Originariamente Scritto da silvano
Domando scusa.
Oggettivista
Originariamente Scritto da silvano
Domando scusa.
Oggettivista


Chi non sa domandi, non spieghi.
Quando si leggono certe spiegazioni pare che le questioni religiose invece di potersi dipanare con la storia, la sociologia, la psicologia, la spiritualità ecc. si possano spiegare solo con L'OPINIONE PERSONALE.
Tutto questo è sciocco ed è banalissimo....


Chi non sa domandi, non spieghi.
Quando si leggono certe spiegazioni pare che le questioni religiose invece di potersi dipanare con la storia, la sociologia, la psicologia, la spiritualità ecc. si possano spiegare solo con L'OPINIONE PERSONALE.
Tutto questo è sciocco ed è banalissimo....


Il problema posto all'inizio della discussione è solo dovuto ad una confusione terminologica, che mi perseguita fin dal primo giorno che ho partecipato a qualcuno di questi forum.
La confusione è dovuta semplicemente alla parola Tradizione, che viene interpretata in modo diverso a seconda della religione a cui si appartiene.
Inoltre, diciamocelo, gli ortodossi hanno, in Italia, scarsa visibilità. E alcuni tra loro, grazie agli ottimi rapporti intrattenuti con la Chiesa di Roma, dall'esterno non vengono percepiti come una religione diversa, ma solo come un rito diverso. Celebrare con una diversa liturgia, con una lingua diversa, ma in una Chiesa cattolica, questo è consentito agli ortodossi ecumenisti. Così facendo, costoro rinnegano, se non a parole, ma nei fatti, quella che è la vera e autentica Tradizione ortodossa, che è di netta distinzione dalla Chiesa di Roma. Gli ortodossi considerano come Tradizione, quella della Chiesa indivisa, ovvero considerano come Concilii i primi sette, quelli approvati dall'intera Chiesa.
Quando si parla invece di tradizione della Chiesa di Roma, si intende invece qualcosa di diverso : dopo lo scisma della Chiesa di Roma dalla Chiesa universale, da parte romana il messaggio cristiano è stato modificato, a più riprese nel corso della storia.
Sono stati celebrati concilii a cui le Chiese d'oriente sono state invitate, come Lione ad esempio e Ferrara - Firenze, ma le cui decisioni non sono entrate a far parte del bagaglio ortodosso. Ad esempio il Concilio di Ferrara Firenze , aveva già raggiunto il suo obbiettivo, e gli inviati dell'Imperatore di Costantinopoli, città in estrema decadenza, e che lì a pochi anni sarebbe caduta in mano turca, erano già pronti ad accettare tutto quello che veniva imposto loro dai "fratelli" d'occidente, quando un santo, Marco d'Efeso, levò la sua voce in potente difesa della tradizione ortodossa scrivendo a tutti i cristiani della terra e delle isole, criticando le posizioni e le imposizioni cattoliche.
Potete trovere l'Enciclica di San Marco d'Efeso in orthodoxia.it cercando in "biblioteca".
Ovvero i delegati dell'Imperatore che stava perdendo il trono firmarono i patti predisposti, ma i fedeli ortodossi del mondo intero seguirono invece san Marco d' Efeso, preservando così inalterato il messaggio...
Alla cosidetta tradizione romana vennero fatte altre "aggiunte" : dapprima il Concilio di Trento e successivamente i dogmi promulgati nel corso del milleeottocento, ovvero l'immacolata concezione, e, durante il Concilio Vaticano I il più "pesante" dal punto di vista ortodosso : ovvero l'infallibilità papale...
Arriviamo così al nostro secolo e precisamente al 1958 : ovvero all'ascesa al trono pontificio di Angelo Giuseppe Roncalli. Contrariamente ai cardinali di curia e alla persona di PioXII che l'aveva preceduto, Roncalli conosceva bene sia l'ortodossia, sia la vita quotidiana di una nazione multiculturale e multietnica quale la Francia, dove era stato nunzio pontificio dopo gli anni trascorsi in Oriente.
Quando fu detto che sarebbe stato convocato un Concilioo, rimasi stupita. Perchè, se il papa era infallibile, bisognava convocare un Concilio ? Che cosa aveva in mente Roncalli ? Probabilmente quello che aveva in mente era il fatto che solo con un concilio generale della Chiesa di Roma, avrebbero potuto cambiare i rapporti con le altre religioni, ed in modo particolare con i fratelli d'oriente.
Ma quanto Roncalli aveva sperato, non si realizzò. Roncalli morì prima che il concilio fosse diventato "maturo" ed il papa che gli successe, almeno agli occhi del popolo, sembrò far di tutto per troncare al più presto il concilio.
Al contrario di Roncalli, Montini non aveva altra esperienza che quella delle stanze della segreteria di stato vaticana.
Alcune delle riforme che papa Roncalli aveva in mente, entrarono comunque in vigore, nonostante il vero e proprio sabotaggio da parte di colui che lo aveva seguito. Una certa sinodalità fece timidamente capolino nelle conferenze episcopali... e via dicendo.
Alle riforme (timide ed incomplete) del Concilio vaticano II si oppose il vescovo Marcel Lefevbre, in nome della "tradizione".
Come si può vedere abbiamo dunque almeno tre significati diversi della parola Tradizione :
1) Il significato ortodosso che si rifà ai primi sette e santi Concilii della Chiesa indivisa
2) Il significato attribuito a questa parola dai fedeli della Chiesa di Roma, che considerano "Tradizione" tutte le modifiche apportate al messaggio originale nel corso del secondo millennio.
3) Il significato attribuito a questa parola dal vescovo Marcel Lefevbre e dai suoi seguaci che si oppongono alle modifiche introdotte dal Concilio Vaticano II, in modo particolare a quelle liturgiche e che hanno conservata intatta la Liturgia qual'era prima del concilio vaticano II.
Ora, come è già stato detto e ribadito, nel momento in cui Marcel Lefevbre ordinò quattro vescovi quali suoi successori, compì un atto che lo collocava al di fuori della Chiesa di Roma, ovvero, anche senza volerlo, di fatto costituì una nuova Chiesa...
Esattamente come ha fatto Emmanuel Milingo, consacrando i suoi quattro vescovi nel corso di quest'estate...
Fenomeni di questo tipo sono già accaduti nel corso della storia della Chiesa.
Avete mai sentito parlare dei "Vecchio-cattolici" ?
Sono i discendenti di coloro che si staccarono dalla Chiesa di Roma dopo il 1870, rifiutando il nuovo dogma dell'infallibilità papale.


Il problema posto all'inizio della discussione è solo dovuto ad una confusione terminologica, che mi perseguita fin dal primo giorno che ho partecipato a qualcuno di questi forum.
La confusione è dovuta semplicemente alla parola Tradizione, che viene interpretata in modo diverso a seconda della religione a cui si appartiene.
Inoltre, diciamocelo, gli ortodossi hanno, in Italia, scarsa visibilità. E alcuni tra loro, grazie agli ottimi rapporti intrattenuti con la Chiesa di Roma, dall'esterno non vengono percepiti come una religione diversa, ma solo come un rito diverso. Celebrare con una diversa liturgia, con una lingua diversa, ma in una Chiesa cattolica, questo è consentito agli ortodossi ecumenisti. Così facendo, costoro rinnegano, se non a parole, ma nei fatti, quella che è la vera e autentica Tadizione ortodossa, che è di netta distinzione dalla Chiesa di Roma. Gli ortodossi considerano come Tradizione, quella della Chiesa indivisa, ovvero considerano come Concilii i primi sette, quelli approvati dall'intera Chiesa.
Quando si parla invece di tradizione della Chiesa di Roma, si intende invece qualcosa di diverso : dopo lo scisma della Chiesa di Roma dalla Chiesa universale, da perte romana il messaggio cristiano è stato modificato, a più riprese nel corso della storia.
Sono stati celebrati concilii a cui le Chiese d'oriente sono state invitate, come Lione ad esempio e Ferrara - Firenze, ma le cui decisioni non sono entrate a far parte del bagaglio ortodosso. Ad esempio il Concilio di Ferrara Firenze , aveva già raggiunto il suo obbiettivo, e gli inviati dell'Imperatore di Costantinopoli, città in estrema decadenza, e che lì a pochi anni sarebbe caduta in mano turca, erano già pronti ad accettare tutto quello che veniva imposto loro dai "fratelli" d'occidente, quando un santo, Marco d'Efeso, levò la sua voce in potente difesa della tradizione ortodossa scrivendo a tutti i cristiani della terra e delle isole, criticando le posizioni e le imposizioni cattoliche.
Potete trovere l'Enciclica di San Marco d'Efeso in orthodoxia.it cercando in "biblioteca".
Ovvero i delegati dell'Imperatore che stava perdendo il trono firmarono i patti predisposti, ma i fedeli ortodossi del mondo intero seguirono invece san Marco d' Efeso, preservando così inalterato il messaggio...
Alla cosidetta tradizione romana vennero fatte altre "aggiunte" : dapprima il Concilio di Trento e successivamente i dogmi promulgati nel corso del milleeottocento, ovvero l'immacolata concezione, e, durante il Concilio Vaticano I il più "pesante" dal punto di vista ortodosso : ovvero l'infallibilità papale...
Arriviamo così al nostro secolo e precisamente al 1958 : ovvero all'ascesa al trono pontificioa di Angelo Guiseppe Roncalli. Contrariamente ai cardinali di curia e alla persona di PioXII che l'aveva preceduto, Roncalli conosceva bene sia l'ortodossia, sia la vita quotidiana di una nazione multiculturale e multietnica quale la Francia, dove era stato nunzio pontificio dopo gli anni trascorsi in Oriente.
Quando fu detto che sarebbe stato convocato un Concio, rimasi stupita. Perchè, se il papa era infallibile, bisognava convocare un Concilio ? Che cosa aveva in mente Roncalli ? Probabilmente quello che aveva in mente era il fatto che solo con un concilio generale della Chiesa di Roma, avrebbero potuto cambiare i rapporti con le altre religioni, ed in modo particolare con i fratelli d'oriente.
Ma quanto Roncalli aveva sperato, non si realizzò. Roncalli morì prima che il concilio fosse diventato "maturo" ed il pap che gli successe, almeno agli occhi del popolo, sembrò far di tutto per troncare al più presto il concilio.
Al contrario di Roncalli, Montini non aveva altra esperienza che quella delle stanze della segreteri di stato vaticana.
Alcune delle riforme che papa Roncalli aveva in mente, entrarono comunque in vigore, nonostante il vero e proprio sabotaggio da parte di colui che lo aveva seguito. Una certa sinodalità fece timidamente capolino nelle conferenze episcopali... e via dicendo.
Alle riforme (timide ed incomplete) del Concilio vaticano II si oppose il vescovo Marcel Lefevbre, in nome della "tradizione".
Come si può vedere abbiamo dunque almeno tre significati diversi della parola Tradizione :
1) Il significato ortodosso che si rifà ai primi sette e santi Concilii della Chiesa indivisa
2) Il significato attribuito a questa parola dai fedeli della Chiesa di Roma, che considerano "Tradizione" tutte le modifiche apportate al messaggio originale nel corso del secondo millennio.
3) Il significato attribuito a questa parola dal vescovo Marcel Lefevbre e dai suoi seguaci che si oppongono alle modifiche introdotte dal Concilio Vaticano II, in modo particolare a quelle liturgiche e che hanno conservata intatta la Liturgia qual'era prima del concilio vaticano II.
Ora, come è già stato detto e ribadito, nel momento in cui Marcel Lefevbre ordinò quattro vescovi quali suoi successori, compì un atto che lo collocava al di fuori della Chiesa di Roma, ovvero, anche senza volerlo, di fatto costituì una nuova Chiesa...
Esattamente come ha fatto Emmanuel Milingo, consacrando i suoi quattro vescovi nel corso di quest'estate...
Fenomeni di questo tipo sono già accaduti nel corso della storia della Chiesa.
Avete mai sentito parlare dei "Vecchio-cattolici" ?
Sono i discendenti di coloro che si staccarono dalla Chiesa di Roma dopo il 1870, rifiutando il nuovo dogma dell'infallibilità papale.


Concordo in buona parte con la analisi obiettiva di Xenia.
C'è da aggiungere che non solo la parola tradizione o Tradizione dovrebbe essere definita (dal momento che ognuno le da una sfumatura diversa quando non anche un contenuto diverso) ma ogni altra parola.
Le cose sembrano simili o uguali solo agli ignoranti.
In realtà non è affatto così.
Poi, di fatto, in molti ambienti tradizionalisti cattolici la tradizione è fatto coincidere con la CONSERVAZIONE. Ed è questo il motivo per cui quegli ambienti sono solitamente passatisti e legati a concezioni di destra.
Il mondo ortodosso, invece, abbina la tradizione con il cambiamento in modo totalmente inconcepibile per un cattolico tradizionalista o per un protestante...