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Discussione: Semper infideles

  1. #251
    scemo del villaggio
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    Predefinito Lettera a Giuliano Ferrara

    Egregio direttore,

    mi sono letto quasi tutto il dibattito sulla religione "instrumentum regni" sul "Foglio" di lunedì. Ciò che emerge è la pervicace volontà da parte Sua di truccare il dibattito, facendo credere ai lettori che le due sole posizioni in campo, "le due anime del cattolicesimo" come recita uno dei titoli, siano quelle cui lei dà voce. Non è così: il vero solco tra cattolici passa tra coloro che accettano e coloro che rifiutano il Vaticano II, mentre tutti i partecipanti a quel dibattito, che possono anche accapigliarsi sui riferimenti all'Action Francaise e al clericofascismo, sono poi accaniti sostenitori di quell'assise che ha cambiato il volto e l'anima del cattolicesimo o comunque, sia pur da atei come Lei, vi vedono "la primavera della Chiesa", un passaggio irreversibile, una svolta definitiva.
    Naturalmente, è proprio del Vaticano II che invece bisognerebbe discutere, non delle opinioni fin troppo note di Scoppola, Boffo, Rumi, Rodotà e Melloni o delle Sue, che invece ci vengono ripetitivamente propinate con scialo di parole e di carta.
    Se lei informasse i Suoi lettori dell'esistenza di un cattolicesimo integrale, anche lo stracco dibattito sui teocon acquisterebbe una luce diversa e proporzioni più realistiche.
    Perché non sarà certo da voi, "atei devoti" e Danai portanti doni, che il cattolicesimo può aspettarsi una resurrezione, e ciò rende alquanto penosa la posizione del direttore di "Avvenire" e dei sedicenti conservatori alla Rumi o (per passare nel campo ateo) alla Pera ; ma certo nemmeno dagli Scoppola e dai Melloni, vecchi arnesi di un "cattolicesimo democratico" che da tempo non ha più nulla da dire, o dai Viroli, epigoni di un laicismo protestantizzante ancora fermo all'idea di una Chiesa che dovrebbe ringraziare i piemontesi per il 20 settembre, come pensavano Omodeo, Salvatorelli e Spadolini.
    La riscossa potrà venire solo dalla riscoperta della Tradizione e dell'autentico Magistero, in particolare della dimenticata dottrina della Regalità di Cristo, non a caso non citata in alcuna delle nove fitte pagine di articoli del "Foglio" da me citato.

    Distinti saluti

    Franco Damiani


    Villafranca Padovana (PD), 17 novembre 2004 .
    nella festa di S.Giovanni Taumaturgo

  2. #252
    scemo del villaggio
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    Predefinito Dei "Liberi" il catalogo è questo

    RIECCO L'APPELLO DEL "FOGLIO" CONTRO IL PROCESSO INQUISITORIO AL "DISCRIMINATORE" BUTTIGLIONE

    Riteniamo contrario a una visione laica e liberale delle istituzioni giudicare un politico cattolico o di qualsiasi altra confessione culturale in base alle sue idee e al suo credo. E' quello che è successo a Strasburgo nel caso del professor Rocco Buttiglione. Per questo motivo esprimiamo il nostro rammarico e la nostra preoccupazione.

    Gianni Baget Bozzo, teologo e politologo;
    Pier Luigi Battista, giornalista;
    Luigi Compagna, senatore dell'Udc;
    Roberto de Mattei, docente di storia moderna all'università di Cassino;-
    Ruggero Guarini, scrittore,
    Massimo Introvigne,direttore del Cesnur;
    Giorgio Israel, docente di matematica all'università La Sapienza di Roma;
    Raffaele La Capria,scrittore;
    Nicola Matteucci, docente di filosofia morale all'università di Bologna;
    Antonio Monda, giornalista;
    Piero Ostellino, giornalista, per il quale "la bocciatura di Buttiglione è illiberale. Ma se i valori sono p'luralistici e fra loro incommensurabili, come conciliare l'autonomia intellettuale del cattolico Buttiglione con quella di chi cattolico non è? Buttiglione è disposto a riconoscere una distinzione pià forte di quella che ha operato fra etica e diritto? Cioè che fra la propria autonomia e quella del destinatario del proprio agire politico è sempre più importante quest'ultima?";
    Riccardo Pacifici, della comunità ebraica di Roma,
    Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali all'università cattolica di Milano;
    Francesco Perfetti, docente di storia contemporanea all'università Luiss di Roma,
    Giovanni Reale, docente di storia della filosofia antica all'università San raffaele di Milano, per il quale "purtroppo siamo giunti al punto in cui gli atei e i miscredenti possono dire quello che vogliono, i credenti no";
    Sergio Ricossa, docente di politica economica all'università di Torino:
    Carlo Ripa di Meana, consigliere della regione Umbria;
    Giorgio Rumi, docente di storia contemporanea all'università statale di Milano;
    Gian Enrico Rusconi, docente di scienza politica all'università di Torino, per il quale "Buttiglione pecca sempre però di una certa mancanza di sensibilità";
    Giovanni Russo, giornalista, "anche se non condivido niente di quello che ha detto";
    Giulio Sapelli, docente di storia economica all'università statale di Milano;
    Giuseppe Scaraffia, scrittore;
    Antonio Socci, giornalista;
    Giuliano Zincone, giornalista.

    Avete visto, ragazzi, quanti bei nomi? Il vero gotha del giudeocristianesimo, con i cattolici "tradizionalisti" alla De Mattei (anzi, scusate, de Mattei: dev'essere nobile) e Introvigne accanto a ebrei come Israel e Pacifici (personalmente se sapessi di essere "difeso" da costoro preferirei il carcere a vita) e ai laiconi tutti d'un pezzo come Rusconi e Russo. Conforta infine notare l'assenza di Leonardo Massimi, che a Rimini aveva annunciato la sua firma. evidentemente la compagnia sarebbe stata un po' imbarazzante persino per lui.

  3. #253
    scemo del villaggio
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    Predefinito I cattolici e la legge 40

    Caro direttore,

    nell'articolo di Emanuele Boffi sul "Foglio" di sabato 20 novembre sono analizzate le posizioni del "mondo cattolico" nei confronti del prossimo referendum per l'abrogazione della legge 40/2004 sulla fecondazione artificiale. Ci sono tutti, dalla CEI alla Margherita, dai cristiano-sociali all'UDC, da CL a Radio Maria, dai Legionari di Cristo al Rinnovamento nello Sprito ai neocatecumenali ai Focolarini ad Alleanza Cattolica.
    Manca nessuno? Ma sì che manca qualcuno: sempre gli stessi, quei rompiscatole dei tradizionalisti, indultisti o lefebvriani o sedevacantisti. Che al referendum, ritengo, voteranno "sì" per abrogare una legge omicida e immorale, spacciata dai suoi sostenitori come il "male minore" e il "massimo che si poteva ottenere": ma se il "massimo" è la soppressione di bambini innocenti (che ne sa, il povero bimbo non nato, che quella fecondazione è "omologa" anziché "eterologa"?) e la legittimazione di fatto del concubinato non ci dovrebbero essere dubbi nel respingerla, per un cattolico. Che è tenuto dalla fede a non approvare il male, da chiunque commesso. Respingendo i sofismi che già servirono a introdurre divorzio e aborto. La mancanza di un fronte cattolico del "sì" (o almeno la sua mancanza totale di visibilità) la dice lunga su quanto la situazione sia peggiorata rispetto a una ventina d'anni fa.


    Franco Damiani

  4. #254
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    Predefinito

    La "mancanza totale di visibilità" del "fronte cattolico del sì" per l'abrogazione dell'attuale legge sulla fecondazione artificiale, è facilmente spiegabile... A mia scienza, il nostro Franco Damiani è infatti l'UNICO cattolico che voterebbe sì - con Pannella e tutti i massoni del mondo - all'eventuale referendum radicale.
    I "tradizionalisti" ("indultisti, o lefebvriani o sedevacantisti") non voteranno certo sì come Damiani, per il semplice fatto che votare sì non significa vietare la fecondazione artificiale omologa, ma rendere possibile, come prima della legge, qualsiasi crimine in materia, inclusa la fecondazione artificiale eterologa.
    Tra l'altro, non è affatto necessario votare "no" all'abrogazione della legge (approvando in un certo modo una legge che ammette cose immorali). Basta astenersi. Una massiccia astensione impedirebbe il raggiungimento del quorum e vanificherebbe il referendum radicale, senza causare scrupoli di coscienza a chi non può accettare la legge in vigore, senza però votare per avere una situazione legislativa di gran lunga peggiore, come vorrebbe Franco Damiani (che naturalmente parla solo a nome di se stesso).

  5. #255
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    Predefinito

    Un dibattito molto interessante, ancora più interessante e gradevole se rimarrà PACATO...


    Guelfo nero

  6. #256
    scemo del villaggio
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    Predefinito

    Originally posted by Troilo
    La "mancanza totale di visibilità" del "fronte cattolico del sì" per l'abrogazione dell'attuale legge sulla fecondazione artificiale, è facilmente spiegabile... A mia scienza, il nostro Franco Damiani è infatti l'UNICO cattolico che voterebbe sì - con Pannella e tutti i massoni del mondo - all'eventuale referendum radicale.
    I "tradizionalisti" ("indultisti, o lefebvriani o sedevacantisti") non voteranno certo sì come Damiani, per il semplice fatto che votare sì non significa vietare la fecondazione artificiale omologa, ma rendere possibile, come prima della legge, qualsiasi crimine in materia, inclusa la fecondazione artificiale eterologa.
    Tra l'altro, non è affatto necessario votare "no" all'abrogazione della legge (approvando in un certo modo una legge che ammette cose immorali). Basta astenersi. Una massiccia astensione impedirebbe il raggiungimento del quorum e vanificherebbe il referendum radicale, senza causare scrupoli di coscienza a chi non può accettare la legge in vigore, senza però votare per avere una situazione legislativa di gran lunga peggiore, come vorrebbe Franco Damiani (che naturalmente parla solo a nome di se stesso).
    L'astensione quindi sarebbe un mezzo per ottenere la conferma di una legge omicida e immorale senza "sporcarsi le mani": Machiavelli al confronto era un dilettante. Non vorrei affatto "una situazione legislativa di gran lunga peggiore come l'attuale" ma ritengo che un cattolico non debba battersi per il "male minore", che sempre male è, bensì per il bene, ossia per il divieto totale della fecondazione artificiale. Personalmente, con i mezzi di cui dispongo, continuerò a farlo. Grazie al trabocchetto del "male minore" abbiamo già il divorzio e l'aborto: personalmente non ci casco più.

  7. #257
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    Ovviamente ogni cattolico si batte per il divieto totale della fecondazione artificiale.
    Tuttavia, nell'eventuale referendum, non esisterebbe questa opzione. La scelta sarebbe:
    a) votare sì, e causare un male maggiore
    b) votare no, e confermare il "male minore"
    c) astenersi, e, di fatto, evitare almeno il male maggiore.

    Franco Damiani non "vorrebbe" causare il male maggiore, però... lo vuole, se vota e fa votare sì. Se non è lecito volere e causare il male minore, è ancor meno lecito volere e causare, come di fatto accade votando sì, il male maggiore. Egli non ha capito che votando sì non vieta la fecondazione artificiale (come tutti vorremmo), ma la rende legale in tutte le sue forme.
    I francesi dicono: "qui veut faire l'ange, fait la bête"

  8. #258
    scemo del villaggio
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    Predefinito

    Originally posted by Troilo
    Ovviamente ogni cattolico si batte per il divieto totale della fecondazione artificiale.
    Tuttavia, nell'eventuale referendum, non esisterebbe questa opzione. La scelta sarebbe:
    a) votare sì, e causare un male maggiore
    b) votare no, e confermare il "male minore"
    c) astenersi, e, di fatto, evitare almeno il male maggiore.

    Franco Damiani non "vorrebbe" causare il male maggiore, però... lo vuole, se vota e fa votare sì. Se non è lecito volere e causare il male minore, è ancor meno lecito volere e causare, come di fatto accade votando sì, il male maggiore. Egli non ha capito che votando sì non vieta la fecondazione artificiale (come tutti vorremmo), ma la rende legale in tutte le sue forme.
    I francesi dicono: "qui veut faire l'ange, fait la bête"
    Grazie per la "bete" (non so mettere il circonflesso). Avete capito, quindi? Astenetevi (e se poi così fate vincere i sì, pazienza: gli ordini di Troilo non si discutono).
    Io comunque non ho mai "reso legale" alcunchè: perchè Troilo non si impegna con me in una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per il divieto totale della fecondazione artificiale?

  9. #259
    Ancilla Domini!
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    Originally posted by franco damiani
    Grazie per la "bete" (non so mettere il circonflesso). Avete capito, quindi? Astenetevi (e se poi così fate vincere i sì, pazienza: gli ordini di Troilo non si discutono).
    Io comunque non ho mai "reso legale" alcunchè: perchè Troilo non si impegna con me in una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per il divieto totale della fecondazione artificiale?
    Salve a tutti,
    personalmente non mi ritengo responsabile dell'esito di un referendum non avendo votato ad esso; in più, non avendo mai votato nella mia giovane vita da maggiorenne, ancor meno sento e il diritto/dovere di votare - non approvando questa forma di governo mi pare più che coerente come scelta - ed ancora non mi sento per nulla chiamata in causa per un referendum che "responsabilizza" il cittadino difronte a scelte opposte fra loro ma che, nel loro esito, sfociano entrambe nello stesso mare.

    saluti
    asceta

  10. #260
    scemo del villaggio
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    Predefinito Circiterismi

    Sull'Osservatore Romano del 14.7.99 sotto il titolo "Una tragedia" Gino Concetti scriveva: "Le leggi tentano di contenere questo danno stabilendo una produzione (di embrioni) mirata e limitata. Ma non basta questo accorgimento per dichiarare lecita la tecnica FIVET. E' la distruzione di embrioni che vi è connessa a rendere tale tecnica gravemente illecita. La distruzione di embrioni è un delitto (...) che nessuna legge, per nessun motivo, può giustificare".

    GRAVEMENTE ILLECITA E DELITTO INGIUSTIFICABILE.

    Il dott. Luca Poli, a commento, constatava l'emergere del "grado ormai sommo di circiterismo e desistenza (per usare due parole care al prof. Amerio), al cui riparo il 'figlio della perdizione' sembra agire con crescente risoutezza, in vista ormai della sua meta. togliere di mezzo il trattenente, ("ho katéchon, v. 2 Ts. 2. 3, 6-7)".

    Già allora i vari Casini (Carlo) e compagnia cantante esultavano: "Provetta selvaggia non abita più qui".
    I democristiani non cambiano mai.

 

 
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