Aggiungo altre informazioni storico-antropologiche a proposito del film “Apocalypto” (v. articoli che posto dopo) e pure sugli "Dei bianchi" nell'America centro-meridionale…Questa è una discussione da approfondire , per smentire una delle solite vulgate progressiste che mirano a colpevolizzare i conquistadores spagnoli e , di riflesso , criminalizzare la razza bianca nel suo complesso , facendo credere ed insinuando che essa sia stata la causa dei peggiori mali del mondo , artefice delle violenze più atroci verso i popoli colonizzati e così via ,in una lunga serie di luoghi comuni , banalità disinformatici e falsità pure e semplici. Quello che più mi lascia perplesso è aver notato che pure vari forumisti qui su “Destra radicale” si bevono le balle della propaganda antispagnola ed antieuropea , solidarizzando con i popoli pre-colombiani e accettando le storielle infondate sul presunto genocidio da loro subito e a loro inferto dai conquistadores a coloro che non si convertivano al cristianesimo.Beh , non è vero quasi nulla (le decimazioni furono dovute soprattutto ad epidemie) e se credete a ciò a sto punto dovete diventare ferventi credenti pure nel sacro dogma della shoah ebraica…sono pagliacciate degne l’una dell’altro , con la differenza che i campi di concentramento e di lavoro forzato dei tedeschi ns esistevano sul serio , nulla di ciò invece fecero gli spagnoli che anzi li trattarono relativamente bene. Gran parte delle conversioni furono volontarie (vi sorprende forse che alcuni finirono per preferire il cristianesimo ad usanze squallide come quelle dei loro avi nel cui nome venivano sacrificati migliaia di persone ogni volta?! Vogliamo giustificarle solo perché pagane e non cristiane?! Mettiamo il paganesimo dei popoli civili europei sullo stesso piano di quello di infimo livello dei terzomondiali di colore?!) ed in più la Chiesa cattolica si impegnò attivamente per impedire il genocidio , che invece iniziò a diventare pratica governativa solo dopo la c.d. indipendenza e la fine dell’Impero spagnolo.
Il resto sono invenzione e balle di marrani , ossia di ebrei falsamente converiti al cristianesimo che hanno contribuito a creare e diffondere la “Leggenda nera” (Las Casas era uno di loro , un ebreo pseudocattolico risentito e per giunta mentalmente instabile) , poi definitivamente stabilizzata in fandonia ufficiale dagli oscurantisti europei c.d. illuministi e dai protestanti inglesi che lottavano contro l’impero spagnolo. Perché non vi rassegnate al fatto che anche questa è solo l’ennesima bufala pseudostorica scritta dai “vincitori”?! Caspita , se bisogna fare revisionismo storico , va fatto seriamente a 360 gradi…in ogni contesto. Mi riferisco in particolar modo a certi pagani poco consapevoli , i quali , nel nome di un astio anticristiano furibondo ormai insensato e pur di fare un torto ai cristiani criminalizzandoli a priori , finiscono per favorire l’ideologia terzomondista , la stessa che oggi ci bombarda il cervello per spingerci a rinnegare ed autodisprezzare la nostra eredità culturale-biologica di europei di razza bianca.
Rendetevene conto : così fate il gioco dei mondialisti , dei giudei , dei comunisti e progressisti vari , i quali sono sempre pronti a cogliere al volo ogni occasione propizia per scagliarsi con veemenza contro i c.d. cattivi bianchi colonizzatori presunti distruttori delle altre culture!! Certo , voi lo fate in generale per poter sostenere che il cristianesimo ed il monoteismo hanno portato solo rovine , morte e persecuzioni (e prima invece , nell’epoca pre-cristiana tanto idealizzata , regnava forse l’amore e la pace fra i popoli?! No , sapete anche voi che la natura umana è questa , a prescindere da paganesimo o cristianesimo o altro ancora) , ma il risultato non cambia e finite per portare acqua al mulino della gentaglia sopra elencata.
Certo voi direte che allora non c’erano guerre di religione e che non c’era proselitismo con conversioni forzate , eppure perché mai uccidere nel nome del Dio unico dovrebbe essere moralmente peggio di uccidere per brama di bottino o volontà di potenza , ecc.?! Alla vittima che diavolo importa il motivo per cui viene ucciso?! Inoltre a me una guerra di religione , per quanto perversa sia la mania missionaria , sembra più nobile di una guerra fatta per denaro o per bramosia di potere…E comunque , in tal caso , non si tratta neppure di ciò , come vi spiego ancora meglio a seguire io stesso col supporto degli articoli sotto.
Allora io voglio scandalizzarvi per reazione ed affermo che ci vorrebbero 10 , 100 , 1000 Hérnan Cortés…Anzi , costui era un buonista fin troppo tollerante per me , come tutti i conquistadores , perché io al posto loro sarei rimasto ancora più schifato di fronte a quei cannibali oscuri e disgustosi facenti sacrifici umani nel nome di culti pseudoreligiosi tellurici , violenti e perversi ; altro che convincerli a convertirsi al cristianesimo , li avrei sterminati tutti quelli che compivano quei rituali da subumani , perché chiamarli selvaggi sarebbe un complimento.
La realtà è che Cortés e i conquistadores furono eroici pionieri castigliani - discendenti in buona misura di visigoti e svevi - grandi avventurieri e , alla fine , uomini miti per quei tempi così duri e brutali. Cortés lascio larga parte dei suoi averi a suoi vecchi domestici e dipendenti , destinando i redditi della tenute messicane per la fondazione di ospedali , collegi e altri luoghi del genere. Proprio non mi va giù la criminalizzazione moralistica di queste genti spagnole , solo perché religiosamente cristiane-cattoliche (ma con un ethos simil-pagano che molti si sognano…).
Vi riporto sotto anche un ottimo post del bravo forumista Teodoro , grande!! E pure uno di Arjuna , trovato sul suo blog , pur non condividendolo se non in parte. V. sopra perché. Comunque è ben scritto ed offre buoni spunti. Ma il punto è : quale civiltà distrussero i conquistatores?! Non distrussero nulla (era già implosa da sé ormai da tempo , per atroci conflitti interni e probabilmente pure perché i ceti dirigenti antichi di razza bianca si erano quasi estinti) e non fecero alcun genocidio ; tanto è vero che l’america centro-settentrionale è tutt’ora piena dei discendenti di quelle popolazioni , anche se ormai meticciate con bianchi e negri. Ci fu una fusione razziale , a dimostrazione del fatto che al di là di certi scontri iniziali poi si instaurò una qualche armonia. Casomai fu proprio questo il problema , la troppa integrazione…con la scomparsa delle identità differenti per meticciato biologico , non certo per colpa dei cattivi conquistadores schiavizzatori e genocidi!! Inoltre ammetti che molti morirono per malattie : e allora dov’è la colpa degli spagnoli?! Mica lo facevano apposta , fu una tragica fatalità e loro stesso morivano in buon numero per tale flagello!! Sulla questione del proselitismo religioso : va bene , si diedero da fare per convertirli e allora?! Non li obbligarono , molti lo fecero di spontanea volontà e quelli convertiti avevano automaticamente gli stessi diritti , fermo restando che anche gli altri venivano tutelati insieme ai loro costumi. Ovviamente però non ammiserò più i sacrifici umani e ci mancherebbe altro…pure i romani (che pure utilizzavano torture ben peggiori e senza alcuno scrupolo verso chi si ribellava al loro dominio) vietavano tali atti di brutalità gratuita (v. in Gallia , in cui fra l’altro ci si limitava a sacrificare poche fanciulle vergini ogni tanto , cosa da poco in confronto all’america precolombiana…). Infine ammetti che Cortes fu appoggiato da molti autoctoni , cosa che ti dovrebbe appunto far riflettere…preferivano gli spagnoli , in fondo tolleranti , ai loro nemici delle altre tribù che li schiavizzavano e trattavano ben più crudelmente. Del resto , là erano tutti invasori e gli aztechi che assoggettavano gli altri erano solo gli ultimi di una lunga serie. Tzvedan Todorov giustamente scrisse che : “Lunghi dall’incarnare il male assoluto , Cortés apparirà spesso come il male minore , quasi come un liberatore che permette di scuotere il giogo di una tirannia particolarmente odiosa perché presente ed in atto…Durante il regno di Itzcoalt , gli stessi aztechi avevano distrutto tutti i libri antichi per poter riscrivere la storia a modo loro , dal punto di vista dei dominatori…” Fonte : “La conquista dell’America” – Todorov. V. pure “Cortés” di Massimo Ruggero. (Dossier Giunti) da cui ho tratto la citazione. Inoltre gli scritti di Rino Camilleri , Franco Cardini , ecc. Insomma , la vulgata antispagnola non regge ed è inattendibile storicamente. Ve lo conferma pure il pagano Silvano Lorenzoni , acuto autore contemporaneo che ad alcuni di voi non sarà sconosciuto.
Ah , aggiungo di comporarvi il numero 85 di febbraio 2007 della rivista "HERA" (con il Gesù nordico in copertina!)...Se andate a p.82 c'è un dettagliato articolo che conferma la realtà dei sacrifici umani e del cannibalismo , che certi pseudostorici cercano di negare dicendo che erano solo invenzioni dei cattivi bianchi per giustificare moralmente il colonialismo (vero Arens e soci?!) , balle!! Antonio Rossi spiega come le prove archeologiche hanno confermato tale realtà e come gli aztechi abbiano ucciso e straziato (cuore strappato dal petto , ossa bollite e ripulite dalla carne e altre schifezze simili) oltre 500-600 spagnoli di cui sono stati trovati i resti!! Da leggere , comprate la rivista , sempre molto interessante anche sulla storia dei miti , delle leggende e delle antiche popolazioni bianche!!
A proposito...alla fine vi riporto documenti sulla presenza della razza bianca in America fin da tempi antichi. Saluti e buona lettura. – Holuxar
“ http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php?name=News&file=article&sid=2018
Mel Gibson è fin troppo buono i Maya erano ancora più feroci
Nell'anno 2000 una spedizione archeologica al Cerro Llullaillaco, sulle Ande, trovò la mummia perfettamente conservata di una bambina che gli scopritori chiamarono Cara de Angel, «viso d'angelo». Era stata sotterrata ancora viva a testa in giù ai piedi dell'altare sacrificale di uno degli innumerevoli e sanguinari dèi degli Incas. Non è altro che uno dei tantissimi ritrovamenti con cui gli archeologi via via confermano quel che i conquistadores spagnoli scrissero nei loro rapporti alla Corte iberica.
Il recente film di Mel Gibson, Apocalypto, non fa che narrare quel che nessuno ha mai descritto finora al cinema: le civiltà precolombiane si basavano sui sacrifici umani praticati in scala industriale.
Basti pensare che, solo per consacrare il tempio dedicato al dio Huitzilopochtli, nel 1486, gli Aztechi nella loro capitale, Tenochtitlán, squartarono ben settantamila vittime in una cerimonia che durò giorni e giorni. Possiamo solo immaginare l'orrore e il raccapriccio provati dagli spagnoli quando si ritrovarono a camminare su un tappeto di decine di migliaia di teschi umani (non è un'esagerazione: ai piedi del tempio di cui abbiamo detto ne contarono esattamente centotrentaseimila; il film, accusato di eccessiva violenza, tiene, al contrario, la mano leggera rispetto alla storia).Ciò spiega come potè un pugno di avventurieri (letterale: Cortés aveva con sé solo una settantina di cavalieri) aver ragione di imperi colossali e perfettamente organizzati che disponevano di milioni di guerrieri. Infatti, con i conquistadores si allearono immediatamente tutte quelle tribù il cui unico scopo, secondo i dominanti Maya, Incas e Aztechi, era quello di fornire carne fresca per gli interminabili sacrifici in cima alle piramidi a gradoni. Gli Aztechi, per esempio, chiamavano xochi-yayotl, «guerre fiorite» quelle che scatenavano ogni primavera al solo scopo di procurare prigionieri da sacrificare. Tanto per far capire la situazione locale nell'America precolombiana, si ponga mente al fatto che lo stesso Cristoforo Colombo fu accolto con giubilo dagli arawak, eterne vittime dei cannibali caribi. Hernán Cortés, appena sbarcato a Vera Cruz, si vide subito offrire alleanza dai cempoaltechi, dai totonachi, dai tlazcaltechi, dai texcucani, dagli zapotechi e dai taraschi. Tutti popoli stufi di fare da carne da macello agli Aztechi.Lo stesso accadde a Francisco Pizarro: contro gli Incas ebbe compagni i cañari, i chachapuya, gli huanca e soprattutto gli yana, che oltre a servire da vittime sacrificali erano pure schiavi della «razza superiore» inca. Più gli archeologi procedono con gli scavi e più si apprende sui sacrifici umani, i cui modi erano i più vari. Di solito, il sacerdote apriva il petto alla vittima e le estraeva il cuore ancora palpitante, di cui mangiava una parte. Il cadavere veniva subito scuoiato e il sacerdote ne indossava la pelle. Indi, il corpo veniva fatto rotolare giù dalle scale, in fondo alle quali si scatenava una festosa gazzarra per appropriarsene. Il «fortunato» possessore poteva mangiarselo ritualmente con gli amici. Il rifornimento di vittime era assicurato, come si è detto, dalle guerre all'uopo scatenate e dalle razzie periodiche (come si vede in Apocalypto). Ma erano particolarmente apprezzati anche i bambini, la cui purezza e innocenza erano vieppiù gradite alla divinità. I modi di uccisione, come abbiamo detto, variavano: sono stati trovati resti di vittime arse vive, altre amputate fino alla morte, altre ancora stritolate sotto pesanti lastroni. Le analisi chimiche sugli stucchi dei templi aztechi hanno scoperto che nella composizione entravano ferro e albume impastati con sangue umano. Quest'ultimo, insieme alla carne, era anche parte di un intingolo molto apprezzato a base di mais, il tlacatlaolli.Ma non si pensi che l'efferata barbarie di Maya, Incas e Aztechi riguardasse solo le suggestive cerimonie religiose, perché anche la vita quotidiana sotto di loro era un vero e proprio incubo totalitario (è antipatico citarsi, ma è lo scarso spazio a costringerci a rimandare i lettori agli appositi e corposi capitoli del nostro libro I mostri della Ragione-Ares). Di solito, gli intellettuali relativisti glissano sulla realtà dei sacrifici umani e rimangono estasiati davanti alle opere ciclopiche e ai perfetti calendari solari delle civiltà precolombiane. Anche la loro arte li manda in visibilio. Si potrebbe osservare che pure i nazisti facevano opere ciclopiche, erano perfettamente organizzati e praticavano il genocidio sistematico ma nessuno si sognerebbe di lodarli. Per quanto riguarda l'arte, fu un calibro come Arnold Toynbee a notare che il tema preferito dagli artisti maya, incas e aztechi erano, ossessivamente, gli scuoiamenti, gli squartamenti, le teste mozzate.Così scriveva Franco Cardini proprio su queste pagine nel 1987: «Spiace davvero di non poter mettere certi studiosi alla prova». E proseguiva dicendo sostanzialmente che, ci fossero stati «certi studiosi»" al posto delle vittime dei Maya, degli Incas e degli Aztechi, forse il loro giudizio sarebbe alquanto diverso. Ebbene, un sano esercizio per cercare di comprendere tutta questa storia è provare a mettersi nei panni degli spagnoli cinquecenteschi quando si trovarono di fronte agli spettacoli che abbiamo succintamente descritto. È quel che ha fatto Mel Gibson con un film che, la si pensi come si vuole, è davvero grande cinema. Gibson, infatti, non è un «idiota» ma un cattolico professo, uno dei pochissimi del suo ambiente. Come il protagonista del suo The Passion, Jim Caviezel, il quale in un'intervista lamentò che essere cattolici nel giro hollywoodiano è come «andare in giro con un bersaglio sulla schiena con su scritto “sparatemi“». Questo è il vero motivo, temiamo, per cui Gibson si tira addosso, ogni volta, critiche e insulti (ma il botteghino è galantuomo). Noi italiani, invece, per «grande cinema» intendiamo i cosiddetti «film di Natale» o quelli di Nanni Moretti. Contenti noi...Rino Camilleri”
Sospesa la visione del film di Mel Gibson ai minori di 14 anni ...
“Prima di vedere il film Apocalypto Un orientamento storico di Francesco Agnoli
Quando gli spagnoli iniziano a penetrare nel Nuovo Continente si presenta davanti a loro una terra affascinante per la varietà dei colori, delle piante, degli stupendi uccelli variopinti che nessuno, in Europa, ha mai visto.
Con grande stupore vedono anche “strade, argini ben costruiti, ponti acquedotti, case, torri, santuari e fortezze biancheggianti, templi smisurati, tutti fatti di pietra”, e oro, argento e monili preziosi in quantità. Coloro che, giunti da lontano, conquisteranno queste terre meravigliose, sono pochi e male armati: Cortes, il conquistatore del Messico, ha con sé appena 600 uomini, sedici cavalli, trentadue balestre e qualche, primitivo, archibugio; Pizarro, conquistatore dell’impero Inca, 62 cavalieri, 106 fanti e una dozzina di fucili. Ma i conquistadores non sono solo avventurieri assetati di ricchezze. Nella loro penetrazione nei territori americani vengono colpiti da spettacoli atroci: lungo le scalinate dei templi trovano arti e corpi di fanciulli e fanciulle massacrati e offerti in sacrificio alle divinità del luogo. Infatti, gli Aztechi, e, in misura minore, anche gli Incas, sono convinti che sia continuamente necessario sacrificare alle forze naturali, specie al dio Sole, per evitare che questo cessi la sua funzione e si spenga: “A insanguinare ogni giorno i gradini degli enormi templi era quest’ansia ossessionante di non lasciare finire il mondo, un’ansia che raggiungeva il suo culmine ogni cinquantadue anni, quando la minaccia della catastrofe si faceva più concreta e imminente”[1]. Così presso gli Aztechi “quattro preti afferravano la vittima scaraventandola sulla pietra sacrificale. Quindi il Gran Sacerdote piantava il coltello sotto il capezzolo sinistro facendosi largo attraverso la cassa toracica, finché, rovistando a mani nude, non riusciva a strappare il cuore ancora pulsante e a metterlo in una coppa per offrirlo agli dei. Dopodiché i corpi venivano fatti precipitare dalle scale dalla piramide: ad attenderli, al fondo, c’erano altri preti che incidevano ogni corpo sulla schiena, dalla nuca ai talloni, e ne strappavano la pelle…”[2]; infine gli arti venivano donati, a seconda del loro pregio, a sacerdoti e guerrieri per essere mangiati (cannibalismo). Sotto gli Incas la situazione è analoga: specie bambini e vergini vengono sgozzati, strangolati o espiantati, alla maniera azteca, del cuore, per allontanare carestie, epidemie ecc. Si arrivano a sacrificare fino a 20.000 persone in un solo giorno. Queste vere e proprie mattanze determinano la necessità di continue guerre per procurare i sacrificandi, così che Aztechi ed Incas assoggettano e terrorizzano le popolazioni confinanti. Proprio su queste fanno leva Cortes e Pizarro, che altrimenti mai avrebbero potuto sconfiggere eserciti immensamente superiori al loro, per numero e conoscenza del territorio. Entrambi spiegano agli indigeni di adorare un Dio che non richiede sacrifici umani e crudeltà e ottengono così il sostegno di intere tribù. D’altra parte sia Montezuma, imperatore degli Aztechi, che Atahualpa, imperatore degli Incas, considerato il figlio del Sole e proprietario di tutta la terra, reagiscono in modo altalenante ed ambiguo di fronte agli spagnoli: a momenti decisi a difendersi, appaiono invece, per lo più, sconfortati e rassegnati. Infatti, per rimanere a Montezuma, di cui abbiamo maggiori notizie, egli è convinto, secondo una tradizione antica, che il 1519, proprio l’anno in cui Cortes ha toccato la terra ferma americana, sia l’anno “della Canna”, quello stabilito da secoli per il ritorno del dio Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, l’unico dio che non vuole sacrifici umani, “dalla carnagione chiara, i lunghi capelli e lunga la barba”: ora Cortes si presenta proprio così, con la carnagione chiara, così diversa da quella degli indigeni, e fieramente contrario ai sacrifici umani. Non può che essere un dio, e Montezuma, atterrito, non sa come affrontarlo e si lascia addirittura catturare senza opporre resistenza!
La conquista del Nuovo Mondo da parte degli spagnoli non fu dunque quella descritta dalla storiografia illuminista prima (si pensi ai “generosi Incassi” del Parini) e da quella anglosassone poi: non fu lo scontro tra i cattivi Europei, da una parte, e “selvaggi buoni”, ma anche civilizzati, dall’altra. Questo è tanto vero che nei territori sotto la Spagna le popolazioni che avevano accolto benevolmente i conquistadores per liberarsi dall’oppressione azteca e incas, si amalgamarono piuttosto bene con i nuovi venuti. La Chiesa, tramite i suoi missionari, sollecitò il matrimonio misto e una pacifica convivenza, sforzandosi di limitare eventuali prevaricazioni e prepotenze, sempre presenti nell’agire umano. La apparizione delle Vergine “morenita”, una Madonna di colore, identica alle donne indie fin nell’abbigliamento, nel 1531, contribuì enormemente ad unire i due popoli (Guadalupe è il santuario più frequentato al mondo)…”
“La ferocia del "buon selvaggio" americano [Da «Corrispondenza romana», 959/02 del 16 settembre 2006] http://www.corrispondenzaromana.it/
Molte discussioni sta suscitando negli Stati Uniti un libro di Nicholas Wade, giornalista scientifico del quotidiano "New York Times", intitolato "Before the dawn. Recovering the lost history of our ancestors". Riassumendo e divulgando le indagini storiche ed antropologiche più recenti sulle società americane precolombiane, indagini svolte da studiosi come Lawrence Keeley, dell’Università dell’Illinois, e Steven Le Blanc, dell’Università di Harvard, Wade afferma che il famoso "buon selvaggio" non è mai esistito.
Smentendo la teoria "politicamente corretta", secondo la quale l’indigeno precolombiano era per natura pacifico, tollerante, leale e generoso, Wade dimostra che la vita delle società americane primitive era basata sulla violenza, l’intolleranza, la perversione e la perfidia. Spesso una comunità precolombiana si qualificava come "gli uomini", in quanto non riconosceva alle altre la comune natura umana e tantomeno i diritti a questa inerenti. All’interno di ogni comunità, quasi sempre si praticavano la tortura, la vendetta, la violenza sessuale e l’infanticidio.
Soprattutto, fra le comunità e, all’interno di queste, fra le tribù e i clan, c’era un quasi continuo stato di guerra, feroce e sleale, che era condotta abitualmente con lo scopo non di sottomettere l’avversario ma di sterminarlo, tanto che non si facevano prigionieri, se non per sacrificarli agli dèi della guerra o per ingrassarli allo scopo di mangiarli. Perfino nelle durissime condizioni ambientali dell’Alaska e della Groenlandia, dove la lotta per la sopravvivenza avrebbe dovuto prevalere sulla brama del dominio, la guerra era continua e senza pietà. Si calcola che l’87% delle società primitive facessero più di una guerra all’anno e il 65% fosse continuamente in guerra, perdendo in media il 50% della popolazione fra attacchi, difese e rappresaglie. Questo spiega lo stato di spopolazione trovato dagli esploratori quando scoprirono il Nuovo Mondo. Per fare un paragone statistico, se guerre di questo tipo fossero avvenute nell’Occidente del XX secolo, sarebbero scomparse circa due miliardi di persone.
Wade ne trae una precisa conclusione: ossia che "antropologi e archeologi hanno seriamente sottostimato lo stato di guerra permanente tipico delle società primitive, favorendo un pregiudizio contro l’esistenza di guerre preistoriche". Ad esempio, gli studiosi della cultura e del linguaggio primitivi hanno nascosto il fatto che la straordinaria varietà di "dialetti" tuttora esistenti fra i popoli amerindi -in una sola nazione possono esisterne migliaia- è dovuta soprattutto alle continue separazioni interne dovute agli odii e alle conseguenti guerre. Perfino la scoperta di enormi quantità di armi e le tracce di sterminii di massa sono state nascoste al pubblico da ricercatori e studiosi ansiosi di avallare la teoria del "buon selvaggio".
Di conseguenza ora, quando in molti romanzi, film o cartoni animati, ma anche in certi saggi di storia, etnologia e antropologia, leggeremo la solita descrizione dell’incontro tra il civilizzato violento, avido e fanatico, e l’indio pacifico, generoso e tollerante, sapremo cosa pensare di questa falsificazione propagandistica di sapore manicheo.”
Apocalypto - Pagina 6 - Politica OnLine Forum
La ferocia del "buon selvaggio" americano
Il degrado e il livello di decadenza morale e di crudeltà raggiunto dai Maya e dagli Aztechi prima dell'arrivo degli spagnoli è cosa notoria, recentemente portata alla ribalta del dibattito pubblico da Mel Gibson.
"Silvio Waldner - Usa Iberoamerica Sud Africa: tre messe a punto"
http://utenti.lycos.it/silviowaldner/p0000015.htm “Gli Indios costituivano (ancora fino al XIX secolo) la maggioranza della popolazione e godevano di ampie misure di protezione sia legali ("leyes de Indias" [leggi delle Indie]), poco efficienti ma non del tutto lettera morta, che ecclesiastiche, più concrete e fattuali in quanto amministrate dalla chiesa. (…) Fu questo un destino generalizzato degli indigeni, la cui sorte peggiorò drasticamente dopo l''indipendenza'. Se prima, sotto la Spagna e il Portogallo, essi avevano goduto di un minimo di protezione da parte della chiesa e delle autorità, dopo, la loro liquidazione (o etnocidio che dir si voglia) divenne addirittura la politica ufficiale di certi governi. Né la cosa deve sorprendere quando si pensi che la matrice ideologica dell'indipendenza americana fu un massonico illuminismo: l'Indio, elemento 'arretrato', doveva scomparire come tale per far posto al progresso - e ciò, naturalmente, per il suo stesso bene: perchè potesse anch'egli usufruire dei vantaggi della 'civiltà'. Questo etnocidio 'umanitario' prese spesso la forma di un genocidio vero e proprio, soprattutto in Brasile e in Argentina.”
“http://www.sullescoglieredimarmo.splinder.com/Apocalypto: il mito del "buon selvaggio" e il pensiero unico monoteistaPartendo dal film di Mel Gibson Apocalypto, alcune riflessioni:Certamente presso le popolazioni precolombiane vi era un certo livello di violenza, ma certamente gli europei del XVI e XVII secolo su quest'argomento avevano poco da insegnare, basti guardare le guerre di religione che insanguinavano il continente... (per non parlare di tutte le guerre, crociate e massacri che si erano compiuti fino a quell'epoca..). L'idea dell'europeo buono, caritatevole e progredito è tipica della mentalità progressista e positivista. Inoltre in quanto a sadismo e violenza la chiesa cattolica, nel '500 e nei secoli precedenti aveva dato bella prova di sè.
Se è giusto smentire il mito del buon selvaggio (che per altro fu elaborato nel periodo illuminista, sotto l'influenza di un certo pensiero cristiano-calvinista), è comunque assurdo sostenere che gli europei andarono nel nuovo mondo animati da spirito caritatevole per fare il bene dei poveri indigeni.
Ovvero molti religiosi ci andarono animati dal fervore religioso con l'intento di convertire gli autoctoni, esportando anche lì la loro religione desertica: con una mano tenevano la croce, con l'altra la torcia per bruciare chi non si convertiva, nonchè la stragrande maggioranza delle opere di quelle civiltà.
L'arrivo degli spagnoli comportò la distruzione di culture e civiltà intere, senza nulla di miracoloso, ma a causa di diversi fattori intrinseci a quelle civiltà (ad es gli aztechi in realtà abitavano un territorio piccolissimo, il loro impero non aveva una struttura centralizzata, ma si basava su alleanze e rapporti di vassallaggio, Cortes sfruttò la situazione sobillando i popoli sottomessi a ribellarsi, infatti al suo gruppo si unirono migliaia di indigeni!) sia estranei: la superiorità delle armi e delle corazze degli spagnoli che risultavano praticamente invulnerabili contro le armi di Maya e Aztechi che erano in pietra (e fatte per ferire e non uccidere!), le malattie portate dagli europei, ecc...
In breve tempo gli spagnoli imposero la loro cultura e resero schiavi gl'indigeni, di cui ne sopravvissero ben pochi, non si limitarono ad occupare il territorio ed appropriarsi delle risorse, come di fatto fecero gl'inglesi, che, sebbene condussero una guerra feroce contro gl'indiani, lo fecero principalmente per il controllo del territorio, ma non per eliminarne la cultura (che di fatto potè sopravvivere nelle riserve).
La cosa che ritengo più drammatica è che molti che si diedero molto da fare per la conversione degli autoctoni in America (così come in tante altre parti del mondo) erano proprio convinti di agire per il loro bene, garantendogli la salvezza eterna, nel momento in cui distruggevano la loro civiltà.
Grandi crimini commessi per il bene dell'umanità. (questo il cristianesimo l'ha in comune con le altre ideologie che ne sono derivate, come il positivismo, l'illumnismo ed il marxismo).La questione principale è che la cultura gentile (di cui la religione era una delle manifestazioni) aveva una sua visione del mondo, del rapporto tra uomo e natura, individuo e stato, individio e individuo, ecc... una sua etica, soprattutto l'idea che l'universo fosse il luogo delle differenze e della gerarchia, per questo ciascun popolo gentile poteva benissimo accettare che un altro popolo avesse usi, costumi, leggi, dei differenti e poteva anche adorare altri dei Basti pensare a Roma, in cui le divinità dei popoli assoggettati, entrarono a far parte del pantheon, o che, quando un popolo veniva incluso, poteva mantenere, lingua, leggi e persino governanti propri, salvo comunque accettare che in determianti casi le leggi di Roma fossero superiori alle sue).
Le religioni e le culture abramitiche sono completamente diverse: esse non tolerano nessuna differenza, la loro visione del mondo, il loro Dio sono gli unici, tutto ciò che è diverso è un ostacolo alla loro affermazione e quindi è il Male e per questo dev'essere distrutto affinchè trionfi ovunque (questo è il vero significato di cattolico) il Bene ed il Giusto.
La Storia umana viene vista come progresso da un tempo di decadenza e di peccato (la cacciata di Adamo) ad uno di riscatto e di perfezione (il Regno di Dio), quindi è giusto fare di tutto per andare in questa direzione.
Anche quando venivano bruciati eretici o massacrati interi popoli, in fin dei conti lo si faceva per il loro bene, gli s'impediva di continuare a vivere nel peccato e assieme si rimuoveva il Male dal mondo.
Per questo i genocidi, sia fisici che culturali, commessi dagli abramiti, sono di un livello ben diverso da tutte le uccisioni che fossero state compiute prima.
Lo stesso discorso si può fare benissimo per l'Islam, il quale sottende la stessa visione del giudeo-cristianesimo: durante la sua diffusione ha competamente cancellato le civiltà preesistenti, imponendo ovunque una nuova cultura ed un "pensierounico" monoteista.”
Un GRANDE intervento di TEODORO , da me appena notato , sul forum "Paganesimo"!! Condivido e Riporto :
Propaganda clericale:alle culture precolombiane non è stato imposto il cristianesimo (1 2)
kenshiroIT
"Isabela mon amour (elogio dei Conquistadores)
Sulla vicenda della conquista degli imperi precolombiani grava il crimine orrendo della distruzione di testi sacri precolombiani di inestimabile valore, contenenti probabilmente concezioni metafisiche altissime.
E' anche vero che gli aztechi avevano il vizietto del sacrificio umano...
E' anche vero che i popoli soggetti, per odio degli aztechi ,si avvicinarono agli spagnoli-cristiani.
E' anche vero che ispanici e amerindi in buona parte si mescolarono. Voi non conoscete nessun personaggio USA che somigli a un indiano; mentre sono moltissimi i calciatori "latinos" con caratteri promiscui: un pò ispanici, un pò amerindi (cioè in alta % mongolidi).
Su questa questione sono portato a dare ragione al simpatico Ratzinger e al dottor Messori. Ma da un punto di vista diverso dal loro. Loro controbbattono la leggenda nera creata dai protestanti nord-americani che dovevano far dimenticare l'autentico sterminio: quello compiuto dai cristiani giudaizzanti nella "Terra Promessa" del West ai danni dei poveri indiani-"filistei".
Il mio punto di vista invece è diverso: sono un europeo pagano (cioè: un vero europeo). Come tutti voi.
Sono assolutamente orgoglioso della storia europea.
Senza soluzione di continuità: cioè dalle asce di battaglia fino alle astronavi di Werner von Braun, passando per il colonialismo (pagina luminosa della storia non solo europea, ma soprattutto africana...)
Per milletrecento anni circa il cristianesimo è stato l'Europa. Per varie ragioni e con varie sfumature.
Allora mi propongo questo comandamento: se attaccando il cristianesimo io attacco anche la grande storia europea, io non attacco il cristianesimo.
Non dico: che schifo la cattedrale gotica! La cattedrale gotica è una stupenda creazione dello spirito europeo.
Non dico: papa Giulio II era uno spregevole cristiano! Giulio II era un superbo condottiero romano e grande mecenate.
Il Davide di Michelangelo rappresenta un "Davide". Ma sul suo volto io vedo il volto di Apollo, dunque...
Tornando ai conquistadores: essi erano spagnoli. Nobilissimo popolo indoeuropeo. Sangue celtico-latino-visigotico.
Parlavano una lingua assai simile a quella latina (più simile ancora di quanto lo sia l'italiano).
Avevano appena preso a calci in culo moriscos y marranos, buttandoli tutti a mare.
Si lanciano in una esplorazione vertiginosa oltre oceano.
Con un pugno di uomini conquistano imperi.
Aboliscono i sacrifici umani e una religione oggettivamente ridotta a livello da film dell'orrore.
Certo erano cristiani... Ma qui vale l'immortale battuta del film, quando quello si toglie la parrucca: "nessuno è perfetto"!!!
Insomma dovendo sceglie tra l'essere pagano/ma anti-europeo oppure tra l'essere orgogliosamente europeo (un orgoglio esibito con sfacciataggine da gay pride!)...
in nome del sentimento storico europeo, su questo punto sto col camerata Ratzinger. Sono riuscito a spiegarmi?
il mio punto di partenza era stata la difesa degli Spagnoli.
Dicevo che non si poteva ridurre l'avventura oceanica degli spagnoli alla stupidità distruttiva dei missionari.
Che non di doveva giocare a proiettare "Balla coi lupi": da una parte gli aztechi buoni perchè "pagani" dall'altra gli spagnoli tutti cattivi perchè "cattolici".
Benchè "pagana" la civiltà azteca mi appare nella sua fase finale (quando cioè viene travolta dai conquistatores) essere entrata in una cupa e orrorifica decadenza.
Benchè "cattolici" gli spagnoli hanno espresso valori di civiltà che un pagano europeo non può disprezzare.
Perchè insisto tanto sulla storia dei sacrifici umani?
Perchè penso sempre al presente (e al futuro....:non sono un tradizionalista) e nella cupezza dei sacrifici amerindi intravedo qualcosa di simile alla ferocia anti-umana dei nostri avversari di oggi.
Tuttavia, per tornare al discorso sulla conquista dell''America non è per preconcetto "nazionalismo europeo" che difendo i conquistadores.
Penso davvero che vi siano dati storici per affermare che la "leggenda nera" dei conquistadore sia stata forgiata dagli anglosassoni per nascondere le loro responsabilità storiche e per affossare l'immagine degli odiati rivali spagnoli e portoghesi. Su questo punto il cattolico Messori mi sembra sia molto attendibile.
Le tracce ematiche sulle scalinate dei templi aztechi dimostra che in quei posti il sangue fu versato a fiumi. L'abnorme ricorso a sacrifici di sangue fu effettivamente perpetrato dagli aztechi. Non era una invenzione degli spagnoli. Quella degli aztechi era diventata una religione da film dell'orrore. Lo dice il nome stesso dei loro dei: lo Scuoiato... a cui si offrivano vittime scuoiate...
Soprattutto era orrida la convinzione che il Sole avesse bisogno di tutto quel sugo umano per continuare a splendere in alto. Questa concezione riflette l'animo di una civiltà crepuscolare che appunto cerca di sottrarsi alla fine del suo ciclo con una orrorifica effusione di sangue.
Per questo motivo gli aztechi erano invisi alle popolazioni dominate che appunto si unirono agli spagnoli.
Gli spagnoli non sterminarono gli aztechi.
Vi furono molti morti, ovvio.
Vi furono epidemie a causa dei virus introdotti dagli spagnoli. Ma qui non v'è certo intenzionalità! Furono i nordamericani a infettare gli indiani con le coperte al vaiolo...
Tuttavia, con buona pace del profilo di Johny Deep, nell'Ispanoamerica vi è stata mescolanza di caratteri genetici, dunque mescolanza di popolazione...
una mescolanza che benchè esteticamente non molto felice (e non solo esteticamente...) è oggi visibile.
Ora, può una religione divenuta efferata e orrorifica avere nella propria tradizione testi sapienziali che sarebbe stato interessante leggere?? E perchè no!!! E perchè no: nelle parrocchie che oggi favoreggiano le invasioni migratorie e che patrocinano l'evasione di massa dei criminali (leggi "indulto") ci sono i libri del teologo normanno Tommaso d'Aquino, in cui il cristianesimo viene reinterpretato alla luce della teologia aristotelica, dunque...
Per cui, possiamo forse esprimere un giudizio equanime dicendo che gli
spagnoli "in quanto cristiani" commisero un crimine nel distruggere le tracce di antiche sapienze;
tuttavia io non posso condannare in blocco la storia spagnola. Quella storia è la nostra storia! Il "cristiano" Ruy Diaz el Cid Campeador, "matamoros" è eroe anche per me. E' eroe come Achille e come Sigfrido, è eroe come Eugenio di Savoia che sgominò i turchi alle porte di Vienna. Eugenio era cristiano? Vabbè, se per questo era anche un grandissimo ricchione, ma qui rispolvero la mia formuletta di tolleranza: "nessuno è perfetto".
Furono eroici gli spagnoli come esploratori e come conquistatori. Superare un oceano nel 1500 non era una scampagnata. Hanno sottomesso gli amerindi con i fucili, ma non per questo erano vigliacchi.
Se la razionalità aryana ha saputo concepire il fucile, che colpa ne abbiamo?
Quando elogio il colonialismo ovviamente non mi riferisco all'opera di alienazione compiuta dai missionari.
Mi riferisco al grandioso lavoro di organizzazione compiuto dagli ingegneri, dagli urbanisti, dai militari delle potenze coloniali.
Certo anche il colonialismo ebbe il suo lato negativo (dovuto alla nefasta confluenza di cristianesimo e umanitarismo) allor quando i colonizzatori perseguirono il folle progetto di "europeizzare" gli africani, sottraendoli alla loro dimensione congeniale: quella in cui erano vissuti nei 100.000 anni precedenti."
EFFEDIEFFE Giornale on-line - Direttore Maurizio Blondet
ACAM~GLI AZTECHI
ACAM - Progetto Genesi - Antichi semidei da Osiride a Cortez
http://www.edicolaweb.net/edic104a.htm
Ancient Race of Red and Blonde Haired People Red Haired Mummies of Peru
http://www.burlingtonnews.net/redhairedmummiesperu.html Red Haired Mummies of United Stateshttp://www.burlingtonnews.net/redhairedmummiesunitedstates.html'' Viracocha - and in some cases his 'men - was described as being a Caucasian, bearded man in some writings, with white skin, hair on the face and beautiful emerald eyes in others wearing long white robes and sandals, carrying a staff, with a cougar lying at his feet. He was a kind and peace-loving god. ''
http://www.crystalinks.com/preinca.html
Riporto altre informazioni preziose , tratte qua e là da un post di Hrodland (valido come sempre…) :
“ Vomito continuo: i razzisti antibianchi messiCani “ (…) poichè Mel Gibson, nel suo ultimo film "Apocalypto", ha osato parlare dei Maya non in termini idilliaci (ma non lo sa che solamente i bianchi commettono violenza? E che i crimini dei nonbianchi non devono essere messi nei film? Hollywood non gli lavato il cervello! Incredibile!), allora fanno una campagna di diffamazione contro di lui, dicendo che è un bianco suprematista (lui, in verità, è tradizionalista cattolico): http://www.mexica-movement.org/APOCALYPTO.htm
Certamente a questa gente, invece di sparare certe idiozie, non avrebbero fatto male a vedre il film: la frase introduttiva è la chiave d'interpretazione del film, nel quale si dice che un grande popolo (riferito al film, è quello maya...) non cade mai solo per motivi esterni, e ci fa vedere nel film un episodio di violenza che è sì insensata, ma nei periodi di decadenza, estremamente normale; quindi, nessun razzismo e nessun suprematismo, solo un film sulla decadenza di un popolo. Inoltre, bisogna considerare che gli spagnoli hanno solo una microscopica parte (ed anche inutile), alla fine del film, con un errore storico: quando il protagonista li vede, li chiama "uomini"; in verità le popolazioni amerindie pensavano che noi bianchi fossimo Dei. (…)
Che ci siano stati dei massacri, è vero (ma in quale epoca storica non ci sono stati massacri?), però ciò che a loro non va di dire è che noi non siamo degli invasori che sono venuti nel 1492, ma che c'eravamo già da prima.
Una scoperta che oramai è relativamente nota è la colonizzazione vichinga nelle terre del coste, nell'XI secolo (chiamarono quella terra "Vinland", e gli indiani "Skraeling"); ma altre cose bisognerebbe sapere.
Pizarro, nei suoi diari, scriveva che la popolazione plebea inca aveva il colore della pelle ramata, mentre invece l'aristocrazia aveva una pelle più bianca degli stessi spagnoli!
Ottimi spunti di ricerca sono gli studi del De Mahieu e di Serrano; inoltre, nel '96, hanno scoperto dalle parti di Kennewick, un santuario indiano: hanno preso l'eroe lì adorato come un dio, ed hanno scoperto che aveva la conformazione scheletrica di un uomo del Nord Europa... insomma, era bianco, e l'analisi del C14 ha confermato che quell'uomo è vecchio di più di 9000, proprio come dicevano gli indiani che lo adorano tutt'oggi!
Naturalmente Clinton, per evitare che si rivoluzionasse la storia, pose poi una legge che diceva che non si potevano più studiare i resti dei santuari indiani...
Infine, in alcune tribù pellerossa si è scoperto dall'analisi mitocondriale (che si perpetua solo per parte femminile) c'è una componte bianca risalente a circa 9000 anni fa; questo vuol dire che in quel tempo ci furono delle guerre, LORO CI STERMINARONO, e rapirono le nostre donne a scopo di violenza sessuale, e da ciò nacquero anche dei figli.
Per un'iniziale ricerca su questi fatti, vi consiglio:
http://www.white-history.com/hwr6b.htm
http://www.white-history.com/hwr6c.htm
Sull'uomo di Kennewick, ci sono questi siti:
http://www.laportadeltempo.com/America/ame_240204.htm
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/default/1283597 (dove parlano degli Ainu, ma è stato dimostrato che gli Ainu, anticamente, erano come noi, e che, pur con diverse mescolanze con le altre popolazioni gialle, si sono sempre tenuti distinti dai giapponesi)
http://mmmgroup.altervista.org/i-flores.html (interessante è la nota 2, non il resto: 2. In Nord America, argomentazioni simili hanno portato a sottostimare la diversità etnologica delle popolazioni native: purtroppo per una tragica ironia della storia, le rivendicazioni dei diritti dei Pellerossa americani hanno causato ostacoli allo studio del popolamento delle Americhe (come nel caso della diatriba sull’uomo di Kennewick).
Qui, in inglese, c'è il sito dedicato all'uomo di Kennewick: http://www.kennewick-man.com/
Sulle idee del Serrano e del De Mahieu: IL LUNGO VIAGGIO DEL DIO SOLE
http://forum.marcopolo.tv/topic.asp?TOPIC_ID=2560 Su Vinland: http://it.wikipedia.org/wiki/Vinlandhttp://digilander.libero.it/capurromrc/vinland1570.html
http://www.edicolaweb.net/am_0709a.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Gesta_Hammaburgensis_Ecclesiae_Pontificum
http://web.tiscali.it/andreafrediani/sd146.htm
Onestamente, su Vinland, in italiano, pensavo di trovare notizie che non fossero di meraviglia, perchè già dagli anni '60 si era ritrovato in Labrador i resti di un villaggio vichingo; in altri paesi, con c'è tutta questa "stranezza" su Vinland.
Sugli skraeling: http://www.rai.it/news/popupstampanews/0,9229,31707,00.html
David Lane riutilizzerà la parola "skraeling", per definire i nonbianchi, più in generale. (…)
http://news.yahoo.com/s/ap/20070304/ap_on_re_us/cherokee_freedmen_vote
Prima facciamo un preambolo: la tribùpellerossa dei Cherokee, da diversi secoli, ha un diritto di cittadinanza tribale, ossia le questioni interne alle tribù indiane sono di competenza esclusivamente loro.
L'unica volta che il governo americano era intervenuto nelle loro questioni era nel 1866, quando, dopo la guerra di Secessione, un impeto filonegro piagò l'America (ad esempio, negli stati che volevano secedersi fu dato il diritto di voto ai neri, ma tolto ai bianchi, http://white-history.com/hwr53i.htm ), aveva colpito anche le tribù indiane, impedendo loro di avere schiavi negri (ma non ce li avevano solo i bianchi, gli schiavi neri?), e costringendoli ad accettarli come "cittadini tribali".
Ebbene, ieri c'è stata una votazione per confermare la decisione della Corte suprema dei Cherokee per revocare il diritto di cittadinanza dei discendenti degli schiavi neri, ed indovinate un pò? La mozione è stata accettata dal 76,6% dei Cherokee!
Quelli che erano contro la mozione, hanno detto che questa era motivata da razzismo (ma va? Credevate davvero che solo i bianchi sono razzisti?), e Marilyn Vann, presidentessa della sezione di Oklahoma City della Descendants of Freedmen of Five Civilized Tribes (discendenti degli schiavi liberati delle 5 tribù civilizzate), ha commentato:
Sono veramente dispiaciuta che la gente sia stata ingannata con così tanta retorica e falsità dai leader delle tribù.
I leader dei Cherokee hanno risposto che questa è la democratica volontà del popolo.
E' interessante pure far notare che questa votazione ha suscitato molti più interessi rispetto al referendum per la Costituzione nazionale dei Cherokee del 2003.
Ed ecco alcuni siti correlati: http://www.freedmen5tribes.com/
sito dei "liberti" mezzi neri e mezzi indiani come Marilyn Vann, che lottano contro la discriminazione dei pellerossa contro di loro
http://www.itecmembers.org/Default.aspx?tabid=1421
il sito del Federal Indian Program, principale organo dei pellerossa d'America (ma solo quelli purosangue, non i discendenti degli schiavi neri mischiatisi con loro! )”
Su JACQUES De MAHIEU dal vecchio sito di “Alchemica” : “Jacques de Mahieu antropologo e sociologo, direttore dell' Istituto di Scienza dell'Uomo di Buenos Aires, dedicò molti anni della sua vita allo studio delle culture precolombiane dell'America. Dopo analisi meticolose riuscì a stabilire un'ipotesi di lavoro basata sulla presenza dell'uomo bianco nel Continente Americano. Nel suo libro "Il Grande Viaggio del Dio-Sole", espone ampie prove di questa presenza dell'uomo nordico-ario in America. Nella sua opera l'antropologo, sviluppa questa teoria dopo 25 anni di indagini, nelle quali raccoglie prove sufficienti per affermare che gli "dei bianchi" delle tradizioni messicane e peruviane, erano in effetti vichinghi, originari di Schleswing, che nell'anno 967 dell'era Crístiana, giunsero sui litorali del continente. Questi esploratori nordici si sarebbero presto trasferiti sull' Altipiano Andino dove fondarono l' impero preincaico di Tiahuanaco. Le tracce di quest'arrivo così particolare, lo portarono nei territori del Paraguay e del Brasile nei quali scoprì monumenti ed iscrizioni runiche, dall' indubitabile origine scandinava. In questi paesi penetrò il lignaggio genetico di aborigeni di origine vichinga. Mahieu dà risalto inoltre all'individuazione singolare nelle caverne della Penisola di Paracas, Perù, di mummie con struttura ossea caratteristicamente aria e che conservano i loro capelli biondi. Nel museo de La Plata, Argentina, anche si conservano mummie con i capelli biondi e caratteristiche fisiche nordiche, dettaglio che dimostra la presenza di una razza aria, nei tempi pre-colombiani. I nativi della tribù dei Comechingones, che abitava il centro dell' Argentina, presentano anch' essi caratteristiche di tipo europeo. La loro barba chiara era caratteristica e quando gli spagnoli arrivarono nei loro domini, richiamarono la loro attenzione i tratti molto particolari di questa tribù rispetto al resto degli aborigeni americani.
Esistono teorie ancora più ardite, le quali fanno riferimento a una possibile discendenza aria proveniente dalla mitica Thule Iperborea. Non suppone alcuna fantasia, accettare queste teorie, poiché esiste una forte evidenza che i vichinghi giunsero in America prima degli spagnoli. Per esso avrebbero tratto beneficio da un processo climatico molto favorevole, che avrebbe avuto luogo fra i secoli XI e XII. Nell' America precolombiana, esiste una leggenda, originaria della penisola dello Yucatan nella quale si racconta l'arrivo degli uomini bianchi sulle sue coste, in grandi barche, che brillavano come se fatte d' oro e che scorrevano sulle onde come serpenti giganteschi. Narra la leggenda che gli esseri che scesero da queste navi erano alti, belli, i loro occhi di un colore azzurrino e che tutti indossavano abiti sconosciuti. Sulle loro fronti portavano un' insegna composta da due serpenti intrecciati. Gli sconosciuti furono così generosi, che cercarono i saggi tra i maya per comunicargli grandi conoscenze.
Un'altra teoria suppone che il clan Saint Clair, la cui discendenza sarebbe di origine vichinga, avrebbe usato le conoscenza dei relativi antenati per permettere l'arrivo in America della flotta dei Templari. Si sa inoltre che ai marinai portoghesi del XII secolo era proibito navigare oltre Capo Mogador se non mostravano lo stemma del Tempio. Precisamente Vasco de Gama comandava una flottiglia appartenente ai Templari riformati ai tempi in cui scoprì l'India. In riferimento alla croce templaria, una delle cose che più hanno stupito i commentatori religiosi, che accompagnarono Colombo, era che gli indiani non furono sorpresi nel vedere il simbolo della croce, così come nel vedere dei cavalieri armati. Si sarebbe detto che li stavano aspettando, perché in alcune delle loro tradizioni si narrava "arriverà un giorno in cui verranno dal mare grandi uomini, vestiti di metallo, che cambieranno le nostre vite in bene". Questo leggende avrebbero facilitato le cose a Hernán Cortéz, che trovò un gran supporto fra le genti native grzie a queste credenze. In particolare, la leggenda di Quetzalcóatl, parla di un dio bianco, che per molti sarebbe stato confuso con Cortéz.
Andrew Sinclair espone nel suo libro "La Spada ed il Graal" valide prove sull'esistenza di insediamenti precolombiani nell' America del Nord d' inequivocabile originale templare. Questo gruppo templario avrebbe usato antiche rotte vichinghe, nel piano di fuga dalla persecuzione religiosa. Secondo Sinclair, il principe scozzese Henry di Saint Clair sarebbe arrivato in America su una nave dell' Ordine del Tempio con circa trecento cristiani. Questa teoria è concatenata con la teoria di Jacques de Mahieu. La flotta di templari sarebbe giunta al continente americano fuggendo attraverso una rotta vichinga che gli stessi avevano utilizzato già da molto tempo prima nella loro ricerca dell' argento. Mahieu indica che l' Ordine del Tempio "possedeva nel Mediterraneo una grande flotta navale, rivale di quella veneziana, con la quale conquistò praticamente il monopolio dei trasporti fra l' Europa ed il Medioriente". I Templari avevano il controllo di importanti porti in Francia, Spagna e Portogallo, oltre ad avere a disposizione una grande flotta che gli permetteva di attraversare l'Atlantico in direzione delle Americhe.
Le teorie di Mahieu forniscono dati importanti per risolvere l' enigma sull'origine dell'argento con il quale l'Ordine del Tempio finanziò, in meno di cento anni, la costruzione di settanta chiese ed ottanta cattedrali gotiche. Durante i secoli XII e XIII i templari possedettero una fortuna consistente in argento, un minerale molto difficile da ottenere in quei tempi in Europa. I templari sarebbero fuggiti verso l'America con i tesori a disposizione dell'ordine.
Nei bassorilievi della Cappella di Rosslyn (costruita prima dell'arrivo di Colombo nel continente americano), si trova l'ultima prova restante che sostiene questa teoria. In due passaggi della storia scolpita che presenta l' architettura di questa cappella, si possono osservare piante di mais e di aloe non conosciute in Europa, prima dell'arrivo degli spagnoli in America.
Nel mese di marzo del 1999 l' ingegnere argentino Fernando Fluguerto Martí, difronte al suo gruppo Delphos, un Ordine Templario Argentino, presentò un'ipotesi basata su una serie di studi teorici ed investigativi sulla presenza dei templari nel Golfo di San Matías, nella Patagonia Argentina. Questo gruppo avrebbe trovato la prova di una presunta fortezza portuale templaria, trovando nelle sue prossimità un blocco di pietra enorme con un bassorilievo di una croce approssimativamente di un gomito per un gomito (che denominò "Croce templare"), oltre ad altre incisioni in altorilievo con la stessa croce e altre immagini in pietra nelle quali non manca la rappresentazione del serpente e di simboli di presunta origine celtica. Tutte queste esperienze si trovano riportate sul sito http://www.delphos.com.ar/ Jacques de Mahieu fu un pioniere,con le sue teorie destabilizzanti, rivoluzionò il mondo dell'antropologia. I cronisti spagnoli dei primi tempi della conquista, come i loro predecessori, rimasero abbagliati davanti all' esistenza di antiche testimonianze che provano la presenza dell'uomo bianco nelle Americhe. Mahieu conobbe quel segreto e dedicò la sua vita alla sua verifica scientifica.”
Da "El Cordon Dorado" di MIGUEL SERRANO :
”Il mistero degli Dei Bianchi d'America
Nei tempi aurei, vicino agli uomini esistevano le Guide Istruttrici. Quelle di quel
misterioso popolo del sud del mondo, dei canali patagonici, oltre lo Stretto di Magellano, quelli dei selcnam, erano i maghi Jon. Essi venivano dalle Oasi antartiche ed ad esse ritornarono. Il Jon è immortale, non ha anima, bensì huaiyuhuen, una specie di fantasma incorruttibile, col quale si può viaggiare a volontà sui ghiacci della Tule del Polo Meridionale. Il huaiyuhuen è di colore bianco latteo.
Una volta ascoltai in Cile le dichiarazioni di un araucano. Affermava che erano di razza bianca. Il nome araucano è di coniazione tardiva. Non credo che i mapuches fossero bianchi. Ma, pensando all'affermazione di Hans K. F. Gunther che l'elemento nordico superiore si trova in ogni gran civiltà, perfino nella Cina antica, è anche possibile che si trovasse tra i mapuches, strappati da chi sa quale tronco distante e leggendario.
Keyserling ha creduto di aver scoperto similitudini con le tribù di mongoli finogourianos, di quelli che conobbero il Re del Mondo. Ma se i mapuches non erano bianchi, di sicuro lo furono le loro Guide, nel più remoto passato, quelle Divinità Bianche che venivano dalle Oasi del ghiaccio, delle cime dell'Altra Terra, e che ad essi ritornarono.
Il cronista Francisco López di Gomara afferma, nella sua "Storia Generale delle Indie" che
in Cile, o Chilli, c'erano due grandi regni, quello del Capo tribù indiano Leuchengorma,
con una città centrale vicino ad un lago circondato da sette vulcani. Nel mezzo del lago,
in un'isola, si alzava un tempio di duemila sacerdoti. Più al sud si trovava il regno delle
amazzoni tributarie di Leuchengorma. La cui regina si chiamava Gaibomilla. Il
matriarcato la cui sostanza perdura in Cile, sarà un retaggio di quel leggendario regno
delle amazzoni?
Attirano l'attenzione i nomi di Leuchengorma e Gaibomilla; sembrano inventati, come
quello di Fresia in "l'Araucana", di Alonso di Ercilla, la donna di Caupolicán che ricorda
quello della dea germanica Freya che abitava all'interno del Monte Elbruz. Ercilla non può
avere scelto questo nome per caso, e nemmeno López di Gomara che di sicuro raccoglie
una leggenda viva in quei tempi.
Il professore Jacques de Mahieu, nei suoi libri "Il Gran Viaggio del Dio Sole" e "L'Agonia
del Dio Sole" affermava che i vichinghi vennero a stabilirsi in America a partire dall'anno
967 della nostra Era. Il primo si chiamava Ullman - Uomo di Ull -. Perso nel mare, la sua
barca di strana forma e brillante al sole a causa delle placche di metallo nei suoi fianchi,
è catturato in Messico da un Serpente con piume di fuoco. Da ciò è soprannominato
Quetzalcótal. Ma è più probabile che l'arrivo di questo uomo bianco ricordi ai nativi la
venuta di un'altro Quetzalcóatl molto anteriore che certamente è arrivato dal cielo su di
un disco di fuoco. Lo conferma quello che si è trasformato in leggenda coi millenni. Il
nuovo Quetzalcóatl dominava i toltechi con facilità, come più tardi lo avrebbe fatto
Hernán Cortés, approfittando di un'identica leggenda. Rimase lì più di venti anni.
Richiesto dai Maya, va a Yucatan dove fonda Chichen-Itza. Lì è chiamato Kukulkán.
Rimane due anni, estendendo la civiltà. Poi parte. I vichinghi scesero fino in Bolivia, Perù
e Cile, dove per centocinquanta anni mantennero un poderoso Impero civilizzatore, col al
suo centro la città di Tiahuanaco. Il primo vichingo era chiamato Virakocha, nome quasi
danese, o Huirakocha, Kontiki-Virakoche. Era sbarcato in quella che è oggi Arica, sulla
costa cilena. Fino al 1290 si mantiene l'Impero. Quindi fu attaccato dagli araucani
diaguitas, secondo il Professore de Mahieu, diretti dal Capo tribù indiano Cari, ed i
vichinghi persero la città di Tiahuanaco (Tutto questo alla fine del fatidico Secolo XIII,
testimone del dramma cátaro e templare in Europa). I sopravvissuti si rifugiarono
sull'Isola del Sole, nel centro del lago Titicaca. Sarà questa l'Isola dei duemila sacerdoti,
di López di Gomara? Tuttavia, "i vulcani che la circondano" descrivono meglio il
paesaggio del sud del Cile, dell'estremo polare. Vinti lì, i vichinghi, o alcuni di essi,
possibilmente le sue guarnigioni periferiche, nelle rotte che portano ai porti dell'Atlantico,
si ritirano nella selva paraguaiana. I loro discendenti degenerati sarebbero oggi gli
indigeni bianchi guayakis, quasi nani, di un metro e cinquantasei di statura che
conservano ancora i tratti fondamentali ariani. Per preservare i loro riti solari, il loro culto
ad Odino, o Wotan, quando si stabilì in Paraguay l' 'Impero dei Gesuiti', abbandonarono
la vita sedentaria per la nomade. Alla fine, si produsse un meticciato con gli indio
guaranì, di ascendenza mongolica.
Altri vichinghi dell'Impero di Tiahuanaco scapparono sulle loro barche per il Pacifico ed
arrivarono all'Isola di Pasqua. Il Professore de Mahieu trova similitudini tra iscrizioni
trovate nelle terre dei guayakis e le 'Bacheche Parlanti' rongo-rongo, benché non con le
rune nordiche conosciute. Per questo stesso motivo, i vichinghi arrivati a Pasqua non
potevano essere gli uomini bianchi e biondi che abitarono l'isola precedentemente ai suoi
attuali occupanti indigeni. Come neanche sembra probabile che siano stati gli araucani
che sconfissero i vichinghi di quel grande Impero del Titicaca e del Perù, non sia che
tutto questo si riferisca, come abbiamo insinuato, a qualcosa che si realizzò più a sud,
dove si sarebbe situato il centro di una superiore civiltà, anche di origine iperborea. La
leggenda ci racconta che è in Cile dove arrivarono i giganti, in seguito allo
sprofondamento di un continente glorioso, di fronte alle sue attuali coste nel Pacifico.
Arrivarono anche dall'Ecuador. Solo questi giganti bianchi avrebbero potuto sconfiggere
quei guerrieri vichinghi. E solo essi sarebbero stati gli antenati dei pascuenses. Cioè, il
Cile fu una terra abitata da giganti, con una civiltà di giganti, scomparsi oggi dalla sua
superficie ( la vera origine del nome Cile o Chilli dovrebbe essere cercato in quel tempo)
perché si sarebbe immerso nella Terra Interna, da dove dava la Porta del Sole di
Tiahuanaco, o nella Città dei Césari, nascosta nelle Ande, in un mondo analogo. Cioè,
quella battaglia, se di battaglia si trattò - e non della catastrofe prodotta da uno
sprofondamento i cui 'riflessi condizionati' sono i terremoti e maremoti in tutto l'Arco di
Fuoco del Pacifico -, fu tra esseri della stessa origine, la qual cosa ci sembra improbabile.
La catastrofe tellurica e cosmica ci sembra più convincente, se si tiene in conto i suoi
segni, precisamente nel Tiahuanaco.
Per tutto questo, le dichiarazioni dell'araucano sulla sua discendenza si confermano nella
leggenda, o nella tradizione leggendaria.”
Saluti. - Holuxar