIASCIA, VENT’ANNI FA…145)
• a cura di Valter Vecellio
Un paese di Calabria
“Un paese di Calabria” è stato pubblicato originariamente su “Galleria”, n.3, maggio-giugno 1959. “Galleria” è la rivista, pubblicata a Caltanissetta dall’omonimo editore Salvatore Sciascia, di cui il “maestro” di Racalmuto era animatore e direttore. Su “Notizie Radicali” del 6 e del 7 luglio abbiamo pubblicato la prima e la seconda parte. Oggi la terza e ultima puntata.
Generalmente si dice – Siderno – e si intende parlare del paese in riva al mare, un paese con poco più di un secolo di storia. Si dimentica l’altra parte del paese, Siderno Superiore, che fa Comune con Siderno Marina. Economicamente e psicologicamente Siderno è divisa in due paesi, uno di montagna e uno di mare: uno aperto e intraprendente e vivace, che si stende vicino al mare e lungo la ferrovia e la strada statale, l’altro chiuso e povero, tagliato fuori dalle vie di comunicazione. La riunione in un solo Comune di due centri che hanno problemi diversi e naturali contrasti, è cosa priva di senso comune. Purtroppo non è un caso unico; e si viene verificando in Calabria un profondo dissidio tra paesi di mare e paesi di montagna, al punto che nelle elezioni amministrative si tende a superare ogni coesione e disciplina di partito con la contrastante presentazione di liste formate ad esclusiva difesa autonomistica, al di sopra (o al di sotto) dei partiti.
Siderno Superiore (come le frazioni di montagna di Ardore e di Bovalino, come Gerace rispetto a Locri: pur essendo questi due paesi, amministrativamente autonomi) è un paese che si chiude sempre più in sé, mortificato e scontroso. Il direttore delle scuole elementari mi dice che tra i bambini di Siderno Marina e quelli di Siderno Superiore c’è notevole differenza: più poveri più denutriti meno intelligenti – o almeno meno vivaci, più lenti – quelli di montagna.
Complessivamente, tra Siderno Superiore e Siderno Marina, frequentano le scuole elementari 1800 bambini (70 insegnanti). Tra i bambini che dovrebbero frequentare le prime classi, si calcola un 3 per cento di inadempienti all’obbligo. Sono i bambini che vivono in campagna e che a sei o sette anni non possono andare dalla campagna al paese e poi ritornare, soli. Sicché questa “perdita” è solo provvisoria: in quanto le famiglie invece che mandarli a scuola a sei anni li mandano a nove, quando i bambini sono in grado di affrontare qualche chilometro di strada per raggiungere la scuola. In Sicilia questo problema è risolto dalla istituzione regionale delle scuole cosiddette sussidiarie: fin troppo risolto, sarebbe il caso di dire; fino all’euforia. In pratica, dunque, non c’è a Siderno inadempienza all’obbligo scolastico: tanto vero che ci sono solo tre corsi di scuola popolare, con un totale di 70 alunni, di cui 50 tra i quattordici e i vent’anni, e 20 da vent’anni in su. La scuola elementare, in un paese così povero, deve affrontare (senza peraltro essere in grado di risolverlo) un enorme problema assistenziale: dovrebbe essere assistito, il libri quaderni e refezione almeno un 80 per cento della popolazione scolastica; ma si riesce a dare assistenza solo a un 20 per cento.
Lo stesso problema si presenta per la scuola di avviamento professionale a tipo industriale (187 alunni, 25 insegnanti di cui 3 di ruolo), che quest’anno è stata abbandonata da ben 24 alunni, ai quali la scuola non ha potuto fornire gratuitamente i libri. Contrariamente all’uso purtroppo nel Meridione diffuso, di non andar troppo per il sottile, in questo tipo di scuole, nel concedere “licenze” a candidati esterni (e non parliamo poi degli interni) con conseguente affollamento degli esami, la scuola di avviamento di Siderno ha avuto nel ’57 soltanto 9 candidati esterni, di cui 3 sono stati respinti. Così nella scuola media: su 57 esterni ne sono stati promossi 27 (interni 190 su 238), e nell’Istituto tecnico commerciale: su 98 esterni, 60 promossi (interni 387 su 450).
La scuola media è frequentata quest’anno da 303 alunni (per il 90 per cento sidernesi), ha 20 insegnanti, di cui 4 di ruolo. L’istituto tecnico commerciale ha il corso intero di ragioneria, con 450 alunni di cui il 30 per cento del luogo, e i primi due anni del corso per geometri frequentato da 160 alunni, con la stessa percentuale di sidernesi (40 insegnanti, di cui 4 titolari). I professori di queste scuole, quasi tutti di Siderno o di paesi vicini, animano la vita intellettuale del paese; studiano leggono, sono informatissimi; qualcuno di loro scrive su giornali e riviste di importanza nazionale; altri si occupa di storia o di problemi locali. Ma, quel che più importa, riescono a trasformare nei loro alunni il senso più concreto della vultura – della cultura che è vita.
Non è, si capisce, un paese che fra gridare al miracolo, ma è certamente un paese eccezionale. E’ un paese in cui il problema del Mezzogiorno si presenta nei suoi elementi essenziali, con la più cruda evidenza; ma al tempo stesso mostra quanto la volontà e l’intelligenza degli uomini possano, nel persistere di durissime condizioni economiche e sociali, operare nel senso della educazione. A Siderno si ascoltano dalla radio le stesse cose, si preferiscono gli stessi programmi, canzoni e riviste, che in ogni altra parte d’Italia (la televisione ancora “non serve”, chi sa perché, questa zona: ma è un punto in più, anche se fortuito, da segnalare a favore dei sidernesi); al cinematografo (due cinema, con proiezioni giornaliere, frequentatissimi), si vedono gli stessi films, e con le stesse preferenze, che in ogni altro paese d’Italia (del mondo). Quel che di diverso, direi anche di nuovo, c’è a Sidereo è la fede nella cultura, nella cultura come riscatto sociale ed umano. Che è, naturalmente, il modo migliore d’intenderla e di professarla.
Fine terza parte.




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