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Discussione: Semper infideles

  1. #61
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    Predefinito SEMPRE INFIDELES SEMPRE INFIDI

    CARI AMICI,

    RINGRAZIO IL PROFESSOR DAMIANI PER AVER APERTO QUESTO THREAD MESI FA: è UNA RASSEGNA DELLE DEFORMITà NEOMODERNISTICA RACCOLTE (FIOR DA FIORE) DALLA STAMPA "CATTOLICA".
    PER CHI COME ME SI TIENE RIGOROSAMENTE E SCIENTEMENTE LONTANO DA CODESTA STAMPA, è UN'OCCASIONE PER FARE CONTINUAMENTE IL PUNTO SUGLI ATTUALI STATI DI ABERRAZIONE ERETICALE.

    ANCORA GRAZIE AL CARISSIMO PROFESSORE, NELLA SPERANZA DI SENTIRCI PRESTO

    GUELFO NERO

  2. #62
    scemo del villaggio
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    Predefinito Il potere temporale

    In risposta a un ascoltatore che ripeteva la solfa della "separazione fra Stato e Chiesa come massima conquista della libertà e della democrazia", Vittorio Parsi, giornalista di "Avvenire", ha detto oggi: "Siamo tutti d'accordo che la perdita del potere temporale è stata provvidenziale per la Chiesa. Mi sa dire come potrebbe il Papa esercitare il suo alto magistero spirituale con gli zuavi a San Pietro"? A quando la celebrazione del 20 settembre come festività religiosa?
    Poco dopo, in risposta a un'altra ascoltatrice che lamentava l'"antiecumenicità" dell'enciclica sull'Eucarestia, farneticando di "chiese" e di "coscienza superiore a tutte le chiese" (guarda caso, lo stesso concetto del "cardinal" Etchegaray) ha balbettato (l'argomento non era, ha dichiarato, tra i suoi preferiti), quasi a scusarsi, che il Papa "fa il suo mestiere" e "il cattolicesimo, la religione più...anzi, l'unica religione...vera...almeno spero di non tradire il pensiero del Papa". Infatti il Papa non dovrebbe dubitare che il cattolicesimo fosse LA religione...

  3. #63
    scemo del villaggio
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    Predefinito L'enciclica sull'Eucarestia

    Dall'articolo "Un mondo a misura d'uomo (Giovanni Paolo II pubblica la sua quattordicesima enciclica)" su "Linea" del 18 aprile:

    "Il testo si snoda così tra richiami dottrinari e profondità teologica, forse a favore di quest'ultima, visto che il papa rimanda a un prossimo documento dei competenti dicasteri vaticani le messe a punto sugli 'abusi' e le 'pratiche non accettabili' in campo liturgico.

    (n.d.m.): Un "prossimo documento"? Ben venga, ma oltre a denunciarli, questi abusi trentennali , che faranno per farli cessare? E non è la stessa messa "di Paolo VI" un abuso?

    "Il Pontefice denuncia che l'adorazione eucaristica è quasi abbandonata, MOLTI RITENGONO CHE L'EUCARESTIA SIA SOLO RICORDO DI UN FATTO E OCCASIONE CONVIVIALE E NON SACRIFICIO CHE SI RINNOVA OGNI VOLTA, solo al prete spetta celebrare messa e recitare la preghiera eucaristica, per comunicarsi bisogna essere in "stato di Grazia" (cioè esseresi confessati e non vivere in stato di peccato)".

    (n.d.m.): Domanda: chi ha permesso l'attenuazione fin quasi all'annullamento del concetto di Presenza Reale? E che senso ha denunciare ora tale oblio quando la principale responsabile ne è proprio la "messa nuova" voluta a fini "ecumenici" da paolo VI e difesa con il coltello tra i denti dall'attuale "Papa" a colpi di scomuniche? A un vero Papa non si addice il "denunciare", ma l'intervenire e il provvedere. Che cos'ha fatto in 25 anni di "pontificato" se non favorire questo letale corso, contro il quale invano da quarant'anni lottano in"tradizionalisti"? La vecchia massima "piscis a capite foetet" mai come ora ci è parsa attuale.

    "Il Papa critica inoltre il fatto che cattolici partecipino alle messe di altre confessioni cristiane e viceversa, che non si rispettino le norme liturgiche sul decoro della celebrazione e ricorda che per il fedele andare alla messa domenicale è "un obbligo" (...) Il Papa affronta poi il probelma della 'banalizzazione' delle celebrazioni

    (n.d.m.) Domanda: chi ha dato l'esempio di "partecipazione alle messe di altre confessioni cristiane" se non proprio l'autore della denuncia? Chi ha "concelebrato" con il primate anglicano e con un pope ortodosso? Chi favorisce le "concelebrazioni ecumeniche", chi, per dirla tutta, ha baciato il Corano, è entrato in sinagoga e in moschea, non fa che ripetere che crediamo tutti nello stesso Dio? Chi, a proposito di "decoro", non si è peritato di ospitare in San Pietro ballerini africani a torso nudo, chi "celebra" davanti a folle scamiciate e a cantanti seminude, chi non ha esitato a indossare acconciature pellerossa e altri consimili copricapi, chi per 25 anni nulla ha detto e soprattutto fatto contro i peggiori abusi, contro l'abbandono generale della veste talare e financo del clergyman, contro i preti che cantano a messa canzoni dei Litfiba e sostituiscono il "Gloria" e il "Credo" con insulsi canti profani, chi ha lottato e lotta con accanimento degno di miglior causa contro tutti coloro che intendono restar fedeli non solo al "decoro" ma alla fede e alla liturgia di sempre? Che cos'è, un ravvedimento senile? e non andrebbe allora completato, visto che l'autore è specialista in "mea culpa", da un grande mea culpa verso tutti i "tradizionalisti" seguito da un'immediata inversione di rotta? E' proprio il caso di dire: "Carole, de te fabula narratur".

  4. #64
    scemo del villaggio
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    Predefinito Da "Corrispondenza romana2 del 12 aprile 2003

    POLITICA INTERNAZIONALE: uno scontro interoccidentale è meglio di uno scontro di civiltà con L'Islam.
    Denuncia che il pacifismo della Santa Sede sulla guerra in Iraq sarebbe stato dovuto a ragioni di "dialogo interreligioso" e commenta: "(...) se questo criterio di lettura fosse vero, tutti i cattolici "tradizionalisti" che negli Stati Uniti e in Europa militano oggi nel "partito della pace" si troverebbero in evidente imbarazzo".
    (n.d.m.): Davvero, caro de Mattei? Ma non è Lei il "papista"? noi "guérardisti" non riconosciamo a G.P.II l'autorità formale di Papa. In "evidente imbarazzo" sarà quindi Lei con i suoi tieffepisti.

    Franco Damiani

  5. #65
    scemo del villaggio
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    Predefinito

    Ricevo dall'amico Arcangelo Santoro:

    Ho provato, dalle suore dove studia mia figlia, a chiedere il permesso per affigere in bacheca il testo seguente (quello del comunicato di "Una vox2 sulla messa del 25 maggio, n.d.m.). Mi è stato NEGATO. Non ho avuto spiegazioni, che, del resto, neppure ho chiesto, perchè, onestamente non solo me lo aspettavo, ma, in verità, mi sarei stupito del contrario. Onestamente, però, per quanto lavori di fantasia non capisco quale possa essere il pretesto invocato. Pensavo che il nome del Cardinale fosse garanzia di "genuinità" e di ortodossia dell'operazione e potesse fare da "salvacondotto.Si vede che i "capoccia" di Roma valgono meno del 3 di coppe a briscola.
    A. S.

  6. #66
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    Predefinito Ormai sono "pappa e ciccia"

    UNA VOCE VENETIA

    VOGLIA DI TRADIZIONE

    Sulle orme di papa Sarto anche in Veneto il tradizionalismo cattolico prende sempre più piede

    L'orgoglio dei San Pio X boys per far tornare il prete all'antica

    Novanta seminaristi in pellegrinaggio alla casa del pontefice che si oppose al modernismo



    di Alessandro Zuin

    RIESE PIO X - Padre Michele Simoulin è un autentico soldato di Cristo. Mica per modo di dire: prima di prendere i voti, nel nome di san Pio X da Riese, profondo Veneto, e sotto le insegne di monsignor Marcel Lefebvre, era stato ufficiale di carriera nell'esercito francese. Capitano. Anche dentro la tonaca nera, con la fascia che gli stringe la vita, conserva un aspetto marziale. E quando afferma che "l'ecumenismo, la collegialità e la libertà religiosa sono la corruzione della vera fede", si percepisce che padre Michele sente nel suo intimo di obbedire a un ordine superiore. L'ordine della tradizione, che ha regolato infallibilmente l'esistenza di santa madre Chiesa fino alla modernità inoltrata. Salvo poi scontrarsi e finire sbaragliato da soverchianti forze avversarie durante il Concilio Vaticano II (1962-1965), voluto da Papa Giovanni XXIII. "Già, papa Giovanni...", mormora padre Michele, con una contorsione del viso che dice più di qualunque discorso.

    L'abbé Simoulin è il superiore del distretto italiano della Fraternità di San Pio X, la congregazione fondata dal vescovo Lefebvre e considerata la roccaforte del tradizionalismo cattolico, una sorta di isola pre-conciliare che si mantiene salda tra i flutti della secolarizzazione e del modernismo, pur scontando il grandissimo sospetto delle gerarchie ecclesiastiche. È lui, l'ex capitano, a guidare la piccola compagnia di novanta seminaristi lefebvriani che ieri mattina, senza fare troppo rumore in pubblico per non destare attenzioni sgradite, hanno iniziato da Riese Pio X il loro pellegrinaggio di devozione nei luoghi di papa Sarto, "un pilastro della vera fede", luce e guida della Fraternità che ha il suo epicentro ad Econe, nel cantone svizzero del Vallese. Tra loro c'è anche Fredrerich, nato a sette chilometri da Econe. Suo nonno, magistrato vecchio stampo, comprò spendendo di tasca propria il complesso dove oggi è ospitato il seminario, pur di evitare che diventasse una discoteca. E lo regalò a monsignor Lefebvre: al posto della musica dance, tra quelle mura ora risuona il gregoriano.

    Vestiti come don Camillo nei film tratti da Guareschi, tonaca nera fino ai piedi e collare romano immacolato (ma qualcuno ha lo zainetto sulle spalle, piccola concessione alla modernità dilagante), gli aspiranti missionari lefebvriani hanno assistito di buon mattino alla messa nel santuario delle Cendrole, una tappa irrinunciabile sulle orme di Pio X. Detta così, sembra una cosa normalissima. Ma la messa, secondo loro, è solo quella che si celebrava prima del famigerato Vaticano II, con il rito "tridentino": l'altare sta in fondo alla chiesa, il celebrante (uno e uno solo) dà le spalle all'assemblea, l'unica lingua utilizzata è il latino. Uno spettacolo, per il profano che è nato dopo il 1962; una pratica tollerata con somma diffidenza, per il corpo ecclesiastico post-conciliare. "Ma con il Vaticano i rapporti adesso sono buoni - assicura il superiore -, noi vogliamo aiutare il papa".

    Il problema, caso mai, è che non tutti i fratelli in Cristo vogliono aiutare loro. Semi-clandestini all'interno di santa romana Chiesa fino al Giubileo del 2000 (quando calarono in massa a Roma, impressionando per numero e partecipazione), sdoganati da papa Giovanni Paolo II che vorrebbe riportarli definitivamente sotto l'ala protettrice del Vaticano, i lefebvriani continuano a trovare porte chiuse sul loro cammino. Anche ieri, al seminario vescovile di Treviso - di cui il futuro papa Pio X fu direttore spirituale -, la comitiva di devoti ha ricevuto freddissima accoglienza, con la consegna implicita di non spingersi oltre l'androne d'ingresso e poi, gentilmente, proseguire per la sua strada. Di visitare la stanza che fu di Giuseppe Sarto, neppure a parlarne. Chissà, forse qualcuno temeva che i lefebvriani volessero portarsi via, come cimelio, la rinomata scrivania appartenuta al santo di Riese. Sempre che sia ancora lì.

    Alessandro Zuin



    da "Corriere del Veneto", 7 maggio 2003




    Notate: "Con il Vaticano i rapporti ora sono buoni". Già, a parte la scomunica...
    "Noi vogliamo aiutare il Papa". Sì, insegnadogli il catechismo.

  7. #67
    Eretico Arrosto!!!
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    Predefinito Re: Ormai sono "pappa e ciccia"

    Originally posted by franco damiani

    ..................... di novanta seminaristi......
    Novanta, professore????
    Lo ha trascritto bene???
    Cento seminaristi non li trovi neppure in tutta la Lombardia.

  8. #68
    scemo del villaggio
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    Predefinito DICI 75: L'enciclica sull'eucarestia

    L’encyclique sur l’eucharistie

    Résumé : Le Jeudi saint, le pape a publié une encyclique attendue sur la Sainte Eucharistie. La nature du sujet, intimement connexe à la Sainte Messe, faisait craindre et espérer...

    Le Jeudi saint, le pape a publié une encyclique attendue sur la Sainte Eucharistie. La nature du sujet, intimement connexe à la Sainte Messe, faisait craindre et espérer. Il faut avouer que l’espérance a reçu plus de satisfaction que la crainte, et que ce texte rend à la tradition de l’Eglise une place généralement oubliée ou niée. Cependant, il donne également à craindre, et certains aspects révèlent le chemin encore long avant le retour complet de la tradition à Rome.

    Nous ne pouvons qu’être satisfaits de retrouver un rappel vigoureux de l’aspect sacrificiel de la Sainte Messe. Le concile de Trente, dont on pouvait penser qu’il était totalement dépassé, revient à l’honneur pour soutenir cette réaffirmation. Dans la même ligne, la doctrine du "Mystère pascal", soubassement théologique du NOM, est revisitée dans un sens traditionnel, continuant toutefois à semer l’équivoque et à maintenir une explication théologique du Saint Sacrifice inadéquate et confuse.
    La place et le rôle du prêtre sont rappelés de manière plus droite et plus traditionnelle que dans les récents documents pontificaux.


    Cependant, une grave déficience apparaît dans l’omission de la propitiation. Ce caractère du Saint Sacrifice est en effet absent, et cela, sans nul doute, du fait d’une volonté délibérée. N’oublions pas la tendance actuelle à l’adoption de l’erreur de la Rédemption universelle qui s’est maintenue dans tous les grands documents du pontificat ayant abordé directement ou indirectement cette question.


    De nombreux rappels disciplinaires viennent consoler ceux qui luttent depuis si longtemps pour l’extirpation des abus. L’encyclique annonce également un ou deux décrets qui seront portés par les dicastères concernés (Congrégation pour la doctrine de la foi et Congrégation pour le culte divin) devant renforcer cette lutte contre la déliquescence liturgique : communion, précepte dominical, normes liturgiques devant être respectées.


    Cependant, le couplet œcuménique obligé vient mettre à mal de tels rappels. L’on peut estimer que, tant que le mouvement œcuménique sera porté par l’esprit qui l’anime, les rappels disciplinaires ne seront que de peu d’effet, car les choses sont liées.

    En conclusion, il faut se réjouir de l’indéniable progrès théologique que réalise cette encyclique et de l’effort disciplinaire qu’elle veut réaliser pour enrayer la décadence folle que la liturgie subit depuis 30 ans. Tout en déplorant que la propitiation, cette grande oubliée de la liturgie et de la théologie post-Vatican II, doive encore faire son purgatoire.

    date : 3/5/2003

  9. #69
    scemo del villaggio
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    Predefinito La "Messe è la carte" aurait-elle fait long feu?

    La “Messe à la carte” aurait-elle fait long feu ?


    Résumé : C’est du moins ce qu’annonce un article du journal italien "Panorama". Après les deux décrets attendus sur la sainte Eucharistie (cf. note précédente), une commission devrait être constituée au mois d’octobre, pour lutter contre la folie liturgique qui s’est emparée de tous les esprits...



    C’est du moins ce qu’annonce un article du journal italien "Panorama". Après les deux décrets attendus sur la sainte Eucharistie (cf. note précédente), une commission devrait être constituée au mois d’octobre, pour lutter contre la folie liturgique qui s’est emparée de tous les esprits. Il semble que l’on puisse reconnaître le vieux projet du cardinal Ratzinger de la “réforme de la réforme”. Il est difficile d’en dire plus aujourd’hui. Mais cela pourrait être un signe supplémentaire d’un certain mouvement dans les instances romaines en faveur de la messe traditionnelle.


    date : 3/5/2003

  10. #70
    scemo del villaggio
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    Predefinito Il cardinal Ratzinger raccomanda il catechismo di S. Pio X

    Le cardinal Ratzinger recommande le catéchisme de saint Pie X !

    Résumé : C’est dans le dernier numéro de 30 giorni. Une commission vient d’être créée qui a pour mission de donner une formule abrégée du catéchisme de 1992... C’est dans le dernier numéro de 30 giorni. Une commission vient d’être créée qui a pour mission de donner une formule abrégée du catéchisme de 1992, et dont le cardinal Ratzinger a reçu la présidence. Interrogé sur le catéchisme de saint Pie X, il avoue qu’il a gardé toute sa valeur théologique et pédagogique. Ainsi, les groupes désireux de l’utiliser pourront continuer à s’y référer. Cela ne rend pas notre travail inutile, conclut-il…

    date : 3/5/2003

 

 
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