salve, sono nuovo in questi temi ma mi piacerebbe se qualcuno mi spiegasse la differenza che c'e' fra Tradizionalismo cattolico lefreviano e Chiesa Ortodossa. Avete dei link con articoli da leggere?
Grazie.


salve, sono nuovo in questi temi ma mi piacerebbe se qualcuno mi spiegasse la differenza che c'e' fra Tradizionalismo cattolico lefreviano e Chiesa Ortodossa. Avete dei link con articoli da leggere?
Grazie.
WaLd


Complesso come argomento...


Non direi tanto complesso, anzi.
I Lefevriani, vogliono il Latino, si rifanno al concilio di Trento, a Papi di quel periodo ed alla messa tridentina, sono tradizionalisti in questo senso.
Gli Ortodossi si sono separati dalla Chiesa Latina nel 1054, cioè circa 450 prima del concilio di Trento, ecc.
Direi che i Lefevriani abbiano, almeno parzialmente, ragione nel voler mantenere il Latino, non dico tanto per la liturgia, ma per gli studi, se non sai Latino, cosa mai vuoi saperne di Greco? Tantissime traduzioni di Padri Greci, di prima del 1054 sono soltanto in Latino, come si fa ad accedere a queste se non lo si conosce?
Devo dire, ancora, che l'opera della Chiesa Cattolica che ha cacciato mons. Lefevre, mi sembra assoluatmente assurda, direi quasi fanatica, cosa faceva di male quest'uomo? Se gli piacevano il latino e la messa tridentina, che problema dava?
Al giorno d'oggi vi sono di nuovo Messe tridentine celebrate da sacerdoti cattolici con il permesso del vescovo. Perchè, allora cacciare quest'uomo?


Veramente è il contrario, sono i latini che si sono gradualmente allontanati dall'Unam Sanctam fino a distaccarsene del tutto! Per di più questo processo di allontanamento dalla Chiesa da parte dei Latini cominciò almeno due secoli prima della loro dolorosa frazione del 1054, continuando nei secoli successivi.Originariamente Scritto da damasceno
Occorre poi interrogarsi su cosa sia la Tradizione. Gli Ortodossi non sono dei tradizionalisti, ma vivono della Tradizione. Il tradizionalismo, così come inteso in un certo mondo cattolico-romano, è un'ideologia mondana, ideologia che nulla ha a che spartire con la Tradizione. Per i Cristiani Ortodossi, la Tradizione è Cristo stesso, è vita, non è la cristallizzazione di forme liturgiche e/o lingue più o meno morte.


Perchè consacrare quattro vescovi senza l'approvazione del papa è un atto scismatico.Originariamente Scritto da damasceno
Marcel Lefebvre, che avesse ragione o torto a rivendicare un ritorno alla "tradizione", si è posto extra Ecclesiam, fuori dell'Una Sancta Catholica et Apostolica Ecclesia, dando origine ad un'altra peniciosa setta cristiana.


Avete notato che la nostra Chiesa si chiama in Italia "Chiesa Greco-Ortodossa Tradizionale" e non Tradizionalista.Tradizionale vuol dire che "Vive nella Tradizione", tradizionalista "che si richiama a una tradizione". Nel secondo caso c'è un'idea di rimpianto che nel primo non c'è affatto . Ad esempio, nel dialogo con la politica la nostra giurisdizione in Grecia è molto più laica della Chiesa ufficiale: non ha partecipato alla lotta sull'indicazione della religione sulla carta di identità e pensa che l'idea di Chiesa di Stato sia inadatta alla nostra realtà odierna.
I Tradizionalisti Levevriani e - più a destra - sedevacantisti, hanno nostalgia della Messa preconciliare in cui lo stesso Lefevre ed i primi preti con lui sono stati educati, sono politicamente di destra e vorrebbero pesanti interventi della Chiesa nella politica. Il Regno di Cristo nella società non ha per loro una dimensione spirituale, si identifica con uno stato che fa quello che gli dice la Chiesa......Amano tanto la festa di Cristo Re... ma non nel senso in cui davanti a Pilato Cristo affermò "io sono Re! Ma il mio regno non è di questo mondo".
Cosa hanno a che spartire con noi? assolutamente nulla.La Riforma liturgica è stata un disastro, nemmeno Trento fece tanto male, ma fece molto male. Il Culto tridentino è la fissazione di un processo liturgico cominciato con la fine dell'epoca patristica, con la teologia scolastica, con un'idea eterodossa del senso del "Sacrificio incruento" a proposito della Liturgia Eucaristica. Il concetto di sacerdozio è un concetto molto clericale che marca la differenza tra il sacerdozio ordinato e quello di tutti i cristiani, piuttosto che vedere nel primo la dimensione ministeriale del secondo.Il problema della lingua è poi tanto discosto da noi che Cirillo e Metodio tradussero il culto assai molto prima di Giovanni XXIII e del Vaticano secondo, ma con la benedizione di Giovanni VIII.
I Greci cominciano a preocccuparsi del fatto che, specie dopo l'abolizione della katerevusa come ligua ufficiale in Grecia, i fedeli non comprendono la Liturgia. Idem in Russia. Il problema è stato risolto affrettatamente e male dai latini, ma esiste anche da noi e va risolto: senza fretta e bene.
Potrei continuare molto ma voglio dire che forse la costituzione Liturgica voluta dal Vaticano II voleva qualcosa d'altro rispetto a ciò che è venuto e che la riforma liturgica è di Bugnini (sventurato!) piuttosto che di Lercaro che aveva una ben diversa (e più profonda, più "colta" ,più motivata) visione della Riforma Liturgica.


Riporto:
Domando, quel Cardinale negli U.S.A. che non cacciava i preti pedofili, ma li spostava semplicemente ad un'altra sede, il Cardinale - Vescovo di Vienna anche lui implicato in pedofilia, non mi pare sia stato espulso dalla Chiesa.Originariamente Scritto da TheDruid
Perchè allora mons. Lefevre lo è stato? A suo carico non constano accuse come la pedofilia od altri reati, gli piacevano il Latino, la Messa tridentina e cose di questo genere, cosa c'è di male? Il Latino è stato, dal 200 circa d. C. sino al 1965 la lingua ufficiale della Chiesa in Occidente, cosa c'è di male a voler continuare ad impiegarlo?
E' chiaro che la Chiesa usa due pesi e due misure, una verso chi ha sue idee, magari un po' particolari ma che non sono assolutamente nocive, e verso i quali è severissima; un'altra misura verso chi compie atti infamanti ed infami, verso i quali è tollerante e comprensiva.
Mons. Lefevre era una persona onesta.
Questo avviene perchè il Papa è un Monarca assoluto, nessuno lo discute, fa quello che vuole, giusto o sbagliato che sia, e tutti gli danno sempre ragione; si ricordi di quanto sta scritto:
"poichè tutti dobbiamo davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la retribuzione delle opere compiute col corpo, premio o castigo." (2 Cor. 5,10)
Dice tutti nessuno escluso, quindi anche il Papa dovrà rendere conto di quanto ha fatto su questa terra , in questo caso di mons. Lefevfre.


Quel cardinale, pur nell'errore, non era tecnicamente parlando uno scismatico.Originariamente Scritto da damasceno
Comunque, caro Damasceno, ti invito a non utilizzare questo forum solo per fare polemica gratuita con i cattolici.
p. Daniele
p. Daniele Marletta
www.orthodoxia.it


Riporto
La mia non è polemica gratuita, anche per voi questa questione del primato del papa è importante, questa di mons. Lefevre è una delle tante conseguenze di questo suo potere assoluto ed indiscutibile.Originariamente Scritto da diacono Daniele
Invito alla lettura di,
DE CAUSIS DISSENSIONUM IN ECCLESIA. ET DE PAPAE PRIMATU.
aut. Nilo Kavasilas, Metropolita di Tessalonica, testo disponibile alla Patrologia Graeca del J. P. Migne vol.149, col 671 - 730. (Originale Greco e traduzione Latina)
Opera di un uomo che ha impiegato la vita a comporre scritti polemici verso il Papato e la Chiesa Latina.


Gentile Damasceno, lei riporta l'opera di di un Metropolita che ha passato la vita "a comporre scritti polemici verso il Papato e la Chiesa Latina" ... e questo in che modo dovrebbe aiutare in un confronto sul tema del primato del Papa?
Confrontarsi richiede, pur nelle diverse posizioni di partenza, onestà intellettuale, capacità di ascolto, amore della Verità, e non certo un aprioristico intento polemico nei confronti dell'inerlocutore, che finirà, inevitabilmente, per far scivolare il confronto in scontro.
Quanto a Marcel Lefebvre, egli si è posto volontariamente fuori della Chiesa Cattolica; è incorso nella scomunica latae sententiae per aver posto in essere un atto scismatico, in quanto, con un gesto che ancora oggi si fatica francamente a motivare, viste le trattavive già quasi concluse con i Dicasteri vaticani, decise di consacrare autonomamente e senza il mandato della Santa Sede quattro vescovi.