Io "prendo" poco di più, oggi; ieri quasi il doppio.Originariamente Scritto da vend. solitario
Un "fatto" a margine; ma, affatto marginale.
Cassa integrazione record anche nel 2006
Le richieste sono cresciute di oltre il 7% nel primo semestre. Le difficoltà dell’industria
di Giampiero Rossi
EREDITÀ
La crisi non si cancella in due mesi. L’onda lunga dell’assenza di una politica industriale, purtroppo, non si è affatto esaurita.
E i numeri lo confermano.
Le aziende italiane continuano a soffrire, come dimostra il numero costantemente crescente delle richieste di cassa integrazione straordinaria. Il costante monitoraggio da parte del Dipartimento settori produttivi della Cgil evidenzia che le imprese che hanno avanzato richiesta di cassa integrazione sono passate dalle 934 del primo semestre 2005 alle 1007 del 2006, con un incremento del 7,82%.
Una tendenza negativa che appare ancora più accentuata nell'industria, passata dalle 701 del 2005 alle 822 del 2006, con un incremento percentuale del 17,26%.
«Anche l'articolazione per causale, continua a preoccuparci - spiega Vincenzo Lacorte, che coordina lo studio della Cgil - per effetto della crescita ininterrotta delle richieste di cassa integrazione straordinaria per crisi, che sono giunte a rappresentare il 54% delle concessioni e che, sommate a quelle per fallimento o amministrazione controllata sono pari al 70%». Quindi soltanto nel 30% delle aziende che utilizzano gli ammortizzatori sociali vi è un contratto di solidarietà o un progetto di ristrutturazione che implica un investimento per il futuro.Qualche segnale positivo di riduzione della cassa, almeno in questa fase, si registra nel settore metalmeccanici, dove i decreti passano da 356 a 300, mentre si raddoppiano i casi nell'agroalimentare e continuano a crescere nel tessile-calzaturiero, nel grafico e nel chimico. Cosi come le difficoltà nel legno arredamento e nel mobile imbottito portano i settori dell'edilizia ad una crescita dei decreti di cassa integrazione del 66%.
Per quanto riguarda la ripartizione per aree geografiche, si ripresenta pesante la situazione del Sud, dove il ricorso alla cassa integrazione straordinaria ha una crescita più accentuata della media nazionale, attestandosi al più 19,57%, a conferma del peggioramento della crisi meridionale. «Quel che preoccupa è che l'accentuarsi dell'uso della cassa integrazione arriva dopo un anno in cui si è registrata la "crescita" zero del Prodotto interno lordo - sottolinea Mauro Guzzonato, segretario confederale della Cgil e nuovo responsabile del Dipartimento settori produttivi - e con i settori manufatturieri che nel loro complesso, per il quinto anno di seguito non raggiungono i livelli produttivi del 2000».
La via d’uscita?
È sempre quella che i sindacati indicano da almeno cinque anni: una politica industriale che sostenga gli investimenti delle imprese sul proprio futuro.
A partire dall riduzione del cuneo fiscale, ma - come sostiene la Cgil - soprattutto a favore delle aziende che scelgono di investire in innovazione e ricerca, cioè che intendono competere sui mercati.
Non certo a beneficio degli imprenditori che si ostinano a giocare la sola carta della riduzione del costo del lavoro.




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