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Discussione: Semper infideles

  1. #51
    scemo del villaggio
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    Predefinito Lettera al direttore del "Secolo"

    Caro direttore,

    leggo sul “Secolo” di oggi 20 marzo un trafiletto che annuncia un convegno nella sede della Provincia di Roma sul “dialogo interreligioso”, con esponenti delle “religioni più significative del nostro tempo” (sic), buon’ultima delle quali il cattolicesimo. A me hanno insegnato che di religione ce n’è solo una, quella cattolica, e che le altre sedicenti religioni, per quanto “significative”, altro non sono che idolatrie organizzate o sette eretiche e/o scismatiche. Ricordo anche che S.S. Pio Xi, nell’enciclica “Mortalium animos” del 1928, proibì severamente riunioni di questo tipo, che mettono sullo stesso piano l’unica religione rivelata e dottrine di origine umana, tutte viziate da errori più o meno gravi e quindi pericolose per la fede. Da quarant’anni non ci si fa più caso e nell’orgia del relativismo e del sincretismo non ci si perita di organizzare riunioni del genere cui in questo caso la provincia di Roma concede la sua sede e il suo patronato. Mi stupisco che una persona attenta e preparata quale Antonio Saccà si faccia promotore di iniziative del genere, il cui risultato può essere solo quello di confondere vieppiù le coscienze: infatti o si diranno le cose come stanno e allora il clima idillico andrà in frantumi oppure ognuno dirà solo quello che non può infastidire gli altri e allora si celebrerà la sagra dell’ipocrisia.


    Franco Damiani

    Venezia-Mestre, 20 marzo 2003

  2. #52
    scemo del villaggio
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    Predefinito Divorziati risposati

    Lettera al direttore del "Corriere del Veneto"

    Caro direttore,

    "il patriarca tende la mano ai divorziati", si legge in un articolo del 21 marzo di Raffaele Rosa (a cui andrebbe spiegato che un conto è l'annullamento e un conto il divorzio, dato che parla di "richieste di divorzio" rivolte... alla Curia). Benissimo, anzi malissimo, in quanto questa "mano tesa" sembra prescindere totalmente, com'è ormai ahimè prassi consolidata, dal pentimento (contritio cordis), nonché dal proposito di vivere castamente (satisfactio operis). Né del resto si distingue tra "divorziati" e basta (conosco persone che il divorzio l'hanno subito e ciononostante vivono con fatica e sofferenza la loro condizione senza cercare sconti o scorciatoie) e "divorziati risposati", ma si parla genericamente di "casi familiari difficili". Pare proprio, insomma, la solita bontà pelosa, che mortifica i buoni e i miti finalizzata com'è al plauso del mondo e non alla gloria di Dio.


    Franco Damiani

  3. #53
    scemo del villaggio
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    Predefinito "Avvenire" e il dialogo cristiano-islamico

    Islam, l'ora del confronto sui testi sacri

    di Gian Maria Vian

    Nel diluvio d'emozioni, dibattiti e soprattutto strumentalizzazioni, la guerra in Iraq induce a riflessioni sulla necessità del dialogo e della laicità, come già la tragedia dell'11 settembre 2001 ha provocato l'avvio d'un salutare ripensamento sull'evoluzione delle società contemporanee e il confronto tra mondi e culture. Un contributo che s'innalza al di sopra di scontate banalità è venuto da Maurice Borrmans, religioso cattolico francese autore d'un volume sul dialogo tra cristianesimo e islam, intervistato da "Avvenire" lo scorso 19 marzo. Dopo aver sottolineato che centrale è il dibattito sul rispetto di diritti umani e libertà di coscienza, lo studioso ha notato che ci troviamo di fronte ad accuse reciproche d'incomprensioni e che a ragione l'intellettuale palestinese Edward Said esorta a fronteggiare uno scontro non tanto di civiltà quanto d'ignoranze. Ma la strada da percorrere è ancora lunga ed è necessario avviare un confronto critico sui testi sacri e sulle loro interpretazioni, dalle quali discendono organizzazioni sociali e legislazioni. Si deve aggiungere che in quest'ambito il mondo occidentale - a differenza delle tradizioni islamiche - ha saputo affrontare la modernità. La stessa laicità deve infatti molto alle correnti culturalmente più avvertite della tradizione cristiana, come dimostrano la storia dei testi biblici sottoposti ad analisi critica e, ora, il dibattito sulla guerra e persino la predicazione dei maggiori esponenti religiosi cristiani in favore della pace. Le radici affondano certo nella fede ma il dibattito più ragionevole e le diverse posizioni sulla guerra - a parte insensati opposti estremismi - sono declinate in Occidente senza pretese religiose assolutizzanti, cioè fondamentaliste. Se un accordo si creasse su questo punto nelle tradizioni monoteiste ebraiche, cristiane ed islamiche,
    un grande passo avanti per superare lo scontro d'ignoranze sarebbe compiuto.


    Breve commento:

    a) il dialogo sarebbe su "diritti umani" e "libertà di coscienza", cioè su due temi non cattolici, anzi, almeno nell'attuale declinazione, anticattolici (è lo stratagemma per poter "dialogare" anziché "convertire").

    b) Le "pretese religiose assolutizzanti" sono quelle su cui sole può fondarsi la vera pace, ossia il Regno Sociale di N.S. Gesù Cristo.

  4. #54
    scemo del villaggio
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    Predefinito Paolo VI a "Novecento"

    Visto ieri sera a "Novecento" il finale del ritratto di Paolo VI. In studio "padre" Carlo Cremona e il vaticanista del "Messaggero" Orazio Petrosillo. Sensazione: il solito santino in stile Baudo, tutto melassa e insopportabili sbrodolamenti apologetici. Il papa del rinnovemento, della nuova attenzione per gli artisti ("la Chiesa vi ha troppo trascurati", disse a Eduardo), il papa, naturalmente, del "Concilio", che seppe condurre in porto, ha detto Petrosillo, "tra gli opposti estremismi". La "preghiera" alle BR? Un grande atto di umiltà (il "Vicario di Cristo" che supplica dei terroristi di non uccidere un ostaggio, anziché minacciare loro le pene dell'inferno). Dulcis in fundo: il "rimprovero Dio" nella messa funebre per Moro: "Tu, Dio della vita e della morte, non hai esaudito la nostra preghiera per la vita di Aldo Moro, uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico". Detto quasi con rabbia: ma per Petrosillo e Baudo era "la rabbia di un mistico" e più non dimandare. Adeguato il pubblico, tra il quale la nota scrittrice "anticonformista" Lina Sotis. Crisi del post-Concilio, fumo di Satana, nuova messa, seminari vuoti, catechismo olandese, don Villa, Amerio, ecc.? La RAi è pluralista, dà voce a tutti. Salvo che agli "opposti estremisti", naturalmente: da Mons. Thuc a Turoldo.
    Presto Paolo VI sarò fatto santo: su questo tutti d'accordo. Anzi, Cremona farebbe santo anche Baudo. Il primo divorziato risposato (=scomunicato) sugli altari.

  5. #55
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    Predefinito Montini a Novecento

    Caro professore,

    ho visto anch'io parte dell'intervista, davvero molto apologetica e con benedizioni dei laicisti in studio.
    Padre Cremona ha parlato dell'accusa di omosessualità, bollandola come una sciocchezza: mi consta che ancor oggi sia l'unico ostacolo di una certa rilevanza alla "beatificazione", altrimenti già scattata per meriti "conciliari".
    Un monsignore di retto sentire che si occupa delle cause dei santi ha detto ad un mio caro amico: "Troppe persone sono ancora vive".

    un saluto cordiale

    Guelfo Nero

  6. #56
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    Predefinito Re: Lettera al direttore di "Avvenire"

    Originally posted by franco damiani
    Caro direttore,

    Alberto Oliverio, nell'editoriale-cultura di domenica 23 su teorie e magie nella scienza, cita un "Vittorio Sermonti" che è manifestamente "Giuseppe Sermonti"; Franco Cardini giovedì 27, nel bel pezzo su chi ha paura dei miracoli, se la prende giustamente con chi considera una pazza Santa Gemma Galgani ma guardando vicino (un "Avvenire" di qualche settimana fa) avrebbe trovato un articolo in cui Vittorino Andreoli dice proprio quello. Infine e soprattutto m'indigna leggere che Rowan Williams sarebbe il legittimo successore di S. Agostino di Canterbury, dato che Leone XIII chiarì definitivamente che la "Chiesa" anglicana non gode della successione apostolica. Avete silenziosamente abrogato quel decreto o Enzo Bianchi gode di extraterritorialità giornalistica e dottrinale?

    Franco Damiani

    Venezia-Mestre, 28 febbraio 2003

    Le offro una pizza (napoletana), se questa lettera è stata pubblicata.

  7. #57
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Re: Lettera al direttore di "Avvenire"

    Originally posted by Fra Tommaso
    Le offro una pizza (napoletana), se questa lettera è stata pubblicata.
    Peccato per la pizza, ma potrei scrivere un libro con tutte le mie lettere non pubblicate. A me basta che l'abbiano letta.

  8. #58
    scemo del villaggio
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    Predefinito Le pape a donné la communion à l’anglican Tony Blair.

    Résumé : Alors qu’un récent article de la Civilta Cattolica fustige la pratique de l’intercommunion, le pape vient de donner la communion à Tony Blair, lequel n’est d’ailleurs pas un schismatique comme un autre.

    En visite à Rome, ce 22 février, dans le cadre de son démarchage fébrile en faveur de la guerre en Irak, Tony Blair a assisté à la messe célébrée par le pape Jean-Paul II et a reçu la communion de sa main. Si Madame Blair et les enfants – qui ont fait le voyage – sont baptisés dans l’Eglise catholique, il n’en est pas de même pour le premier ministres de Sa Gracieuse Majesté. La Secrétairerie d’Etat a justifié le geste du pape en arguant du fait qu’il n’y avait pas d’église anglicane où M. Blair puisse se rendre au Vatican… Il existe cependant trois lieux de culte anglicans dans le centre de Rome. Le Révérend Jonathan Boardman, aumônier de l’église anglicane de Tous les Saints à Rome, a dit à la presse : "Cela pourrait être significatif. Cette petite pierre pourrait déclencher une avalanche. L’octroi de dispenses devient un sujet hautement controversé pour ceux d’entre nous à qui elles ne sont pas accordées."


    En Grande-Bretagne, dans le cadre d’un mariage mixte, il est permis à la partie non-catholique de recevoir la communion; c’est ce que stipulent les directives établies dans le document romain "Un pain, un corps" de 1998. Il y est dit que, même dans les mariages mixtes, "le partage eucharistique ne peut être qu’exceptionnel". Les circonstances dans lesquelles on peut recevoir la communion peuvent inclure le baptême ou la confirmation d’un enfant du couple.
    Le cas de Tony Blair est à considérer sous un autre angle. En effet, il est Premier ministre d’un pays dans lequel on tue environ 250 000 enfants par an. De plus, il est en partie responsable de nouvelles législations dégradantes pour les âmes et pour l’ensemble de son peuple. A titre d’exemple, et pour ne citer que des faits récents :

    • Les relations homosexuelles sont autorisées à partir de 16 ans (2002).
    • Nouvelle législation contre la "discrimination" des homosexuels pouvant entraîner une citation des évêques d’Angleterre devant les tribunaux s’ils refusent l’accès aux ordres pour les homosexuels (mars 2003).
    • Légalisation de l’adoption pour les couples homosexuels (novembre 2002).
    Enfin, il est tout de même le grand soutien d’une politique d’embargo qui a déjà fait des centaines de milliers de victimes civiles et il est l’un des grands protagonistes d’une guerre qui ne fera que rallonger la liste des victimes.
    Même si Tony Blair était catholique, trop de raisons objectives justifieraient un refus de lui accorder la communion. Il est loin ce temps où le pape avait le courage de déplaire au roi d’Angleterre pour ne pas déplaire au Roi des rois.
    Remarquons enfin que cet acte vaut plus qu’un texte sur l’intercommunion. Comme le commentait un anglican habitant à Rome: "Il y a trop d’exceptions qui sont faites. C’est une marée montante. Cela démontre l’empressement du pape à avancer – en faisant les petites choses qui peuvent être faites plutôt que les grandes choses."
    "Il existe, à certains endroits, confusion et abus – je pense par exemple à l’intercommunion pratiquée assez fréquemment – qui font beaucoup de tort aux requêtes d’une authentique unité. Un œcuménisme qui laisserait plus ou moins de côté la question de la vérité ne pourrait aboutir qu’à des succès apparents." (Lettre de Jean-Paul II à tous les cardinaux allemands, 22 février 2001)

    Dal sito DICI. Domando un parere su quest'ultimo passaggio.

  9. #59
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    Predefinito Re: Re: Re: Lettera al direttore di "Avvenire"

    Originally posted by franco damiani
    Peccato per la pizza, ma potrei scrivere un libro con tutte le mie lettere non pubblicate. A me basta che l'abbiano letta.
    Se la merita lo stesso.... quanto meno per la perseveranza.


    Mi sa, comunque, distinto professore, che la perseveranza potrà aprire la porta del Regno dei Cieli, ma non quella della redazione di Avvenire!

    La saluto.

  10. #60
    scemo del villaggio
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    Predefinito Antonio Socci

    Dal "Giornale" del 7 aprile, articolo "I ladri di parole che rubano perfino al Papa":

    (...) Del resto in un'altra occasione, il 22 gennaio 2003, il papa pregando per l'unità dei cristiani, invitava alla "comune riflessione sul ministero del vescovo di Roma2. Ebbene. Il giorno dopo, i titoli dei giornali ne parlavano come se il Pontefice avesse intenzione di delegittimare il Primato di Pietro".

    (n.d.m.): Ecco un caso in cui i giornali laici vedono più lontano di un giornalista...più papista del papa.

    "Uno degli episodi più buffi accade ai primi di marzo, quando esce il volumetto di poesie inedite di karol Wojtyla, "Trittico Romano". Il papa cita qui la "visione di Michelangelo" nella Cappella Sistina e l'amore tra uomo e donna. Un noto commentatore fraintende la faccenda. Con la forzatura del titolista ne viene fuori che "il matrimonio si scioglie senza l'amplesso totale".

    (n.d.m.) Il che, per la verità, corrisponde abbastanza bene alla visione sessuocentrica di Wojtyla.

    Segue tirata sul fatto che "dietro la scelta americana non sta affatto la presunzione di avere Dio dalla propria parte. ma semmai la decisione di sottomettere a Dio tutti i propri atti chiedendo perdono per quelli eventualmete contrari alla sua volontà. La decisione strategica della casa Bianca di risparmiare quante più vite umane fosse possibile, sia di americani che di iracheni, impiegando per questo scopo le tecnologie più avanzate, è la prova di quanto il lievito cristiano abbia cambiato la storia umana, perfino nel suo atto più crudele e terribile: il modo di fare la guerra".

    (n.d.m.) Su ciò valgano le considerazioni di Liverani (vedi "Rassegna stampa: "Avvenire") in "Controstampa" del 6 aprile. I "pochi" iracheni defunti si potranno consolare pensando che le loro morti erano necessarie per portare la libertà e la democrazie

 

 
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