L'Ici si baserà sul reddito, non sul valore
ROMA Prosegue lo scontro (acceso) sulla legge delega di riforma del catasto. E il governo sembra voler cambiare rotta sulla rimodulazione delle imposte sulla casa. Se infatti il valore degli estimi catastali crescerà, le aliquote (e in particolare quelle relative all'Ici oltre all'imposta di registro), «dovranno diminuire di conseguenza». Il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, ha rassicurato i contribuenti dopo la dura battaglia condotta dalla Confedilizia per agganciare le imposte, oltre che al valore dell'immobile, al reddito del contribuente. «È del tutto evidente», ha assicurato l'altro ieri Grandi, «che se il valore (teorico) è più alto di quello attuale e il risultato finale deve dare un'invarianza complessiva di gettito, le aliquote e in particolare quelle relative a Ici, oltre a imposta di registro, dovranno diminuire di conseguenza». Pratica chiusa? Non proprio. Il viceministro all'Economia Vincenzo Visco non ha gradito le critiche e torna all'attacco: «È in corso», ha detto, «un'offensiva mediatica da parte di un'associazione che cerca di evitare che l'Italia possa avere un catasto da Paese civile». A stretto giro la risposta della Confedilizia:
«Chiediamo solo il mantenimento di un criterio varato nel '98 dal Governo Prodi con Visco ministro delle Finanze».