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Risultati da 31 a 40 di 83
  1. #31
    mc0676
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    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    Io non supporto per nulla chi, solo per denaro e fama, mette a rischio la propria vita. Lo trovo assolutamente spregevole.

    Vai a cercarti i guai? Quando ti ci trovi, poi, non venire a rompere le storie, arrangiati.

    In fondo a me cosa me ne frega di quello che accade in Afghanistan?

    Assolutamente niente, zero.
    Siamo in 2.

    Aspetto con ansia che sequestrino quel simpatico giornalista del TG5 che invece di andare in pensione e lasciare spazio ai giovani è sempre nel mezzo.

    Magari se ce lo sequestrano per 5 anni (senza torcergli un capello, s'intende) non lo vediamo + per un bel pò e sai che goduria.

  2. #32
    Prodi&Berlusconi
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    Ho il massimo rispetto per i giornalisti che operano in aree pericolose. Detto questo un sistema per risolvere alla radice il problema dei rapimenti ci sarebbe: non pagare mai e in nessun caso nessun riscatto, punto.
    Ammazzare giornalisti inermi finirebbe per non pagare per la causa talebana e i sequestri di giornalisti cesserebbero.
    Se fossi nei talebani comincerei sin d'ora aprogettare altri sequestri. Dico di piu', la prossima volta sequestrerei un soldato italiano. L'effetto che produrrebbe sul nostro traballante quadro politico sarebbe devastante.
    Parliamoci chiaro, siamo il ventre molle della coalizione, a queste condizioni mi pare molto piu' serio defilarci e tornarcene a casa, eviteremo brutte figure.
    I festeggiamenti e le entusiastiche conferenze stampa di questi giorni mi hanno avvilito. L'unico che deve festeggiare e' il rapito, la sua famiglia e i suoi parenti. Abbiamo ceduto alle richieste dei rapitori, almeno stiamocene zitti per favore.
    Un pensiero corre ad Aldo Moro, l'unico per cui lo stato si e' sdegnosamente rifiutato di trattare.

  3. #33
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito le ugie dei giornalisti embembed fanno molti più danni

    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    In fondo a me cosa me ne frega di quello che accade in Afghanistan?

    Assolutamente niente, zero.


    in Afghanistan l'Italia si trova coinvolta inuna guerra inutile, dai risultati fallimentari, che ha continuato a distruggwre un paese, finito da decenni dentro la merda insieme ai suoi abitanti, grazie alla scellerata scelta degli americani, di supportare il terrorismo islamico in funzione antisovietica, che viene a costare agli italiani che pagano le tasse, infinitamente di più dei riscatti per liberare i giornalisti, che è stata fatta accettare a buona parte dell'opinione publica italiana, grazie alle bugie veicolate dai giornalisti italiani, in particolar modo dei vari "esperti", tipo ferrara, orina fallaci, panella, matia givanna maglie, e tanta altra gente che in afghanistan non ci è mai stata e di cui non sa nulla, quindi sono molto più dannosi, i giornalisti sediscenti esperti, generalmente strapagati, stupidi ed incompetenti che chiusi dentro il loro albergo si limitano a riportare le veline dei militari, che naturalmente sono pura propaganda di guerra, magari negli anni ottanta, quando i media di regime occidentali erano schierati con il terrorismo islamico in Afghanistan, venivano prodotti documentari di propaganda, dove si mostravano gli eroici resistenti islamici che combattevano con fucili di legno contro i carri armati degli invasori(sebbene furono chiamati proprio dal governo afghano per combattere il terrorismo islamico, finanziato, pagato ed addestrato dalla cia almeno sei mesi prima del loro intervento)sovietici, ed al cinema proiettavano rambo 3 che combatteva a fianco degli eroici resistenti afghani, ci fosse stato qualche giornalista coraggioso, che avesse raccontato al mondo, che quei resistenti che a quei tempi tanto simpatici, a tutti coloro che oggi sono a favore della guerra, in realtà non erano gli eroi senza macchia e senza paura che combattevano contro quei cattivoni dei comunisti, ma in realtà erano dei terroristi, in larga parte non afghani, spesso mossi non per idealismo, ma per fanatismo religioso oppure per motivi tutt'altro che ideali, come il controllo del narcotraffico, che non combattevano solo contro l'esercito sovietico ed afghano, ma facevano attentati terroristi contro i civili e le infrastrutture del paese, oltre a costringere con la forza i contadini, a praticare la monocultura del papavero da oppio, e che in Afghanistan non era in atto un'invasione sovietica, ma una guerra per procura, simile a quella dei contras in nicaragua, durante la quale i governi americani, pagavano, armavano ed addestravano terroristi reclutati tra la feccia della società afghana e di altri paesi, per destabilizzare un governo nemico, forse l'opinione publica, avrebbe smesso di dare il proprio consenso all'appoggio dei terroristi islamici in Aghanistan, che oggi sarebbe rimasto il paese laico che era prima, ed oggi ci sarebbe la pace

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da diavoletto_1968 Visualizza Messaggio
    ..ma come puoi far capire un concetto così a dei meschini, a delle persone piccole piccole che usano come unico loro metro di giudizio il numero delle banconote nel loro portafogli?
    Libertà di stampa? E che è? Dovere di informare
    La libertà di stampa ed il "dovere di informare" (ma dovere de che? i giornali sono aziende private, oltrettutto pesantemente finanziate dallo stato italiano a causa di una penosa legge) sono cose che non c'entrano nulla con l'avventurismo per fare lo sgub nelle zone di guerra. Il fatto che un giornalista sia in un territorio di guerra e che non sia nelle zone di controllo militari non garantisce l'imparzialità delle informazioni - come dimostrano le cazzate sparate da quel giornalista di Radio Radicale che chiuso in uno sgabuzzino parlava del genocidio dei kosovari.. - che in guerra difficilmente si possono avere. Bisogna rendersi conto che se siamo in guerra e se vedi che i tuoi nemici ti sparano bombe (al fosforo) da 10.000 metri, quando vedi qualcuno di loro che ti vuole intervistare come minimo lo prendi a calci nel didietro. Quindi, se qualche dipendente di un'azienda privata vuole fare l'eroe deve sapere che deve farlo o suo (e della sua azienda) rischio e pericolo. Non capisco perchè abbiamo dovuto sborsare dei soldi e sottostare ad un ricatto per liberare un giornalista di un gruppo editoriale che fattura oltre un miliardo di euro l'anno...

  5. #35
    emiro omofobo meridionale
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    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    La riflessione che voleva fare Oli è se sia giusto mandare giornalisti "nel territorio nemico". Un tempo i giornalisti in guerra ci andavano vicino ai soldati e non andavano a fare i reportages nel territorio nemico. Adesso invece vogliono fare gli avventurieri e fare i sondaggi idioti tra la popolazione locale, così non si può andare avanti. Mi sembra quindi evidente che se un giornalista va in zona di guerra e vuole fare l'eroe deve sottoscrivere un'assicurazione per pagare un eventuale riscatto o, se non lo fa, arrangiarsi con la sua famiglia.

    a questo punto è meglio che i giornalisti in guerra non ci vadano proprio, ed i media riportino direttamente le veline e la propaganda di guerra dell'esercito, magari scritte da qualche ufficiale che si trova in qualche ufficio delle retrovie.
    I cacainchiostro di regime superpagati, che subito dopo la conquista di kabul, ci hanno fatto credere per anni che la guerra era finita, che l'afghanistan si stava democraticizando, che le elezioni venivano fatte senza brogli, che le donne si stavano emancipando e non erano più costrette a portare il burka,che la maggior parte degli afghani era felice e contenta di essere stata "liberata", che l'Afghanistan si stava avviando verso un futuro prospero e felice, e che adesso all'improvviso si sono accorti che la guerra contrinua più cruenta che mai, e la situazione è molto peggiore di prima, fanno molti più danni dei riscatti per gli inviati di guerra, poiché convincono la popolazione dell'utilità delle fallimentari e criminali guerre imperialiste fatte con la scusa della lotta al terrorismo

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    a questo punto è meglio che i giornalisti in guerra non ci vadano proprio, ed i media riportino direttamente le veline e la propaganda di guerra dell'esercito, magari scritte da qualche ufficiale che si trova in qualche ufficio delle retrovie.
    I cacainchiostro di regime superpagati, che subito dopo la conquista di kabul, ci hanno fatto credere per anni che la guerra era finita, che l'afghanistan si stava democraticizando, che le elezioni venivano fatte senza brogli, che le donne si stavano emancipando e non erano più costrette a portare il burka,che la maggior parte degli afghani era felice e contenta di essere stata "liberata", che l'Afghanistan si stava avviando verso un futuro prospero e felice, e che adesso all'improvviso si sono accorti che la guerra contrinua più cruenta che mai, e la situazione è molto peggiore di prima, fanno molti più danni dei riscatti per gli inviati di guerra, poiché convincono la popolazione dell'utilità delle fallimentari e criminali guerre imperialiste fatte con la susa della lotta al terrorismo
    quoto

  7. #37
    emiro omofobo meridionale
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    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    La libertà di stampa ed il "dovere di informare" (ma dovere de che? i giornali sono aziende private, oltrettutto pesantemente finanziate dallo stato italiano a causa di una penosa legge) sono cose che non c'entrano nulla con l'avventurismo per fare lo sgub nelle zone di guerra. Il fatto che un giornalista sia in un territorio di guerra e che non sia nelle zone di controllo militari non garantisce l'imparzialità delle informazioni - come dimostrano le cazzate sparate da quel giornalista di Radio Radicale che chiuso in uno sgabuzzino parlava del genocidio dei kosovari.. - che in guerra difficilmente si possono avere. Bisogna rendersi conto che se siamo in guerra e se vedi che i tuoi nemici ti sparano bombe (al fosforo) da 10.000 metri, quando vedi qualcuno di loro che ti vuole intervistare come minimo lo prendi a calci nel didietro. Quindi, se qualche dipendente di un'azienda privata vuole fare l'eroe deve sapere che deve farlo o suo (e della sua azienda) rischio e pericolo. Non capisco perchè abbiamo dovuto sborsare dei soldi e sottostare ad un ricatto per liberare un giornalista di un gruppo editoriale che fattura oltre un miliardo di euro l'anno...


    non confondiamo gli inviati di guerra veri, che verificano di prima persona, quello che succede nei paesi in guerra, dando una versione differente a quella ufficiale, basata sulla propaganda di guerra, con il cacainchiostro di regime e propagandista di guerra antonio russo di radioradicale, che era praticamente identico ai giornalisti embembed, con l'unica differenza che nel caso del Kosovo, invece di riportare le veline dell'esercito chiuso in un albergo, riportava le veline dei teroristi albanesi chiuso dentro uno scantinato, senza verificare quello che diceva, oltre a raccontare in palese cattiva fede bugie assurde e prive di fondamento

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Bigas Visualizza Messaggio
    A sto punto eliminiamo i giornalisti, tanto chi se ne frega di cosa succede? a te un cazzo dell'afghanistan a me un cazzo del billionaire a qualcun altro un cazzo dell'america. Che ce ne facciamo dei giornalisti?

    Cristiano
    Che i giornalisti facciano il loro mestiere, e che rischino pure per dare informazione, per soldi o per la gloria.
    Come tutti quelli che svolgono una attività.

    Però che nessuno pretenda che lo Stato intervenga a metterci una pezza quando le cose si mettono male perché qualcuno ha sottovalutato il pericolo in zone di guerra.

    Sono tutti maggiorenni e vaccinati, che si fottano!

    Dovremmo prendere esempio dal Giappone che dopo aver liberato i suoi cittadini poco prudenti caduti in ostaggio, si fa rimborsare le spese.

  9. #39
    Ha da venì Baffone
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    Ragioniamo penso che abbia ragione.

    A parte questo ... bisognerebbe mandare molti più giornalisti nelle
    zone di guerra, anzi, bisognerebbe mettere per obbligo almeno un
    paio di reportage dal fronte per avere la qualifica di giornalista.

    Tutti gli altri che scodinzolano alla corte dei miracoli dei politici o
    dei generali da operetta sono solo delle danzatrici del ventre che
    non valgono nulla e fanno disinformazione.
    La loro parola ha lo stesso valore di quella di Bush o di Bin Laden,
    cioè 0 ( Zero ).

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da ugolupo Visualizza Messaggio
    Che i giornalisti facciano il loro mestiere, e che rischino pure per dare informazione, per soldi o per la gloria.
    Come tutti quelli che svolgono una attività.

    Però che nessuno pretenda che lo Stato intervenga a metterci una pezza quando le cose si mettono male perché qualcuno ha sottovalutato il pericolo in zone di guerra.

    Sono tutti maggiorenni e vaccinati, che si fottano!

    Dovremmo prendere esempio dal Giappone che dopo aver liberato i suoi cittadini poco prudenti caduti in ostaggio, si fa rimborsare le spese.
    Allora facciamo lo stesso per i soldati, gli ingegneri, le bodyguard...
    questi sono lì a fare il loro lavoro, meglio di molti altri, esattamente come tutti gli altri...

 

 
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