Scusate gli Off Topic....!


Scusate gli Off Topic....!


Al momento sono preoccupato e non mi piacciono le strategie future di AN.
E non mi piace l'atteggiamento e la proposta politica di Storace in un eventuale soggetto politico diverso da AN.
Tra non molto rischio di diventare politicamente orfano.


E che ti piace? Fare il partito unico con i liberisti di FI?
Cioè...rendiamoci conto che quella è la strada che Fini,per suoi personali ambizioni,ha deciso di seguire.
Chi pensa che dobbiamo avere una destra liberal-conservatrice s'accomodi pure,chi è legato alla tradizione storica di Destra Sociale non può condividere questo percorso.
Auspico solo che qualcuno più credibile di Storace si faccia avanti.


Ma scusa se ho scritto che non piacciono ne le strategie di AN, ne questo ipotetico soggetto politico di Storace, da cosa si capisce che auspico il partito unico? Io non lo voglio il partito unico, ho solo scritto che più passa il tempo e più non mi sento rappresentato totalmente da nessuno.




Io Anche...
Vorrei un Partito Unico...
e Una DESTRA SOCIALE..con i fuoriusciti di AN..ma
che raccolga tutte le forze e dico TUTTE!
Roba da almeno 5% insomma...
Ma è soltanto UTOPIA...Purtroppo.


sapete cosa trovo ridicolo della destra e della sinistra attuali...
nei DS ci sono post-comunisti puri alla Salvi,liberal alla Morando,socialisti alla Valdo Spini,cristianosociali alla Mimmo Lucà,più il resto dell'apparato PCI-PDS-DS in stile socialista/socialdemocratico
nella MARGHERITA ci sono popolari,socialisti,liberali,teodem
in FI ci sono liberali,popolari,ex socialisti,ex comunisti
in AN ci sono esponenti conservatori,altri filoberlusconiani,altri che definirei post-fascisti,altri di destra sociale
i 4 partiti + grandi d'Italia hanno 6.000 anime al loro interno ed il + grande dei 4 non arriva al 25% dei voti validi.....fossero partiti del 40%....invece hanno il 10-20%
spero che ci siano delle scomposizione e delle ricomposizioni...
i teodem che cazzo faranno nel PD????i socialisti a destra????




questo potrebbe essere il momento buono per una svolta, spero in Alemanno.


Sta nascendo la "Cosa Nera".
Storace,Santanchè e Romagnoli già al lavoro.
Per Storace e Santanchè è sempre più forte la voglia di scissione
di Fabrizio De Feo - venerdì 04 maggio 2007, 07:00
da Roma
La tentazione esiste e periodicamente torna alla luce. La domanda è sempre la stessa: può funzionare un partito a destra di Alleanza nazionale, capace di raccogliere il consenso di una destra diffusa e tradizionalista, ovvero quella che non si ritrova nelle posizioni laiche e liberali di Gianfranco Fini? Francesco Storace se lo chiede da tempo. E in queste settimane, con l’approssimarsi delle elezioni amministrative, lascia che su di lui si concentri la curiosità dei media, desiderosi di squarciare il velo sull’ipotesi di una possibile scissione da An da lui guidata e capitanata.
Le voci si fanno sempre più insistenti: secondo il tam tam delle agenzie di stampa l’ex governatore del Lazio si preparerebbe a dar vita a un nuovo partito e subito dopo il voto di primavera, sarebbe pronto ad alzare i toni e a compilare le prime pratiche di separazione. Una raffica di illazioni che Storace non conferma né smentisce, da abile comunicatore qual è, spostando l’obiettivo sulla sua personale battaglia per una maggiore «democrazia» dentro An. Il capo dell’opposizione interna a via della Scrofa non ha mai smesso di chiedere la convocazione del congresso, e questa volta sembra deciso ad andare oltre: se entro il 30 giugno Fini non convocherà il congresso nazionale, la sagoma della nuova creatura potrebbe iniziare a stagliarsi all’orizzonte, perlomeno come una minaccia. «Se si nega democrazia interna - spiega Storace - è facilmente intuibile che tanti militanti e dirigenti se ne vadano da un partito senza identità e che epura chi dissente».
Sulle barricate, pronta a partecipare alla battaglia, ci sarebbe anche Daniela Santanchè che alcuni vedono come futuro segretario del nascente partito di Storace. E disponibili alla nuova avventura sarebbero anche alcuni frammenti di destra che orbitano ai margini dello schieramento moderato, tra cui Luca Romagnoli del Movimento sociale-Fiamma Tricolore. Secondo gli ultimi sondaggi a destra di An c’è uno spazio che può valere anche il 4 o 5 per cento. Per il Sole-24 ore la Destra sociale conta addirittura il 6,1 per cento dei consensi. «A me interessa dare cittadinanza ai veri valori della destra - dice Storace -. Sogno una forza politica che abbia nel suo simbolo la parola Destra, una destra che non chiede il diritto di tribuna ma la tribuna per i propri valori».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175330
POL) La “Cosa nera”, i sondaggisti: Bene la Santanchè al comando
Roma, 4 mag (Velino) - Una nuova formazione politica di estrema destra “attirerà consensi se An si sposterà al centro dando vita con Forza Italia a una Federazione”. In caso contrario “rimarrà ferma al due o tre per cento, perché Fini continuerà a calamitare la quasi totalità dell’elettorato di destra”. Così il sondaggista Maurizio Pessato, di Swg, fotografa le prospettive elettorali della “Cosa nera”, il soggetto politico di “destra-destra” che potrebbe spuntare a breve se Gianfranco Fini non riuscirà a riassorbire il rischio di una scissione. Pessato ragiona su questa nuova esperienza nell’ottica del quadro partitico che si va delineando: “Il fatto che a sinistra si sta dando vita a un’aggregazione di partiti può agevolare la creazione speculare di un soggetto unitario da quest’altra parte – dice al VELINO –. In entrambi i casi si tratta di formazioni che fanno leva sulle ideologie del ‘900. Vecchie, ma che mantengono sempre la loro capacità di attrarre consensi”. Il quadro che si profila vede dunque “nuovi ambiti di opposizione al riformismo di Forza Italia, An, o del Pd. Perciò è naturale che in una prospettiva bipartitica si aprano praterie per le ali estreme”. E una donna come la Santanchè eletta segretaria del nuovo partito? “Potrebbe essere vista come una novità. Ma bisogna sempre ricordare che l’elettorato di destra è storicamente tradizionalista e maschilista”. Il sondaggista, comunque, sospetta: “Il fatto di proporre un segretario donna potrebbe essere un espediente tattico. Dietro di lei rimarrebbe l’uomo forte di questa nuova destra che è Francesco Storace. Il quale, non esponendosi in prima persona, avrebbe mani libere”.
Per Luigi Crespi, sondaggista di Ekma, la “Cosa nera” potrebbe arrivare a un risultato elettorale che varia tra il cinque e il sei per cento. “Il potenziale è quello – dice, interpellato dal VELINO –. Sta di fatto che bisogna tenere d’occhio le mosse di Fini. Se si avvierà sulla strada della Federazione unica del centrodestra aprirà spazi in cui Storace potrà pescare elettori”. Crespi, quindi, sottolinea la novità “positiva” costituita dalla proposta di un segretario donna. Si parla della Santanchè: “È un personaggio interessante ed è in grado di rendere elegante l’estrema destra che rischia di apparire sempre truculenta. Nominarla al vertice sarebbe una soluzione, anche mediatica, molto appropriata”. Renato Mannheimer non si sbilancia: “Non si può dire da ora che peso potrà avere questo soggetto politico. Ci si può esercitare sulle stime dei consensi, ma tutto dipenderà dalla comunicazione, dai progetti che un simile partito potrà presentare. L’unico dato interessante – dice al VELINO – che al momento bisogna sottolineare è che l’elettorato è molto disponibile a nuove proposte. È molto mobile e dimostra di avere voglia di qualcosa di nuovo”. Poi, valuta positivamente l’idea della leadership affidata a una donna: “Potrebbe avere delle conseguenze positive, perché le donne spesso si portano dietro un bagaglio di creatività che non è stato ancora valutato adeguatamente dalla politica. In linea teorica, quindi, una guida femminile può dare una potenzialità e una spinta in più”.
D’accordo con lui è Nicola Piepoli: “Una segretaria donna come Daniela Santanchè, al di là del valore che ha come donna, mi sembra una scelta azzeccata. In questo momento – spiega al VELINO – essere donna è di moda, quindi la sua candidatura mi pare ottima”. Quanto al peso elettorale del partito “tutto dipende dalle capacità di Francesco Storace. Se è l’uomo di dieci anni fa che si batte, che lotta e se è quel tipo carismatico di allora, il soggetto politico potrà avere successo. Tutto dipende da lui”.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=350204
La Santanchè studia da leader.
Edizione 97 del 08-05-2007
Daniela Santanchè sul rischio di frattura nel partito di Gianfranco Fini
Intervista a Daniela Santanchè / “Presto un congresso per Alleanza Nazionale”
di Barbara Alessandrini
Sarà che il vento scissionista in casa Pd potrebbe innescare un effetto domino all'interno della coalizione di opposizione. Sarà che sullo scacchiere politico della Cdl ultimamente la tentazione di agitare le acque ha lambito un po' tutte le pedine in gioco. Fatto sta che a giocare da protagonista l'ultima partita in corso nella Cdl tocca ad Alleanza nazionale al momento esposta al rischio D-Destra. La risposta del senatore di An Francesco Storace al giornalista Angelo Mellone, che spiegava sulle pagine del Giornale perché la scissione in An non ci sarà, è arrivata puntuale e soprattutto puntuta come la mina di una di quelle vecchie matite con cui le nonne incidevano la carta bianca dei quaderni adibiti al bilancio familiare. Anche Storace stila un bilancio, impietoso, sullo stato del partito guidato dall'algido Gianfranco Fini. Troppo poco dedito, agli occhi di Storax, a garantire la democrazia interna ad An. Di qui l'invito del senatore di An a Mellone a “cimentarsi sull'origine del problema” e la rivendicazione del primato di una identità politica fondata sulle idee e sui valori rispetto al tornaconto personale. Infine il rischio della scissione che Storace per ora esclude preferendo parlare di una diaspora che pone il problema del “ricambio” dei quadri sia in An che nella Cdl. Il faro di una nuova politica valoriale? Storace non ha bisogno di scrutare intorno a sé perché lo vede nitido in “una donna coraggiosa e onesta come Daniela Santanché, una bandiera del tempo nuovo che sventolerebbe nel nome del diritto alla libertà di essere se stessi, di destra”, in chiave antitetica alle “banderuole”. Quanto condivida la radiografia di Storace e con quale grado di entusiasmo accolga il suo invito la pugnace parlamentare di An lo spiega fuori dai denti. “Al di là della lusinga, l'importanza della proposta sta nella lungimiranza di Storace che in questo modo dà un'indicazione precisa sulla possibilità di aprire una breccia nel muro su cui si infrange l'impegno, la volontà e la capacità delle donne in politica. La battaglia da portare avanti è sia sui valori, sia sugli strumenti di democrazia del partito. Il mio partito è An ma io voglio sapere se questa destra c'è oppure no”.
Il sacrificio delle posizioni tradizionalmente di destra alla convenienza politica di pochi, o peggio, al politicamente corretto, non paga?Certo che no. Guardi il caso Sarkozy. E' diventato presidente per essere stato coerente con se stesso per non aver abbandonato la sua vocazione di uomo di destra, per essere stato capace di dire dire molti ed impopolari No. Ha preso posizioni, gridate forte e chiaro, su immigrazione, politiche ambientali, banlieu ecc. Io invito Fini ad abbandonare i tentennamenti avuti negli ultimi tempi.
Il dialogo è ingessato all'interno del partito, come anche, secondo Storace, la democrazia interna...E' proprio su questi due temi che urge aprire un dibattito, un confronto che non si pietrifichi nello scontro.
Sono cinque anni che non facciamo un congresso. E' arrivato il momento di pensare seriamente ad un nuovo congresso di An come fanno tutti i partiti di massa tra cui il nostro partito col suo 10% può a buon diritto essere annoverato.
Torniamo ai valori. E' possibile riaggregare i fuoriusciti, i quadri “scappati” o “cacciati”da An? E quali sono i punti qualificanti del ritorno alle origini di An?Anche su questo fronte c'è urgenza di aprire un dibattito e di confrontare posizioni: con la determinazione, però, di tenere una linea inflessibile ad esempio sulla Patria che deve restare di chi la ama e non è coniugabile con l'insegnamento del Corano nelle nostre scuole. O sulla libertà individuale e femminile in base al cui diritto è importante una legge che vieti il velo fino ai sedici anni, età in cui una ragazza è in grado di scegliere se diventare osservante della propria religione. Sulla procreazione assistita la nostra posizione in favore dei tre sì al referendum è nota. E infine la questione sul voto agli immigrati, su cui nutro sinceri dubbi!
Come mai nemmeno An ha pronunciato un sibilo di attacco al governo che continua a promettere quei rinforzi di mezzi indispensabili alla sicurezza dei nostri militari ad Herat, ma che restano in Italia?
E' la prova provata della crescente latitanza di An su quelli che sono certa debbano essere i punti su cui un partito di destra si debba impegnare. Penso anche al pericolo di questo atteggiamento che lascia il campo libero agli estremisti. Con i danni che la storia ci ha insegnato ne derivano. L'occupazione del quartiere Fidene a Roma da parte di Forza nuova dopo l'omicidio della una giovane da parte di una ragazza rumena ne è soltanto l'ultimo esempio.