
Originariamente Scritto da
Aganto
Esiste? Se esiste, qual'è la sua natura? Quali sono le sue attribuzioni in relazione al senso? Come interagisce con la materia? Guardando la materia, possiamo scorgere la sua "anima"?
Se può essere d'aiuto alla discussione posto una parte del corso biblico di rinascita spirituale che ho tenuto per vari anni.
Pace & bene.
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L’amore di Dio è rivolto all’uomo nella sua interezza materiale e immateriale. Dunque, per comprendere fino l’amore di Dio e per non cadere in inutili speculazioni teologiche è necessario comprendere attentamente la natura umana.
Il concetto corrente circa l'essere umano è dualista: anima e corpo. Secondo questa concezione, l'anima è la parte interiore, invisibile, spirituale, mentre il corpo è la parte esteriore, visibile. C'è indubbiamente una parte di verità in questa concezione, ma è del tutto insufficiente. La Bibbia non fa mai confusione fra lo spirito e l'anima, come se i due termini fossero sinonimi. La loro stessa natura li distingue l'uno dall'altra. La Parola di Dio concepisce l'uomo come un essere tripartito: spirito, anima e corpo. 1 Tessalonicesi 5,23 dice:
"L'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo".
Ma è veramente importante fare una distinzione fra lo spirito e l'anima? Si, questa distinzione è della massima importanza per la comprensione del Piano Divino su di noi. Come si può capire la vita spirituale se si ignora fin dove arriva il campo d'azione dello spirito? I credenti spesso considerano spirituale ciò che in realtà riguarda solo l'anima e si fermano all'aspetto psichico delle cose, senza ricercare ciò che è veramente spirituale. Come possiamo evitare gli errori se confondiamo ciò su cui Dio opera una distinzione?
Vi sono altri testi biblici che affermano questa distinzione tra l'anima e lo spirito. "
Infatti la Parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore" (Ebrei 4,12).
In questo versetto l'autore considera due gli elementi non fisici dell'uomo: l'anima e lo spirito. La parte fisica comprende le giuntura e le midolla. Quando il sacerdote si serviva della spada per dividere completamente l'animale sacrificato, nulla delle parti interiori poteva rimanere nascosto. Anche le giunture e le midolla venivano separate. Così la Parola di Dio può operare una separazione completa e provocare una divisione fra ciò che è spirituale, ciò che è psichico e ciò che è fisico. Ne consegue che, poiché lo spirito e l'anima possono venire separati, devono logicamente essere diversi per natura. E' dunque chiaro che la creatura umana è formata da tre parti.
LA CREAZIONE DELL'UOMO
"Dio, il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente" (Gen 2,7).
Appena "l'alito vitale" (=spirito dell'uomo) venne in contatto con il corpo, l'anima ne fu il risultato. L'anima è dunque la combinazione di corpo e spirito. L'uomo viene così definito: "un'anima vivente". L'alito vitale diventa lo spirito dell'uomo, cioè il principio di vita che è dentro di lui, Gesù ha detto : "E' lo spirito che vivifica" (Gv 6,63). Quando l'alito di Dio penetrò il corpo dell'uomo divenne lo spirito dell'uomo; ma quando lo spirito "reagì" con il corpo, si produsse l'anima.
Dobbiamo stare attenti a non confondere lo spirito dell'uomo con lo Spirito Santo di Dio. Quest'ultimo differisce dallo spirito dell'uomo. Rm 8,16 dimostra tale differenza dichiarando che "lo stesso Spirito attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio".
"Formò l'uomo dalla polvere della terra": questa espressione si riferisce al corpo dell'uomo.
"Gli soffiò nelle narici un alito vitale": si riferisce allo spirito dell'uomo che viene da Dio.
"E l'uomo divenne un'anima vivente": si riferisce all'anima dell'uomo.
Quando il corpo si trovò vivificato dall'alito vitale, cioè dallo spirito, questo fatto fece sorgere un essere vivente e cosciente della propria esistenza. L'uomo completo è una triunità: l'insieme di spirito, anima e corpo.
"Nello stato in cui Adamo si trovava prima della caduta, c'era una perfetta fusione dei tre elementi in una unità che l'anima, come sede decisionale, diede origine alla sua personalità, alla sua esistenza di essere distinto dagli altri" (Pember). L'uomo è stato definito come anima vivente perché è nell'anima che lo spirito e il corpo si incontrano ed è per mezzo dell'anima che la sua personalità si manifesta.
Potremmo usare un'illustrazione, anche se imperfetta: versate del colore in una tazza. Il colore e l'acqua si mescoleranno per formare una terza sostanza chiamata inchiostro. In modo simile i due elementi indipendenti spirito e corpo si combinano per diventare anima vivente. Questa analogia è però imperfetta in quanto l'anima prodotta dalla combinazione di spirito e corpo diventa un elemento indipendente e indissolubile tanto quanto lo spirito e il corpo. Dio ha trattato l'anima dell'uomo come qualcosa di unico. Frequentemente nella Bibbia Dio parla degli uomini come di "anime". Perché? Per il motivo che l'uomo è ciò che è la sua anima. La sua anima lo rappresenta ed esprime la sua personalità. E’ l'organo per mezzo del quale lo spirito e il corpo risultano perfettamente amalgamati. Se l'anima dell'uomo vuole ubbidire a Dio, lascerà che sia lo spirito a governare l'essere umano, come Dio ha voluto. Ma l'anima può anche scegliere un'altra strada: ignorare lo spirito e trovare la sua soddisfazione come signore dell'uomo!
Questa triunità costituita di spirito, anima e corpo può essere parzialmente illustrata da una lampadina a incandescenza. Dentro la lampadina, che può rappresentare la totalità dell'uomo, ci sono elettricità, luce e filo conduttore. Lo spirito è come l'elettricità. L'anima è la luce e il corpo il filo conduttore. L'elettricità è la causa della luce, che a sua volta è dunque l'effetto dell'elettricità. Il filo conduttore è l'elemento materiale che serve sia per trasportare l'elettricità, sia per manifestare la luce. La combinazione di spirito e corpo produce l'anima, che è esclusività dell'uomo. Così come l'elettricità, trasportata dal filo conduttore, si manifesta nella luce, lo spirito agisce sull'anima e l'anima a sua volta, si esprime mediante il corpo.
Dobbiamo tuttavia ricordarci di un fatto importante. Mentre l'anima è il punto di incontro degli elementi del nostro essere in questa vita attuale, sarà lo spirito che eserciterà il potere nella nostra vita di resurrezione. Poiché, dice la Bibbia, "è seminato corpo naturale (o psichico) e risorgerà corpo spirituale" (1 Cor 15,44).
LE FUNZIONI RISPETTIVE DELLO SPIRITO, DELL'ANIMA E DEL CORPO
Dio dimora nello spirito, l'IO dimora nell'anima, i sensi dimorano nel corpo.
Per mezzo del corpo fisico l'uomo entra in contatto con il mondo materiale. Possiamo dunque definire il corpo come lo strumento per mezzo del quale acquistiamo coscienza del mondo. Lo spirito è quella parte per mezzo della quale comunichiamo con Dio e la sola con cui possiamo percepire Dio e adorarlo. Dal momento che è la sede della nostra relazione con Dio, viene indicato come l'elemento che ci dà la coscienza di Dio.
L'anima comprende l'intelligenza, che ci aiuta in questo stato della nostra esistenza e le emozioni che provengono dei sensi. Poiché l'anima appartiene all'IO dell'uomo e rivela la sua personalità, è definita come la parte che ci dà coscienza di noi stessi. L'anima si colloca fra il mondo materiale e quello spirituale, appartenendo all'uno e all'altro. E' legata al mondo spirituale mediante lo spirito e al mondo materiale mediante il corpo. Lo spirito non può agire direttamente sul corpo: ha bisogno di un intermediario e questo intermediario è l'anima, che è il prodotto del contatto tra spirito e corpo e che fa da legame fra i due. Il compito dell'anima è di mantenere gli altri due elementi nei loro ruoli rispettivi, in modo che non abbiano a perdere la giusta relazione fra loro, nel senso che l’elemento inferiore, il corpo, rimanga soggetto allo spirito e il più nobile, lo spirito, possa governare il corpo per mezzo dell'anima. Il fattore principale dell'essere umano è senz'altro l'anima. L'anima si rivolge allo spirito perché questi le trasmetta ciò che ha ricevuto dallo Spirito Santo, affinché l'anima stessa, una volta giunta alla perfezione, possa trasmettere al corpo quello che ha ricevuto; poi il corpo parteciperà anch'esso alla perfezione dello Spirito Santo e diventerà così un corpo spirituale.
Lo spirito è la parte più nobile dell'uomo e occupa la parte più intima del suo essere. Il corpo è la parte meno nobile e occupa la parte esteriore. Tra i due dimora l'anima, che serve da intermediario. Il potere dell'anima è fondamentale, poiché è lì che si amalgamano il corpo e lo spirito, che fanno dell'anima la sede della personalità e dell'influenza dell'uomo. Prima che l'uomo commettesse il peccato originale la potenza dell'anima era completamente sotto il dominio dello spirito. La sua forza era quindi la forza dello spirito. Lo spirito non può agire direttamente sul corpo; lo può fare soltanto tramite l'anima.
Effettivamente l'anima è il cardine di tutto l'essere umano, perché ad essa appartiene la volontà umana. Soltanto quando l'anima decide di assumere una posizione umile, lo spirito può dirigere l'essere umano. Se l'anima si rifiuta di assumere un simile atteggiamento, lo spirito sarà incapace di esercitare la sua "autorità" e il suo "potere". Questo ci spiega il significato della libera volontà dell'uomo.
IL TEMPIO SANTO E L'UOMO
"Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?" scrive l'apostolo Paolo (1 Cor 3,16)
Come Dio aveva anticamente stabilito la sua dimora nel tempio, così oggi lo Spirito Santo dimora nell'uomo. Paragonando l'uomo al tempio, possiamo vedere chiaramente come i tre elementi dell'uomo siano manifesti. Sappiamo che il tempio di Gerusalemme era diviso in tre parti. La prima era rappresentata dal cortile esterno (o vestibolo) che era visibile a tutti e visitato da tutti. Più internamente c'era il Luogo Santo, nel quale soltanto i sacerdoti potevano entrare per offrire a Dio olio, incenso e pane. Si trovavano abbastanza vicino a Dio, ma non proprio a contatto con Lui, perché stavano ancora al di qua della cortina e quindi non alla "presenza immediata" di Dio. Dio "abitava" più internamente, nel Luogo Santissimo, dove nessun uomo poteva entrare. Solo il Sommo Sacerdote vi poteva entrare una volta l’anno e non senza la presenza di fumi che offuscassero la vista.
Anche l'uomo è il tempio di Dio, ed è composto di tre parti. Il corpo è come il cortile esterno, con la sua vita esteriore, visibile a tutti. E' lì che l'uomo dovrebbe ubbidire a tutti i comandamenti di Dio. Più internamente c'è l'anima dell'uomo che costituisce la vita interiore della creatura umana e che comprende le emozioni, la volontà e l'intelletto. Tale è il Luogo Santo dell'uomo rigenerato, poiché il suo amore, la sua volontà e il suo pensiero sono pienamente illuminati per essere in grado di servire Dio come faceva l'antico sacerdote. Più interiormente, oltre la cortina, si trova il Luogo Santissimo in cui nessuna luce umana è mai penetrata e che nessuno sguardo umano ha mai sfiorato. E' la "dimora segreta dell'Altissimo". Non può essere raggiunto dall'uomo se Dio non strappa la cortina. E' lo spirito dell'uomo. Questo spirito sta di là della coscienza dell'uomo e al di sopra della sua sensibilità. E' qui che l'uomo si unisce a Dio ed entra in comunione con Lui.
Non c'è nessuna luce nel Luogo Santissimo, perché Dio vi dimora. La luce del Luogo Santo è fornita dal candelabro dalle sette braccia. Il cortile esterno sta alla luce del giorno.
L'ordine in cui Dio ci presenta questa realtà è perfetto: "lo spirito, l'anima e il corpo" (1 Tess 5,23).
Non è detto "anima, spirito e corpo", oppure "corpo, anima e spirito". Lo spirito è la parte preminente e quindi è menzionato per primo. Il corpo è la parte inferiore e quindi è menzionato per ultimo. L'anima sta in mezzo ai due e quindi è menzionata per seconda. Conoscendo l'ordine stabilito da Dio, possiamo apprezzare la saggezza della Bibbia, quando paragona l'uomo al tempio e l'uomo riguardo sia all'ordine, sia ai valori.