
Originariamente Scritto da
Tyrion
Sandokan dice:"Questione importante. Dici che il nazionalismo è positivo nei popoli oppressi (io direi nazionalitarismo per distinguerlo dal nazionalismo imperialista). Bene, però ti faccio notare che in seno ad ogni popolo oppresso ci sono delle minoranze di borghesie compradore che invece vogliono mantenere il loro popolo oppresso dalle potenze coloniali o neo-coloniali. Le guerre di liberazione nazionale sono quindi anche guerre contro le borghesie compradore."
Sono del tutto d'accordo. Ma mi pare che questo dimostri che perfino nelle guerre di liberazione nazionale la questione centrale resta quella della lotta di classe. Quindi tendenzialmente ho la sensazione che tu abbia rinforzato le mie ragioni :-)
Appena dopo dici:"In Italia la situazione non è diversa, perché la maggioranza della popolazione è oppressa dal capitalismo e dei banchieri, industriali italiani......"
Stessa sensazione. Mi confermi che l'avversario politico è una classe sociale che fa parte della nostra stessa nazione; e non credo si possa combattere una parte della propria nazione richiamandosi all'identità nazionale.
Inoltre aggiungi: "aggiungerei che il nostro paese ha un problema di indipendenza nazionale sia dal punto di vista militare (NATO e basi statunitensi), economico (UE) e politico (politica filo-americana).
C'è dunque una questione nazionale che per me deve essere assunta come centrale dai comunisti."
Su questi punti ti seguo, c'è in effetti in Italia un problema di indipendenza nazionale che non va sottovalutato, e può essere utilizzato dai comunisti.
La lotta contro la base USA di Vicenza mi pare si sia mossa in questa direzione.
In sintesi non mi sono convinto che nazione e comunità siano buoni punti di partenze per il rilancio della lotta di classe, poichè nella nazione e nella comunità è presente l'avversario di classe.
Non penso nemmeno, però, che il termine "nazione" sia da demonizzare, anche per non regalarne il forte richiamo ideologico ai fascisti.