Ho fatto un complimento a una persona che ha espresso un parere con fare intelligente, non ho cazzeggiato.
Ho fatto un complimento a una persona che ha espresso un parere con fare intelligente, non ho cazzeggiato.


...e io che ho sempre paura di essere troppo saccente e bacchettona...c'è chi mi batte...mi pare che sia io che Emiliano abbiamo contribuito "seriamente" al dibattito...o no?!
aprire un tread a parte per farsi una battuta...mi sembrerebbe un pò ridicolo.
come ho scritto tempo fa in un'altra discussione, secondo me, un lato positivo di questo forum è anche la sua parte ironica e dissacrante che può contribuire ad insegnare a gente come noi, indurita dal silenzio, dalla cenura, dal poco o nullo spazio mediatico e culturale concesso, e quindi abituata a prendersi sempre molto sul serio ed incline ad accentuata autoreferenzialità, a mettersi in gioco nel confronto, nello scontro, ma spesso anche nello scherzo, nella battuta veloce, all'ironia tagliente, rischiando a volte anche la beffa o la "berlina"...sono tutte prove di intelligenza, esercizi i comunicazione...meno didascalica, meno concettuale ed accdemica, ma comunque con un intrinseco valore sia individuale che collettivo.
credo.




Jan Palach un martire per l’Europa
Categoria : LaDestra, In Memoriam
window.document.getElementById('post-4382').parentNode.className += ' adhesive_post';Jan Palach (Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, 11 agosto 1948 - Praga 16 gennaio 1969) è stato uno studente cecoslovacco divenuto simbolo della resistenza anti-sovietica del suo paese.Modesto studente di filosofia, assistette con simpatia alla stagione riformista del suo paese, chiamata Primavera di Praga. Questa esperienza, però, fu repressa militarmente dalla truppe del Patto di Varsavia, ed in particolare dall’Unione Sovietica, in pochi giorni. Per protestare contro quell’iniziativa bellica, Palach prima fondò un gruppo di volontari anti-URSS e successivamente decise di cospargersi il corpo di benzina in piazza San Venceslao a Praga, appiccando il fuoco con un accendino (16 gennaio 1969). Morirà tre giorni dopo.Decise quindi di suicidarsi morendo carbonizzato, ma preferì non bruciare i suoi appunti e i suoi articoli (che rappresentavano i suoi pensieri politici), che tenne in uno zaino molto distante dalle fiamme. Tra le dichiarazioni trovate nei suoi quaderni, spicca questa: “Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zpravy (il giornale delle forze d’occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà“.Grazie a questo gesto estremo, Palach venne consideratato dagli anticomunisti come un eroe e un martire; in città e paesi di molte nazioni furono intitolate strade con il suo nome. Anche la Chiesa Cattolica lo difese, affermando che “Un suicida in certi casi non scende all’Inferno” e che “non sempre Dio è dispiaciuto quando un uomo si toglie il suo bene supremo, la vita”. Questo clima portò a drammatiche conseguenze: almeno altri sette studenti, tra cui l’amico Jan Zajíc, seguirono il suo esempio e si tolsero la vita, anche se la notizia non è sicura poiché le TV locali non le diedero tanta importanza.
Dopo il crollo del comunismo e la caduta del Muro di Berlino, la sua figura fu rivalutata: nel 1990 il presidente Václav Havel gli dedicò una lapide per commemorare il suo sacrificio in nome della libertà. Oggi, molte associazioni studentesche, anche di sinistra, lo ricordano come una persona morta in nome dei suoi ideali: non sono pochi i circoli di giovani dedicati a Jan Palach. Tuttavia, il Partito Comunista di Boemia e Moravia ha attualmente un parere negativo riguardo la sua azione.Paragonato a Jan Hus, pensatore e riformatore religioso boemo condannato per eresia e bruciato sul rogo nel 1415, compare in “Primavera di Praga” di Francesco Guccini: Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava all’orizzonte del cielo di Praga…




![]()
I resti del martire Reinhold Elstner alla Feldherrenhalle di Monaco