





Perchè scrivi simili inesattezze ? Il Presidente Sadam è pervenuto al potere dal Partito Baath, cioè da un partito Nazionalsocialista, come tale assai poco gradito ai capitalisti ed ai giudei (e quindi agli U$A).
Per tutto il primo decennio del potere di Saddam , era solidamente alleato con l'URSS contro l'Iran (dello Shah, filoU$A). Ricordo che da ragazzo giocavo con il wargame east West della IT, in cui nello secenario mediorientale le truppe Iraqene e Siriane, supportate da quelle sovietiche, si battevano contro persiani ed isramerdiani.
Ma, nei mesi tra il design del gioco e la sua messa in vendita, ci fu la rivoluzione Komeinista a Teheran e Saddam - sempre nemico della Persia - accettò le profferte U$ramerdiane affinchè muovesse una ingiusta guerra agli ayatollah.
Questa fu la causa , alla lunga, della rovina del regime di Saddam, poichè la storia perdona ai tiranni le guerre ingiuste, ma non le guerre perse.
E tale è pure la causa della disfatta elettorale di George II the I(diot).


La domanda corretta da porre sarebbe: "Perchè una persona come GW Bush può diventare Presidente degli USA?"
Iraq. Gli americani si sono stufati di perdere i loro figli per proteggere la pace mondiale.
Un pò di "egoismo"... ecco cos'ha spinto gli americani a votare contro Bush. E c'è anche da capirli.




Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Il pendolo di Schlesinger
Dopo dodici anni il partito democratico conquista il Congresso
Caduta la Virginia, il partito Democratico può vantare la maggioranza nei due rami del Congresso statunitense dopo dodici anni incontrastati di dominio repubblicano. Le ragioni di questo successo ottenuto nel midterm sono complesse e propedeutiche ad una futura presidenza democratica americana dopo i due mandati di Bush. Per chi conosce la teoria del pendolo del vecchio storico Arthur Schlesinger jr., l'America ha assimilato perfettamente le regole dell'alternanza: il ciclo politico per maturare un rinnovamento prevede una decina d'anni in cui si consuma il successo di leadership di uno dei due partiti e se ne prepara un altro. E' un bipartitismo perfetto che sa dare i suoi frutti. Ovviamente possono contribuire ad esaurire il ciclo gli errori commessi dall'amministrazione in carica, gli scandali e quant'altro, ma nel complesso la società americana, nell'arco di una decina d'anni, matura nuove esigenze al suo interno, avverte un'istanza di rinnovamento e cambia pelle.
E' comprensibile quindi la serenità di George Bush, quasi fosse rassegnato già a dover cedere il passo, perché consapevole del suo tempo scaduto, indipendentemente dai successi o dagli insuccessi politici ottenuti. Per la verità era già stato dato per spacciato alle presidenziali del 2003, che invece aveva vinto nuovamente, a dimostrazione che i tempi di svolta della società statunitense sembrano ormai regolari e inesorabili proprio come il moto del pendolo.
Se la società americana voleva dare un segnale d'avversione alla guerra in Iraq, poteva darlo dunque già tre anni fa, e non lo fece. E' vero invece che si contesta la gestione del dopoguerra, la sequela di errori commessi sul campo, il facile entusiasmo con cui si era salutata la caduta di Saddam, l'inadeguatezza nel saper rappresentare dignitosamente la civiltà occidentale su un terreno straniero, come si è verificato ad Abu Grahib. Se Bush ha commesso un errore, questo è stato di non intervenire con l'energia sufficiente su questi aspetti a tempo debito. Le dimissioni del segretario alla Difesa Rumsfeld, che pure è stato responsabile della strategia in Iraq, a questo fine, appaiono ormai tardive. Ma esse non avrebbero evitato comunque l'istanza di cambiamento che avanzava, nemmeno se fossero state puntuali. Semmai avrebbero aiutato l'America nella babele irachena. Oggi sono la condizione per trovare un'intesa politica con i democratici sulla questione di maggiore delicatezza che concerne in modo comune la Casa Bianca ed il Congresso: ossia l'Iraq. A questo proposito in Italia abbiamo visto dichiarazioni piuttosto avventate, anche e soprattutto da parte di chi, per ragioni istituzionali, bene farebbe ad attenersi ad una linea di rigorosa prudenza.
Noi ci limitiamo a ricordare non solo che i democratici hanno appoggiato la guerra in Iraq, ma che per molti di loro, ad esempio il senatore Kerry, il raìs andava deposto già nel '91. La tradizione dei democratici in politica internazionale è infatti molto più radicale di quella repubblicana, che è stata influenzata maggiormente dalle tendenze isolazioniste degli Usa. E' comprensibile e ragionevole che Bush si proponga di mettere a disposizione la piena collaborazione per una politica estera che sarà comunque condivisa. Tanto più appare calzante il proposito espresso dal presidente di consegnare a chi lo seguirà "i mezzi necessari" per combattere il terrorismo così come fece "Truman per Eisenhower nella Guerra fredda". Per cui se qualcuno da noi si fa delle strane illusioni, avrà tempo per ricredersi.
Roma, 9 novembre 2006
tratto da http://www.pri.it


Le prove sono nelle testimonianze dei curdi e nelle cataste di cadaveri.
Saddam ha detto l'altro ieri che non ci sono le prove, ed è stato veramente ridicolo.
Le armi di distruzione di massa le aveva e come, e le ha consegnate alla fine della precedente guerra, e sono state distrutte pubblicamente, con tanto di fotorafie e ispettori dell'ONU.
Si credeva che se ne fosse conservate un po.