







A questo link ho trovato la replica di Mauro Pesce (che però non ho trovato altrove), è piuttosto lunga ma interessante:
http://www.scienzeantiche.it/forum20...?TOPIC_ID=6415
edit: l'ho trovata anche qui:
http://www.chiesa.espressonline.it/d....jsp?id=101981
"Il padre Raniero Cantalamessa ha dedicato un lunghissimo articolo al libro "Inchiesta su Gesù" di Mondadori scritto da Corrado Augias (intervistatore) e da Mauro Pesce (intervistato). Lo scopo principale delle mie risposte ad Augias in questo libro è di esporre ad un pubblico vasto alcune delle questioni dibattute da decenni nell'esegesi di tutte le parti del mondo sulla base della competenza che mi sono fatto in quasi quaranta anni di studio. Leggo nell'articolo di Cantalamessa la forte preoccupazione che questa diffusione di opinioni esegetiche possa nuocere alla fede dei lettori. Da qui il bisogno che un ecclesiastico noto critichi questo libro in modo che i lettori siano vaccinati. Ma io mi domando: quale tipo di fede è quella che vacilla di fronte all'esposizione di opinioni esegetiche? La ricerca storica - almeno la mia e di molti, molti esegeti oggi - non è né per la fede, né per la non-fede. Non nasce da una ragione corrosiva ed "incredula". Rivendico l'autonomia della ricerca dalle fedi e dalle non fedi.
Il Padre Cantalamessa nell'intento di proteggere i lettori di “Avvenire” dal supposto pericolo rappresentato dal libro, mi attribuisce delle affermazioni che io non ho mai scritto, anzi, che ho esplicitamente criticato. Non credo che questo dipenda da una volontà di screditarmi ingiustamente, ma forse da una non perfetta conoscenza di una parte della ricerca esegetica e storica attuale, più che giustificata da parte di chi da tempo si occupa di altro. Siccome l'articolo mi attribuisce - non solo una o due volte, ma in continuazione - dei pareri che io non ho mai sostenuto, sono costretto a ribadire quello che ho effettivamente scritto.
1. Cantalamessa scrive che io sarei «sulla scia» de “Codice da Vinci “di Dan Brown. Mi stupisce l'affermazione del recensore. Ad una critica severa del libro di Dan Brown sono infatti dedicate le pagine 231-232 del libro. A mio parere, anzi, Cantalamessa non mette a fuoco il vero veleno di Dan Brown che è la falsificazione di tutti i documenti che fa finta di utilizzare e l'invenzione totale di un Gesù che considera un rito sessuale il centro dell'unione con Dio e concepisce tutta la storia in chiave occultista. La verità sarebbe per definizione occulta e solo una setta perseguitata la trasmetterebbe. Nessun esegeta professionista ha mai sostenuto questo e certamente non io e neppure Augias. La distinzione tra Gesù storico e Cristo della fede (che del resto mi appartiene poco) è cosa ben diversa dalle fantasie di Dan Brown.
2. Cantalamessa scrive: «Il filone scelto è quello che va da Reimarus, a Voltaire, a Renan, a Brandon, a Hengel, e oggi a critici letterari e «professori di umanità», quali Harold Bloom e Elaine Pagels. Del tutto assente l’apporto della grande esegesi biblica, protestante e cattolica, sviluppatasi nel dopo guerra, in reazione alle tesi di Bultmann, molto più positiva circa possibilità di attingere, attraverso i Vangeli, il Gesù della storia». Questa affermazione deforma completamente quello che ho scritto. Io ho criticato Voltaire (pagine 47-48). Il libro di Renan su Gesù non mi è mai piaciuto. Di Brandon ho scritto decine di pagine di critica aspra per dimostrare che la sua idea di un Gesù rivoluzionario politico-militare è esegeticamente infondata. Del libro di Bloom, non ho avuto il tempo che di sfogliarne qualche pagina. Martin Hengel è uno studioso di fama mondiale che appartiene invece alla grande esegesi. Dire che la grande esegesi è «del tutto assente» dalle mie risposte è una vera e propria offesa. Sono stupefatto. Ho avuto come maestri Heinrich Schlier, Jacques Dupont e Rudolf Schnackenburg. Mi sono sempre ispirato a W.G.Kümmel e Ph. Philhauer. Nei miei libri e articoli sul Vangelo di Giovanni e anche nel libro scritto con Augias tengo conto costantemente dell'esegesi che Raymond Brown e Schnackenburg hanno fatto del Vangelo di Giovanni, per non parlare di Theissen, Sanders, Dunn, Meeks, Milgron, Levine e infiniti altri. Ed è francamente assurdo rimproverare a me di ignorare Brown o Schnackenburg, visto che sono stato uno di quelli in Italia che li ha sempre utilizzati quando il defunto Padre de la Potterie al Pontificio Istituto biblico cercava di limitarne l'influsso, perché li riteneva troppo audaci, per non parlare del sospetto con cui investiva il Padre Boismard. Da più di vent'anni dirigo una rivista specialistica tra le più importanti di studi esegetici. Non riesco a capire perché il padre Cantalamessa voglia dare di me un'immagine così deformata. "
continua...


Il fatto che chi avesse deciso di usare solo quei 4 vangeli li chiamasse "rispondenti al vero" è una cosa elementare. Altra cosa che quello che sia afferma vero lo sia effettivamente.
Non ho mai visto delle banconate false in cui c'è scritto "fabbricata da falsari".




Ulteriori approfondimenti tratti dal Libro
Il Parto Virginale di Maria:
Nei vangeli si parla di una Maria Vergine che partorisce restando Vergine. Ebbene, nei Vangeli stessi si dice che Maria viene portata poi al tempio per la Purificazione. La purificazione veniva fatta fare a tutte le donne che avevano partorito e quindi alle donne non piu vergini. Come si spiega tale anomalia? Nel libro viene detto che si è tentato di "correggere" questa anomalia sostenendo che al tempio fu purificato il bimbo (gesu) e Maria lo accompagnava soltanto...
Altra anomalia: La discendenza....
IL vangelo di Matteo elenca un albero genealogico che collega, nome per nome, Gesu .. direttamente con Abramo e David. L'ultimo prima di Gesù è Giuseppe... ma sappiamo che Guseppe non era il vero padre del Cristo... ed allora se Giuseppe è discendente di David, non lo è Gesù ...perche non è il suo vero figlio..
anche qui il libro sostiene che si è tentato di spiegare tale anomalia dicendo che la vera discendente era Maria e che Giuseppe e Maria probabilmente erano parenti, perche si usava sposarsi con persone della stessa tribù....


perche si usava sposarsi con persone della stessa tribù....
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ditelo a pfb ........ che sa lui cosa rispondere![]()
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)



